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Lazio verso la finale, Sarri alla squadra: “Niente paura, facciamo vedere chi siamo davvero!”

Il Messaggero nella sua edizione odierna riporta il discorso fatto da Maurizio Sarri per caricare la Lazio nel ritiro di Formello dopo il ko con l’Inter in vista del secondo round in finale di Coppa Italia.

“Ci siamo fatti male da soli con quell’approccio moscio, ma non deve restare nessuna scoria. Sarà un’altra partita. Non voglio mai più vedere quella paura negli occhi, con la testa abbiamo dimostrato di poter fare tutto. Abbiamo lottato una stagione, facciamo vedere davvero chi siamo”.

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Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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Lazio, Romagnoli salta il derby e cerca il riscatto in finale

Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione.

Doveva essere la sua settimana da derby, due con l’Inter (da ex capitano del Milan) e quello romano a seguire. Non è iniziata come sperava Romagnoli, non è andata come avrebbe voluto. L’intervento su Bonny gli è costato il rosso sabato. Quello subito contro i nerazzurri, evidenzia il Corriere dello Sport, è l’ottavo rosso per la Lazio in questo campionato. Negli ultimi dieci anni, solo nella stagione 2015-16 i biancocelesti hanno fatto peggio (dieci espulsioni). Un’altra sanzione che peserà particolarmente, perché quel cartellino rosso ha conseguenze dirette. Il centrale salterà il derby contro la Roma (gli sarà inflitta una giornata di squalifica: si tratta di un grave fallo di gioco, non c’è condotta violenta), una partita che per lui vale inevitabilmente qualcosa in più. Una perdita pesante, non solo tecnica ma anche emotiva, per un giocatore che quella sfida la vive da tifoso prima ancora che da professionista.

Dentro questo scenario, comunque, c’è anche una notizia positiva. Il calendario offre immediatamente la possibilità di riscatto contro i nerazzurri. E proprio su mercoledì, conclude il quotidiano, si concentra tutta la sua attenzione, tutta la sua voglia di rivincita. Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione. E allora la finale diventa qualcosa di più di una partita. Diventa un passaggio personale, un’opportunità per rimettere le cose a posto, per dimostrare che quello scivolone in campionato è stata solo una parentesi. Romagnoli non si è mai tirato indietro. Non lo farà adesso. La possibilità di rivincita è già scritta nel calendario. Sta a lui trasformarla in una nuova storia.

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Lazio, caccia ai giovani talenti: occhi su Kenji, Dieng si libera

Diversi i profili seguiti dalla talent room di Formello.

Spuntano nomi di attaccanti. Uno, riporta il Corriere dello Sport, arriva dal Brasile, si chiama Kaique Kenji Takamura Correa, brasiliano, origini giapponesi, ala sinistra, classe 2006, 20 anni compiuti, gioca nel Cruzeiro. Freschissimo il suo gol contro il Bahia, è di ieri; è entrato e ha regalato la vittoria ai suoi (1-2). Un sinistro a giro, il segno della sua classe. La Lazio lo sta studiando. Un vice Zaccagni non c’è, sempre che il capitano resti, ci sono voci che lo riguardano da un paio di mesi, in Francia hanno rilanciato l’interesse dell’Olympique Marsiglia. Il riscatto di Maldini è legato all’Europa, raggiungibile con la Coppa Italia. Dia sarà riscattato. Noslin è cresciuto. Gli scenari sono da definire.

Se restasse un posto, si legge, occhio a Bamba Dieng, 26 anni, centravanti senegalese. Si libera il 30 giugno, può prendersi a zero. Quattordici gol in 23 presenze con il Lorient, 9 in Ligue 1, 5 in Coppa di Francia. Si è scatenato da gennaio in poi, le 9 reti sono del nuovo anno. Classe 2000, ha iniziato nel Diambars, club senegalese. Poi il salto all’Olympique Marsiglia e al Lorient. Un centravanti baby è Omar Janneh, classe 2006, attaccante spagnolo-gambiano del Losanna; è arrivato a gennaio dall’Atletico Madrid, 8 gol in 17 gare, è seguito da Borussia Monchengladbach, Udinese e Sporting Lisbona. Profili seguiti dalla talent room di Formello, per ogni finestra di mercato si valutano giovani talenti su cui investire.

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Derby e tennis, che caos: la Lega vuole la Champions a pranzo, la questura punta su lunedì

Gli appelli al buon senso rischiano di fare ancora una volta a cazzotti – a proposito di ordine pubblico – con le esigenze commerciali. Solo che stavolta, oltre alle necessità predominanti delle emittenti televisive, che nel calcio di oggi pagando la banda e vorrebbero ovviamente scegliere la musica, ci sono quelle relative alla regolarità di un campionato che rispetto alla classifica arriva agli ultimi 180 minuti nell’incertezza più totale al netto della vetta già conquistata dall’Inter. Così il derby della Capitale, quello che il calendario ha posizionato nel weekend in cui va in scena, proprio nello stesso complesso sportivo, un evento mondiale come gli Internazionali di Tennis, rischia di trascinare con sé altre quattro partite: di sicuro Juve-Fiorentina, Como-Parma e Genoa-Milan, i match delle altre squadre ancora in corsa per la Champions, più Pisa-Napoli se Conte non battessa stasera il Bologna. Domani è il giorno degli anticipi e dei posticipi e la Lega ha cerchiato in rosso l’orario delle 12.30 di domenica 17 maggio per garantire la contemporaneità

E per fortuna, penserà qualcuno, che il successo di ieri sera dell’Atalanta a San Siro ha reso il 7° posto ormai irraggiungibile per l’Udinese. Se la Dea non avesse vinto, allo stesso orario di Lazio-Roma si sarebbero dovute disputare persino le tre sfide salvezza, quella della Cremonese proprio contro i friulani e poi, di conseguenza, Cagliari-Torino e Sassuolo-Lecce, più ovviamente Atalanta-Bologna. L’eventuale show di Sinner avrebbe insomma costretto Via Rosellini a fissare tra le 8 e le 9 partite nello stesso orario, tutte tranne Inter-Verona. Come ai vecchi tempi, tutto il calcio minuto per minuto: un’operazione nostalgia dettata dalla modernità. Ora invece le sfide in contemporanea potranno essere tre o quattro a seconda del risultato del Napoli.

Ma è davvero possibile evitare il caos al Foro Italico con due eventi così impattanti a distanza di poche ore? «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali e un evento altrettanto importante come il derby», ha detto ieri il Questore, Roberto Massucci, a margine della ‘Race for the Cure’ al Circo Massimo. Chi gestisce l’ordine pubblico nella città più complessa d’Italia avrebbe decisamente preferito far slittare il derby di 24 ore portandolo al lunedì, possibilmente nel pomeriggio, visto che gli scontri tra tifoserie del recente passato fanno escludere la possibilità che la gara si disputi in notturna. A cavalcare l’idea del derby a inizio settimana, nei giorni scorsi, era stato anche l’assessore allo sport della città eterna, Onorato. «Avrebbe senso evitare un sovraccarico», aveva aggiunto pure il ministro Abodi. Le emittenti, però, in un giorno feriale e in un orario lavorativo (le 18.30) perderebbero una grossa fetta di pubblico, senza dimenticare la possibilità che gli stadi restino semi-vuoti. Secondo la Serie A, sarebbe un pasticcio nel pasticcio. Così la Lega punta sul male minore: tutti in campo a mezzogiorno e mezza. A meno che il Questore di Roma non imponga la soluzione alternativa con un provvedimento. Ma sarebbe come ammettere il timore di non riuscire a gestire le cose. Per tale ragione, questa resta l’ipotesi meno concreta. Corriere dello Sport

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“Il bunker del presidente”, nel mirino di Report la proprietà di Lotito

«Il bunker del presidente». Nel mirino di Report finisce la proprietà del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito a Roma, in via di Porta Latina, tra le residenze di ambasciatori e diplomatici.

Secondo un’inchiesta della trasmissione di RaiTre condotta da Sifrido Ranucci, in onda questa sera, Lotito avrebbe realizzato la sua proprietà nelle mura aureliane, patrimonio Unesco, «dopo aver abbattuto una casetta e una piccola chiesa senza alcun tipo di autorizzazione». Insomma, Report denuncia una serie di «abusi edilizi» che il presidente della Lazio sarebbe «riuscito a sanare» e racconta di «un’indagine aperta per abuso edilizio dopo la denuncia della polizia di Roma Capitale archiviata» nel 2023. L’archiviazione risulterebbe limitata ai presunti abusi sulla casetta centrale abbattuta e ricostruita.

Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, Lotito avrebbe acquistato «una parte dell’area, composta da villa e piscina, nel 1997, per cinque miliardi di vecchie lire. Poi, nel 2000, la seconda parte composta da due villette e una cappella per il culto. Con una rigida prescrizione messa nell’atto di vendita: la maggior parte dell’area su cui insiste il complesso immobiliare è vincolata nel rispetto delle mura aureliane».

Vincolo che non sarebbe stato rispettato. E i lavori sopra il bunker sarebbero ripresi tra marzo e giugno 2025. I giornalisti di Report poi hanno documentato «un enorme fabbricato sotterraneo abusivo composto da salotto, sala delle carte, cinema e discoteca». Un bunker, sottolinea Report, «di cui non c’è traccia nelle carte catastali».

Al centro della trasmissione anche il percorso amministrativo intrapreso dalla Lazio per essere quotata sulla borsa di New York e l’idea di restaurare lo stadio Flaminio nella Capitale.Secondo la denuncia di Report, inoltre, ad incidere sui bilanci della Lazio sarebbero altre società del gruppo Lotito.

Faro poi sulla campagna elettorale 2022 del senatore in Molise. A quanto ricostruito da Report, un’agenzia di viaggi che collabora da anni con la Lazio e il gruppo di Lotito avrebbe pagato «a settembre l’albergo di Campobasso al presidente e ai suoi collaboratori per oltre seimila euro». Spese, sottolinea la trasmissione, che avrebbero «dovuto essere dichiarate sia dalla sia società sia dal mandatario elettorale». La Stampa.it

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Lazio, Caicedo: “Con l’Inter sarà dura, ma un trionfo segnerebbe la svolta. Bravo Sarri, non solo con il gruppo. Tifosi? fantastici”

L’ex Lazio Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche dell’imminente finale di Coppa Italia:

“Devo ammettere che le due stagioni sono molto simili (questa e quella del 2028-2019, ndr). All’epoca eravamo in difficoltà, ma quella vittoria riuscì a cancellare tutto. La Coppa Italia è sempre un grande traguardo”.

La stagione della Lazio: “Non può essere positiva. La classifica non è buona, ma il percorso in coppa è ottimo. La squadra ha fatto fuori Milan, Bologna e Atalanta: non era semplice. Vincere questa competizione sarebbe fondamentale. Il trionfo rappresenterebbe una svolta. Me lo auguro con tutto il cuore”.

Sarri: “Il suo lavoro è davvero molto, molto buono. La squadra ha ormai automatismi evidenti. Questo soprattutto a livello difensivo. La retroguardia è collaudata, la linea si muove sempre molto bene. La sua mano si vede, anche perché fin da inizio anno aveva detto che avrebbe dato importanza alla fase difensiva e i miglioramenti si vedono. Ma non ha migliorato solo il collettivo. Secondo me sono migliorati anche i singoli. L’esempio più evidente è Nuno Tavares, che ora difende veramente bene. Poi Taylor si è inserito molto bene e in maniera rapida. Infine Basic: rispetto a inizio anno è cresciuto tanto”.

Lazio-Inter: “Alla Lazio servirà la partita perfetta. Loro sono molto forti, probabilmente sono favoriti, ma è pur sempre una finale e quindi tutto può succedere. L’importante è che la Lazio riesca a fare una gara per la quale alla fine non abbia nulla da rimproverarsi”.


La protesta dei tifosi: “Non posso giudicare perché pur seguendo la Lazio vivo lontano. Non conosco nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a questa protesta. Posso però dire che i tifosi sono importanti per la squadra e che tutti i giocatori vorrebbero sempre vedere lo stadio pieno. Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile perché il pubblico laziale è fantastico. Atmosfera incredibile contro il Milan, la carica trasmessa ai giocatori si è rivelata fondamentale. Questo tipo di ambiente, contro l’Inter, potrebbe davvero essere determinante. Lo stadio pieno fa la differenza. Il pubblico trasmette alla squadra l’energia nei momenti più difficili e dà la spinta decisiva nei momenti più delicati”.

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Lazio, Pedro prepara l’addio in grande stile: dopo il derby festa con la squadra

Pedro si prepara a vivere le ultime settimane da calciatore della Lazio. Lo spagnolo, 38 anni a luglio e contratto in scadenza a giugno, ha ormai confermato la scelta dell’addio. Il futuro sarà svelato più avanti, ma intanto il club biancoceleste sta organizzando il modo migliore per salutare uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni.

L’idea è quella di una doppia passerella. La prima dopo il derby, quando Pedro festeggerà con la squadra nella settimana che precederà la partita contro il Pisa. La seconda arriverà proprio nell’ultima gara di campionato all’Olimpico, dove la Lazio renderà omaggio allo spagnolo davanti ai propri tifosi.

Secondo quanto raccontato dal Corriere dello Sport, Pedro avrebbe già scelto la location per una cena con i compagni. Un momento privato, pensato per condividere il saluto con il gruppo e chiudere nel modo più emozionante la sua esperienza romana.

Il legame con la Lazio è stato forte sin dall’inizio. Arrivato nel 2021, Pedro ha saputo ritagliarsi un ruolo importante dentro e fuori dal campo, diventando un riferimento per esperienza, qualità e mentalità.

I numeri di Pedro con la Lazio

Con la maglia biancoceleste Pedro ha collezionato 205 presenze e segnato 38 gol, lasciando un’impronta evidente nel percorso della squadra. In questa stagione ha trovato meno spazio, ma il suo peso nello spogliatoio è rimasto centrale.

La possibilità di restare in società, almeno per il momento, sembra rinviata. Pedro vuole capire se potrà continuare ancora a giocare, prima di decidere quale strada prendere dopo il ritiro. La Lazio, intanto, prepara il saluto: un doppio evento per rendere omaggio a un campione che ha attraversato il calcio europeo lasciando il segno.

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Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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Lazio, rebus Tavares. Gila convocato, dubbio Cataldi

Tra campo e gestione, ogni scelta potrà fare la differenza.

Dopo il giorno di riposo concesso mercoledì, ieri a Formello è scattata ufficialmente la preparazione al primo incrocio con l’Inter, l’inizio di un mini-ciclo intensivo e decisivo che porterà i biancocelesti ad affrontare due volte i nerazzurri e poi la Roma nel giro di pochi giorni. Tra i temi principali, riporta il Corriere dello Sport, c’è la situazione di Nuno Tavares. Il portoghese arriva da una prestazione devastante contro la Cremonese, ma resta un elemento da dosare. In carriera ha spesso sofferto gli impegni ravvicinati, motivo per cui Sarri sta valutando l’ipotesi di preservarlo nella sfida di campionato per averlo al massimo nella finale di Coppa Italia. A spingere ulteriormente verso questa opzione c’è pure la questione disciplinare. Tavares è diffidato e, in caso di ammonizione contro l’Inter, salterebbe il derby con la Roma. Una situazione condivisa anche da Taylor e Pedro, altri due elementi chiave a rischio squalifica. Anche questo fattore potrebbe incidere sulle scelte dell’allenatore.

Sarri dovrà trovare il giusto equilibrio tra competitività immediata e prospettiva, cercando di arrivare alla finale con i titolari nelle migliori condizioni possibili. Dall’infermeria, si legge, arrivano segnali positivi da Gila, che sarà regolarmente convocato per la sfida contro l’Inter, anche se il suo impiego verrà valutato nelle prossime ore. Più incerta la situazione di Cataldi, ancora alle prese con alcuni fastidi muscolari e in dubbio per la gara.