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Lazio, Zaccagni sogna il gran finale: al capitano serve una doppietta per eguagliare il suo miglior bottino

La vittoria all’Olimpico manca dal 9 febbraio e capitan Zaccagni punta a finire bene la stagione davanti al suo pubblico.

Vincere contro il Lecce per poter sperare nei passi falsi di Juventus e Roma: questo deve fare la Lazio per puntare all’Europa (al momento è in Conference League, ma non matematicamente).

Per chiudere al meglio la stagione serve sicuramente l’apporto alla causa di capitan Zaccagni, assente domenica a San Siro per squalifica. Contro il Lecce tornerà chiaramente titolare: come evidenzia Il Messaggero, il numero 10 laziale a San Siro il 2 marzo scorso aveva trovato l’ultima rete prima del rigore di Pedro. Da allora, dieci giornate di buio assoluto: zero assist, oltre l’astinenza di gol. In questa Serie A, Zaccagni ha collezionato 8 centri, ne servono altri due per andare in doppia cifra ed eguagliare il suo miglior bottino. Aveva iniziato col turbo il 2025, segnando a Verona e Cagliari, in Europa League alla Real Sociedad, e poi trafiggendo il Diavolo. Per ritrovare il suo ultimo timbro casalingo in campionato, bisogna però tornare sei mesi indietro, ancora al 24 novembre, ironia della sorte, alla penultima vittoria della Lazio all’Olimpico nel big match contro il Bologna (3-0).

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Dia il “tuttofare” di Baroni: il senegalese punta la doppia cifra

Centravanti, seconda punta, trequartista e chi più ne ha più ne metta: Dia ha girato diversi ruoli, fino a sostituire Zaccagni a San Siro domenica scorsa.

L’attaccante senegalese alla Lazio ha interpretato ogni posizione del reparto offensivo: Baroni gli ha dato fiducia e lui si è adattato ovunque.

Dia è arrivato a 9 reti in Serie A, 12 stagionali con la Lazio considerando anche l’Europa League, 14 complessivi se si contano i 2 in Coppa Italia con la Salernitana ad agosto. Come evidenzia il Corriere dello Sport, non è ai livelli del suo primo anno nel nostro Paese (16 centri nel campionato 2022/23), ma domenica prossima con il Lecce può comunque togliersi lo sfizio di arrivare in doppia cifra. Ci proverà, poco ma sicuro.

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Lazio, chi resta e chi parte: il punto in vista dell’apertura del mercato

In base a come finirà la stagione si capirà il futuro di diversi calciatori della Lazio, intanto però qualche considerazione a Formello è stata fatta.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, Fabiani vuole adeguare il contratto di Romagnoli spalmandolo per un altro biennio/triennio, Pellegrini sarà ceduto per liberarsi di 2,4 milioni d’ingaggio. Tavares resta un rebus (sia pure convocato dal Portogallo). Mandas è diventato il primo portiere, il 30enne Provedel però non accetterà destinazioni che non sono di suo gradimento. Tchaouna può finire al Psv per 15 milioni, è stato offerto Junior Firpo al suo posto. Servono più di 14 gol, il Taty piace in Premier a West Ham, Nottingham Forest, Everton e Wolverhampton: un’asta potrebbe far lievitare il prezzo. Dopo Durosinmi, Ioannidis tornerebbe di moda al suo posto.

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La Lazio fa i conti con la Conference: introiti minimi e necessità di cedere due big

Ad una giornata dalla fine è ancora apertissima la corsa alle zone utili per giocare in Europa il prossimo anno. Al momento la Lazio si troverebbe in Conference League.

Qualora non cambiasse lo scenario, i biancocelesti affronteranno la “terza coppa” e inevitabilmente la società farà delle scelte in base agli introiti minimi che entreranno. Stando poi a quanto riporta Il Messaggero, il club sarà anche costretto a cedere dei big.

Per superare l’indice di liquidità (e non solo), la Lazio, si legge, si è già impegnata per oltre 50 milioni (da versare prima e dopo il 30 giugno) per Rovella, Pellegrini, Nuno Tavares, Belahyane e Provstgaard (su Ibra non c’è l’obbligo). Il Bologna ha già versato 6,5 milioni per Casale, altri 4 arriveranno dalla Fiorentina per Cataldi (potrebbe rientrare anche Marusic nel pacchetto con un ulteriore conguaglio), ma non copriranno certo il buco.

Serviranno, prosegue il quotidiano, due cessioni big per poter rinforzare la rosa in modo adeguato. Guendouzi ha già mostrato perplessità sulla Conference, Gila vuole fare il salto: sono i principali indiziati a dire addio. Ma oltre le motivazioni, conteranno le offerte che arriveranno a Formello e gli stipendi che pesano sul bilancio.

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Lazio-Lecce, l’Olimpico si riempie: la spinta per centrare l’Europa arriva dai tifosi


Ufficializzate le date dell’ultima giornata di campionato, i tifosi si apprestano ad acquistare i biglietti.

L’ultimo atto della stagione andrà in scena all’Olimpico domenica sera contro il Lecce. E, come riporta il Corriere dello Sport, la prima risposta dell’Olimpico lascia ben sperare: a ieri, erano circa 10.000 i biglietti venduti per Lazio-Lecce. Numeri che vanno ad aggiungersi ai 29.036 abbonati, portando già a quasi 40.000 il dato provvisorio complessivo. 
 
L’obiettivo è arrivare ad almeno 50.000, per aiutare la squadra di Baroni a ritrovare una vittoria in casa che in campionato si è vista una sola volta in tutto il 2025, nel 5-1 al Monza del 9 febbraio scorso.

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Lazio, Baroni saluta la stagione dalla tribuna. Con il Lecce Pedro dall’inizio?

Marco Baroni salterà l’ultima gara della stagione contro il Lecce: il tecnico è stato squalificato dopo l’espulsione rimediata a San Siro, al suo posto ci sarà il vice Fabrizio Del Rosso.

Saluterà il pubblico dell’Olimpico e la stagione della Lazio dalla tribuna, vista la squalifica rimediata a San Siro contro l’Inter. Chi invece sogna il gran finale è Pedro, reduce dalla doppietta all’Inter che lo ha portato a quota 10 gol in campionato: è il suo record personale in Serie A, superata la stagione 2021-2022 (9 reti).

Lo spagnolo non aveva mai raggiunto la doppia cifra nemmeno in Premier League, riuscendoci invece tre volte in Liga. Con Isaksen in calo, ora lo spagnolo è il favorito per partire dal primo minuto nella sfida decisiva che potrebbe valere tutto: Champions, Europa League, Conference o niente.

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Lazio, Lotito su Pedro: “Deciderà lui cosa fare, incomprensibile come la Roma…”

“Giù le mani da Pedro. Lotito continua a tenerselo stretto: «Non capisco come la Roma si sia fatta sfuggire un campione così – ripete di continuo – e sarà lui a decidere se continuare o meno»”. Queste le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito, riportate nell’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “L’uomo del destino è Pedro”. Il patron biancoceleste ha quindi confermato l’apertura della società nei confronti dell’infinito campione spagnolo, che a fine stagione deciderà il suo futuro.

LEGGI ANCHE: Lazio, Pedro leggenda: fissato l’appuntamento per il rinnovo. Lotito proporrà anche un futuro nel club?

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Lazio, il futuro di Guendouzi passa anche dal rinnovo: la situazione

Non è un caso come Romagnoli, ma si tratta di un’urgenza da affrontare e risolvere appena si chiuderà il campionato, tra pochi giorni. Matteo Guendouzi, in fondo alla notte di San Siro, ha lanciato un segnale. Sta bene alla Lazio, non vuole andarsene, ha preso casa e non ha proposte dietro l’angolo in grado di farlo vacillare, ma si aspetta di essere accontentato. «Sono felice qui, vedremo cosa accadrà» ha spiegato e non era soltanto riferito al piazzamento europeo, che pure potrebbe relegare la squadra biancoceleste in Conference, non esattamente il torneo più prestigioso e appetibile. Qualche interrogativo lo ha fatto nascere e la società ne è consapevole. Nessuna sorpresa, anche se fa parte della strategia alzare il muro ed evitarne di parlarne, come ha fatto il ds Fabiani, memore dei guasti provocati dal post-Champions di Sarri, per l’intera stagione.

In ballo c’è un rinnovo di contratto per Matteo Guendouzi, preso due anni fa dal Marsiglia e riscattato a titolo definitivo l’estate scorsa. Sarebbe più logico e corretto parlare di adeguamento. Nel suo caso non ci sono motivi di attrito o promesse non mantenute, è vincolato sino al 2028. Semplicemente merita un riconoscimento e va blindato, come sovente accade nel mercato e la Lazio farà bene a non sottrarsi. Il centrocampista francese guadagna 1,3 milioni di euro. È poco per un giocatore del suo valore e del suo rendimento. Sarri lo ha rilanciato, Baroni lo ha aiutato a esplodere, Deschamps lo ha richiamato in una nazionale di cui già faceva parte in passato. Bastano i numeri per rendersi conto del suo impatto: 36 partite in campionato, ne ha saltata solo una per squalifica, giocando a tempo pieno. Altre 9 presenze in Europa League e 2 in Coppa Italia. Un colosso da 4.058 minuti. Sarebbe dura, anzi durissima, doverne fare a meno per una squadra in costruzione, con un budget ridotto e con le ambizioni di crescita sbandierate dalla Lazio. Perché se è vero che il mercato va autofinanziato, dunque bisogna avere la forza ogni tanto di prendere al volo certe offerte, si può anche scegliere e capire a cosa rinunciare. Corriere dello Sport

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Lazio, verso il Lecce: torna Zaccagni, da valutare Tavares e Gila

La partita con il Lecce si avvicina, gara fondamentale per conoscere il futuro della Lazio in campo europeo. La squadra crede ancora nella Champions League ma per raggiungere l’obiettivo i biancocelesti dovrebbero battere il Lecce e Juventus e Roma perdere con Venezia e Torino. Per l’Europa League basterebbe, invece, una non vittoria dei giallorossi e sempre il successo degli uomini di Baroni.

In attesa di fare tutti i calcoli, il mister toscano ritroverà Zaccagni e Pellegrini dal primo minuto. Entrambi hanno saltato la trasferta di Milano per squalifica. Da valutare Gila e Tavares, come scritto da Il Tempo. Entrambi sono usciti dalla gara con l’Inter con problemi fisici. Nelle prossime ore Baroni saprà se può contare su di loro o meno.

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Lazio, Pedro leggenda: fissato l’appuntamento per il rinnovo. Lotito proporrà anche un futuro nel club?

Appuntamento fissato, si vedranno dopo il Lecce. Pedro e la Lazio parleranno concretamente di rinnovo, finora si sono lanciati messaggi d’amore. Da qui si partirà. Sul tavolo c’è il prolungamento fino al 2026, se con o senza opzione futura si vedrà. Non è escluso che venga considerata e inserita. In più ci sarà l’ingaggio da concordare. Oggi guadagna 2,2 milioni più bonus, sta a Lotito presentare l’offerta, se pareggiarla o ridiscuterla al ribasso allungando l’accordo. I conti, per tutti, dovranno farsi con i ricavi che produrrà la qualificazione europea, ad oggi è la Conference, e con i paletti Uefa che prevedono di raggiungere un nuovo equilibrio tra incassi e spese.  

Pedro non sta facendo contare l’età, compirà 38 anni il 28 luglio, sta facendo contare i gol (10 in campionato, 14 totali). Non ha mai fatto problemi di nessun tipo, si è sempre messo a disposizione di società, allenatori e compagni. Gratis non gioca nessuno e tutti cercano di guadagnare il più possibile, ma l’aspetto economico non dovrebbe essere d’ostacolo. Pedrito s’è convinto a giocare almeno un altro anno, forse due. Lo ha confessato nell’intervista concessa all’Equipe: «Baroni ha detto che potrei giocare per altri quattro anni… Sembra complicato! Uno o due, però, perché no?», la battuta. Pedro non lo dice, ma l’idea di continuare fino a 40 anni lo stuzzica. Valuterà di anno in anno. Tanti amici di Spagna e Barcellona allenano o giocano in America, lui sente di potersi misurare ancora ad alti livelli. Fabregas allena il Como a 38 anni. Jordi Alba, Suarez, Messi e Busquets sono tutti all’Inter Miami. Pedro vuole restare alla Lazio, si sente giocatore e tutore dei più giovani, un maestro di calcio e di vita: «Voglio guidare i giocatori più giovani e quelli che stanno arrivando. Posso sostenerli mettendomi nei loro panni e aiutandoli a integrarsi, presentando loro i compagni di squadra, parlando con gli allenatori», un altro passo della confessione più recente. Baroni l’ha galvanizzato, gli ha ridato fiducia e spazio. Pedro ha ricambiato e sarebbe felice di continuare con lui. «Io non ho fatto nulla di particolare. Pedro era scivolato fuori, l’ho rimesso al centro del progetto. Se alleni un giocatore che dà tutto in allenamento, in partita, è un modello di professionalità, puoi solo metterlo al centro. Prima dell’Inter aveva un problemino al tendine e la sua grandezza è proprio questa, capire che può entrare dopo. È un modello», le parole del tecnico a Milano.

Pedro, dopo il calcio futuro da tecnico?

Pedro più volte ha pensato al futuro senza gli scarpini. Si vede allenatore, non chiude ad altre soluzioni. Lotito e Fabiani durante i colloqui per il rinnovo gli ribadiranno la volontà di offrirgli un ruolo dopo la carriera di calciatore, se da tecnico o dirigente si vedrà. L’offerta potrebbe essere legata al prolungamento. «Pedro è intramontabile. Una o due stagioni in più? Dipende da lui. Conosce bene il nostro pensiero che va oltre. Quando deciderà di smettere, le porte per un ruolo in società sono aperte. Non si perde un patrimonio, un esempio come lui», una delle ultime celebrazioni fatte dal diesse Fabiani.  Corriere dello Sport