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Lazio, si ferma Zac e Pedro è pronto. Lo spagnolo punta il record di Klose

Il capitano si ferma per un problema muscolare lo spagnolo potrebbe partire titolare.

Si ferma sul più bello Zaccagni, bloccato da un fastidio muscolare. Stando a quanto riporta Il Messaggero, ieri subito i primi disperati esami, ma a questo punto va considerato out per la sfida col Torino. Altra tegola per Sarri, già costretto a rinunciare per infortunio a Marusic, Pellegrini e Vecino, che sperano di farcela per l’Atalanta, quando rientrerà anche lo squalificato Guendouzi. Un’emergenza senza fine quella dei biancocelesti, con Mau che ora riflette se
mantenere il 4-4-2 visto col Genoa oppure cambiare di nuovo passando al 4-2-3-1 o addirittura al 4-3-3 nonostante solo tre centrocampisti a disposizione, ovvero Basic, Cataldi e Belahyane. In tal caso il posto sull’out mancino del tridente lo andrebbe a occupare Pedro, con Cancellieri a destra e Castellanos in mezzo, con Dia quindi escluso per causa di forza maggiore. L’ultima spiaggia per mantenere il senegalese in formazione invece sarebbe lo schieramento di Pedro come esterno sinistro di centrocampo o a sorpresa Isaksen nonostante una forma fisica carente.

Il forfait di Zac ha scombinato i piani di Sarri, ma avere Pedro a disposzione è sicyramente una buona notizia, vista anche la duttilità dello spagnolo. E intanto Pedrito, sottolinea il Corriere della Sera, cerca un altro gol, l’ennesimo, che lo porterebbe a infrangere un record: con la prossima rete Pedro supererebbe Miro Klose e diventerebbe il calciatore più anziano a segnare con la maglia della Lazio.

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Lazio, Dia e Tavares contro il Torino per il riscatto all’Olimpico

Dimenticare la stracittadina e ripartire: queste le priorità di Tavares e Dia.

Dopo gli errori nel derby, tornano entrambi titolari all’Olimpico: oggi Sarri contro il Torino schiererà dal 1′ sia Dia, visto titolare anche a Genova, che Tavares, subentrato durante la gara di lunedì.

Come ricorda Il Messaggero, la stracittadina ha avuto un
peso uguale, in negativo, su entrambi. Da un eccesso di sicurezza del terzino è nato il vantaggio della Roma, mentre a causa di un clamoroso errore della punta la Lazio non si è ritrovata in parità. Una gara da archiviare al più presto nella testa di due calciatori determinanti nelle rotazioni di una squadra impossibilitata a completarsi in estate per il mercato bloccato.

Tra i due quello più in altro mare, si legge, è Tavares. Sotto la cura Baroni sfrecciava sull’out mancino centrando alla sesta giornata, proprio contro il Torino, già il 4° assist in altrettante gare giocate, record per un debuttante in Serie A. Speedy-Nuno su quella fascia ha continuato a scatenare il panico sino alla decima giornata
salendo a 8 assist, prima di arrestare la propria corsa per gli infortuni, 7 a fine stagione. Una vera e propria maledizione, sostituita quest’anno dalle difficoltà incontrate con Sarri.


Discorso che vale, conclude il quotidiano, anche per Dia. Arrivato a Formello da separato in casa alla Salernitana, il senegalese ha ritrovato continuità e gol in un ruolo inedito. Dopo un paio di gare altalenanti col 4-3-3 infatti Baroni passò al 4-2-3-1 inserendo alle spalle di Castellanos proprio il numero 19. Una mossa che ha fatto saltare il banco sino a novembre, prima che la malaria e gli acciacchi alla caviglia non facessero precipitare la stagione di Boulaye. Altri tempi. Con Sarri invece ha cominciato da vice Taty segnando un gol da subentrante col Verona e fallendo la prima occasione dal 1’ nella
stracittadina. Decisamente meglio invece a Marassi, dove giocando al fianco di Castellanos gli è mancato solo il gol. Trovarlo oggi col Torino (come lo scorso anno e sempre alla sesta giornata) sarebbe la cura migliore prima di partire per la convocazione del Senegal.

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Lazio-Torino è anche Sarri vs Baroni: la media punti premia l’allenatore granata

Oggi la sfida tra l’allenatore attuale della Lazio e l’ex: il confronto tra i due.

Alle 15 il fischio d’inizio di Lazio-Torino, che vedrà anche Sarri sfidare l’ex tecnico biancoceleste Baroni. Un duello che al momento premia l’attuale allenatore dei granata.

Come riporta Il Corriere dello Sport, Baroni con la Lazio ha chiuso
con una media punti di 1,7 dietro Maestrelli, Eriksson e Inzaghi. Sarri è sesto (1,68).

Un dato che sembra incredibile. Perché il Comandante è uno dei 4 tecnici della serie A 2025-26 con (almeno) uno scudetto in bacheca; è sul podio, tra i 20 allenatori dell’attuale campionato, con una media di 1,90 punti conquistati in 299 panchine di A (dietro Conte 2,24 e Allegri 2) in una classifica in cui Baroni è appena 16° con 1,05 davanti solo a Nicola, Cuesta, Zanetti e Grosso; è arrivato 5° nel 2021-22 e poi 2° sulla panchina biancoceleste nel 2022-23, un piazzamento raggiunto solo con lui dopo lo scudetto del 2000, mentre il suo predecessore – e oggi rivale col Torino – è stato cacciato dopo un 7° posto. Eppure Baroni, si legge, nelle 38 partite in A con la Lazio, ha ottenuto 65 punti e una media di 1,710 che lo piazza in quarta
posizione nella classifica alltime fra tutti i tecnici con almeno 10 panchine, a un soffio dal podio (Maestrelli è
3° con 1,719 dietro Eriksson 1,89 e Inzaghi 1,82), mentre Sarri, 184 punti in 109 incontri, è 6° con 1,68 preceduto anche da Mancini (1,70). Colpa delle 6 sconfi tte subite dal Comandante nelle ultime 8 partite di campionato, 3 ko prima delle dimissioni del marzo 2024 e 3 in questa stagione.

E calcolando anche le coppe, conclude il quotidiano, il distacco
è ancora più netto: Baroni è addirittura 3° con una media di 1,80 (dietro Eriksson 1,94 e Tudor 1,90, ma quest’ultimo
in appena 11 incontri) mentre per trovare l’1,62 di Sarri
bisogna scendere fi no al 12° posto. Merito dell’ottimo percorso di Baroni nell’Europa League 2024-25, l’unico trofeo europeo affrontato in 25 anni di panchine, con il primo posto nel supergirone da
36 squadre, 8 vittorie in 12 partite e un’eliminazione arrivata solo ai rigori nei quarti col Bodø.


La sfida di oggi riporta i due tecnici uno contro l’altro, vent’anni dopo il primo incrocio in C2 (stagione 2003/04, due pareggi tra la Sangiovannese di Sarri e la Carrarese di Baroni). Con una curiosità: sulla panchina della Lazio, Sarri non è mai riuscito a battere Baroni.

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Lazio, Sarri festeggia 300 panchine in A: i numeri del tecnico

Strano il gioco del destino tra il tecnico laziale e quello del Toro nel giorno in cui Sarri festeggia 300 panchine in A.

Un traguardo importante che spera di festeggiare con una vittoria casalinga contro il Torino, per rifiatare dopo un avvio di stagione deludente: Sarri oggi raggiunge le 300 panchine in Serie A.

Come ricorda il Corriere dello Sport, Sarri celebrerà questo passaggio della sua carriera davanti ad un tecnico che negli ultimi tempi è stato molto “presente” nella sua vita professionale: avanti e indietro nel tempo, dentro un romanzo in cui ci si ritrova e ci si perde. Se Sarri non si fosse dimesso nel marzo 2024, seguito da Tudor, Baroni non avrebbe allenato la Lazio. Se Baroni e la Lazio non si fossero separati a giugno, Sarri non avrebbe riallenato la Lazio. Sembra un gioco di teatro, fatto di entrate ed uscite di scena e
ogni nuovo ingresso prepara ad un’altra uscita.


Delle 300 panchine in A parlerà dopo la partita di oggi, evidenzia il quotidiano; un numero iscritto nel marmo della memoria.
Sarà la 110ª panchina in A con la Lazio, la 143ª in totale, a 148
eguaglierà il record di presenze con il Napoli. Duecentonovantanove panchine, 167 vittorie, 67 pareggi, 65 sconfitte nel massimo campionato. Punti totali: 568, media punti generale 1.9.

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Lazio, Rovella oggi il consulto decisivo: si va verso l’operazione

Out lunedì a Genova, il centrocampista laziale ha tentato la via della terapia conservativa: le ultime.

Le ultime due gare le ha giocate per pochi minuti, poi lo stop: Rovella per la sfida di Marassi non è stato convocato a causa dei problemi fisici che si portava dietro dalle precedenti uscite di campionato.

Il centrocampista, dopo 12 giorni di terapie ancora non trova giovamento. Come riporta Il Messaggero, i fastidi al pube non passano e dopo un primo consulto importante, in giornata ne avrà un altro da cui dipenderà la decisione finale sull’operazione.

Inizialmente il calciatore preferiva evitare l’intervento, si legge, ma se anche oggi gli verrà consigliato di farlo, allora si procederà per evitare un temporeggiamento che non farebbe altro che prolungare di parecchio la sua assenza. In caso di via libera, poi servirebbe almeno un altro mese per ritrovarlo a disposizione di Sarri.

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Lazio, lo strano caso di Isaksen: la Nazionale per la svolta con Sarri

Un avvio a rilento a causa della mononucleosi, ora il danese cerca di riprendersi il posto.

Sfortunato in estate quando la mononucleosi lo ha fermato, poi l’attesa dell’ok per tornare in campo ed infine il lungo recupero per ritrovare la condizione ottimale: Isaksen ha perso il posto da titolare che si era guadagnato e ora lavora per riprenderselo.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, alla Lazio non trova
spazio, intrappolato tra panchina e recupero condizionato da
una mononucleosi che lo ha tenuto fuori gioco per mesi. La Danimarca, invece, lo convoca e lo aspetta a braccia aperte. È lo
strano caso di Gustav Isaksen. Un paradosso ben rappresentato dagli zero minuti giocati nelle ultime due partite dei biancocelesti contro Roma e Genoa, ma con un ruolo potenzialmente da protagonista nella nazionale di Brian Riemer, che lo considera un’arma importante in vista delle partite di qualificazioni mondiali contro Bielorussia e Grecia.

Il danese, conclude il quotidiano, rimane un giocatore da recuperare, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Negli occhi di tutti restano i lampi della scorsa stagione: giocate di talento, gol, accelerazioni che lasciavano intravedere un potenziale da protagonista. Poi il silenzio, interrotto soltanto da un lento percorso di guarigione. Ora la svolta potrebbe arrivare lontano da Roma, nella sua Danimarca, dove non hanno mai smesso di dargli fiducia. Con la Lazio si era conquistato la nazionale. Ora, invece, attraverso la nazionale deve riconquistarsi la Lazio.

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Lazio, sorpasso Cancellieri: ora sogna l’esplosione ed un futuro in biancoceleste

Un buon pre-campionato, poi l’esplosione a Marassi: l’esterno vuole convincere Sarri.

Ha una grande chance, lo sa e vuole coglierla: Matteo Cancellieri è tornato a Roma più maturo, consapevole e volenteroso di fare bene. Si è allenato bene in estate e lo stop di Isaksen ha agevolato la sua titolarità. Dopo un avvio senza troppi guizzi, a Marassi si è preso la scena: ora l’esterno vuoleconfermarsi.

Oggi, evidenzia il Corriere dello Sport, è un altro Cancellieri, affamato di futuro e presto diventerà papà. Fa parte della Next Gen della Lazio, con Rovella è l’unico italiano degli under 25. La forza della volontà l’ha spinto in avanti, vincendo su chi era pronto a ricacciarlo all’indietro. Ci ha provato di più e meglio con la Lazio, oggi si gode i risultati. Sapeva che doveva rincorrere, che doveva vedersela con Isaksen o con Noslin, investimenti della società degli ultimi due anni. E’ stato bravo, è partito da dietro, non si è fatto staccare, ha rimontato e sorpassato.

I suoi numeri, riporta il quotidiano, oltre il gol, si dividono in: 4 tiri, 3 nello specchio, tutti da dentro l’area, 25 duelli, 18 vinti, 9 aerei
(7 vinti), 4 possessi guadagnati. Cancellieri è sotto contratto fino al 2027: prima dell’exploit di Genova, pensando a gennaio, era tra i nomi che il club considerava in uscita ma Sarri non se lo lascerà scappare a patto che il ragazzo continui a convincere.

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Lazio, Zaccagni vuole superarsi: i numeri del capitano biancoceleste

Con Sarri la sua miglior stagione in A e ora Zac vuole ripetersi.

Era stato proprio il tecnico toscano a farlo crescere e ora Zaccagni vuole confermarsi a grandi livelli. Come evidenzia Il Messaggero, il capitano laziale è pronto a superare sé stesso. Il ritorno di Sarri ha galvanizzato il numero 10 della Lazio, che proprio grazie al Comandante ha colmato quel gap che gli mancava con i colleghi di un gradino superiore agguantando anche la Nazionale. II 2022-23 ha sancito, si legge, il salto definitivo di Mattia con 10 centri, tutti in campionato, e 8 assist. Velenosissimo partendo largo a sinistra nel tridente e una tassa nei big match, visto che ha segnato a Napoli, Milan, Juventus, Atalanta, Roma nel derby e Fiorentina, risparmiando solo l’Inter, che ancora è un tabù nella lista delle squadre colpite col proprio arco.

Nonostante la pubalgia che lo ha tormentato da marzo in poi offuscando quanto di buono fatto per tre quarti della stagione, con Baroni l’esterno ha raggiunto comunque la seconda doccia cifra in biancoceleste, stavolta considerando tutte le competizioni, e sfiorando addirittura la “doppia-doppia” stile Milinkovic visto che si è fermato a 9 assist. Tra gli alti e bassi di squadra, conclude il quotidiano, a livello personale l’avvio di questo Sarri bis lascia ben sperare per Zaccagni, già a 2 frecce scoccate in cinque presenze, un ritmo mai avuto prima con la maglia della Lazio. Appena arrivato, nel 2021-22, trovò il primo guizzo addirittura il 12 dicembre a Reggio Emilia contro il Sassuolo, al quale aveva già segnato una doppietta alla prima giornata, ma con la maglia del Verona. Nel 2022-23 si sbloccò al 5° turno in casa col Napoli, nel 2023-24 al 6° col Torino, mentre l’anno scorso dopo il gol all’esordio col Venezia rimase a secco sino alla settima giornata contro l’Empoli. Ora l’arciere biancoceleste vuole lanciarsi definitivamente verso la migliore annata di sempre.

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Lazio-Torino ed i destini incrociati tra Sarri e Baroni

Lazio Torino è anche Maurizio Sarri  contro Marco Baroni. Presente che sfida il recente passato biancoceleste, sfida tra due allenatori così diversi ma che al contempo credono fermamente nel calcio che fanno e nei valori che promuovono. Due destini che si sfiorano da anni, e si scontrano di nuovo.

Come riporta Il Messaggero questa mattina nella sua edizione odierna, Lazio Torino è anche Sarri contro Baroni. Presente che sfida il recentissimo passato biancoceleste, con l’attuale tecnico dei Granata che ha lasciato Formello appena 4 mesi fa. Una stagione a due facce quella dello scorso anno e sintetizzabile così: da settembre a dicembre top, da gennaio a maggio flop. 

Il passato è passato però ora, c’è una nuova sfida da affrontare e due squadre che vivono situazioni simili anche per quanto riguarda la contestazione dei tifosi ai rispettivi presidenti. Dicevamo di due destini che si sfiorano e si scontrano di nuovo. Non sarà una partita qualunque, l’anticipo di domani pomeriggio. Chi rischia di più però è ancora Marco, fra le forche di un Cairo già sin troppo inquieto. Dopo la seconda sconfitta consecutiva a Parma, sono appena quattro i punti in classifica del Torino.

Il tecnico del Toro cercherà di espugnare per la seconda volta l’Olimpico in questa stagione, ci è già riuscito contro la Roma di Gasperini alla terza giornata di campionato. Sarri, di contro, cerca la conferma dopo la bella vittoria in trasferta a Marassi e soprattutto cerca la prima gioia contro l’allenatore fiorentino che non ha mai sconfitto nella sua prima avventura sulla panchina biancoceleste.

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Lazio, con il Torino sempre in emergenza: cambiano solo i terzini rispetto a Genova

E’ un Sarri sempre più in emergenza quello che affronterà il Torino all’Olimpico sabato 4 ottobre alle ore 15:00. Le defezioni sono tante e importanti, il numero dei giocatori indisponibili cresce e contro il Toro le scelte sono obbligate o quasi. Basic sarà di nuovo titolare, mentre Lazzari sarà portato in panchina.

Come scrive il Corriere dello Sport questa mattina, contro il Torino andrà in scena un’altra volta una Lazio formato emergenza. Marusic si è stirato, per lui 10 giorni di stop, proverà per la sfida con l’Atalanta la ripresa. Pellegrini non si allena, è dolorante, trauma distorsivo al ginocchio. In compenso Sarri ha ritrovato Lazzari e può utilizzarlo part-time. Sarà tra i convocati per il match con il Torino, ma andrà in panchina avendo pochissimi minuti nelle gambe. Gli unici terzini di ruolo a disposizione, e che giocheranno, saranno Tavares e Hysaj.

Contro il Torino, insomma, ci sarà la Lazio di Genova ma con due terzini nuovi dal primo minuto: Hysaj e Tavares. Ora la sosta arriva benedetta e mister Sarri la sfrutterà per cercare di recuperare i vari acciaccati, tra cui Marusic e Pellegrini. A questi si aggiunge Vecino, ancora indisponibile. Sarri ha tagliato Dele-Bashiru e non ha a disposizione Rovella. Il nigeriano spera nel reintegro nel giro di 20, massimo 30 giorni, anche se non potrà avvenire al posto di Basic, servirà un altro taglio. Rovella non è convinto di operarsi ed effettuerà un nuovo controllo nella giornata di oggi. 

I medici della Lazio gli hanno consigliato di sottoporsi alla stessa operazione alla quale si è sottoposto Zaccagni, ma lui tentenna. Altri medici avrebbero sconsigliato l’intervento, insomma, la situazione è ancora ingarbugliata. Dalla sua decisione dipenderà molto il futuro prossimo della Lazio.