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Lazio, un anno dopo il blocco: conti in vigilanza entro domani. Entro maggio le sorti del mercato estivo

La Lazio deve inviare il computo economico alla commissione di vigilanza entro martedì 31 marzo, questo ovviamente per organizzare al meglio il mercato estivo. Tutto è pronto, come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, sta ora alla società di decidere se mandare la Pec oggi, 30 marzo, oppure domani 31 marzo. Il verdetto lo si conoscerà soltanto a maggio e in ballo c’è l’operatività di mercato anche se, rispetto alla situazione della scorsa estate, ora lo scenario è completamente diverso.

In quel caso i parametri attenzionati erano tre, e tutti sforati. Ora, invece, da gennaio ne pesa solo uno, ed è il famigerato costo del lavoro allargato. La soglia, rispetto all’ultima rilevazione di novembre, è cambiata: si è passati da 0,8 a 0,7. Il limite è diventato ancora più tirato e stringente, che Lotito era riuscito a sbloccare a gennaio perché la commissione aveva restituito un dato di poco inferiore rispetto allo 0,8. Nel mercato invernale il club ha venduto per un totale netto di 56 milioni di euro: 27 per Guendouzi, 29 per Castellanos, Mandas in prestito a 2,5 con obbligo di riscatto fissato a 17,5 milioni in caso di Champions e Vecino che è andato a titolo gratuito.

Gli acquisti, invece, sono stati più contenuti: per Ratkov, Taylor, Przyborek e Motta le uscite sono state rispettivamente di 13, 15, 4,5 e un milione. Il totale è stato di 33,5 milioni di euro. Maldini è arrivato in prestito, con un riscatto automatico fissato a 14 milioni in caso di conquista dell’Europa League. Scenario che, a oggi, la Lazio potrà vedere verificato soltanto con la vittoria della Coppa Italia. Poi c’è il risparmio anche sugli ingaggi: il serbo guadagna 1 milione, l’olandese 1,4, Daniele Maldini 1,1, Motta 100mila euro e il polacco 500mila. 

Sempre come riferisce il quotidiano romano, passare da 0,8 a 0,7 non era cosa semplice e scontata. Il club, dopo il via libera dato a gennaio, non corre più il rischio di un blocco totale del mercato come la scorsa estate. Adesso, stando così le cose, l’unico rischio che può correre la Lazio è quello di un mercato a saldo zero, anche se l’ipotesi al momento appare remota. Se ci si pensa, inoltre, è la formula che Lotito ha usato anche in inverno potendo comprare senza vincoli.

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Lazio, la difesa torna di ferro ma è in bilico: 14 porte inviolate e tante incognite sul futuro

Bene dietro ma interpreti in scadenza: le ultime sui possibili partenti.

Finestra invernale e infortuni lo hanno privato degli incontristi Guendouzi, Vecino, Rovella e Basic, ma Sarri prosegue imperterrito a erigere una diga che ormai sa tanto di marchio di fabbrica. Mau, riporta Il Messaggero, riparte da 14 porte inviolate in Serie A, miglior dato delle prime dieci leghe europee dopo Porto (18), Inter (15) e Arsenal (15). Anche nella trionfale annata 2022/23 il segreto della Lazio fu una fase difensiva da urlo, tramutatasi nella porta più blindata del continente (21 gare) dopo quella di ter Stegen del Barcellona (26), un record storico per il club. Il secondo posto si costruì sulla quarta retroguardia meno battuta d’Europa dietro a blaugrana, Napoli e Lens.

Insieme a Marusic (rinnovato) e Casale (oggi del Bologna), i protagonisti della cavalcata e potenziali punti fermi per il futuro erano Provedel, Romagnoli, Gila, Patric e Lazzari, oltre al protettore della linea Cataldi e al gregario Basic (32 presenze). Da pilastri a incognite, oggi sono tutti in scadenza a giugno 2027. Come Gigot e
Pellegrini, approdati successivamente. L’altro comprimario Hysaj svuoterà l’armadietto già tra tre mesi.

Al di là di Pedro (diviso tra ritiro a giugno e suggestione Tenerife) e Cancellieri (2027), conclude il quotidiano, tra le dodici pedine della rosa in scadenza da qui a un anno ben dieci sono i fedelissimi del tecnico dalla cintola in giù. Tre anni fa alzarono un muro da record, oggi attendono chiamate tardive o preparano virtualmente i bagagli.

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Lazio, ripresa con conto alla rovescia: semifinale lontana per Zac, domani esami verità

La Lazio riparte dagli allenamenti a Formello con l’obiettivo di ritrovare gradualmente tutti gli indisponibili, ma le attenzioni principali restano puntate su Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste, fermo dopo il problema fisico rimediato nella sfida contro il Milan del 15 marzo, è atteso da nuovi controlli medici che dovranno chiarire con maggiore precisione l’evoluzione del recupero. 

Il quadro non lascia spazio a troppo ottimismo. Gli esami effettuati dopo l’infortunio avevano evidenziato una lesione muscolare di media entità alla coscia destra, con tempi di stop valutati attorno ai quaranta giorni. Un’assenza pesante per Maurizio Sarri, che continua a fare i conti con una delle pedine più importanti del suo sistema offensivo. 

Tra gli appuntamenti segnati in rosso nel calendario laziale c’è la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma il 22 aprile. Proprio questa data rappresenta il vero spartiacque nella corsa contro il tempo di Zaccagni, ma al momento il suo recupero per quella sfida viene considerato molto complicato. 

La Lazio non vuole correre rischi inutili e lo stesso giocatore sta proseguendo il lavoro con prudenza, alternando le terapie anche al lavoro in piscina. L’obiettivo resta quello di tornare a disposizione nel momento più utile possibile, ma forzare i tempi potrebbe compromettere il finale di stagione e aggravare una situazione che richiede invece cautela. Questa, oggi, è la linea più probabile a Formello. 

Mentre Cataldi, Basic e Gila coltivano speranze di rientro già per la sfida contro il Parma, il discorso legato a Zaccagni appare più complesso. Il tecnico biancoceleste aspetta gli esiti dei controlli per capire se esista davvero uno spiraglio oppure se sarà necessario programmare il ritorno del capitano più avanti. 

In questa fase, la priorità della Lazio è avere certezze. Zaccagni resta un punto di riferimento tecnico e carismatico, ma il suo rientro non può prescindere da condizioni fisiche pienamente ristabilite. Il conto alla rovescia continua, anche se la Coppa, almeno per ora, sembra allontanarsi. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, pilastro Marusic: nessuno come lui per minutaggio, è uno dei pupilli di Sarri

Tra i calciatori biancocelesti in scadenza, il montenegrino è l’unico che ha firmato il nuovo contratto.

Con i novanta minuti di Bologna ha superato Ivan Provedel: 2.660 contro 2.610, riporta Il Messaggero. E siccome il portiere ha chiuso – purtroppo – in anticipo la sua stagione, Adam Marusic è praticamente irraggiungibile. Nona annata alla Lazio per l’esterno montenegrino, un pilastro. Punto fermo dentro la truppa di Maurizio Sarri (347 presenze totali, 16 gol e 18 assist) che non riesce mai a privarsi di lui. E Adam ha sempre risposto presente: solito temperamento, solita grinta e concentrazione massima per onorare la maglia biancoceleste. Le 31 presenze stagionali tra campionato e Coppa Italia (solo contro il Torino per un problema muscolare e contro la Fiorentina perché squalificato non ha giocato) non sono un caso. Sono la fotografia di quanto il Comandante si fidi di uno dei suoi pupilli, uno di quelli che lo hanno accompagnato nella prima esperienza a Formello e che lo stanno scortando in questa seconda scampagnata biancoceleste.

In mezzo ai 12 calciatori biancocelesti che sono in scadenza oppure che potrebbero salutare a zero nel 2027, conclude il quotidiano, l’unico che ha messo nero su bianco sul nuovo contratto è stato Adam: accordo trovato fino al 30 giugno del 2028 con opzione per una ulteriore stagione. Una firma a vita praticamente perché alla chiusura di questo lungo ciclo avrà 37 anni e difficilmente avrà la voglia di continuare. Il tempo per pensare al post ci sarà, non c’è nessuna fretta, ma una personalità del genere potrebbe sicuramente tornare utile in società, quando sarà il momento. Intanto domani sera tornerà in campo con la sua nazionale: nella prima uscita è andato in tribuna solamente per via del turnover che è normale nelle amichevoli. Contro la Slovenia toccherà la presenza numero 69 (5 le reti) con la casacca del Montenegro. Anche in questo caso un pilastro.

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Lazio, Pedro ultimi due mesi per lasciare ancora il segno

Un campione che in estate saluterà la Capitale e che vuole chiudere in bellezza in biancoceleste.

Pedro punta a concludere in bellezza la sua avventura in Italia, il suo contratto scadrà il 30 giugno. Mancano due mesi al termine del campionato, prepara nuovi colpi per lasciare il segno nella fase finale della stagione. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà decidere come gestirlo soprattutto nel periodo con Zaccagni fuori dai giochi. Pedro spera di recuperare una condizione top per dimostrare di poter ancora incidere con la sua classe. In questo campionato ha segnato 3 gol contro Fiorentina, Genoa e Juventus, li ha realizzati tutti nel giro di un mese, da inizio gennaio a inizio febbraio. Due calci di rigore perfetti (contro i viola con freddezza in pieno recupero) più il timbro di sinistro siglato nella trasferta di Torino, sbloccata nel primo tempo proprio grazie alla sua conclusione. Pedro non molla, cerca di convincere Sarri a concedergli altre opportunità, ha la testa e l’esperienza per aiutare la Lazio nei momenti delicati, al netto di un ruolo molto più dispendioso rispetto alla casella occupata con Baroni nella scorsa stagione. Da trequartista del 4-2- 3-1, in appoggio del centravanti, era costretto a meno corse e rincorse.

A Bologna, conclude il quotidiano, ha raggiunto la simbolica cifra delle 200 partite con la Lazio, gliene mancano 6 per pareggiare la quota delle gare disputate con il Chelsea (206), attualmente secondo club per numero di presenze in carriera. Il Barcellona è l’unica squadra staccata con 321 match complessivi. A quasi 39 anni è convinto di poter continuare a stupire, le sue giocate rimangono un regalo da scartare da qui a fine maggio.

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Lazio, Gigot spera nella prima chiamata: il futuro è comunque lontano da Roma

Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile.

Fermo dall’estate per un problema ad una caviglia, operato a settembre: è stata lunga la riabilitazione di Gigot e, riporta il Corriere dello Sport, questa pausa potrebbe rilanciarlo. Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile. Finora non è mai stato chiamato da Sarri, non è escluso che la convocazione arrivi nelle prossime partite. Sarebbe un centrale in più.

Gigot è in scadenza nel giugno 2027, partirà in estate. Almeno ci spera. La società, si legge, spera che trovi un po’ di spazio per poterlo piazzare nella prossima finestra. Gigot era arrivato in prestito oneroso da 500 mila euro, più riscatto obbligatorio per altri 500 mila euro e premi per un totale di 3,2 milioni. In tutto 4,2 milioni. Una parte di questi soldi si proverà a recuperarla.

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Lazio, Isaksen e Tavares: il rilancio di Sarri ed i riflessi sul mercato

Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento.

Sarri ha cambiato rotta da gennaio: ha riconsegnato il posto a Tavares e ha interrotto l’alternanza tra Isaksen e Cancellieri. Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento che adesso prova a difendere l’ottavo posto in classifica conquistato a Bologna e a centrare un trionfo inaspettato in Coppa Italia. Il loro posto da titolare non è più in discussione. Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, è tornato a concedere fiducia con continuità a entrambi modificando o azzerando del tutto le gerarchie della fascia sinistra difensiva e di quella destra nel tridente d’attacco. Li aveva messi un po’ ai margini, li ha rilanciati nelle ultime giornate e ora, visto soprattutto il rendimento in netta crescita, difficilmente ci rinuncerà. Isaksen e Tavares soltanto a gennaio erano in bilico, potevano salutare Formello e invece nel giro di un mese sono tornati al centro del progetto tecnico biancoceleste.

Il doppio rilancio, si legge, potrebbe portare anche a nuove riflessioni di mercato. Di questo passo aumenteranno gli interessi sul loro conto, la Lazio è chiamata a valutare ogni offerta scegliendo chi confermare e chi vendere per aumentare il budget a disposizione in estate o in vista di eventuali cessioni per acquisti (saldo zero). Tavares e Isaksen, a prescindere, adesso rappresentano due pedine preziose in campo e in estate per eventuali trattative che potrebbero aprirsi. Molto dipenderà dalle proposte che verranno recapitate a Formello.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, lunedì la ripresa: Motta non preoccupa, Gila, Basic e Cataldi osservati speciali

Due giorni di riposo concessi da Sarri, poi le prove in vista di Lazio-Parma in programma sabato sera.

A Formello la squadra ha già archiviato la prima parte della preparazione: dopo l’ultima seduta prima del weekend, Sarri ha concesso due giorni di riposo. La ripresa, riporta Il Tempo, è fissata per lunedì, quando inizierà ufficialmente la marcia di avvicinamento alla sfida contro il Parma. Dalla sosta arriveranno indicazioni importanti anche sul fronte infermeria.

Restano sotto osservazione, si legge, le condizioni di diversi elementi: da Gila, alle prese con l’ennesimo fastidio al ginocchio, fino a Cataldi e Basic, che puntano al rientro nelle prossime settimane. Più lunghi invece, i tempi per Provedel e Rovella; entrambi fuori fino al termine della stagione. Zaccagni dovrà ancora attendere prima di tornare a disposizione.

Capitolo portiere: nessuna preoccupazione, conclude il quotidiano, per Motta, rientrato anticipatamente dal ritiro dell’Italia Under 21 per una lieve contusione già accusata contro il Milan. Una scelta precauzionale, anche perché non sarebbe sceso in campo.

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Lazio, analisi CIES conferma: manca un progetto sportivo di crescita nel tempo

Secondo un’analisi delCIES Football Observatory, ente di analisi sportive con sede in Svizzera, riportata dalla testata Il Foglio, il club biancoceleste si colloca al 36° posto nella classifica che misura la capacità delle società calcistiche di costruire un progetto duraturo, valorizzando il proprio patrimonio. Il dato evidenzia come, nonostante una rosa di qualità discreta e posizionata in maniera buona dal punto di vista economico, manchi una vera visione futura.

L’indice tiene conto di alcuni fattori: calciatori utilizzati in campionato nell’ultimo triennio; permanenza media dei giocatori attuali in prima squadra; durata media degli anni di contratto ancora da maturare, età media al momento della firma. Tutti aspetti in cui la Lazio risulta indietro rispetto a molti club europei. Ciononostante, l’analisi la posizionaprima in Italia rispetto a questi parametri. 

La situazione biancoceleste riflette una certa immobilità nella gestione sportiva: il progetto fatica a evolversi e a puntare su una crescita strutturata. In un calcio sempre più orientato alla programmazione e agli investimenti mirati, anche realtà meno ricche riescono a fare meglio grazie a strategie più lungimiranti. Per la Lazio, il limite principale non è tanto il valore della rosa, quanto la difficoltà nel costruire un percorso solido e competitivo sul lungo periodo.

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Lazio, segnali positivi dalla Danimarca: Isaksen protagonista, bene anche Provstgaard

La nazionale scandinava conquista la finale dei playoff e tiene vivo il sogno del Mondiale anche grazie all’esterno biancoceleste.

Tutta la Danimarca ai piedi di Isaksen. Nella gara contro la Macedonia del Nord la formazione guidata da Riemer si è imposta con un sonoro 4-0 e tra i protagonisti assoluti del match c’è anche il calciatore della Lazio, che ha firmato la sua personale doppietta.
L’esterno biancoceleste, evidenzia Il Tempo, si è preso la scena nel giro di un minuto: due gol diversi ma complementari. Il primo al volo, da attaccante puro, il secondo di rapi-na, sfruttando una respinta corta del portiere avversario.

Una prestazione, si legge, che ha certificato non solo il suo momento di forma, ma anche una crescita evidente sotto il profilo della persnalità. Non a caso, al termine del match, è stato eletto MVP dai tifosi danesi, che ormai lo considerano uno degli uomini simbolo della Nazionale. Un ruolo da protagonista che Isaksen sta consolidando partita dopo partita, anche grazie a una continuità di rendimento che a Roma si era vista solo a sprazzi nella prima parte di stagione. Ora, invece, l’ex Midtjyland sembra aver definitivamente trovato la sua dimensione, diventando un’arma imprescindibile nello scacchiere offensivo di Sarri.

Proprio per questo, conclude il quotidiano, nei prossimi mesi la società dovrà iniziare a ragionare seriamente anche sul suo futuro. Il contratto è attualmente in scadenza nel 2028, ma il salto di qualità mostrato nelle ultime settimane impone una riflessione: blindarlo con un rinnovo e un adeguamento dell’ingaggio dovrà essere una priorità della prossima estate. Non solo Isaksen, comunque. Dalla Danimarca arrivano segnali positivi anche per Provstgaard che ha trovato l’esordio con la Nazionale maggiore subentrando nel finale. Un traguardo importante per il difensore, protagonista di una crescita costante negli ultimi mesi e sempre più affidabile anche con la maglia biancoceleste. La sua stagione, fatta di presenze solide e risposte convincenti, lo ha portato a guadagnarsi spazio e fiducia, fino alla chiamata con 1 grandi.