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Lazio, Lotito: “Gara importante per smentire le considerazioni negative. Qui gente che non molla mai. E sui tifosi e il derby…”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, durante la cena di gala alla vigilia della finale di Coppa Italia, ha parlato ai microfoni dei cronisti:

“La gara è molto importante, se non altro per smentire le considerazioni negative che sono state fatte a inizio anno e che ci vedevano salvi per caso. È stata una stagione particolare, con tanti fattori imponderabili che ne hanno condizionato i risultati, con una miriade di infortuni non prevedibili che non ci hanno aiutato. La Lazio è composta da persone con spirito pugnandi, cioè che non mollano mai e sentono la responsabilità di essere eredi di valori morali, non a caso il club è anche ente morale. Ci sono tutte le condizioni per combattere in forza di questi valori, come ha detto Mattarella: serve un calcio basato sulla passione, per far innamorare di nuovo i giovani che si sentono disillusi dal calcio e che non hanno visto l’Italia agli ultimi tre Mondiali.

Non facciamo sgambetti a nessuno, giochiamo le partite per asseverare le nostre potenzialità e qualità. A volte ci riesce e a volte no. L’anno scorso, alla penultima giornata contro l’Inter, la nostra gara ha condizionato la vittoria del campionato. In questa stagione abbiamo avuto tante situazioni complicate che ci hanno penalizzato nel raggiungimento degli obiettivi. Tifosi? Penso che siano il dodicesimo uomo in campo, ti danno una spinta in più, anche perché chi gioca sa che ci sono tante persone che ti spingono e sono portati a dare il 300%.

Derby? Mi attengo a quello che ha detto Sarri. Fare un derby con la finale degli Internazionali, che sono molto seguiti, è un rischio maggiore a livello di sicurezza soprattutto per il grande pubblico. Il Prefetto avrà fatto una scelta a ragion veduta, visto che lavorava in polizia e conosce benissimo Roma e i suoi problemi. Credo che avrà pensato a ogni possibili rischio nella credibilità nel nostro calcio, per me è una scelta oculata e responsabile. Pensate a cosa succederebbe se qualcuno facesse un gesto inconsulto proprio in quel momento. Ora poi Sinner è in forma smagliante, ne parla tutto il mondo”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Finale Coppa Italia, Rambaudi: “Percentuale di vittoria? 51% Inter, ma la Lazio…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Adrenalina a mille per Lazio-Inter, giocare in uno stadio pieno, un trofeo in ballo: così si avvicina la squadra alla finale di domani. Serve la paura positiva. Sarà una partita in cui i particolari potranno fare la differenza e servirà quindi l’attenzione giusta.

Devi cercare di tirargli fuori le cose negative, poi è chiaro che loro sono più esperti. La presenza o meno di Thuram, vista la sua qualità, sposta.

L’inter a metà campo fa delle rotazione, in possesso vanno ad occupare lo spazio libero, in fase di non possesso magari Barella va più centrale, Sucic a destra e così via.

Percentuali? 51% Inter ma credo nella mia squadra. Se fai il 100% e redi le cose difficili ai più forti, diventi più bravo tu in quel contesto. Non si deve partire già sconfitti”.

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Lazio, Tavares pronto al confronto con Dumfries: si preannuncia una sfida fisica e di sgasate improvvise

Cambieranno gli interpreti su quella corsia, in campionato si sono fronteggiati Pellegrini e Diouf, in Coppa Italia toccherà a Tavares e Dumfries.

Sarri l’ha tenuto con sé in panchina sabato pomeriggio, ha voluto preservare ogni energia del suo terzino titolare. Nuno ora è chiamato al confronto personale con Dumfries, sganciato invece da Chivu soltanto a mezz’ora dal termine (al 63′ per Lautaro). Molte speranze della Lazio passano per la fascia sinistra, dal ritorno in campo del portoghese associato a Taylor (mezzala) e Zaccagni (esterno alto).
Questioni tattiche a parte, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà una sfida fisica e di sgasate improvvise. Sarri confida nelle accelerazioni di Nuno, tornato riferimento fisso da inizio marzo.

Domani sera servirà un grande Tavares per tenere testa ai nerazzurri sulla fascia mancina. Per lui è anche un’occasione di riscatto. Nella scorsa stagione, il 16 dicembre 2024, crollò all’Olimpico insieme al resto dei compagni: finì 0-6 per la squadra di Inzaghi, proprio Dumfries segnò il quarto gol di testa (cross di Bastoni) anticipando nettamente il terzino laziale, rimasto inchiodato sulle gambe. La finale di Coppa Italia, conclude il quotidiano, è un appuntamento speciale che può cancellare quella macchia, fu la sconfitta più pesante dell’annata biancoceleste, probabilmente condizionò morale e risultati pure delle successive partite. Tavares tornerà in campo a nove giorni dall’ultima presenza contro la Cremonese. Il pit-stop di sabato, totalmente programmato, può permettergli di incidere arrivando al match nel miglior stato di forma possibile.

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Lazio, dubbio play per Sarri: staffetta pronta ma Cataldi è vicino al forfait

Il nodo più delicato, forse l’unico vero interrogativo della vigilia.

Sarri si ritrova a dover scegliere il suo cervello in mezzo al campo. Una maglia sola, tre candidati: Patric, Cataldi e Rovella. Nessuno al massimo della condizione, tutti indispensabili. E allora, sottolinea il Corriere dello Sport, si aprono le alternative. Lo spagnolo, infatti, sarebbe il terzo regista diverso nelle tre sfide stagionali contro l’Inter (all’andata in campionato Cataldi, al ritorno Rovella): un ulteriore segnale di quanto questa posizione sia stata instabile durante l’anno. Sarri ha dovuto inventarsi nuove soluzioni, cercare di fare necessità virtù. Ecco perché, si legge, prende forma l’ipotesi più concreta: una staffetta. Un regista dall’inizio, un altro pronto a entrare. Chi partirà dovrà dare subito equilibrio, ordine, personalità, provando a reggere l’urto dei nerazzurri. Chi entrerà dovrà portare freschezza, lucidità, magari anche una giocata diversa.

Nel frattempo però non filtra ottimismo sulle condizioni di Cataldi. Come riporta l’edizione odierna del Messaggero, infatti, rimane tutta da valutare la situazione del centrocampista che si è fermato nuovamente per la solita pubalgia nella seduta di ieri.

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Lazio, Noslin trascinatore inatteso dell’attacco: vuole la prima finale

Olandese sempre in campo nelle partite più delicate.

Cercava spazio, non trovava nemmeno un ruolo fisso. La storia è cambiata da un mese a questa parte, insieme a lei anche le gerarchie offensive: prestazione super a Napoli, poi la conferma nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Noslin ha sorpassato la versione da falso nove di Maldini e la candidatura di Dia, eppure spesso era stato utilizzato sulla fascia come vice-Zaccagni. Sempre in campo, evidenzia il Corriere dello Sport, nelle partite più delicate, quelle che permettono oggi alla Lazio di capovolgere le sorti di una stagione tribolata fin dal principio.

L’olandese aveva guidato il tridente a Bergamo, nel match di ritorno chiuso ai rigori era rimasto in campo per 120 minuti nonostante le fatiche della gara precedente al Maradona. Non ha segnato, ma è stato comunque determinante. Il gol decisivo, al contrario, lo aveva messo a referto nei quarti disputati al Dall’Ara: 1-1 a inizio ripresa su assist di Dele-Bashiru, appena dopo l’ingresso al posto di Pedro (uscito per infortunio pochi minuti prima dell’intervallo). Di Noslin, in Coppa Italia, rimane indelebile soprattutto la prova con il Napoli dello scorso anno: tripletta a Conte e passaggio del turno centrato all’Olimpico. In totale, si legge, ha realizzato 4 reti in 6 presenze nella competizione. Curriculum alla mano, sarà la partita più importante della sua carriera. Non ha mai giocato un confronto di questo livello, che mette in palio un trofeo.

C’è un precedente, conclude il quotidiano, che sorride a Noslin: contro l’Inter riuscì a timbrare il cartellino nell’ultima giornata della Serie A 2023-2024. Finì 2-2 a Verona, segnò il provvisorio 1-1 incrociando con il sinistro su assist di Suslov. La partita risale al 26 maggio 2024, una data dolce per i tifosi, sempre a proposito di Coppa. Ripetendosi domani, realizzerebbe un sogno inimmaginabile fino a qualche anno fa, quando non giocava nemmeno nei professionisti. Adesso è il capocannoniere della rosa insieme a Isaksen (5 reti, ma con un minutaggio inferiore rispetto al danese, 1180 contro 1860) e l’attaccante pronosticato dall’inizio per l’all-in biancoceleste di domani sera. Non potrebbe scordare mai un gol nella prima finale in carriera.

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‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “In Coppa sarà un’altra partita. Mi auguro che la Lazio possa giocarsela fino alla fine” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sabato approccio sbagliato, passivo. Poi giochi contro grandi calciatori che prima o poi trovano la chiave giusta. Il secondo tempo è stato migliore; chiaro poi che quando hai due o tre occasioni contro queste squadre devi capitalizzare. Mercoledì sono sicuro che sarà una gara diversa, ci sarà un’attenzione diversa. Ce la giochiamo, sono fiducioso.

Il dubbio di formazione riguarda il play, io farei giocare chi sta meglio. Proverei a far ripartire Rovella, ma abbiamo giocatori che non sono al top, lo stesso Cataldi non penso sia al 100% e non so quanto sia indicato farlo rientrare in una gara del genere.

Davanti penso ci saranno Isaksen, Noslin che nell’ultimo periodo mi sembra garantisca qualcosa in più degli altri, e Zaccagni con la speranza che abbia recuperato bene.

Partita importante, la partita dell’anno. Mi aspetto una grande prova, poi da qui a dire che si vincerà c’è differenza ma mi auguro che la Lazio possa giocarsela fino alla fine”.

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Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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Lazio, Romagnoli salta il derby e cerca il riscatto in finale

Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione.

Doveva essere la sua settimana da derby, due con l’Inter (da ex capitano del Milan) e quello romano a seguire. Non è iniziata come sperava Romagnoli, non è andata come avrebbe voluto. L’intervento su Bonny gli è costato il rosso sabato. Quello subito contro i nerazzurri, evidenzia il Corriere dello Sport, è l’ottavo rosso per la Lazio in questo campionato. Negli ultimi dieci anni, solo nella stagione 2015-16 i biancocelesti hanno fatto peggio (dieci espulsioni). Un’altra sanzione che peserà particolarmente, perché quel cartellino rosso ha conseguenze dirette. Il centrale salterà il derby contro la Roma (gli sarà inflitta una giornata di squalifica: si tratta di un grave fallo di gioco, non c’è condotta violenta), una partita che per lui vale inevitabilmente qualcosa in più. Una perdita pesante, non solo tecnica ma anche emotiva, per un giocatore che quella sfida la vive da tifoso prima ancora che da professionista.

Dentro questo scenario, comunque, c’è anche una notizia positiva. Il calendario offre immediatamente la possibilità di riscatto contro i nerazzurri. E proprio su mercoledì, conclude il quotidiano, si concentra tutta la sua attenzione, tutta la sua voglia di rivincita. Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione. E allora la finale diventa qualcosa di più di una partita. Diventa un passaggio personale, un’opportunità per rimettere le cose a posto, per dimostrare che quello scivolone in campionato è stata solo una parentesi. Romagnoli non si è mai tirato indietro. Non lo farà adesso. La possibilità di rivincita è già scritta nel calendario. Sta a lui trasformarla in una nuova storia.

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Lazio, caccia ai giovani talenti: occhi su Kenji, Dieng si libera

Diversi i profili seguiti dalla talent room di Formello.

Spuntano nomi di attaccanti. Uno, riporta il Corriere dello Sport, arriva dal Brasile, si chiama Kaique Kenji Takamura Correa, brasiliano, origini giapponesi, ala sinistra, classe 2006, 20 anni compiuti, gioca nel Cruzeiro. Freschissimo il suo gol contro il Bahia, è di ieri; è entrato e ha regalato la vittoria ai suoi (1-2). Un sinistro a giro, il segno della sua classe. La Lazio lo sta studiando. Un vice Zaccagni non c’è, sempre che il capitano resti, ci sono voci che lo riguardano da un paio di mesi, in Francia hanno rilanciato l’interesse dell’Olympique Marsiglia. Il riscatto di Maldini è legato all’Europa, raggiungibile con la Coppa Italia. Dia sarà riscattato. Noslin è cresciuto. Gli scenari sono da definire.

Se restasse un posto, si legge, occhio a Bamba Dieng, 26 anni, centravanti senegalese. Si libera il 30 giugno, può prendersi a zero. Quattordici gol in 23 presenze con il Lorient, 9 in Ligue 1, 5 in Coppa di Francia. Si è scatenato da gennaio in poi, le 9 reti sono del nuovo anno. Classe 2000, ha iniziato nel Diambars, club senegalese. Poi il salto all’Olympique Marsiglia e al Lorient. Un centravanti baby è Omar Janneh, classe 2006, attaccante spagnolo-gambiano del Losanna; è arrivato a gennaio dall’Atletico Madrid, 8 gol in 17 gare, è seguito da Borussia Monchengladbach, Udinese e Sporting Lisbona. Profili seguiti dalla talent room di Formello, per ogni finestra di mercato si valutano giovani talenti su cui investire.

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‘SVB’ – Collovati: “Inter affamata, ma la Lazio non sarà quella di sabato. Tecnico che può fare la differenza? Sarri, ecco perché…” (AUDIO)

FULVIO COLLOVATI in collegamento a ‘SVB’

“La finale di Coppa Italia? Inutile dire che se dovessi dare un giudizio attuale, dopo la sconfitta di sabato della Lazio e per come sta giocando l’Inter, darei per favoriti i nerazzurri. L’Inter è affamata, vuole vincere un altro trofeo. Però ogni gara è a sé e la mia carriera mi ha insegnato che nessun avversario va sottovalutato. Se pensano di trovare la Lazio di sabato, sbagliano.

L’Inter ha un suo gioco lineare, che sfocia sugli esterni. Hanno tanto giocatori rappresentativi a centrocampo ma poi il gioco si sviluppa sugli esterni, che diventano le ali di una volta. La Lazio dovrà essere brava quindi ad arginarli, poi comunque ricordiamo che davanti ci sono Lautaro e Thuram. Hanno una rosa completa, la migliore d’Italia. La Lazio deve essere te brava a livello difensivo, poi l’Iner si concede qualche errore dietro.

Se c’è un tecnico che può fare la differenza è Sarri e non è un paragone sulla bravura perché Chivu ha dimostrato di essere bravo. Lui però ha quella rosa e l’imbarazzo della scelta, la Lazio deve trovare il meglio di sé dopo sabato, deve recuperare energie fisiche e mentali e in questo può aiutare solo un tecnico esperto come Sarri; la rosa è quella, la Lazio non ha attaccanti in doppia cifra, ha recuperato solo ora Rovella. Dall’altra parte c’è esperienza decennale.

L’Inter è favorita ma le finali sono finali. Vuole fare il doublete ma non è così scontato”.