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Lazio, per il Bologna Maldini ok. Rebus a sinistra: le ultime

Dubbi di formazione per Sarri a poche ore dalla sfida del Dall’Ara.

La conta degli infortunati è interminabile. Mau ha perso Basic per 15 giorni e, riporta il Corriere dello Sport, deciderà oggi se rischiare Gila o farlo partire dalla panchina. Provstgaard merita la conferma, ma deve giocare con Romagnoli, squalificato sabato con l’Atalanta. Due mancini, quando può Sarri evita di schierarli. Le certezze sono Marusic, Romagnoli, Taylor e Maldini. In tutti gli altri ruoli c’è indecisione. Tavares spera nella conferma, ma giocare e rigiocare lo mette a rischio stop. Due partite ravvicinate le regge a fatica, a Torino è stato rilanciato titolare dopo tanta panchina. L’alternativa è Pellegrini, era squalificato in campionato. Si divideranno il posto tra oggi e sabato con l’Atalanta

Dele-Bashiru, si legge, è in pole su Belahyane a destra. Rovella spera in un’occasione, si sente meglio. Cataldi resta in pole da regista. Taylor giocherà, a destra o a sinistra. Dipende dalla posizione di Dele-Bashiru, se toccherà a lui. Sarri lo vede meglio a sinistra. Isaksen conta nella conferma. Maldini giocherà da centravanti. A sinistra il posto di vice Zaccagni se lo giocano Cancellieri, Pedro e Noslin. Il primo a sinistra ha fallito, è un esperimento già tentato. Sarri lo riproporrà solo se deciderà di risparmiare la terza partita a Pedro. A Torino l’ha sostituito dopo 64 minuti, forse un segnale per preservarlo per Bologna. La terza opzione è Noslin, che contro la Juve s’è fatto notare per il tiro in Curva, uno dei tre match point sprecati. E’ una Lazio al buio, il ritiro di Coverciano ha contribuito a nascondere le mosse. Sarri prova sempre più soluzioni, non dà certezze neppure alla squadra. Le mosse si scoprono nella riunione prepartita, sarà così anche oggi.

Si tengono pronti, conclude il quotidiano, Patric, rientrato nel finale di Torino, e Ratkov, sorpassato da Maldini. Di settimane con tre impegni ce ne sono state poche quest’anno, dunque Sarri potrebbe anche chiedere gli straordinari a più giocatori, per quanto si rigiochi sabato. Non può permettersi altri infortuni, soprattutto stiramenti.

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Lazio, Fabiani in Portogallo dopo la smentita dell’agente di Leita: i dettagli

Altri contatti per Diogo Leite: le ultime.

A Torino si rivisto il presidente della Lazio Claudio Lotito, che non seguiva la squadra in trasferta da un anno, ma sugli spalti a seguire i biancocelesti non c’era Fabiani.

L’assenza del ds, riporta il Corriere dello Sport, probabilmente era dovuta ad un viaggio di lavoro a Lisbona, in Portogallo,  dove potrebbe aver incontrato l’entourage di Diogo Leite per risolvere la situazione, vista la smentita sull’accordo tra il calciatore e la Società. Un incontro che darebbe quindi seguito alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Fabiani in conferenza stampa, alle quali poi ha risposto l’agente del calciatore.

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Lazio, Taylor e Maldini: il processo avviato da Sarri inizia a dare i frutti

L’allenatore ci sta lavorando e loro stanno rispondendo alle indicazioni.

Almeno il mercato due giocatori pronti come voleva Maurizio Sarri li ha regalati. Come evidenzia Il Messaggero, Taylor e Maldini crescono dentro la Lazio: a Torino la loro prestazione è stata quasi perfetta. Ma si vede a occhio nudo che il processo avviato dal Comandante inizia a dare i frutti.

L’olandese, si legge, anche se con qualche pausa dentro il match, ha fatto il suo confermando quanto di buono si è detto fino al momento. Una prestazione convincente, fatta di molta qualità ma anche e soprattutto di quantità con degli interventi in fase difensiva da sottolineare.

Daniel, invece, conclude il quotidiano, ha scippato il pallone a Locatelli e ha mandato in porta Pedro per il gol del vantaggio. Ha preso le misure a Bremer (quel fallo al limite dell’area era netto dopo il tunnel al brasiliano) e farà il centravanti fino al termine della stagione. Mau lo sta provando lì e non ha nessuna intenzione di cambiargli posizione: l’obiettivo è farlo esplodere in maniera definitiva.

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Flaminio, Lotito: “Possiamo considerare il nostro progetto come se lo avesse disegnato oggi lo stesso Nervi”

Inviata la pec con il progetto architettonico e il piano finanziario per l’ammodernamento e l’ampliamento dello stadio.

Nella giornata di ieri Roma Capitale ha annunciato l’arrivo tramite pec di tutta la documentazione della Lazio per partire con l’iter per il Flaminio. A Il Messaggero il presidente Claudio Lotito ha chiarito l’obiettivo del suo progetto: “È stato fatto prendendo spunto da lavori dello stesso Pier Luigi Nervi su possibili ampliamenti del Franchi di Firenze (altro impianto progettato da Nervi, ndr.) e del Flaminio. In sostanza possiamo considerare il nostro progetto come se lo avesse disegnato oggi lo stesso Nervi”.

Nel frattempo aspetta la decisione degli uffici comunali competenti, che “analizzeranno e valuteranno con attenzione il fascicolo arrivato per avviare ufficialmente l’iter del progetto attivando la conferenza dei servizi preliminare”.

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Lazio, affanno centrocampo: Basic rischia un mese, Dele per invertire la tendenza

Come riporta il Corriere dello Sport, Toma Basic rischia uno stop lungo, dai 20 ai 30 giorni. Il croato è uscito per un problema muscolare all’adduttore e tra oggi e domani, 10-11 febbraio, dovrà sottoporsi a controlli più approfonditi per avere una risposta certa. Il centrocampista biancoceleste è comunque rimasto a Coverciano e assisterà alla sfida del Dall’Ara; al suo posto, con ogni probabilità, giocherà Dele-Bashiru reduce dall’ingresso con la Juventus tutt’altro che positivo. Il ballottaggio è con Belahyane, ma la sensazione è che il nigeriano avrà la sua chance dall’inizio per invertire la tendenza e per pareggiare la fisicità della mediana di Italiano. Soliti affanni nel reparto più strategico e la conferma di un mercato che, oltre a provare Sarri di Guendouzi e Vecino, non ha garantito neanche i doverosi sostituti. “Punti di vista”, diceva Fabiani venerdì scorso in sala stampa. Quello del tecnico toscano, peró, è chiarissimo.

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Lazio, “gli indistruttibili” di Sarri a caccia della svolta: crocevia Coppa Italia

Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, ciò che Sarri ha voluto mettere in evidenza dopo Torino è stato il carattere e la tempra della sua Lazio. “Indistruttibili” li ha chiamati, e non ha poi tutti i torti. Nonostante le difficoltà, le contestazioni, le tensioni societarie, i calciatori andati via, la squadra ha dimostrato di essere viva più che mai. Il rammarico per i 3 punti buttati via nel finale allo Stadium, non può però cancellare l’orgoglio di una prestazione maiuscola fatta all’Allianz Stadium.

La Lazio non si è affossata, anzi, è rimasta in piedi nei momenti più delicati. Magari a volte a stento, a fatica, trovando l’ultimo appiglio laddove sembrava impensabile, ma non ha mai alzato bandiera bianca. Davanti ora c’è il Bologna, al Dall’Ara, nella sfida che vale la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia. Una partita importante, che la squadra deve affrontare con maturità e lungimiranza. Dosare le pressioni, il carico di aspettative; è una sfida che vale molto, ma non è l’ultima spiaggia.

Sarri lo ha detto chiaramente dopo Torino: guai a far sembrare quello in Coppa Italia un percorso parallelo, una scorciatoia, un accesso secondario a traguardi – almeno al momento – irraggiungibili in campionato. Bologna può rappresentare una svolta e per questo la squadra sta lavorando a Coverciano per ricaricare le pile in vista di domani, mercoledì 11 febbraio. 

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Lazio, continua la protesta dei tifosi: i biglietti venduti per la sfida con l’Atalanta

La contestazione della Nord prosegue: il tifo organizzato rimarrà a Ponte Milvio anche sabato.

Il tifo organizzato nei giorni scorsi ha annunciato che contro l’Atalanta replicherà ciò che è accaduto col Genoa: niente ingresso allo stadio, tiferà da Ponte Milvio. Nella gara dello scorso 30 gennaio, tra abbonati e biglietti singoli, erano stati circa 4mila i tifosi presenti all’Olimpico.

Da mercoledì scorso è partita la vendita dei tagliandi per Lazio-Atalanta e, al momento, riporta il Corriere dello Sport, ne sono stati acquistati circa 2mila. I numeri finali dipenderanno quindi soprattutto da quanti abbonati sceglieranno di aderire nuovamente alla protesta restando fuori dallo stadio (in estate erano state sottoscritte 29.918 tessere complessive).

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Lazio, prima la Coppa a Bologna poi l’Atalanta in casa: il piano della settimana

Notte a Torino e ora verso Coverciano: i piani della Lazio.

Ieri la gara in casa della Juventus, sotto gli occhi del presidente, e oggi il viaggio verso Coverciano. Lotito, sottolinea il Corriere dello Sport, in trasferta non si vedeva da un anno. Da Torino a Firenze, poi a Coverciano. La Lazio, si legge, dopo la Juve ha pernottato in Piemonte, oggi con un charter raggiungerà Firenze. Il ritiro pre Coppa scatterà stamattina nel centro tecnico federale. Allenamento nel pomeriggio. Domani rifinitura sempre pomeridiana. Il trasferimento a Bologna avverrà mercoledì mattina, la squadra pranzerà in un hotel cittadino così da raggiungere il Dall’Ara nel tardo pomeriggio di mercoledì.

Da Bologna, conclude il quotidiano, il rientro a Roma avverrà dopo la partita in charter. Giovedì allenamento mattutino a Formello, venerdì doppia seduta, sabato il match con l’Atalanta. Domenica e lunedì riposo.

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Lazio, emergenza difesa tra acciacchi e la squalifica di Romagnoli: Provstgaard pronto agli straordinari

Ieri i centrali sono stati Gila e Provstgaard, entrambi usciti anzitempo dal campo.

Gli stop di Gila e Provstgaard hanno costretto la Lazio a chiudere la gara con una coppia di centrali differente rispetto a quella di partenza. Solo crampi, riporta il Corriere dello Sport, per il danese. Al suo posto è entrato Patric nei 7 minuti finali, facendo il suo esordio in questo 2026. Anche Romagnoli è partito dalla panchina e, sempre nel finale, ha preso il posto di Gila rimediando un giallo pesante, da diffidato, che gli costerà la squalifica, e quindi l’assenza, sabato contro l’Atalanta.

Sarri quindi studia le mosse, soprattutto perché prima di tornare a pensare all’impegno casalingo di Serie A con la Dea, c’è una Coppa Italia da onorare: l’appuntamento è per mercoledì in casa del Bologna e, ad oggi, Provstgaard si candida nuovamente per una maglia da titolare. resta da capire come starà Gila in queste ore, mentre Romgnoli dovrebbe tornare titolare mercoledì, anche in virtù del fatto che salterà il prossimo match.

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Lazio, Sarri oltre le etichette ed i limiti: il massimo in piena tempesta

Stava per fargli un altro scherzetto, stavolta è riuscito a metà. Eppure sono amici, si stimano, si confidano, hanno le stesse radici tosco-empolesi, ma Sarri quando incrocia Spalletti non resiste, gliene combina sempre una. Nell’anno dello scudetto del Napoli andò al Maradona, piazzò il suo tir biancoceleste davanti all’area e portò a casa i tre punti con il gol di Vecino. Ieri c’è andato vicino, nella stessa identica maniera. È finita due a due e la Juve, come quel Napoli, in casa stava volando. Viene da sorridere a pensare che Sarri è definito nel cosmo calcistico come uno che si incatena ai suoi dogmi, ai principi, a idee che non mutano, senza deroghe, senza concessioni, un allenatore che ama giocare, rischiare e osare. E allora il Sarri di ieri come lo vogliamo catalogare? Meglio lasciar perdere le etichette, l’unica definizione corretta è “realista”.

In mezzo alla tempesta di Formello, con una squadra che il mercato di gennaio ha indebolito, senza Zaccagni, senza Pellegrini, senza Basic per tutto il secondo tempo e fra l’altro anche senza tifosi, ma vogliamo andare a Torino e mettersi a giocare? Vogliamo davvero sfidare la Juve a tu per tu? Non scherziamo, dai. Difesa e ripartenza, questa partita ha preparato il comandante, come un allenatore che sa fare tutto, che lavora sui limiti e sulle difficoltà della sua squadra. Perché il calcio non è uno solo. Ecco, a proposito di calcio a Torino erano stati quarantasei minuti e ventitré secondi di niente. In Inghilterra la domenica era impazzita nel pomeriggio con lo spettacolo di Liverpool-Manchester City, un delirio. La domenica italiana aspettava la sera Juve-Lazio per accendersi e invece di calcio spettacolo, di emozioni, di occasioni, per quei 46 minuti e mezzo, proprio niente.

Una mosceria. Ma al 46′ e qualche secondo, pieno recupero del primo tempo, Daniel Maldini si è ricordato che è figlio di un milanista, anzi, “del” milanista, ha rubato la palla a Locatelli (un ex milanista), l’ha messa sul piede di Pedro e da lì è finita in rete. Intervallo, rientro in campo, un altro centinaio di secondi e due a zero della Lazio. Gol splendido di Isaksen, di destro. In quella manciata di minuti la squadra di Sarri era andata oltre ogni immaginazione. Come la squadra di Spalletti, ma in senso opposto. La Juve non poteva continuare così e infatti è iniziato l’arrembaggio. Lazio schiacciata, bianconeri in assedio. Con un particolare: fioccavano le occasioni per la Juve (alla fine si conteranno 34 tiri a 9 per Spalletti), ma la Lazio non si dimenticava di ripartire. Prima e dopo il gol di McKennie, la squadra di Sarri ha avuto la possibilità di segnare il 3-0 e poi, per due volte, il 3-1. Erano occasioni clamorose. La Juve ha pareggiato al sesto minuto di recupero del secondo tempo. Corriere dello Sport