“Avevo un rapporto speciale con Pino, l’avevo sentito circa dieci giorni fa. Purtroppo sono cose che non ti aspetti, ti colgono all’improvviso. L’ho conosciuto a Tor di Quinto, lui scendeva dalla Rolls-Royce, io con la 124 di Pulici. Una vergogna incredibile . Pino si unisce a Tommaso e Giorgio, sai che rottura di balle sarà? (ride, ndr)”.
“Ieri è stata la serata del talento, poteva accadere di tutto. Più che svarioni, ci sono state tante prodezze con un pizzico di tattica. I grandi campioni sanno far male, sanno leggere la partita in modo diverso rispetto ai giocatori ‘normali’. Al Bernabeu c’è stato il calcio, poteva essere una finale di un Mondiale. Messi sottotono, Modric senza tempo. Ero sicuro che il Real avrebbe tirato fuori qualcosa, la Champions ce l’hanno nelle vene, è la loro coppa. Ancelotti? Non si è mai scomposto, ha dato freschezza con le sostituzioni e letto perfettamente la partita. Benzema è il più grande centravanti in Europa, anche più di Lewandowski. Ti fa giocare bene la squadra, sa leggere i momenti e come ha colpito sul terzo gol. E’ un gol di un intuito straordinario, da giocatore superiore, la bellezza del calcio. Il PSG ha avuto il classico braccetto della squadra che non ha la stessa tradizione del Real. Dopo il primo gol si sono disuniti, è subentrata l’ansia da prestazione”.
LAZIO-VENEZIA: MOTIVAZIONI E DIFFIDATI
“Senza battere il Venezia il derby varrebbe solo per i tifosi e non per la classifica. Il pericolo è sempre dietro l’angolo, sulla carta la Lazio dovrebbe vincerne tante di partite vista la qualità di alcune squadre, ma le cose sono diverse nel girone di ritorno. Mai pensare che si possano vincere le partite negli spogliatoi. La Lazio ha annichilito il Cagliari perché è scesa in campo con un tipo di aggressività diverso dal solito ed è quella la chiave per affrontare squadre più deboli, ma motivate. Diffidati? Sceglierei Felipe Anderson con una staffetta Zaccagni-Pedro. Dietro farei giocare Luiz Felipe, al massimo ci sarebbe Patric. Penso sempre alla gara più vicina: vincere col Venezia è semplicemente fondamentale, abbiamo poco margine d’errore.
AUTOMATISMI MIGLIORATI
“Vedo una Lazio più sicura, come se avessero trovato quello che cercavano con Sarri. Consapevolezza di poter fare ciò che è nelle loro corde, soprattutto saper gestire i momenti della partita nel momento in cui non puoi dominare le partite sempre per 90 minuti. Ecco, la Lazio da l’idea di esser diventata una montagna quasi insormontabile per alcuni avversari, quando scende in campo come a Cagliari. Come ho detto, è impossibile dominare per tutta la partita, ma se giochi col Venezia puoi dominarla per 70′. Contro il Milan, sarebbe certamente diverso. Le prestazioni vanno giudicate anche in base all’avversario”.
ROMAGNOLI
“Sarebbe il gemello di Acerbi. Se la Lazio va veramente su Romagnoli faccio fatica a pensare che Acerbi resti, sono due giocatori di livello ovviamente, ma forse non troppo compatibili. Casale? Non lo so, è un giocatore che sta facendo bene, ma sta giocando a tre”.
La seduta mattutina è terminata. A Formello Sarri continua a a preparare la gara contro il Venezia di lunedì prossimo, con – quasi – tutta la rosa a disposizione. Se dalla metà campo in su c’è solo abbondanza, con gli unici dubbi legati all’eventuale gestione dei diffidati (Pedro e Zaccagni), dietro la situazione appare decisamente più problematica.
Radu continua a marcare visita: ha un fastidio al tallone e la sua presenza in campo non è affatto scontata, nel monday night. La sua assenza preoccupa vista la squalifica di Marusic (tornerà nel derby) e l’infortunio di Lazzari, anche lui previsto in campo nella stracittadina. Nel caso in cui il ‘boss’ dovesse alzare bandiera bianca la soluzione più realistica dovrebbe essere Hysaj e sinistra e Patric a destra, con Acerbi e Luiz Felipe (anche lui diffidato) al centro. Cataldi è in forte dubbio, potrebbe perfezionare il recupero nel fine settimana e tornare a disposizione nel derby. Ripresa prevista alle 15.30.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!
“Non credo che Sarri farà calcoli sui diffidati in ottica derby, così come lui chiede alla squadra di dare il massimo gara dopo gara. Si ragiona solo sul prossimo match, Venezia è una gara troppo importante per poter fare ragionamenti particolari. Luiz Felipe, per capirci, sarà regolarmente al centro della difesa. Radu non al meglio? Sinceramente credo che giocherà, mi risulta che lo stiano solo gestendo per averlo dall’inizio lunedì. Vediamo oggi come andrà la doppia seduta di oggi. Lazzari credo possa andare in panchina con il Venezia. C’è molta incertezza su di lui, mentre Cataldi sarà ancora out”
ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…‘!
“Cragnotti fece un’operazione diversa rispetto a quella degli sceicchi del PSG. Ha creato una squadra, un gruppo ed avviato una scalata graduale. Durò troppo poco per poter competere alla vittoria della Champions. Se la sua gestione fosse durata di più, avrebbe fatto altra storia europea. Il PSG è una squadra antipatica perché dà il senso dell’opulenza e dello spreco. I loro proprietari si sono comprati anche il Mondiale stravolgendo il calendario internazionale. Eriksson più che un tecnico fu un gestore, ebbe una grande capacità di essere l’uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto. Nessuno come lui fu capace di lasciare in panchina grandi campioni mostrandogli il sorriso. Sicuramente Signori aveva raggiunto il top della sua carriera. Forse era talmente lui la Lazio che non ha retto quando Signori ha alzato il livello di concorrenza e competitività della squadra. Ha sofferto la perdita della leadership”.
La Lazio pronta a celebrare Pino Wilson all’Olimpico nel match di lunedì prossimo contro il Venezia. Sarà la prima occasione allo stadio per onorare l’addio del grande capitano del primo scudetto scomparso il 6 marzo.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, la dirigenza biancoceleste ha intenzione di invitare i campionai del ’74 come Oddi, Martini, D’Amico, Petrelli e Garlaschelli. In Monte Mario poi, troverà posto la famiglia del capitano: la compagna Daniela e i figli James e Gilda. Volerà Olympia come di consueto, poi sui maxi schermi verrà proiettato un filmato sulle gesta di Pino, Maestrelli e Chinaglia. Seguirà il minuto di silenzio e tutti i giocatori scenderanno in campo con il lutto al braccio. Ciro Immobile indosserà una fascia da capitano rossa, in stile anni settanta, come faceva l’indimenticabile Wilson.
Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport
Accordo fino al 2025 di nuovo vicino, ma il tecnico chiede garanzie sugli acquisti.
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, mancano ancora due mesi alla fine della stagione, ma la programmazione della prossima annata è già iniziata. E prevede, al primo punto, la conferma di Sarri in panchina. Rinnovo, si riparte. La scorsa estate il tecnico biancoceleste ha firmato un biennale con la Lazio, e da mesi si parla di un prolungamento contrattuale fino al 2025: la firma era attesa proprio durante le feste di fine anno, ma è slittata per poi essere addirittura congelata. Colpa di certe frizioni sorte tra le parti durante il mercato invernale. Negli ultimi mesi, però, la società ha registrato positivamente una svolta tecnico-tattica: la squadra che è cresciuta nel gioco e nei risultati, e l’allenatore è soddisfatto del rapporto creatosi con l’ambiente. Garanzie. Affinchè l’accordo si realizzi ci sono delle garanzie che entrambe le parti vogliono: i dirigenti chiedono di eliminare la clausola rescissoria che consente al tecnico di liberarsi per l’estero, l’allenatore vuole delle rassicurazioni sul prossimo mercato. Sarri è disposto ad accettare il sacrificio di un big (Milinkovic il principale indiziato), che serva a finanziare 5-6 acquisti di grande livello per migliorare la rosa.E vuole avere voce in capitolo su questi acquisti – non è un mistero che abbia già indicato i nomi di Vitinha, Maxime Lopez e Kepa. La prossima sosta del campionato, a fine mese, potrebbe essere l’occasione giusta per passare dalle parole ai fatti. Laziopress.it/gazzetta dello Sport
Uno dei giocatori più amati della storia della Lazio torna all’Olimpico. Giuseppe Signori ha deciso di lanciare il proprio libro, Fuorigioco, anche con un servizio fotografico all’Olimpico, stadio nel quale per tanti anni ha incantato con la Lazio, vincendo 3 volte la classifica cannonieri. L’ex attaccante ha postato gli scatti sul suo profilo Instagram accompagnate dal messaggio: “Che nostalgia! Quanto mi manca giocare. Un abbraccio a tutti per l’affetto che mi state dimostrando”.
Scadenze vicine. La Lazio, che nelle ultime finestre di mercato ha dovuto fare i conti con l’indice di liquidità, che ne ha limitato le operazioni in entrata, sta rischiando di perdere tanti giocatori a parametro zero. Sono infatti in scadenza Luiz Felipe, Patric, Marusic, Strakosha, Leiva e Radu. Situazioni diverse, ma perderli tutti senza indennizzo e quindi senza monetizzare, non sarebbe affatto di buon auspicio in vista del mercato estivo. Per questo il direttore sportivo Tare sta cercando di trovare una soluzione.
Sono praticamente persi Luiz Felipe e Patric. Entrambi dovrebbero andare a giocare in Spagna. Il primo è vicino all’accordo con il Betis Siviglia, il secondo dovrebbe andare al Valencia. Patric già a gennaio aveva spinto per la cessione, ma la Lazio ha fatto muro non avendo alternative in difesa. Filtra invece ottimismo sul rinnovo di Marusic. La Lazio ha ottimi rapporti con lui e con il suo procuratore (Kezman, che gestisce anche Milinkovic e Kamenovic, tesserato a gennaio benché Sarri non fosse convinto). Entro fine campionato il club biancoceleste conta di annunciare il rinnovo. Non è escluso che rinnovino anche Leiva e Radu: il primo però vorrebbe tornare a giocare in Brasile, il secondo è più facile da convincere. Entrambi hanno faticato nella prima parte di stagione, riuscendo però a ritagliarsi maggiore spazio nella seconda. Si cerca infine di trovare un accordo con Strakosha: il portiere si era incupito perché scavalcato nelle gerarchie da Reina, ma ora che si è ripreso la maglia da titolare potrebbe anche decidere di restare. La Lazio intanto si guarda intorno e valuta il profilo di Sergio Rico, di proprietà del Psg ma attualmente in prestito al Maiorca. Potrebbe essere lui il sostituto di Strakosha se non si trovasse un’intesa con l’albanese. Ma le scadenze in casa Lazio sono tante e sono vicine. Per non ritrovarsi con troppe caselle da riempire in estate i biancocelesti vorrebbero riuscire a strappare qualche rinnovo.