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RASSEGNA STAMPA

Lazio, assenze e dubbi: Sarri verso la 31esima formazione diversa in 32 gare

Il tecnico potrebbe essere costretto a cambiare ancora l’11 titolare.

Mai la stessa Lazio, eccezion fatta per una volta tra il Cagliari (3 novembre) e l’Inter (9 novembre). Qui Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, è riuscito a proporre la stessa squadra: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi, Cataldi, Basic, Isaksen, Dia e Zaccagni. Per il resto ha dovuto mettere mano alla squadra, ha dovuto ritoccarla, aggiustarla, inventarla. E lo stesso dovrà fare a Firenze. Rispetto a Lazio-Parma c’è Dele-Bashiru affaticato, ieri fermo. In preallarme c’è Basic, in fase di ricarica dopo un lungo stop. Si è fermato anche Maldini, da verificare. In più va sciolto il ballottaggio Pedro-Noslin. Sono i ruoli che potrebbero variare rispetto al calco di sabato. In porta c’era e ci sarà Motta. In difesa sono confermati Marusic, Romagnoli, Provstgaard e
Tavares. Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen rischia di essere l’unico confermato davanti.

Se Sarri dovrà cambiare anche solo una pedina, si legge, a Firenze presenterà la 31ª Lazio in 32 partite. Un bel record. E non sono mai state rotazioni volute, scientifiche. Direte, chi non ha o non ha avuto infortuni? Vero, ma nessuno come Sarri non ha avuto mercato o quando l’ha avuto è stato di smantellamento prima che di potenziamento. I cambi numericamente sono compresi da un minimo di 1 ad un massimo di 6 (contro Genoa e Sassuolo al ritorno).

Mau, conclude il quotidiano, i rinforzi se li è trovati in casa aggiungendo Basic, raccattato tra i fuori lista. Utilizzando Hysaj in allenamento e in panchina per tappare buchi. Inventando Marusic centrale o Patric regista. Ancora oggi deve rinunciare a Provedel, Gila, Rovella e Zaccagni (forse solo convocabile per la panchina a Firenze) più Gigot (comunque uno in meno) salvo forfait di Dele e Maldini. Il conto degli assenti è salito fino a 7 nei momenti peggiori. In tutto questo Sarri ha dovuto rinunciare al suo verbo, ha creato una Lazio di necessità.

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Lazio, stop Maldini, pronto Dia. E Sarri riflette sulla rivoluzione in attacco…

Pochi gol e possibili defezioni: il tecnico pensa ad un nuovo attacco.

Le 32 reti in 31 partite per il sesto peggior attacco della Serie A, i freddi numeri non mentono e sono un pugno nello stomaco per Sarri che ha fatto dell’estetica offensiva (non solo della granitica difesa) il proprio manifesto calcistico. La trasferta di Firenze è alle porte, ma è lo spettro di un mal di gol ormai cronico a togliere il sonno al tecnico. Stando a quanto riporta il Messaggero, Isaksen, Maldini e Pedro sono a rischio esclusione per lunedì sera al Franchi, nessuno ha più il posto assicurato. Sarri pretende più imprevedibilità, gas, maggiori spunti nell’uno contro uno. Nella ripresa di sabato Cancellieri, Dia e Noslin hanno garantito profondità e dinamismo, forse meritano un premio. Le gerarchie, fin qui abbastanza definite, possono riazzerarsi, ma Mau vuole rifletterci sino all’ultimo. Intanto tiene tutti strategicamente sul filo: nelle prossime due esterne (c’è anche il big match a Napoli sabato prossimo) serve rialzare la tensione per portarla all’apice nell’appuntamento clou del 22 aprile, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo.


La tentazione più forte, si legge, porta il nome di Noslin: appena quattro presenze da titolare in questa stagione, eppure è lui l’uomo con la media realizzativa più alta dell’intera Lazio. Sarri medita di regalargli un’altra chance dall’inizio, anche se finora Tj è la sua arma (4 gol) da subentrato. Discorso in parte simile per Dia, che già a Bologna aveva mostrato segnali incoraggianti di rinascita a gara in corso. La sua capacità di attaccare la profondità e di dare soluzioni diverse fa tremare Maldini, che finora ha goduto di un credito quasi infinito dal suo sbarco (dieci volte su undici dal 1′ e ieri fermo ai box a Formello), nonostante un bottino decisamente magro (un gol). Anche sugli esterni il momento è delicato, non solo perché Zaccagni è finito ko (ieri si è allenato in gruppo, eccezion fatta per la partitella) e i 38 anni di Pedro si sentono e si vedono. Pure Isaksen ora sembra la controfigura di se stesso, forse spento dalla delusione mondiale con la sua Danimarca, eliminata nei playoff. Cancellieri, al contrario, sputa fuoco dopo una sola partita da titolare nelle ultime undici, e le tre reti contro Genoa e Torino, ferme ormai a ottobre scorso: sulla corsia destra o sinistra, vuole bruciare ogni ballottaggio in vista del posticipo toscano.

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Lazio, a Firenze convocazione simbolica per Zac. Con il recupero di Pellegrini ipotesi gestione per Tavares

Diversi dubbi di formazione per Sarri in vista del match di lunedì.

Zaccagni ha fatto tutta la seduta col gruppo tranne la partitella finale: vedremo se sarà simbolicamente convocato. Pellegrini, riporta Il Messaggero, ormai è pienamente recuperato e si candida per una maglia anche per far rifiatare Tavares che ha giocato undici partite di fila e quindi meriterebbe un po’ di riposo in vista di Bergamo.

Se ci dovesse essere questo cambio a sinistra, si legge, non è del tutto esclusa l’ipotesi di vedere pure Lazzari al posto di uno stritolato Marusic dal primo minuto. Insieme, l’ex Spal e il portoghese non possono giocare: «Avremmo problemi di equilibrio», il discorso del tecnico biancoceleste che non vuole concedere nulla agli avversari. In poche parole se da un lato c’è uno che spinge, dall’altro ci deve essere uno più bravo in fase di contenimento.

Gestione invece per Mario Gila che, conclude il quotidiano, ieri mattina si è allenato da solo: il difensore spagnolo lotta contro l’infiammazione al tendine rotuleo ma non dovrebbe essere a rischio per la semifinale di Coppa Italia. Lì ci sarà quasi sicuramente. Anche Patric è disponibile ma in mezzo al campo giocherà Cataldi. Oggi altra seduta, domani rifinitura prima della partenza direzione Toscana.

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Lazio, emergenza continua a centrocampo: si ferma Dele, torna Basic dal 1′

A Firenze rischia di non essere a disposizione Dele-Bashiru.

Una stagione in continua emergenza. Stando a quanto riporta Il Messaggero, Sarri per Firenze rischia di non avere a disposizione Dele-Bashiru: il centrocampista è affaticato e difficilmente sarà rischiato. Al massimo andrà in panchina. Ieri non ha lavorato con il resto della truppa (oggi dovrebbe comunque essere di nuovo in gruppo) dopo due allenamenti saltati, anche prima del riposo era rimasto a guardare. La notizia positiva è che tornerà Basic dopo la convocazione contro il Parma («L’accordo era che sarebbe entrato solamente in caso di necessità», le parole del Comandante dopo il match) che si candida, dopo oltre due mesi, a prendersi una maglia da titolare.

Lui, si legge, è pronto a giocare dall’inizio ma non nel suo ruolo naturale, quello di mezzo sinistro ma dall’altro lato, perché da quella parte del campo il posto è di Taylor ed è intoccabile. Non gioca dall’8 febbraio il centrocampista croato, uscito dopo 45’ allo Stadium. Da quel momento in poi un susseguirsi di notizie che sarebbe stato pronto a breve e invece lo slittamento continuo del ritorno in squadra fino alla scorsa settimana, quando ha lavorato tutti i giorni con il resto dei compagni.

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DICHIARAZIONI

Zàrate ricorda la Lazio: “Averla lasciata il mio rimpianto. Che scazzottata con Kolarov…”

Mauro Zarate, ex fantasista della Lazio e rimasto nella memoria dei tifosi biancocelesti, ha rilasciato un’intervista a Flashscore nella quale ha ripercorso le varie tappe della sua carriera, tra cui anche quella vissuta nella Capitale: ecco le sue parole.

Il ricordo della scazzottata con Kolarov ai tempi della Lazio e il rimpianto di aver lasciato il club capitolino forse troppo presto, così Mauro Zarate nel ricordare i suoi anni in biancoceleste: “Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono. La più divertente è stata quella con Kolarov alla LazioAbbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio. Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. Beh, i serbi sono così. Non puoi farci nulla…”. Poi, sui rimpianti, ha aggiunto: “Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio“.

Infine, Maurito, fa una piccola chiosa sulla vita militare e su cosa gli ha insegnato: “Il lavoro. A un certo punto si parlava della necessità di adattarsi alle cose, ma lui ha continuato con la sua idea di gioco e il suo modo di pensare, e ci ha fatto cambiare e migliorare. Ci ha convinto. Se non lo fai, non sarai mai un buon allenatore. In altre parole, se non convinci il giocatore, il giocatore vuole molti più strumenti e pretende molto di più da te”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Solo quattro squadre in A hanno centravanti peggiori di quelli della Lazio. Più si va avanti così…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Più si va avanti in questo modo e più i giocatori importanti difficilmente avranno l’attrazione di venire a giocare nella Lazio. Se vogliamo ritrovare una Lazio competitiva serve denaro e competenze nelle scelte di mercato, c’è poco da fare.

Fiorentina-Lazio è la gara delle motivazioni opposte. La squadra di Sarri deve giocarla al meglio, ma anche fare i suoi calcoli per l’unica gara che conta, quella di Bergamo in Coppa Italia. Gli stimoli sono tutti da parte loro, non può permettersi di perdere. Non posso pensare che la Lazio possa pareggiare la loro motivazione. Sulla carta la Fiorentina ha lo stesso livello di squadra della Lazio”.

Problema attaccante? Se dovessi fare il gioco di chi è più forte teoricamente, dico che delle saquadre di Serie A solo Lecce, Cagliari, Pisa e Verona non hanno centravanti superiori a quelli della Lazio. E questo gioco lo faccio non considerando Maldini che non è una prima punta, bensì Dia. I risultati avuti dalla squadra sono dovuti dalla compattezza difensiva e dalla volontà del gruppo di reagire”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Mancano dignità e rispetto. Per i tifosi solo due date da cerchiare…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Dignità e rispetto, questi mancano. Per il presidente Lotito la Lazio non è il fine ma il mezzo, viene usata per interessi personali.

La Lazio al massimo può puntare all’ottavo posto per evitare un turno di Coppa Italia, per il resto il campionato è finito.

Il tifoso ha due date da cerchiare in rosso: la prima è quella del 22 aprile, relativa al ritorno della semifinale di Coppa Italia con tutte le difficoltà che conosciamo, l’altra è quella del 15 maggio, quando si capirà come i club potranno operare sul mercato; una data è legata alla sfera tecnica, l’altra a quella economica.

Imprevedibile la soluzione al problema tifosi-società, non credo ci siano margini di recupero per questa situazione. Dove porterà tutto ciò? Imprevedibile anche questo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Mancanza di autocritica e risultati, rapporto tifosi-società senza rimedi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai la situazione non cambia, neanche con la Coppa Italia. Un’eventuale successo non porterebbe comunque abbonamenti. Non parliamo però solo di senso di appartenenza nei confronti del club, perché la contestazione si accende quando non arrivano neanche i risultati sportivi.

Oltre alla mancanza di autocritica e le scuse mancate per il blocco, la frase più grave del presidente è quella sulla storia della Lazio. Questa serie di concetti la ripropone e non va bene, quando però c’è una squadra competitiva questo non dico che vada in secondo piano, ma pesa meno. Detto questo, come si fa ad accettare ciò? Serve autocritica, rispetto della storia fatta dai tifosi che, tra l’altro, ti permettono di autofinanziare la società. Su questo sono d’accordo, poi sono meno d’accordo sull’idea di difendere la Lazio non andando allo stadio. Ad ogni modo, il muro contro muro definitivo tra società e tifosi”.

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Lazio, centrocampo incompleto: serve almeno un altro colpo alla Taylor

Salutato Guendouzi, la Lazio è ancora alla ricerca della mezzala destra.

Non ci sono più il furore agonistico e la resistenza di Guendouzi, garante di presenze e temperamento. Taylor e il francese sarebbero stati complementari. Il centrocampo è incompleto, da aggiustare e rinforzare la prossima estate. Una delle prime necessità di mercato della Lazio. Manca sempre un pezzo. Sarri combatte con i continui forfait lavorando con quello che propone il reparto, non proprio congeniale alla sua filosofia di calcio. Belahyane, evidenzia il Corriere dello Sport, non è stato preso in considerazione da regista e da mezzala ha faticato fin dalla preparazione. Vecino ha salutato a gennaio. Basic è partito come fuori rosa, è tornato in lista a fine settembre per l’emergenza totale, perso il derby d’andata – tra squalifiche e infortuni – era rimasto solo Cataldi a disposizione.

Il ragionamento, si legge, non si limita alle attuali riserve. Dele Bashiru, messi alle spalle gli affanni iniziali (anche clinici), si è preso il posto da titolare in assenza di concorrenza. Da gennaio, solo sulla carta, Przyborek è diventato la quarta mezzala. Attende ancora l’esordio, finora non è stato sganciato nemmeno in corsa.

Centrocampo, conclude il quotidiano, work in progress, quello della Lazio, da completare e migliorare con la prossima sessione di mercato. Sarri ha bisogno di innesti di spessore: più rinforzi di livello, almeno un pezzo titolare

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Difesa Lazio, da punto di forza a reparto da riscostuire: Gila-Romagnoli-Patric verso la scadenza, ultimatum a Diogo Leite

Le possibili mosse estive dei biancocelesti.

Ultimatum a Diogo Leite, da Formello hanno fretta di costruire la retroguardia del futuro. Bloccato Pedraza del Villarreal e con tutti i centrali (tranne Provstgaard) in scadenza nel 2027, adesso, riporta Il Messaggero, la priorità è il difensore mancino classe ’99 che a giugno si libera dall’Union Berlino, decimo in Bundesliga. Il portoghese, già in orbita biancoceleste a gennaio prima della permanenza a sorpresa di Romagnoli, ha estimatori tra Germania (Dortmund) e Italia (Fiorentina e Milan), è appena rientrato da due mesi ai box per infortunio alla coscia e non ha ancora una destinazione preferita. «Abbiamo un’intesa di massima col suo avvocato, vedremo se vorrà ancora legarsi alla Lazio», ammetteva il ds Fabiani. Ora il club fiuta la concorrenza e intende velocizzare. Il trasferimento di Romagnoli all’Al-Sadd è saltato ma l’ex Milan non ha alcuna intenzione di prolungare. Non rinnoverà in extremis neanche Gila, anche se non è escluso che il 25enne spagnolo rimanga in rosa fino allo spirare naturale del contratto. Per il potenziale innesto Sarri sarebbe una garanzia. Senza le nove reti subite a Roma nel primo mese di assestamento del 2026 – avendo perso gli incontristi Guendouzi e Vecino – Mau vanterebbe (con 20 gol al passivo in 25 turni) la stessa media (0,8) tenuta nella stagione del secondo posto, chiusa con la quarta retroguardia meno battuta d’Europa dopo Barcellona, Napoli e Lens.

Ritrovati equilibri e motivazioni, conclude il quotidiano, la Lazio è tornata ad alzare il muro e oggi ha la quinta miglior difesa dello stivale, avendo concesso appena tre reti in più dell’Inter capolista. La speranza dello staff è che la squadra prosegua coi numeri da record in trasferta: fuori casa Sarri ha la miglior difesa delle prime cinque leghe del continente con undici palloni raccolti in quindici gare. E il calendario dice: Firenze, Napoli, Bergamo.