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ESCLUSIVA – Radiosei incontra Cataldi: “L’odio del derby finisce al 90′. Sarri unico e ci siamo chiariti”. Poi su Immobile ed i nuovi: “Guendo matto, Rovella promette, Kamada di ghiaccio…” (AUDIO)

Mister 300 presenze Cataldi ai microfoni di Radiosei

Mister 300 presenze (superate) con l’Aquila sul petto ai microfoni di Radiosei. Porte aperte a Formello alla radio dei tifosi della Lazio e chi se non Danilo Cataldi poteva essere il prescelto per ribadire il proprio amore per questi colori, riflettere su quello che è stato, analizzare il presente, svelare retroscena e proiettarsi ad un futuro ancora tutto da scrivere. Ecco nel dettaglio il botta e risposta andato in scena con il nostro Alessio Buzzanca tre giorni dopo il derby pareggiato con la Roma: “Siamo entrati in campo per vincere la partita. Loro sono partiti forti i primi dieci minuti, ci aspettavamo una Roma aggressiva visto che comunque veniva da una sconfitta e da due due derby persi in un solo anno. Poi, piano piano, abbiamo preso in mano la partita, il rammarico è stato quello di aver finito il primo tempo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo iniziato così così, sbagliando qualche pallone di troppo. La gara era indirizzata verso il pari, non ci andava bene, ma a volte in campo capita che ti senti di poter fare qualcosa di più ma non riesci. Non credo che ci siamo accontentati, ma siamo stati intelligenti a gestire la partita ed il momento. Se avessimo sfruttato anche una sola occasione nel momento buono la gara sarebbe cambiata. Poi è anche giusto ragionare e non allungarti inutilmente se capisci di non farcela“.

Da centrocampista, ti senti di dire che Sarri è un tecnico che bada soprattutto alla fase difensiva?
“Non credo si possa etichettare la sua filosofia, le due fasi di gioco richieste sono veramente connesse. Chiede una pressione alta, quindi in automatico se riesci a rubare palla nelle zone di campo pericolose sei già in area avversaria. Lui richiede molto in fase difensiva, con questo pressing alto devi cercare di di coprire palla il più possibile per i difensori che lavorano in una certa maniera. Forse esagero però credo sia l’unico al mondo che lavora con i quattro difensori in totale simbiosi. Anche lavorare con lui a livello offensivo è difficile. E’ un tecnico che vuole sempre la giocata a due tocchi, la palla deve viaggiare veloce e devi sempre sempre stare messo bene per chiudere le linee di passaggio. C’è tutta una lettura sulla palla che è complicata, ma non lo definirei un allenatore difensivista”.

Vi siete chiesti il perché dal punto di vista offensivo le cose non girano come la scorsa stagione?
“Ogni stagione ha la sua storia, ma penso che dipenda anche un po’ da quello che dicevo prima. Forse abbiamo anche un po’ di difficoltà a cercare di recuperare palla in zone del campo dove puoi fare subito male. L’anno scorso tanti gol sono arrivati da questo, da una pressione alta e con due passaggi eravamo già dentro la porta. Magari i giocatori che potenzialmente possono saltare l’uomo stanno avendo delle difficoltà, ma la realtà è che ci sono tanti fattori che influiscono”

Il calendario con sei big-match nelle prime dodici ha pesato…
“E’ fuori discussione che magari possa avere un peso, ma non so quanto ci abbia potuto destabilizzare. Un minimo peso ce l’ha avuto, quando inizi male con due squadre più abbordabili e poi devi recuperare contro Napoli, Milan e Juventus non è semplice. Oggi in Italia ed in Europa, fai fatica con tutte le squadre. Tutte sono organizzate, tutte ti studiano, non c’è nulla di scontato neanche contro l’ultima in classifica”.

Passiamo a te, perché Sarri ha detto che hai trovato meno spazio a causa del fatto che hai reso meno in allenamento ed in partita?

“Per quanto riguarda l’allenamento, ne ho parlato anche con lui, sono sicuro di poter dire che non esista questo problema. Anche il mister mi ha confermato che il suo riferimento era solo alle partite, a a quelle che ho giocato. Ci tengo a sottolinearlo perché è un aspetto che riguarda la mia etica. Magari in quelle cinque, sei gare che ho giocato all’inizio certamente non sono stato brillante come nella scorsa stagione. I risultati non positivi hanno fatto il resto, ci sta provare a cambiare qualcosa. Nell’ultimo mese, Rotterdam a parte, la Lazio è cresciuta per atteggiamento e rendimento. Così i risultati arriveranno”.

Dei nuovi che ci dici?

“Castellanos mi piace, è affamato, farà molto bene. Tecnicamente sa giocare con la squadra, può darci una grande mano. Nico (Rovella, ndr) è un ragazzo promettente che farà tanta strada, è uno che si impegna nel quotidiano, ha già una testa salda. Guendouzi è un ragazzo incredibile in senso positivo, è un personaggio che ti fa stare bene, è divertente ed un ottimo giocatore. E’ mezzo matto, ma è una persona positiva. Isaksen ha grosse qualità, nella scorsa stagione ci ha rovinato. Farà bene, deve solo abituarsi ad un mondo diverso, ha solo bisogno di tempo. Kamada a livello culturale è di un altro mondo. E’ particolare, molto intelligente, capisce ogni cosa subito. Averlo nello spogliatoio, è quasi un ragazzo di ghiaccio. Sembra non si faccia prendere dalle emozioni. Prima del derby aveva una calma incredibile, credo sia anche un bene in questo tipo di ambiente“.

Immobile in poche parole

“E’ intoccabile. Sento tante cose, tanti pareri soggettivi, ma i numeri dicono tanto. Quando un giocatore ha questi numeri non può essere attaccato. Poi anche come persone e capitano non è discutibile. Ciro è Ciro”.

Nello spogliatoio parlate anche di argomenti che possono colpirvi come essere umani? Penso all’invasione dell’Ucraina o a quanto sta accadendo in Israele

“Sicuramente, se ne è parlato. Poi io personalmente non sono attento ai particolari, ma ci aggiorniamo. Sono argomenti delicati, siamo una squadra, magari all’interno ci sono persone che hanno fedi diverse, culture diverse. Noi siamo privilegiati, ma non viviamo in una bolla, ma non siamo estranei dal contesto. Finisce il derby e torno a casa dove c’è mio figlio, mia moglie. Il calcio è stupendo, la Lazio è la mia vita, ma c’è tanto altro. In campo durante il derby ci odiano con gli avversari per 90′, poi però basta, finisce lì, affrontiamo anche noi i problemi di tutti i giorni”

Il più simpatico ed il più introverso nello spogliatoio?

“Ce ne sono tre o quattro, faccio il nome di un insospettabile, Lazzari. Sembra serioso, ma dentro lo spogliatoio si fa sentire positivamente. Per quanto riguarda la seconda, per ora dico Daichi (Kamada, ndr). Lo conosciamo ancora poco, ma piano piano lo porterò a cambiare (ride, ndr)”.

Sarri che tipo è?

“Si vede poco nel nostro spogliatoio. Arriva, fuma (ride, ndr), parla poco ma quello che dice fa cassazione. Malgrado sia di poche parole arriva, è simpatico ed incisivo”.

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(Pubblicato alle 08,30 del giorno Venerdì 17 Novembre)


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‘SVB’ – Pino Capua: “In Italia Gomez sarebbe stato subito sospeso” (AUDIO)

Pino Capua è intervenuto stamattina nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”. Il chirurgo ha parlato del momento vissuto dall’Italia, soffermandosi poi sulle vicende relative a Paul Pogba e Papu Gomez, entrambi squalificati a causa del doping.

“La vittoria di ieri sera con l’Italia è stata bellissima e importante, Spalletti ha fatto un ottimo lavoro. Mi sono emozionato nell’assistere ad un match con uno stadio Olimpico quasi sold-out che ha aiutato la squadra”, ha detto il presidente della Commissione Antidoping della Figc.

Capua ha fatto il punto sulla situazione del centrocampista della Juventus, positivo al testosterone il 20 agosto dopo il match di Udine, risultato confermato il 5 ottobre dalle controanalisi. “Noi abbiamo finito il nostro lavoro, ora spetta al Tribunale fissare la pena. Io ai ragazzi dico sempre di dire la verità, senza inventarsi storie strane tipo shampoo adulterati o altro. Non serve a niente. Noi pensiamo soprattutto alla salute dei giocatori – spiega ancora – anche per questo stiamo facendo un grosso lavoro sulla prevenzione e sull’informazione”.

Lo specialista ha spiegato cosa sarebbe accaduto in Italia circa il caso Papu Gomez, il giocatore dell’Atalanta che lo scorso 20 ottobre è stato squalificato per due anni dall’Agenzia antidoping federale spagnola. Il Campione del Mondo era stato trovato positivo a inizio novembre, senza essere sospeso ha potuto giocare. L’ex Atalanta ha vinto Mondiale ed Europa League col Siviglia.

“La prima cosa che voglio dire che in Italia il giocatore sarebbe stato sospeso immediatamente, così agiamo se un calciatore risulta positivo ad uno dei farmaci vietati presenti nel codice della Wada – sottolinea ancora – Fatico a comprendere cosa sia accaduto in Spagna. Noi siamo stati avvisati dal Monza, ma né la Figc né il club spagnolo erano a conoscenza del controllo che Gomez aveva subìto in Spagna a novembre scorso”

Foto: Instagram papugomez_official

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‘QUELLI CHE…’ – Parolo in studio a Radiosei: retroscena, gli interventi di Lulic e Mauri, Lazio di oggi… (VD/AD)

L’ex centrocampista della Lazio, Marco Parolo, ospite in studio a Radiosei con il giornalista Marco Cattaneo di Dazn. L’occasione è quella di presentare il proprio libro “Quando giochi” e di analizzare passato, aneddoti e presente del mondo biancoceleste. Seguono video ed audio della diretta della mattinata evento:

GERARCHIE NELLO SPOGLIATOIO – “Sono arrivato quando il capitano era Stefano Mauri e da lui ho capito la gestione di certe dinamiche. L’importante nello spogliatoio è far stare bene tutti. Magari negli ultimi anni Lulic era il capitano in campo, mentre magari io gestivo altre situazioni”.

COME GESTIRE TENSIONE E PAURA? – “Quando in Germania-Italia nell’Europeo del 2016 eravamo ai rigori e dovevo calciare dal dischetto avevo paura. Allo stadio c’era un gruppo di amici che erano venuti a vedermi e ho immaginato: “Pensa le risate che ci facciamo se sbaglio’. Poi ho pensato ai consigli che mi ha dato Buffon su Neuer. Se dovessi fare un altro esempio, ricordo un Lazio Sampdoria di inizio 2015 che ha un po’ sbloccato la mia avventura alla Lazio. Inizialmente mi trovavo in difficoltà perché non ero ancora riuscito a ripetere quello che avevo fatto a Parma, poi mi dissi: “Marco, stai giocando con i tuoi amici al parchetto. In quel momento mi sono calmato ed ero più naturale, perché quando giochi con i tuoi amici sei te stesso e non hai ansie”.

IL BULLISMO – “Tema sul bullismo nel libro? Una volta scoppiai a piangere davanti ai miei genitori perché venivo preso in giro a scuola calcio, avevo 13-14 anni. In quel momento mi sono detto che avrei dovuto far vedere chi ero con il pallone tra i piedi. Poi hanno cominciato a rispettarmi, perché vedevano che avevo una grande passione in quello che facevo, che magari loro non avevano”.

MAURI, PAROLO IN STUDIO ED IL DERBY DELLA CAPITALE – “Stefano Mauri è stato l’iniziatore del mio primo derby: prima della stracittadina andai ad una cena dove c’erano dei tifosi e ci raccontarono cosa significava il derby. All’inizio non capivo, poi nel primo derby facemmo il riscaldamento sotto la Nord, vedendo le facce dei tifosi capimmo che non potevamo assolutamente sbagliare”.

CAICEDO, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “La sua storia è molto bella. Nel 2018 sbagliò due gol a Crotone e si diceva che dovesse andare via. Noi ci esponemmo per tenerlo perché sapevamo che si allenava bene ed era meglio lui che un altro. Volevamo che rimanesse. Alla cena di natale dell’anno 19/20 eravamo in un grande momento. Tutti volevamo dirlo, ma lui alla fine disse che avremmo lottato per lo scudetto”.

LUCAS LEIVA, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “Lui era un grande anche a livello umano e come persona. Quando è arrivato doveva sostituire Biglia. I carichi quando cominciò il rirtiro erano pesanti e un po’ li soffriva, Inzaghi su questo brontolava. Poi nella sua prima partita in Supercoppa ebbe un contrasto con Cuadrado e lo ribaltò, ed era forse solo al 50-60% della sua forma fisica. Era una certezza. Tante volte giocavamo io e lui insieme. Ha portato, dopo Klose, nel gruppo l’esperienza internazionale che serviva. Sapeva portare la mentalità vincente, e non è facile”.

KLOSE – “Klose era di un altro livello mentalmente parlando. Lo vedevi in allenamento. Sapeva aprirci gli spazi con le sue giocate, infatti quell’anno in molti andammo in doppia cifra. Era intelligentissimo tatticamente, sapeva fare gol e far giocare bene la squadra. La giusta via di mezzo”.

AURONZO E TIFOSI – “ Quando ero ad Auronzo mi piaceva andare al campo a piedi, un po’ per sentire l’aria di montagna ma anche per stare vicino ai tifosi. ”.

INZAGHI – “Inzaghi rompiscatole in allenamento? Certamente pretendeva, ma era uno che aveva la capacità di far star bene il gruppo. Quando uscivamo insieme in ritiro, lui capiva l’importanza di quel momento che ci permetteva di fare gruppo. Poteva dirtene di tutti i colori, ma alla fine tutti stavano bene”.

PERUZZI – “Peruzzi era una figura importantissima. Partivamo in tre o quattro da Formello e andavamo a casa sua, non potrò mai dimenticare quelle cene a base di cinghiale”.

LULIC CON PAROLO IN STUDIO – “Lui rappresenta la tibia più famosa di Roma per quel 26 maggio. Senad mi ha fatto conoscere tanti bei vini, a inizio anno andavamo sempre tutti in un’enoteca. Non sapevi mai se crossava di destro o di sinistro, Senad mi ha fatto fare il quarto gol a Pescara, se ho fatto poker la colpa è sua (ride, ndr)”.

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RUOLO DA DIRIGENTE – “Non me lo hanno mai proposto. Non mi è mai interessato perché avevo troppo legame con i miei compagni e non volevo passare dall’altra parte. Ho sempre pensato che dovessero passare almeno dieci anni, in modo tale che possano cambiare tutte le figure”.

IMMOBILE – “Nel 2016 dissi a Igli che dovevamo assolutamente prenderlo, è l’unico che fa gol sempre anche in allenamento”.

PAROLO IN STUDIO SUGLI SCHEMI DI SARRI – “Negli schemi di Sarri penso che mi sarei trovato bene. Ha un gioco particolare ma una volta che lo conosci riesci ad esprimerti al massimo. Il Parolo di 28-29 anni ci sarebbe calzato a pennello”.

L’ARRIVO DI PAROLO ALLA LAZIO – “Inizialmente ero restio a venire, perché avrei voluto giocare l’Europa League con il Parma, anche se poi non si iscrissero. Parlando con Pioli e gli altri ero un po’ titubante. Poi accettai e pensai di aver fatto la scelta giusta. Ero a Villa San Sebastiano per firmare, ho dovuto attendere il presidente per qualche minuto”.

LOTITO – “ll Lotito che conosco io non è quello che appare in pubblico. Molte volte a Formello parlava con noi e ci raccontava aneddoti interessanti. Poi quando gli chiedevamo ‘pres ma i premi?’ lui cambiava completamente. Prima di trattare con lui mi dovevo preparare, perché era sempre più preparato di me”.

PAROLO CENTRALE DI DIFESA – “Bisognava mettersi dove c’era possibilità di giocare. Nella gara di ritorno a Milano contro l’Inter tutti mi hanno detto che Lukaku mi ha trascinato, ma alla fine non ha segnato lui”.

MILINKOVIC – “Sergej è un giocatore forte. L’unica pecca era che secondo me non aveva la voglia di diventare un giocatore grande a livello internazionale. Poteva avere molto di più per il giocatore che era. Alla Lazio attuale manca proprio un giocatore come lui. Viene meno quella capacità di aprire spazi vincenti per gli altri. Guendouzi e Kamada messi insieme fanno un Milinkovic. Questa Lazio va meno di transizione. Forse Kamada sarebbe stato più adatto per Inzaghi”.

I TIFOSI DELLA LAZIO – “L’amore che ho per il calcio da quando avevo quattro mesi l’ho ritrovato nei tifosi della Lazio, mi danno sempre grande affetto”.

COREOGRAFIE DELLA CURVA NORD – “Sono bellissime, me le sto godendo adesso perché magari quando giocavo ero sotto negli spogliatoi e non potevo”.

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‘NMM’ – Giordano sul derby: “Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…”

“Squadre a caccia di continuità, credo Mourinho possa cambiare qualcosa…”. Bruno Giordano sul derby a Radiosei: “Entrambe non hanno regolarità di prestazione e risultati. Tanti inciampi e poche svolte. Le classifiche parlano chiaro, il pareggio non starebbe bene a nessuno. Polemiche sui giorni di riposo? Nel derby non conta nulla, trovi energie dove non pensi possano esserci. E’ la partita che ti trascina, l’atmosfera prima durante la partita stessa”.

“Forse la Roma dovrà cambiare qualcosa sotto il punto di vista dell’approccio. Negli ultimi derby non ha vinto lo spettacolo. Mi aspetto qualcosa di diverso dalla Roma, forse qualcosa di più offensivo rispetto agli ultimi due appuntamenti. Mi aspetto una Lazio che sappia adattarsi alle situazioni di gioco, che il palleggio sia preciso e veloce e nel caso, il contropiede negli spazi ampi”.

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‘NMM’ – Giordano: “La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”

Bruno Giordano a ‘NMM’ “La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”

“La forza della Lazio è stata saper soffrire. Immobile? Grande traguardo, spero possa…”Bruno Giordano a Radiosei: “La forza della squadra è stata saper soffrire. Provedel ci ha messo del suo, il sacrificio complessivo della squadra ha pagato. Buona gestione nel secondo tempo. Grande intensità, non è stata una buona partita a livello tecnico, ma serviva questo spirito. Cinismo e un pizzico di fortuna. Immobile? Leggero miglioramento di prestazione. Grande traguardo per lui. Ciro ha battuto record su record, un momento di annebbiamento ci può stare. Lui non deve farsi prendere dalla frenesia, spero che possa vivere in modo più sereno eventuali momento negativi. Non c’è niente di nuovo, anche se il suo gol è importantissimo”.

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‘SVB’ – Delio Rossi: “I big fanno fatica. I giocatori seguono troppo le regole: quando le cose vanno male, serve anche un calcione. E sui terzini…” (AUDIO)

Delio Rossi, ex allenatore della Lazio, in collegamento a Radiosei

Mister, la sua opinione su questo segmento di stagione

“Vedo una squadra che sta cercando di fare. Non vedo supponenza, non vedo sufficienza. Vedo una squadra che sta facendo fatica, soprattutto con i suoi uomini più importanti come Immobile e Luis Alberto. La Lazio non è intensa per tutta la gara e non sovrappone mai sugli esterni con i terzini che rimangono bloccati. Se le ali non ce la fanno a saltare l’uomo perché magari non è un gran momento di forma, non sei mai pericoloso”.

Tatticamente, le scelte di Sarri

“Sarri preferisce che si inserisca il centrocampista e non il terzino, ma queste sono scelte di gioco. Io ad esempio quando facevo il 4-3-3 bloccavo il centrocampista centrale e sovrapponevo con i terzini, ma non c’è giusto o sbagliato. Ognuno fa le sue scelte.La Lazio tra l’altro non ha caratteristiche temperamentali per cambiare la partita. Non vedo un calcione, un’entrata fuori tempo, una scelta strampalata. Se non arriva l’episodio favorevole, la partita si incanala in un modo ed è difficile ribaltarla. Si fidano troppo dei loro mezzi per uscire fuori dalle regole”.

La soluzione

“Io penso che una squadra debba avere uno spartito in fase di possesso e di non possesso. Poi se ho il grande giocatore, lo lascio libero ogni tanto di andare fuori. Tu puoi anche mettere una variante, ma senza spartito non si va da nessuna parte. La Lazio ha uno spartito, ma non ha varianti come ad esempio Milinkovic sulla palla lunga. Ma mi sembra un po’ riduttivo dire questo. Penso che la Lazio e Sarri non debbano cercare dentro lo spogliatoio il capro espiatorio, il motivo o il colpevole delle prestazioni altalenanti. Ma devono prendersi le responsabilità cercando eventuali nemici fuori da Formello e provando a farli ricredere con le prestazioni e col veleno”.

Dario Cadeddu

06/11/2023

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Ernesto Calisti a “QUELLI CHE…”: “Prendiamo troppi gol: uno dei centrali deve spezzare la linea” (AUDIO)

L’ex terzino della Lazio, Ernesto Calisti, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”. Il ragazzo cresciuto nel vivaio biancoceleste si è espresso così sulla prestazione della Lazio a Bologna.

“Il primo tempo bellissimo per intensità e qualità, distanze tra i reparti. Però non hai avuto palle gol e nelle poche dovevi esser cinico, indirizzare la gara come col Sassuolo. Quello che noto è che la Lazio accompagna poco le sue trame, non attacchiamo mai l’area. Lo abbiamo visto fare con Vecino che in qualche modo imita Milinkovic Savic. Vedo solo due calciatori in area, su questo devi lavorare tantissimo”, ha specificato.

Le note dolenti riguardano anche il reparto difensivo. “Prendiamo troppi gol. Non deve essere sempre il centrocampista a staccarsi sulla punta o su chi si inserisce, ma uno dei due centrali deve spezzare la linea. Ieri con Zirkzee nella ripresa è successo troppe volte che nessuno lo andasse a prendere”.

L’ex esterno di Verona e Fiorentina si è espresso anche sui singoli. “Anderson è stato tra i pochi nel primo tempo a saltare l’uomo, poi a volte a causa dei ripiegamenti è poco lucido davanti alla porta. Certamente è resistente, ma alla lunga senti la fatica. Poi se nessuno attacca l’area lui può perdere il tempo del passaggio, ma io non lo toglierei mai. Lo ripeto, non riusciamo a essere cattivi sotto porta, devi fare male”

Chiusura su Castellanos. “Mi piace, fastidioso, fa salire la squadra ma è chiaro che non sia un grandissimo goleador. Anche lui avrebbe bisogno di altri compagni in area. Lo scorso anno la riempivamo con quattro, cinque elementi. Si creano tante occasioni potenziali, ma nessuna palla gol pulita”, ha concluso.

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‘QUELLI CHE…’ – Cipriani: “Preoccupato per il meteo a Bologna. Spero che la Lazio non sprechi il solito primo tempo” (AUDIO)

La rosa è più profonda, GIANNI CIPRIANI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La cosa bella rispetto agli anni passati è che possiamo permetterci dubbi di formazione perché la rosa è più profonda. In vista della Champions sicuramente si faranno ragionamenti.

Aspetto con fiducia anche il contributo che potrà dare Isaksen che secondo me è un ottimo prospetto e si ritaglierà spazi nel corso della stagione.

Se giocherà Gila sono comunque convinto che farà una buona partita, mentre Kamada sembra ormai il sostituto di Luis Alberto e in quel ruolo quando è entrato ha sempre fatto bene.

Sono un po’ preoccupato per il tempo: vento forte, pioggia, sono sicuramente condizioni che danneggiano di più la Lazio che il Bologna.

La Lazio è una squadra da montagne russe e alterna momenti top a down terribili. Dopo la vittoria contro la Fiorentina auspico abbiano acquisito un po’ di consapevolezza. Spero che oggi la Lazio non sprechi il primo tempo come ha fatto con la Fiorentina. Ovviamente anche i cambi possono aiutare molto. Se la Lazio gioca da Lazio, anche contro questo ottimo Bologna con molti giocatori che possono dare fastidio, è decisamente più forte.

Stasera – parafrasando Sarri – ci vorrebbe una Lazio con la faccia da c… che una Lazio intimidita. In Champions questa cosa ha purtroppo fatto la differenza. Difficile stabilire cosa scatti, ma purtroppo la Lazio a volte subisce la partita più per carattere che per motivi tecnici.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Giordano: “Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…”

“Bologna squadra dinamica e pericolosa. Motta equilibrato, futuro alla Lazio? Perché no…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Il Bologna è una squadra in grande salute. Non perdono dalla prima giornata e giocano un buon calcio. Hanno ottimi elementi, a livello difensivo sono validi ed hanno un buon palleggio. Bonifazi può essere l’anello debole, perché a volte sbaglia la scelta. Orsolini ormai padrone della fascia destra. Zirkzee ha tecnica individuale straordinaria e sta migliorando sotto porta. Una bella scommessa da parte della dirigenza. E’ una squadra dinamica, Freuler da equilibrio. Corrono molto. Calafiori sta giocando un grande campionato. La Lazio deve fare una partita importante ed avere continuità nei 90 minuti. Motta sta facendo molto molto bene, è molto equilibrato. Motta alla Lazio? Fra i non top, assolutamente fra i primi nomi nel caso in cui Sarri lasciasse. Il Bologna cerca sempre di allargare il campo, soprattutto per sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti come Ferguson”.

“Alla Lazio serve grande furore agonistico, bisogna pareggiare il loro livello d’intensità”.

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‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Ci sono 16 titolari e nessuno deve pensare a dualismi. Voglio stravincere contro il Feyenoord” (AUDIO)

Ieri partita strana, TOMMASO PARADISO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri è stata una partita strana, non si capiva chi giocasse meglio e meritasse di più. Non capisco questo mezzo pressing che fa la Lazio: salgono in pochi e quindi è più facile saltarlo, ma quando lo saltano, gli avversari sono pericolosi.

Spero che tutti i giocatori capiscano che ci sono 16 titolari e che per tutti verrà il momento di incidere. Non esiste il dualismo Ciro-Castellanos, ma esistono due giocatori che sono fondamentali per la Lazio. Così come per tutti gli altri. I nuovi si stanno piano piano integrando e diventando preziosi. Ieri l’attaccante argentino mi è piaciuto moltissimo, ha lottato, ha aiutato i compagni, ha più volte messo in difficoltà gli avversari.

Penso che Felipe Anderson sia un giocatore che mi fa più incazzare che gioire. Non sopporto quando si vede che ha paura di vivere e gli scotta la palla tra i piedi. Poi quando prende convinzione e parte in progressione è incredibile. Però deve migliorare tanto caratterialmente: troppo spesso si nasconde.

Sono avvelenato con il Feyenoord, mi interessa più battere gli olandesi che vincere il derby. Voglio stravincere in casa contro di loro perché ci hanno umiliato. Non è possibile vedere una trasformazione così negativa della Lazio. Ce l’ho qua e non mi va giù”.

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Alessio Buzzanca