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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Vandelli (Equipe 84): “In un casinò di Sanremo nacque la storia con Battisti. E pensare che non voleva cantare…” (AUDIO)

MAURIZIO VANDELLI (Equipe 84) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci tengo molto al festival di Sanremo, ma onestamente non ce la faccio ad arrivare alle 2 di notte davanti alla televisione. Tra una canzone ed una battuta, passando per una modella, si fanno orari non sostenibili.

L’idea di cantare ‘29 settembre‘ con Lucio Battisti nasce in un Casinò di Sanremo durante un festival. Conobbi un giovane ragazzo che mi fece ascoltare dei pezzi con uno stile unico. Presentai il progetto a Mogol e da lì nacque tutto. In tutte le incisioni di Battisti c’ero anche io. Ho fatto cori e tanto altro. Nel nuovo album ‘Emozioni garantite‘ ho inserito anche tutti i brani fatti con lui. Lucio non voleva cantare, ci faceva sentire delle canzoni e tutti ci eravamo resi conto del suo fascino. L’abbiamo spinto a convincersi che avrebbe dovuto interpretarle lui ed alla lunga ha capito che fosse quella la stragda giusta.

Io ho in mente te‘? A settembre festeggia 60 anni, incredibile.

Io precursone dei Cugini di Campagna? Si, ma non doveva essere un falsetto esagerato come il loro (ride, ndr)”.

Ascolta l’intervista integrale:

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “La differenza tra Lotito e Cairo la fanno Roma e Juve. Qui si festeggiano i demeriti altrui” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il presidente non si prende le sue colpe, anche grazie alla Roma. La situazione Roma-Torino, per Cairo e Lotito è diversa: Lotito più che mettere in mostra i suoi meriti, mostra i demeriti della Roma. Se fosse stato a Torino questi tipi di ragionamenti non avrebbe potuti farli con la Juve; deve sparare che la Roma continui così. Si mette le medaglie dei demeriti altrui, non dei suoi meriti.

Per fare il salto di qualità serve investire, dimensione che questa società non può permettersi, vuole restare nella sua comfort zone.

La Lazio, che non andrà neanche in Europa, con quali risorse rinnoverà i contratti? E ci sono ben 12 calciatori in scadenz atra giugno e il 2027″.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “A Torino formazione con priorità alla Coppa. Zac in campo per trovare condizione e Romagnoli…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Se a qualcuno interessa la Lazio deve trovare un accordo con l’azionista di maggioranza, in questo momento non risultato movimenti di questo genere. Vediamo poi cosa accadrà nei prossimi mesi. Nel frattempo in giro per Roma e provincia ci sono 15mila manifesti.

Zaccagni domenica giocherà 70′ per portarlo vicino al 100% della condizione nella sfida contro l’Atalanta. Il lavoro di Sarri è mirato a questo: portare i giocatori alla semifinale nella miglior condizione.

Non sarà facile indovinare la formazione di Torino, proprio in virtù dell’impegno di Coppa Italia. Ci sarà grande gestione di chi non sta benissimo. Gila e Basic non partiranno per la trasferta; lo spagnolo certamente sarà titolare con l’Atalanta, sul croato non ho queste certezze ma sicuramente tornerà a disposizione per la semifinale. Sono preoccupato per Romagnoli, che è importantissimo per la Lazio: è il dominante della difesa ma utilizzato tre volte a settimana soffre; certo, mi sembra troppo azzardare una coppa centrale composta da Patric e Provstgaard a Torino.

L’errore di questa società è stato non fare il salto di qualità quando era possibile”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio da rifare, rivoluzione e taglio costi: in 12 in scadenza tra giugno e il 2027

Tra pochi mesi la Lazio sarà ad un bivio: tutte le situazioni contrattuali da risolvere.

Tra i guasti di questa stagione, iniziata senza mercato e senza rinnovi, ci sono i contratti in scadenza 2026 e 2027. Dalla riapertura delle operazioni solo Marusic ha rinnovato. Nella lista “scadenze 2026”, riporta il Corriere dello Sport, figurano Basic, Hysaj e Pedro. Il primo ha detto sì all’offerta di fine dicembre, ma la società ha rinviato il caso a giugno. Hysaj e Pedro, si sa, lasceranno a zero. Lotito risparmierà rispettivamente 2,8 e 2,2 milioni netti. Nel 2027 c’è mezza squadra in uscita: Provedel, Gila, Romagnoli, Cataldi, Cancellieri, Lazzari, Pellegrini, Patric e Gigot. Nove giocatori col contratto a termine tra poco più di un anno, mezza squadra tra titolari e riserve. Gran parte dell’ossatura italiana.

Sarri, conclude il quotidiano, spinge da tempi non sospetti per blindare i giocatori necessari, ormai quelli rimasti. Sempre che resti. Quando parlava di 6-7 uomini su cui costruire il futuro si riferiva anche ai rinnovi, non a caso è stato decisivo per riaprire le trattative per Marusic e Basic. La società li ha chiamati su iniziativa di Mau, non li considerava più nei piani, aveva messo in conto il risparmio dei loro ingaggi (1,7 e 1,8 milioni a testa). La sensazione è che la conferma del croato sia stata legata alla permanenza o meno di Sarri. Basic si avvale ancora del Decreto Crescita. Sul tavolo restano i casi 2027. Provedel è tornato provvidenziale, ha sempre dichiarato di voler restare a vita. A giugno potrebbe rientrare Mandas, il riscatto del Bournemouth non è certo, scatta automaticamente con la Champions. Gli inglesi sono ottavi a meno dieci dal quarto posto. Gila e Romagnoli sono gli alfieri di Sarri, ma per entrambi le chance di conferma sono svanite.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incertezza Sarri: Bologna e Fiorentina alla finestra

Nessuna certezza per il futuro, compresa quella legata alla permanenza
di Sarri. “Accetterò tutto fino a giugno, poi vedremo. Ho fatto una promessa al popolo laziale“, ha ripetuto Mau dalla scoperta del blocco del mercato fino a oggi. Ne ha passate parecchie insieme alla sua squadra, ora gli obiettivi sono ben definiti: la stagione anonima della Lazio è ora incentrata sul migliorare il decimo posto in classifica che vede i biancocelesti lontanissimi dall’Europa, raggiungibile solo con un autentico miracolo da confezionare in Coppa Italia. Ci sta lavorando, Sarri, consapevole che il futuro riserverà ampie valutazioni. Sia lato Lazio, ma soprattutto lato Mau. La permanenza non è scontata, anzi: l’ipotesi di una separazione, al momento, è da tenere ampiamente in considerazione. Ma nulla è certo verso l’estate. Intanto, però, alcuni club di Serie A seguono la vicenda da spettatori interessati. Bologna e Fiorentina su tutte.

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STATISTICHE

Lazio, striscia record da confermare in casa granata: precedenti e cifre

Verso Torino-Lazio, dati Opta

Il Torino ha vinto solo una delle ultime 13 sfide di Serie A contro la Lazio (6N, 6P): 1-0 il 22 aprile 2023 allo Stadio Olimpico, con una rete di Ivan Ilic.

La Lazio è imbattuta da sei trasferte (4V, 2N) di Serie A contro il Torino, vincendo inoltre le due più recenti; i biancocelesti non hanno mai registrato più successi esterni consecutivi contro questa avversaria nella competizione.

Dopo il 3-3 nella gara d’andata, Lazio e Torino possono pareggiare entrambe le sfide stagionali per la terza volta nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95) in Serie A, dopo il 2007/08 e il 2021/22.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Coppa e Mondiale: Zaccagni cerca il doppio riscatto

Il capitano punta a mettere ancora minuti nelle gambe a Torino, per poi concentrarsi su Coppa Italia e Nazionale.

Zaccagni vuole esserci allo spareggio del 26 marzo, ha intenzione di tornare a segnare. Ha intenzione anche di caricarsi la sua Lazio sulle spalle e rendere meno amara questa stagione. Ventiquattro presenze per lui, evidenzia Il Messaggero, quattro gol e un assist in stagione contando anche la Coppa Italia. Il bottino è misero rispetto a quello che era riuscito a fare l’anno scorso quando aveva chiuso (parliamo solo del campionato, quest’anno niente Coppe) con 8 gol e 6 assist in 34 apparizioni. C’è tempo per aggiustare anche i numeri, per renderli più succulenti.


La maglia azzurra, si legge, è un ulteriore stimolo. Quell’emozione subito dopo il gol alla Croazia all’Europeo è sempre viva e ogni tanto torna in mente. Deve tornare a trascinare Zaccagni, anche per invertire il brutto trend che inchioda la stagione della Lazio. Mai in stagione questa squadra è riuscita a vincere una partita ribaltando una situazione di svantaggio. Solamente in due occasioni, su dieci, i biancocelesti hanno ripreso il match pareggiandolo.

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RASSEGNA STAMPA

Torino-Lazio, il derby della protesta: Cairo e Lotito in piena bufera

Nel pomeriggio di domenica 1 marzo si giocherà Torino-Lazio. Sul campo non stanno raccogliendo quanto speravano e i tifosi sono ai ferri corti con le società e stanno portando avanti proteste per chiedere ai rispettivi presidenti di fare le valigie. Mentre il tifo biancoceleste porta avanti uno sciopero a oltranza e non entra allo stadio da settimane, quello granata ha pensato di organizzare un torneo di calcetto in contemporanea alla partita, per passare la giornata attorno a un campo, ma non quello dove giocano i loro beniamini.

Attorno al campo, lo stadio sarà caratterizzato da un surreale silenzio. I tifosi della Lazio hanno le trasferte vietate fino a fine stagione (o nuovo ordine) a causa di tafferugli avvenuti prima e dopo la trasferta di Lecce, mentre quelli del Torino resteranno volontariamente fuori dai cancelli.

La temporalità dei mandati di Lotito e Cairo è notevole: si tratta delle due presidenze più longeve in A. Lotito è in carica dal 19 luglio 2004, quando acquistò il 26,969% del capitale sociale, salvando la società dal fallimento dopo il crac del gruppo Cragnotti. Il presidente rivendica la conquista di sei trofei: tre coppe Italia, quelle del 2009, 2013 e 2019; e altrettante supercoppe di Lega, nel 2009, 2017 e 2019. In campo internazionale, la Lazio ha partecipato a tre edizioni di Champions League sotto di lui, a dodici di Europa League e a una di Conference. Nei ventidue anni di reggenza, sono stati rimessi a posto i conti, ma la ragioneria non è bastato per fare breccia nel cuore del popolo biancoceleste.

Lotito e Cairo, che dal 2005 non ha vinto nulla, sono invitati a togliere il disturbo. Il primo, però, non ha alcuna intenzione di mollare, come continua a ripetere. Il secondo, invece, si è detto pronto a valutare eventuali offerte, ma nessuno si è fatto sotto. Quanto sostiene Cairo è credibile, dal momento che il prodotto Serie A non sembra esattamente così appetibile.

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Lazio, Provedel fa 200: l’obiettivo è festeggiare con un altro clean sheet

Traguardo personale importante per l’estremo difensore laziale.

Domenica a Torino Ivan Provedel, evidenzia il Corriere dello Sport, taglierà un traguardo simbolico e pesante allo stesso tempo: la 200ª presenza nel massimo campionato. Oggi è a quota 199, costruite passo dopo passo tra Empoli (16), Spezia (60) e Lazio (123). Una scalata silenziosa, coerente con il suo carattere e con il percorso di un portiere che ha fatto della continuità la sua forza.

Arrivato nell’estate del 2022, si è imposto immediatamente, diventando un punto fermo della squadra ed entrando nella storia del club con il record di clean sheet in un singolo campionato, ben 21, eguagliando quello che in generale nell’era dei tre punti era riuscito solo a Gianluigi Buffon (due volte) e Morgan De Sanctis. Anche in questa stagione travagliata è rimasto centrale nel progetto tecnico. Anzi, nei momenti più delicati è stato spesso decisivo: 12 volte a porta inviolata in campionato finora, 13 considerando la Coppa Italia. Numeri di altissimo livello, soprattutto se rapportati all’andamento generale della Lazio. La solidità difensiva passa anche dalle sue mani. Reattività tra i pali, parate che valgono quanto dei gol segnati, letture sicure sulle uscite, leadership crescente nel guidare il reparto. Provedel non è soltanto un portiere affidabile: è diventato un riferimento.

Domenica, conclude il quotidiano, saranno 200 in Serie A. Un numero che certifica una carriera costruita con pazienza e rendimento costante. E per Provedel, che non ama le celebrazioni plateali, il regalo migliore sarebbe uno solo: un’altra porta inviolata, un altro passo avanti in una stagione che, nonostante tutto, continua a esaltare la sua affidabilità.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, servono interventi davanti: occhi su Alajbegovic e Schjelderup

Uno sguardo anche al futuro: le possibili mosse della Lazio.

In casa Lazio le strategie future si legano inevitabilmente alla permanenza di Sarri o al suo addio. Come sempre la società sarà chiamata a decidere se cambiare squadra o allenatore. Lotito, sottolinea il Corriere dello Sport, ha sempre optato per la seconda mossa. Quest’anno sarà più diffi cile perché Mau è blindato fino al 2028.

Presumibilmente, si legge, a giugno la società continuerà gli interventi in attacco. Si rivaluteranno offerte per Isaksen e Noslin. Già a gennaio Fabiani e i suoi uomini mercato avevano puntato due ali: Alajbegovic del Salisburgo e Schjelderup del Benfica. Un 2007 e un 2004. Al di là dei nomi è scontato pensare che il piano sarà riproposto. Isaksen è l’indiziato numero uno alla partenza, troppi alti e bassi. Può avere mercato in Olanda o in Premier. Noslin aveva
ricevuto un’offerta dal Monaco, solo in prestito. La Lazio s’era lanciata su Kerim Alajbegovic, compagno di squadra di Ratkov. L’offerta per il serbo è stata accettata, da 13 milioni. Quella per il bosniaco no. Poi è stato fatto un tentativo per Andreas Schjelderup, ma in quei giorni aveva firmato la super doppietta contro il Real Madrid ed è stato blindato da Mourinho. Alajbegovic ha 18 anni, ha segnato 7 gol nel campionato austriaco, 2 in Europa League e 2 nella Coppa austriaca. In tutto 11 reti in 32 presenze, anche tre assist. Gioca a sinistra. Il vice Zaccagni mancava e manca. Maldini
gioca centravanti. Noslin viene adattato quando non c’è Pedro.