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NAZIONALI

Italia, Spalletti su Zaccagni: “Condizioni da valutare, se non dovesse farcela…”

Stop per l’Italia di Spalletti nella sfida di ieri contro la Germania dove gli azzurri hanno eseguito una grande prova nel primo tempo riuscendo a portarsi in vantaggio grazie ad una conclusione di tap-in di Tonali. L’ex rossonero ha eseguito una grande partita propiziata anche dalla rete del momentaneo 1-0. Uno dei giocatori della Lazio a non essere sceso in campo era Mattia Zaccagni. Il capitano non era al 100% infatti e, per questa ragione, Spalletti ha voluto lasciarlo in panchina. Ecco le sue parole a riguardo:

«Se ci sono i presupposti per vincere? Io negli spogliatoi ho fatto i complimenti. Poi la dovrò rivedere, però non siamo mai stati in balia della loro qualità. Non vedo perché non si possa essere convinti di avere le stesse possibilità: quello che hanno fatto loro lo possiamo fare noi. La partita, se si vuole essere obiettivi, ha raccontato questo. Sono convinto di poter andare a fare una buona gara, poi ne discuteremo a fine partita. Se ha deciso chi convocare? Dipendeva da Kean, che è diffidato. Se avesse preso l’ammonizione, saremmo stati costretti. Poi dovremo valutare le condizioni fisiche, di Politano e di Zaccagni su tutti, e valuteremo. Se Zaccagni non ce la dovesse fare, potrebbe darsi uno come Baldanzi o uno di fascia. Valuteremo».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Isaksen ha fatto uno step importante, Rovella titolarità meritata con l’Italia. E sul ruolo di Zac in Nazionale…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Isaksen ha fatto lo switch, ha acquisito consapevolezza. Da qualche tempo ormai gioca bene, è cresciuto in maniera importante. Prima faceva il compitino e non bastava, doveva iniziare a responsabilizzarsi e ora lo sta facendo.

Guendouzi sta patendo un po’ il momento, ma tornerà al meglio da queste gare con la Nazionale.

Rovella nel campionato italiano è il centrocampista che ha dimostrato più qualità e più continuità. Titolarità meritata anche con l’Italia. Lui e Guendouzi sono quelli che fanno fare il salto di qualità alla Lazio. Rovella nello specifico è cresciuto molto, interpreta il ruolo in maniera eccezionale.

Zaccagni può giocare come seconda punta al posto di Raspadori in questo sistema. E’ sicuramente meglio di Raspadori: dentro l’area lui è bravo poi diventa un giocatore normale, quindi serve qualcuno con fisicità ed esplosività e Zac può fare quel ruolo partendo da sinistra.

I cinque migliori attaccanti italiani di sempre? Riva, Rossi, Signori, Baggio e Del Piero.

Sarri ottimo addestratore della fase difensiva, mi piacerebbe vederlo più pericoloso. Quel possesso palla fine a se stesso non mi diverte. Però rimane un ottimo allenatore, io preferisco il Sarri di Napoli”.

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NAZIONALI

Italia, Spalletti su Zaccagni e Rovella: “Ha il sangue agli occhi”

C’è un po’ di Lazio nella Nazionale Italiana che affronterà la Germania nei quarti di finale della Nations League. Alla vigilia della sfida contro i tedeschi, in programma giovedì 20 marzo alle 20.45 allo Stadio San Siro di Milano, ha parlato il commissario tecnico dell’Italia Luciano Spalletti. Il mister, dalla sala stampa del centro sportivo di Coverciano, tra i vari argomenti di discussione, ha parlato anche di Mattia Zaccagni e Nicolò Rovella. I due pilastri della Lazio di Marco Baroni vivono due situazioni differenti, l’esterno potrebbe saltare la gara di domani, il mediano invece si gioca una maglia da titolare con Samuele Ricci del Torino. A ridosso del match Spalletti scioglierà i dubbi sull’eventuale utilizzo dei due biancocelesti. “Zaccagni? Potrebbe saltare la partita di andata, c’è questo rischio. Rovella è un mediano, è uno che quando vede l’avversario partire gli viene il sangue agli occhi. Se giocherà non ve lo dico, aspetto l’allenamento per scegliere”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Liverani, vice Taty cercasi: “Noslin l’unico in grado. Calo Lazio? Manca il campion ed escono i difetti…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

Nella Lazio manca la vera alternativa a Castellanos. Baroni ha provato a cercarla, ma non ha avuto risposte. E’ l’assenza più grave per i biancocelesti, oggi è proprio quel giocatore che manca di una vera e propria alternativa. Ora bisogna trovare qualche soluzione, perché si rischia di rovinare quanto costruito, visto che al rientro dalla sosta ci si gioca tutto. Tutti devono fare qualcosa di più per cercare di sopperire alla sua assenza. Dia? Né lui né Tchaouna, ma penso a Noslin. Mi sembra l’unico in grado di giocare in quella posizione, con caratteristiche diverse. Gli va data continuità però, anche a costo di vedere 60 minuti non all’altezza. Dia è un ragazzo molto sensibile, se non sta bene gioca con meno libertà mentale. Deve ritrovare entusiasmo e serenità, perché senza Taty manca quel legame e quella connessione. Paga tanti fattori, anche l’infortunio. Mi aspetto però che si prenda più responsabilità”.

La squadra si aggrappa al campione quando è in difficoltà, non quando gira tutto al meglio. Se hai in squadra il grande giocatore, questo riesce ad ammortizzare il colpo quando le gambe girano meno, quando le partite diventano più difficili. La Lazio non ha quel tipo di interprete, ha bisogno di girare sempre al massimo. Quando c’è un calo, vengono fuori i difetti e come detto, mancano quelli che te la risolvono con un’invenzione estemporanea”.

“Tutte le squadre ad inizio stagione si danno degli obiettivi, quello della Lazio sicuramente non era arrivare in Champions o quantomeno, non c’era l’obbligo di arrivarci, come per la Juventus. Questo per i biancocelesti è sempre stato un punto di forza, la leggerezza e la spensieratezza nell’affrontare il campionato. Non deve perderla proprio adesso”.

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NAZIONALI

Verso Italia-Germania, Zac a riposo e Rovella si candida per una maglia da titolare: la probabile formazione

Sono due i biancocelesti impegnati con l’Italia di Spalletti: capitan Zaccagni e Rovella. In vista dei quarti di andata di Nations League, da giocare domani contro la Germania, il ct continua a provare il 3-5-1-1, con qualche ballottaggio da sciogliere in queste ore.

Da valutare, riporta Sky, il recupero di Zaccagni e Cambiaso che, a due giorni dal match di San Siro, non si sono allenati coi compagni.

Questa la probabile formazione dell’Italia:

Donnarumma; Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni; Politano, Barella, Rovella, Tonali, Udogie; Raspadori; Retegui.

Ballottaggi apertissimi in difesa tra Calafiori e Buongiorno, a centrocampo tra Rovella e Ricci e davanti tra Retegui e Kean.

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RASSEGNA STAMPA

Tutti i segreti di Rovella: dalla terza squadra di Milano a Lazio e Italia

Il centro sportivo Kennedy si trova in via Alessio Olivieri, poco più di due chilometri in linea d’aria con lo stadio di San Siro, quartiere Baggio e non c’è alcun collegamento, esclusa l’omonimia, con Roberto e Dino, un pezzo della storia azzurra. La famiglia di Nicolò Rovella abita a poche centinaia di metri, circa dieci minuti a piedi, quartiere Pagano, dietro Parco Sempione. Ecco perché l’Alcione, quest’anno per la prima volta in Serie C e con una storia lunghissima di successi nel settore giovanile, rivendica con orgoglio il titolo di terzo club del Comune di Milano residente in città, anche se per l’indisponibilità di uno stadio deve andare a giocare le partite interne della prima squadra a Sesto San Giovanni.

Portano la maglia “orange” che fa tanto Olanda, ma sono nati nel 1952, ben prima che esplodesse la Nazionale di Michels e Johan Crujff. Il centrocampista della Lazio ha qualcosa di olandese nella corsa e nel dinamismo inesauribile. E da qui, da un campo in sintetico dove giocava con gli amici, è decollata la sua carriera di calciatore, esploso nell’ultimo anno a Formello con Sarri e Baroni dopo l’esordio con il Genoa di Thiago Motta, il prestito a Monza e la cessione decisa dalla Juve solo per motivi di bilancio, perché era già uno dei migliori mediani della Serie A. Spalletti lo ha fatto esordire a novembre in Belgio e se n’è invaghito al punto di metterlo in concorrenza con Ricci, l’altro regista azzurro. C’è un’altra coincidenza, basta guardare il logo dell’Alcione: la parte destra rappresenta un’ala dell’omonimo animale in volo, Nicolò non si immerge come il martin pescatore e cattura palloni. Corriere dello Sport

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EUROPA LEAGUE

Ranking Uefa, buone notizie per l’Italia: la classifica aggiornata

Vince la Lazio allo scadere, così come la Roma e l’Inter. (La Lazio sale dalla 24esima alla 22esima posizione del ranking, miglior piazzamento dell’era Lotito). Unica notizia negativa il ko della Fiorentina rimediato contro il Panathinaikos. Tuttavia i tre successi che hanno permesso all’Italia di accorciare sul secondo posto della Spagna nel Ranking Uefa. 

Dopo queste ‘notti europee’ l’Italia ha accorciato sulla Spagna facendo registrare un +0.750 (la Spagna un +0.875).

La classifica completa e aggiornata

Inghilterra 22.179

Spagna 19.892

Italia 18.937

Germania 16.671

Portogallo 16.250

Francia 15.286

Belgio 15.250

Olanda 15.083

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Arbitri scarsi ma con l’Inter abbiamo giocato con un uomo in meno. Ecco chi metterei contro il Milan…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La Lazio ha fatto un’ottima gara a San Siro. Il primo gol loro è da annullare. Noi abbiamo giocato con un uomo in meno, Tchaouna deve dare di più.

Note negative? Arbitri scarsi e noi, ripeto, abbiamo giocato con un uomo in meno, non c’era peso davanti; costruisci, crei, arrivi lì e devi cambiare soluzione. Non c’è il Taty che pulisce determinati palloni.

Bocciata la scelta di Tchaouna? Giustamente l’allenatore deve tentare.

Ora l’obiettivo della Lazio deve essere quello di continuare a fare il proprio calcio e crescere, lottando con la Juve per il quarto posto.

Zaccagni dietro a Dia? Io già lo vedo lì, ma è più pericoloso quando parte da esterno. E’ più funzionale.

Noslin? E’ leggerino, ora non è in grado di giocare e dare un contributo. Non dà garanzie, magari si può sfruttare negli ultimi minuti.

Domenica partirei con Pedro dietro a Dia, con ai lati Zaccagni e Isaksen”.

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DICHIARAZIONI

Baroni in conferenza: “Vogliamo rimanere in corsa su tutto. De Vrij? Non voglio perdere tempo ed energie. E sugli infortunati…”

Al termine di Inter-Lazio, il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha commentato l’uscita dalla Coppa Italia in conferenza stampa:

“Pochi tiri in porta? Scusate ma i numeri dicono il contrario: ne abbiamo fatti 16. C’è solo un problema, cioè che l’Inter ha vinto e ha passato il turno. Ma la produzione offensiva c’è stata. Noi volevamo andare avanti, purtroppo non ci siamo riusciti. La pressione? Noi la vogliamo, sono la nostra linfa. Abbiamo cambiato tanto ma vogliamo competere. Oggi siamo tremendamente addolorati perché volevamo andare avanti in Coppa Italia. Le pressioni le cerchiamo, ben venga il giocare gare importanti.

De Vrij ostacola Mandas? Non voglio andare oltre e non commento. Mi spiace che non è stato visto. Io lavoro su ciò che posso fare e su ciò su cui posso incidere, per il resto non voglio perdere tempo ed energie. Andiamo avanti con il nostro stile e la nostra identità senza mollare di un millimetro.

Ora priorità all’Europa Laague? Voi sapete da dove arrivo e la mia storia. Io batto la testa al muro per questi obiettivi e vogliamo rimanere in corsa su tutto. L’asticella la alzo tutti i giorni e non l’abbasso. Poi ha parlato la società, anche dopo il mercato. Io voglio fa crescere i giovani e responsabilizzarli. Devo togliere dei pesi dalla testa di alcuni. Il cambio di Romagnoli? Solo per motivi fisici, non volevo rischiare niente.

Di Pellegrini ho già parlato. Quando è stato fuori Hysaj non ne abbiamo parlato tutti i giorni. Pellegrini ci ha dato una mano e ci darà una mano. Poi devo fare delle scelte che magari fuori non sono comprensibili ma da dentro lo sono.

Vecino spero di recuperarlo contro il Milan mentre Dele-Bashiru rientrerà in coppa. Patric da valutare”.

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DICHIARAZIONI

Moviola, Cesari: “Gol di Arnautovic? Il Var doveva essere più presente, ecco perché…”

Il primo gol dell’Inter, la prodezza di Arnautovic, ha lasciato qualche dubbio: de Vrij sembra davanti a Mandas in fuorigioco attivo e oscura la visuale al portiere. Sul tema si è espresso Graziano Cesari a Mediaset:

“De Vrij disturba o no il tentativo di parata di Mandas in occasione del gol di Arnautovic? Questo è il grande caso: il portiere della Lazio ha i piedi un po’ lontani dalla linea di porta ma vede il pallone colpito dal giocatore nerazzurro? Dalle immagini si vede che c’è uno spostamento laterale, si sporge per vedere oltre De Vrij. Io avrei preferito che il Var fosse stato più presente. Doveva dire all’arbitro: ‘Vieni a vederlo, per te è valido o no?”. La sensazione che ho è che non se ne siano neanche accorti. Il gol è bello quindi il Var non è intervenuto“.