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Lazio, cena di squadra e patto in vista del finale di stagione

Doppio allenamento ieri e poi la cena di squadra organizzata dai calciatori biancocelesti.

Ogni occasione è buona per fare gruppo. Oggi la Lazio sarà libera, si ritroverà a Formello domani e scatterà la vera preparazione alla trasferta di Firenze. Soltanto tra 24 ore si approfondirà l’aspetto tattico della sfida con la Fiorentina. Una scelta dettata anche dal calendario della prossima settimana: la Lazio giocherà di lunedì e poi sfiderà il Napoli di sabato, con la semifinale di ritorno di Coppa Italia diventeranno tre le trasferte di fila da disputare. Meglio allentare la presa adesso che c’è la possibilità di gestire con calma il piano in vista della prossima giornata di campionato.


Sarri, riporta il Corriere dello Sport, ha sfruttato in modo alternativo il giorno in più a disposizione grazie al monday night, programmando una seduta in meno a metà settimana e regalando, di conseguenza, allo spogliatoio una serata libera per poter trascorrere più tempo insieme. Un mercoledì diverso dal solito. Due allenamenti, il primo alle 10.30 con la rosa divisa per reparti, il secondo alle 15 con un gruppo unico. Poi la cena tra giocatori, senza coinvolgere lo staff tecnico, per migliorare l’affiatamento pure fuori dal campo. La ripresa nel centro sportivo è fissata per domani pomeriggio.

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Lazio, dieci giorni decisivi: da Firenze a Bergamo, un finale che vale il futuro

La Lazio si prepara a vivere il tratto più pesante e decisivo della propria stagione. In dieci giorni, tra campionato e Coppa, la squadra di Maurizio Sarri affronterà Fiorentina, Napoli e Atalanta, un mini ciclo che può cambiare tutto: classifica, ambizioni europee e valutazioni complessive sul lavoro portato avanti fin qui.

Il percorso che attende i biancocelesti ha il peso specifico delle grandi occasioni. La Lazio arriva a questo snodo dopo una fase in cui sembrava aver trovato ritmo e continuità, prima del nuovo rallentamento che ha rimesso in discussione alcune certezze. Adesso non c’è più margine per errori: ogni partita ha un valore che va oltre il singolo risultato.

Il confronto con la Fiorentina apre una sequenza ad altissima intensità, seguita dalla sfida con il Napoli e poi da quella con l’Atalanta. In mezzo c’è anche il tema Coppa, che rende ancora più denso e significativo questo tratto di calendario. Sarri sa di giocarsi molto, forse tutto, in pochi giorni.

Il tecnico biancoceleste è chiamato a dare una risposta forte. Questo finale di stagione può infatti consolidare il progetto oppure riaprire interrogativi sul futuro. La sensazione è che il giudizio sull’annata della Lazio passerà soprattutto da qui, da questa sequenza ravvicinata di impegni contro avversarie di alto livello.

Non si tratta soltanto di raccogliere punti, ma di dimostrare tenuta mentale, qualità e capacità di restare competitivi nei momenti in cui il peso della stagione si fa più forte. Per questo il “girone di fuoco” evocato attorno alla Lazio appare come il vero crocevia dell’anno.

Le prossime partite, oltre a incidere sulla classifica, possono avere un riflesso anche sulle scelte future. Un finale convincente darebbe forza all’ambiente e continuità al lavoro impostato. Al contrario, un altro stop o un crollo nel momento decisivo rischierebbero di riaprire riflessioni profonde. La Lazio è arrivata al punto in cui ogni dettaglio pesa e ogni gara può lasciare un segno. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, futuro aperto per Gila: senza rinnovo ed offerte adeguate c’è anche l’ipotesi della linea dura

In casa Lazio il futuro di Mario Gila è ancora tutto da scrivere. Il difensore spagnolo, legato al club fino al 2027, è al centro di riflessioni importanti da parte della società, che non ha ancora sciolto le riserve sul da farsi. Sul tavolo ci sono più opzioni: un possibile rilancio contrattuale, una permanenza senza rinnovo immediato oppure una cessione davanti a un’offerta ritenuta davvero importante.

Il nodo principale resta economico. Per lasciar partire il giocatore servirebbe una proposta pesante, nell’ordine di 25-30 milioni, cifra che il club considera adeguata per sedersi a trattare. La Lazio, però, non sembra intenzionata a svendere uno dei profili cresciuti di più nelle ultime stagioni.

Sul centrale spagnolo l’attenzione non manca. Il suo profilo continua a essere apprezzato e la sua evoluzione ha acceso l’interesse di diversi osservatori, ma dalle parti di Formello la sensazione è che la decisione finale dipenderà soprattutto dalla strategia di Lotito. Il presidente potrebbe anche scegliere una linea dura, trattenendo il giocatore senza affrettare una vendita, pur correndo il rischio di rinviare ogni discorso più avanti.

La valutazione sarà complessiva e terrà conto anche degli equilibri della rosa, del mercato in entrata e delle priorità tecniche della prossima stagione. Per questo, al momento, Gila resta in bilico: il destino è aperto e nessuna strada può essere esclusa. Corriere dello Sport

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Lazio, Cataldi torna a Firenze: dal non riscatto alla nuova leadership in biancoceleste

Danilo Cataldi, a settembre del 2024, si presentava ai tifosi della Fiorentina come nuovo giocatore viola. Quello che né lui né chi lo ascoltava sapevano, era che la sua storia gigliata sarebbe stata piuttosto breve. Ciononostante, la stagione passata ha rappresentato uno step di crescita per il regista, che è più che contento di essere rientrato a Formello, ma ricorda con piacere i suoi trascorsi in Toscana, al netto delle tante difficoltà di una stagione che non volse per il verso giusto. “Non sono una persona ipocrita. Io la Lazio non l’avrei mai lasciata per quello che rappresenta per me e per quello che mi ha dato”.

Fin dalle prime parole pronunciate da calciatore della Fiorentina, Cataldi mise bene in chiaro che cosa significasse per lui la Lazio. Naturalmente, da professionista esemplare qual è, il centrocampista promise di dar tutto per la maglia viola, senza però rinnegare la squadra del suo cuore. Si avvicinava l’autunno 2024 e quel ragazzetto cresciuto sui campetti dell’Ottavia, che aveva realizzato il sogno di diventare un calciatore della Lazio e poi era stato messo alla porta, con le valigie in mano, costretto ad abbandonare i suoi colori, veniva accolto a braccia aperte da Palladino, al tempo allenatore a Firenze. Il riscatto a fine stagione sembrava una formalità, anche per via dell’importo di 4 milioni; cifra piuttosto bassa rispetto al valore dell’atleta. Invece, accadde l’esatto contrario.

Cataldi ha vissito un anno da protagonista alla Fiorentina, soffiando la Conference League proprio alla Lazio. Palladino, però, non si sentiva ascoltato e si dimise. Arrivò Pioli, l’allenatore che aveva lanciato Cataldi in biancoceleste,ma la società toscana decise di non riscattare Cataldi, rispedendolo a Roma.

A Formello, Danilo ha ritrovato Sarri, all’inizio di questa stagione, e con lui una seconda possibilità. Cataldi, con la maglia biancoceleste indosso, è sempre stato una garanzia. Un centrocampista di qualità che ha saputo far suoi i panni da regista, anche grazie allo strepitoso lavoro portato avanti sotto gli occhi e con gli insegnamenti del Comandante. Quest’anno, ha saputo guidare un centrocampo orfano di Rovella, il play d’elezione che ha affrontato una stagione colma di infortuni, non facendo minimamente pesare la sua assenza.  Cataldi ha dettato i tempi di gioco, fornito qualità, garantito visione di gioco e segnato tre gol. A tal proposito. La sua freddezza dal dischetto è stata l’ennesima piacevole scoperta. Il centrocampista è diventato l’uomo dei penalty pesanti, di quelli decisivi.

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Lazio, filotto Tavares: meno devastante ma più affidabile. Il suo valore torna a crescere, il futuro…

Nelle ultime settimane è lui il terzino titolare a sinistra e ora guarda avanti con ambizioni diverse.

Lunedì, a Firenze, se confermato dal primo minuto, giocherà la quinta partita consecutiva da titolare in campionato: una striscia, evidenzia il Corriere dello Sport, che non raggiungeva dal filotto tra fine 2024 e inizio 2025 (contro Napoli, Inter, Lecce, Atalanta e Roma). Oggi il lusitano è dentro le rotazioni, con un ruolo sempre più definito. Certo, il ricordo più vivido resta quello dell’impatto iniziale. Tra la terza e la decima giornata della scorsa stagione aveva messo insieme otto presenze consecutive, accompagnate da otto assist. Numeri da esterno offensivo più che da terzino, in una versione esplosiva e difficile da contenere (così come da ripetere).

Oggi Tavares è diverso. Meno devastante nell’uno contro uno, ma più dentro il sistema, più attento, più continuo. È qui che si misura concretamente la sua crescita. Sarri lo ha lavorato, lo ha reso più disciplinato, meno anarchico. Un terzino moderno, capace di scegliere quando spingere e quando restare, quando accelerare e quando gestire. Un cambiamento che ne ha ridotto l’imprevedibilità pura, ma che ne ha aumentato l’affidabilità.

Anche per questo, si legge, il suo futuro non è più così scontato. Se fino a qualche mese fa si parlava di cessione in estate (anche a gennaio c’erano state delle possibilità), oggi la Lazio ragiona in modo diverso. L’idea è valorizzarlo, far crescere il suo rendimento e, di conseguenza, il suo valore. Un percorso che passa dalle prestazioni e, soprattutto, dalla continuità, proprio quella che Tavares sta iniziando a garantire.

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Lazio, l’assist dopo i gol: Taylor in continua evoluzione

Le reti ma ora anche gli assist: la crescita del centrocampista prosegue.

La sua presenza nelle azioni decisive è costante: Kenneth Taylor continua a crescere, a incidere e a diventare centrale nel
gioco della Lazio, aggiungendo qualità e numeri al suo percorso in Serie A. Contro il Parma è arrivato anche il primo assist nel campionato italiano, servito al connazionale Tijjani Noslin per il gol del pareggio: un passaggio che completa il suo profilo e conferma la sua evoluzione. Alla dodicesima presenza in Serie A, sottolinea il Corriere dello Sport, Taylor ha così arricchito il suo contributo offensivo, diventando sempre più determinante nelle dinamiche della squadra di Sarri.

I numeri, si legge, parlano chiaro: nelle ultime due partite ha preso parte a tre gol, grazie alla doppietta contro il Bologna e all’assist contro il Parma. Un cambio di passo netto rispetto alle prime uscite, quelle del suo apprendistato forzato in Italia, quando aveva collezionato una sola partecipazione, il gol segnato al Genoa. È la fotografia di un inserimento che sta diventando sempre più completo. Taylor non è solo un centrocampista con qualità, esperienza, tempi d’inserimento e senso del gol, ma anche un giocatore capace di rifinire, leggere le situazioni e scegliere la giocata giusta negli ultimi metri. Taylor, conclude il quotidiano, si è preso la Lazio con naturalezza, trasformandosi da novità a certezza.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, occhi in Argentina per la prossima difesa: i due nomi sul taccuino

La Lazio torna a guardare al mercato sudamericano per sistemare la difesa. Tramontata la pista che portava a Diogo Leite, il club biancoceleste avrebbe riaperto i radar in Argentina, dove diversi profili sono finiti sotto osservazione. La necessità di intervenire nel reparto arretrato resta attuale e la società sta valutando soluzioni giovani ma già pronte per un salto in Europa.

La ricerca si concentra su elementi che possano rappresentare un investimento sostenibile e insieme una risorsa tecnica per il presente e per il futuro. In questo quadro, il campionato argentino diventa un bacino da cui pescare occasioni utili per allargare le opzioni in rosa.

Il primo nome caldo è quello di LautaroRivero, difensore del River Plate, classe 2003. Il suo profilo viene indicato come uno dei più interessanti nel panorama locale e avrebbe attirato l’attenzione della Lazio per età, struttura e margini di crescita. Su di lui, però, non ci sarebbero soltanto i biancocelesti.

L’altro osservato speciale è Kevin Lomonaco dell’Independiente, anche lui già monitorato con attenzione. Il centrale argentino viene descritto come un profilo pronto, capace di offrire affidabilità immediata ma anche prospettiva. La Lazio, insomma, si muove su più tavoli, cercando di anticipare la concorrenza e di individuare il rinforzo più adatto. Corriere dello Sport

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Lazio, rincorsa Zaccagni: due settimane per la Dea. Patric ok per Firenze, Pellegrini da monitorare

Sarri tra recuperi e gestione: le ultime dall’inferemeria.

Una rincorsa di quindici giorni. Zaccagni, riporta il Corriere dello Sport, punta l’Atalanta, ogni singolo passo in avanti diventa doppiamente prezioso in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia. Il capitano è out da Lazio-Milan per una “lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra”. Sta riuscendo, si legge, ad accorciare i tempi di recupero, sembrava spacciato per la sfida di Bergamo, gli ultimi controlli hanno evidenziato un netto miglioramento del quadro clinico. Al momento sta continuando a lavorare a parte, Sarri si è dimostrato ottimista nella conferenza stampa post-Parma: «Per l’Atalanta dovrebbe esserci, spero di recuperarlo già qualche partita prima per averlo non solo clinicamente guarito, ma anche in una buona condizione fisica».

La rosa, conclude il quotidiano, si ritroverà oggi a Formello per la ripresa degli allenamenti (ore 15). Sarri ha programmato una doppia seduta per domani (ore 10.30 e ore 15), poi giovedì concederà un’intera giornata di riposo alla squadra. Da venerdì scatterà la vera preparazione al monday night di Firenze, terminerà con la rifinitura di domenica (prevista alle 11). Da valutare gli altri calciatori out contro il Parma, in primis Patric. Lo spagnolo si è fermato la settimana scorsa a causa di un problema a un dito del piede operato in passato. C’è grande fiducia per la sua disponibilità con la Fiorentina. Dovrebbe essere confermato il ritorno Basic, entrato tra i convocati con il Parma dopo quasi due mesi di stop. Pellegrini, scivolato dietro a Tavares nelle gerarchie, è l’altro indisponibile da ritrovare.

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Lazio, Gila senza rischi: verso un altro forfait, c’è solo Bergamo

Nessun rischio, solo calcolo. La Lazio ha deciso di mettere sotto chiave Mario Gila per evitare che un fastidio passeggero diventi un problema serio. Il centrale spagnolo è fermo ai box per via di quel tendine rotuleo che ha iniziato a fare i capricci già a Bologna, costringendolo alla resa anticipata. La parola d’ordine a Formello è “gestione”: dopo aver saltato il Parma, il difensore potrebbe restare a guardare anche nelle prossime uscite, lasciando spazio ai compagni per ricaricare completamente le pile.

Il calendario corre, ma Gila rallenta per scelta tecnica e medica. Secondo quanto filtra da Il Corriere dello Sport, è molto probabile che lo spagnolo non faccia parte della spedizione contro la Fiorentina e salti anche il big match con il Napoli. Non si tratta di una bocciatura, tutt’altro: è un investimento fisico. Lo staff biancoceleste lo valuta ora dopo ora, preferendo rinunciare alla sua grinta in campionato piuttosto che perderlo per un periodo più lungo a causa di una ricaduta evitabile.

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Lazio, la conseguenza di investimenti non condivisi: i 13 milioni di Ratkov solo in panchina

Ratkov non gioca mai e, almeno per ora, la scommessa è stata persa. Non si sa se giocherà mai con il tecnico toscano, sta di fatto però che – come scrive il CdS nella sua edizione odierna – che non lo avrebbe fatto era chiaro fin da subito. Questione di caratteristiche, in primis, per quanto però qualcuno sospetti che la scontrosità di gennaio con la società c’entri e non poco. Sarri gli ha dato delle attenuanti, ma se si va a stringere, la verità è che un acquisto costato 13 milioni nel mercato di gennaio non gioca mai, o quasi. Scavalcato anche da un altro acquisto, Daniel Maldini, che nasce come trequartista e avrebbe dovuto fare il vice Zaccagni, mentre ricopre il ruolo di punta centrale. 

Con Parma e Bologna sono entrati tutti, proprio tutti, tranne Petar Ratkov. Dia è stato decisivo al Dall’Ara e Noslin con il Parma, per il serbo nessuna gioia. Le panchine dell’ex Salisburgo sono diventate cinque consecutive con la Coppa Italia, e ben 6 nelle ultime nove partite. Se si guarda al resto, è stato titolare a Torino, poi tolto nell’intervallo. Ancor prima, due apparizioni abbastanza dimenticabili contro Atalanta e Cagliari. L’equivoco reale, però, sta nel fatto che Sarri non ha mai riconosciuto la validità dell’acquisto, per quanto la società sostenga il contrario.