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RASSEGNA STAMPA

Lazio, commozione Pedro sotto la Nord. Il saluto: “Grazie campione”

I tifosi omaggiano il fuoriclasse spagnolo, prima di riprendere con la contestazione verso Lotito.

Aveva sognato un altro tipo di lacrime sotto la Nord al termine della gara. Avrebbe voluto salutare tutti con un trofeo, il primo della sua avventura italiana, magari con il personale nono gol in una finale (dopo i 7 con il Barcellona e uno con il Chelsea). Pedro non ci è riuscito ma, evidenzia il Corriere dello Sport, ha messo tutto sé stesso in quel quarto d’ora finale che gli è stato concesso, è entrato con l’atteggiamento di chi avrebbe voluto spaccare il mondo, caricato ancora di più dai fischi della metà dell’Olimpico interista che non gli ha perdonato la doppietta dell’anno scorso con la quale ha regalato lo Scudetto al Napoli. Il suo spirito combattivo (da un suo intervento duro su Dimarco è nato l’unico momento a nervi tesi della gara), però, non è stato sufficiente per rimettere in piedi una partita ormai abbondantemente compromessa.

Così, al triplice fischio, dopo un chiarimento immediato con il terzino dell’Inter, è andato sotto la Nord che lo aspettava per donargli l’ultimo abbraccio, visto che da adesso ripartirà lo sciopero del tifo all’Olimpico come forma di contestazione verso il presidente Lotito. Lui si è preso volentieri questo ennesimo attestato di stima da un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno in cui ha attraversato il Tevere per sposare la causa biancoceleste. Ha guardato lo striscione esposto – “Grazie campione” – e non è riuscito a trattenere le lacrime, salutando e ringraziando di rimando tutti per quanto ricevuto in questa parte conclusiva della sua vita calcistica.

Da ieri quella della Lazio è diventata la seconda maglia più indossata nella sua carriera (207 presenze, staccato il Chelsea a 206) dopo quella del Barcellona (321). La toglierà di dosso al termine di questa stagione, dopo aver giocato contro Roma e Pisa. Saluterà senza aver alzato trofei, ma con un posto speciale nel suo cuore per sempre.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Atteggiamento sbagliato. Stagione negativa, il derby per finire bene”

Mattia Zaccagni ai microfoni di Lazio Style Channel:

“La delusione è tantissima, veramente. Ci aspettavamo che questa fosse un po’ la serata della svolta però non abbiamo neanche approcciato bene la gara e in queste sfide non ce lo possiamo permettere. Dovevamo avere personalità, aggressività sotto il punto di vista dell’atteggiamento dovevamo essere superiori all’Inter e quando questo non avviene contro queste squadre è normale che poi si creano i presupposti per una gara del genere.

Le lacrime sono dovute un po’ a tutto perché le finali ci sta perderle però c’è un po’ di tutto, c’è il rammarico di questa stagione anche a livello personale, mi dispiace non aver dato gioie ai tifosi. Mi dispiace soprattutto dal punto di vista personale che di squadra. Gli infortuni sono stati tanti. Questo momento non ci deve buttare giù c’è un derby da giocare e dobbiamo farlo per il nostro popolo.

Pedrito ad essere un campione nel calcio è una persona eccezionale, impossibile non amarlo. Ci dispiace perché volevamo dare pure a lui l’ultima gioia, anche se ha vinto tutto.

Le difficoltà durante l’arco della partita è normale subirle. Ci sta stare sotto 1-0 ma bisogna rimanere in partita, magari dovevamo evitare qualche disattenzione ma gli errori ci stanno è l’atteggiamento che deve essere diverso da parte nostra.

Derby? Gara che arriva dopo una sconfitta in finale quindi dobbiamo farlo per noi stessi, per rialzare la testa. La stagione è stata negativa ma dobbiamo finire bene”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Inter, Rambaudi: “Partita preparata male e disputata peggio, meglio la ripresa. Ora tocca alla società…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Imbarazzanti il primo tempo, la Lazio mi ha deluso. Senza idee, atteggiamento, coraggio, piano b. Troppa diversità, troppa passività. Partita preparata male e disputata peggio, nel primo tempo. Nella ripresa c’è stato più coraggio, cuore. Alcuni giocatori non sono di livello, ma è mancata la capacità di leggere alcune situazioni chiare. Sono molto deluso dal primo tempo, poi è vero che serviva la partita perfetta ma non hai fatto nulla per metterli in difficoltà.

Anche altre squadre non hanno la qualità dell’Inter eppure sono riuscite a mettere in difficoltà l’avversario. Hai giocato per non prendere gol, come sempre, e ci sta perché è la mentalità di questa squadra però se l’hai preparata così devi averla anche preparata pensando di poterne prendere uno, a quel punto sarebbe servita la capacità di reagie, sarebbe servito un piano b.

Il colpo di testa di Lautaro nei primi minuti, Dimarco era sempre solo. Dovevo porre rimedio.

Detto questo, una vittoria in finale mi avrebbe fatto grande piacere ma non avrebbe cambiato l’idea sulla società e sul futuro. C’è da resettare tutto. Anche il primo tempo rispecchia la società. Il risultato casuale, il lavoro no”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, seguito Doumbia del Venezia ma tutto dipende da Sarri e dai conti

Piace a tanti, si sarebbe informata anche la Lazio.

Regista di ruolo, mezzala aggiuntiva, 1,87 di altezza, italiano di origini ivoriane. È Issa Doumbia, fresco di promozione col Venezia in A. Dieci gol in 38 presenze tra B e Coppa Italia. Ha 22 anni,
classe 2003. Piace a tanti, si sarebbe informata anche la Lazio. Il piano di mercato è tutto da definire, sottolinea il Corriere dello Sport, dipende innanzitutto dal futuro di Sarri e dal verdetto di fine maggio della commissione di vigilanza sui conti: il rischio è il saldo zero, sempre che Lotito non riesca a ottenere la conferma del mercato libero come a dicembre. Ballano i circa 20 milioni della transazione della Lega di A con Img, una vecchia querelle legata ai diritti tv, spettano a tutte le società.


Doumbia, si legge, entra tra i nomi per il centrocampo. Su di lui
altri club italiani e il Benfica, avrebbe offerto 15 milioni.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Abbiamo fatto tutto da soli, ma Inter più forte. Derby? Domenica non vengo se…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ai microfoni di SportMediaset:

“Noi avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione nel primo tempo, perché abbiamo notato che perdono aggressività nella ripresa, ma un in primo tempo ordinato abbiamo fatto tutti da soli, abbiamo regalato tutti e due gol. E così è diventata difficile e non siamo riusciti a riaprirla. Pensavo che potesse prendere una piega diversa.

Futuro? Mi importa zero il mio futuro, in discussione da entrambe le parti. Dispiace per i ragazzi, stato d’animo difficile. Dispiace per il pubblico, tornato numeroso. Noi abbiamo fatto un grande percorso, l’Inter è più forte di noi e con un po’ di complicita nostra hanno vinto meritatamente.

Rovella dal pimo? È stato fermo tutto l’anno, non ha una condizione tale da garantire spezzoni lunghi, speravo nei 120 minuti di gara. Patric ha avuto un indurimento al polpaccio e abbiamo optato per la sostituzione. La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. La sconfitta ha poco di tattico, secondo tempo più a viso aperto.

Derby? Ho la sensazione che se si giochi lunedi vengo, se si gioca domenica non vengo. Alle 12.30 ci giocano loro, non io. Serie di errori fatti dalla Lega, ora devono rimediare. Il Prefetto è stato chiaro. Se fossi il presidente non presenterei la squadra, tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo un punto di penalizzazione e via. Si vuol rimediare facendo passare come se fosse normale giocare alle 12.30 a fine maggio, questo non è calcio”.

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COPPA ITALIA

Troppa Inter per la Lazio: decima nerazzurra, biancocelesti ancora senza Europa (FT)

L’Inter si aggiudica la Coppa Italia: all’Olimpico finisce 2-0 con l’autogol di Marusic (14′) e la rete di Lautaro Martinez (35’).

PRIMO TEMPO

Sarri scegli Patric. L’11 iniziale quindi è con Motta tra i pali; dietro Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; in mezzo al campo lo spagnolo tra Basic e Taylor col tridente composto da Isaksen, Noslin e Zaccagni. La Lazio non parte male e costringe Bisseck a rimediare il primo giallo dopo 6’ di gioco, ma è l’Inter a creare più pericoli fino al vantaggio arrivato al 14’: dagli sviluppi di un corner colpisce di testa Thuram ma la devia Marusic. Col passare dei minuti lo spartito non cambia e al 35’ raddoppiano i n nerazzurri con Lautaro Martinez. Si va all’intervallo sul risultato di 0-2.


SECONDO TEMPO

All’intervallo un cambio per Sarri: Rovella prende il posto di Patric. La Lazio riparte meglio, ci provano prima Noslin e poi Taylor ma le conclusioni terminano fuori. Al 66’ la seconda sostituzione: esce Isaksen per Cancellieri. Pochi minuti dopo in campo anche Dia e Lazzari per Zaccagni e Marusic. L’occasione migliore arriva sui piedi di Dia che però colpisce in pieno Martinez. L’ultimo cambio di Sarri è Pedro, esce Basic. Poche emozioni nei minuti finali: la Lazio si arrende all’Inter, Coppa Italia ai nerazzurri.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Finale Lazio-Inter, Cardone: “l tifosi, Tavares, Taylor e Zaccagni le armi in più di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà una gara diversa da quella di sabato. Per quanto riguarda la formazione, ieri Cataldi si è allenato ma non è al meglio. Davanti credo che sia favorito Isaksen su Cancellieri. Sono molto colpito dalla frasi di Sarri di ieri ‘abbiamo provato qualcosa di diverso’. Può darsi abbia fatto riferimento a qualche accortezza tattica. Non c’è stata assolutamente pressione sabato, la Lazio è stata passiva quindi magari Sarri può aver pensato di andarli a prendere più alti.

La Lazio stasera ha quattro armi in più rispetto alla sfida contro l’Inter di qualche giorno fa: il pubblico, Tavares, Taylor e Zaccagni. Sono giocatori importanti e Sarri punterà molto su di loro.

L’Inter lo spazio lo concede, lo abbiamo visto col Como, è lì che la Lazio dovrà essere implacabile. Se ti capita un’occasione e sei molle o non aggredisci la porta avversaria, non puoi pensare di portare a casa la partita”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila tra presente e possibile futuro. Imprescindibile per Sarri, contro l’Inter serve una prova top

Tutti gli occhi addosso, di chi lo vorrebbe trattenere e di chi lo vorrebbe ingaggiare.

Sarri si affida a Gila in coppia con Romagnoli contro l’Inter che lo osserva da vicino, tra qualche mese – a un anno dalla scadenza contrattuale – potrebbe aprirsi un derby di mercato con il Milan. Il presente, biancoceleste, racconta, sottolinea il Corriere dello Sport, di un piano studia to a tavolino per preservarlo e portarlo alla finale di Coppa Italia nel miglior stato di forma possibile. È stato precario nell’ultimo periodo, prima per colpa di un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, poi per il trauma contusivo-distorsivo di “lieve entità” alla caviglia rime diato nella semifinale di ritorno a Bergamo.


Imprescindibile per Sarri, determinante per tutti. Forse anche per il risultato di oggi. Crolla ogni chance di trionfo senza una sua super prestazione. Serve una prova top per fermare l’attacco nerazzurro, implacabile nell’antipasto di campionato. Una finale, conclude il quotidiano, che vale una stagione intera e quindi anche la rinuncia agli ultimi mesi di Gila. Schierato solo in Coppa Italia, centellinando le energie in Serie A, vista la classifica utilizzata soltanto come opportunità di rodaggio. Due partite saltate (Cagliari e Torino), poi l’andata con l’Atalanta. Altre due ai box (Parma e Fiorentina) prima di Napoli e del ritorno a Bergamo. Infine fuori contro Udinese e Cremonese per non forzare in vista del doppio scontro con l’Inter. Una programmazione totale delle sue condizioni per non rischiare controindicazioni fisiche.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il centravanti ora è Noslin. Patric dovrebbe spuntarla su Rovella

La Lazio cambia rispetto a sabato.

Sarri ha in mente la Lazio tipo degli ultimi tempi, quella che chiama da “strappo”. Ha svelato di aver «preparato qualcosa di diverso». Di uomini nuovi, riporta il Corriere dello Sport, ce ne saranno cinque dall’inizio rispetto al flop di sabato: Tavares, Patric, Taylor, Isaksen e Zaccagni. Spera di ritrovare d’incanto meccanismi e resistenza, hanno spinto la Lazio fin qui.

Motta, eroe di Coppa, in porta. Marusic, Gila e Romagnoli con Nuno. Basic e Patric con Taylor. Noslin tra Isaksen e Zaccagni. Il centravanti titolare ormai è lui. Vaghi i ballottaggi tra Patric e Rovella in regia. Cataldi si è allenato solo ieri, soffre da un mese. Così come quello tra Cancellieri e Isaksen. Maldini parte dietro all’olandese. In panchina, conclude il quotidiano, pronti i rinforzi, soprattutto in avanti. Pedro giocherà uno spezzone, l’ha detto Mau. Non sta bene, ma ci sarà.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Finale Lazio-Inter, Rambaudi: “Servirà la gara perfetta. Le parole di Lotito? Da buon politico…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Le parole di Lotito? Da buon politico, vuole far vedere altro, vuole far sembrare che vada tutto bene: le cose non vanno, poi la Lazio va in finale e vuole smentire i pessimisti. Qui il problema non sono i pessimisti, c’è da capire cosa si vuole fare da grandi. Non c’è da dimostrare chi fa la ‘voce più grossa’, non si possono far passare gli altri per sciocchi, quindi ripeto che non è questione di pessimismo. Ha raggiunto dei risultati, è vero ed è stato bravo, ma poi non c’è mai stato il cambio di passo.

L’assenza di Sarri in panchina un po’ può incidere, anche se poi la gara la prepari in settimana e magari con lo stadio pieno neanche c’è troppa comunicazione in campo. Però si può sopperire a questa cosa, c’è l’esperienza giusta.

Nel discorso pre partita immagino Sarri ne abbia di cose da dire, anche se queste sfide come diceva lui portano motivazioni da sole. Ripercorrendo le varie fasi della stagione, ne ha di cose da ricordare e sottolineare.

La probabile formazione dell’Inter? Anche se cambiano qualcosa, la qualità c’è. Devi cercare di fare la partita perfetta contro queste squadre, sfruttando i loro limiti. Squadra forte ma battibile. Non giocheremo contro gli extraterrestri”.