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RASSEGNA STAMPA

Lazio, slitta il responso sul mercato: ecco quando arriverà la decisione

La Lazio dovrà attendere ancora: non arriverà il 16 dicembre l’esito della nuova Commissione.

C’è da attendere per capire se e come la Lazio potrà operare sul mercato di gennaio. Un resoconto, sottolinea Il Messaggero, dovrà senz’altro esserci prima dell’inizio del mercato di gennaio, ma questa è l’unica certezza. Eppure i passa parola capitolini hanno deciso di fissare il 16 dicembre, ma in realtà, il nuovo organismo si sta trovando di fronte un’enorme mole di lavoro, sta esaminando i bilanci con l’aiuto degli ex collaboratori Covisoc, ma solo il 20 dicembre ci sarà la riunione per fare l’ultimo punto su tutte le società della Serie A, prima di trasmettere gli atti alla Figc, cui spetta la comunicazione ufficiale dei verdetti.

La Lazio, l’unica col mercato bloccato in estate, conclude il quotidiano, saprà dunque solo prima di Natale in che modo potrà muoversi a gennaio (certamente “a saldo zero”), dopo aver inviato la propria trimestrale solo il 30 novembre, ultimo giorno disponibile.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Mercato Lazio? Il problema è quello che si può fare. Nel frattempo Greenwood ha segnato 35 gol…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Scambio Taty-Raspadori? A me Raspadori non entusiasma per fisicità e tecnica; non è strutturato da centravanti e ha segnato 13 gol in 3 anni a Napoli. Quando si fa il parallelo con Mertens bisogna ricordarci che Napoli era quello, il belga aveva alle spalle dei giocatori con numeri che facevano la differenza. Ad ogni modo, l’unica strada percorribile sarebbe vendere Castellanos a 25 milioni e prendere in prestito Raspadori che vuole Sarri. Detto che secondo me non c’è la fila per prendere alcuni calciatori della Lazio.

Grenwood ha segnato 22 gol lo scorso anno e 13 fino ad ora. Il nome più forte era Tchaouna, che in un anno e mezzo ha fatto 3 gol? Il giocatore 10 volte più forte qual è? Ecco, questo per dire le favole che ci raccontano.

Non avendo tanta qualità a centrocampo, sulla trequarti e sugli esterni, se non metti un centravanti forte e strutturato fisicamente, rischi di trovare sempre un muro con la palla che torna indietro

Come fa Fabiani a vendere Gigot che sono mesi che non gioca e che è infortunato? Hysaj guadagna 2,8 milioni. Se riescono a vendere, o meglio, a piazzare questi due calciatori io mi tolgo il cappello.

Mercato? Un conto è quello che si dovrebbe fare, un conto è quello che si potrà fare”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, i giorni del verdetto: mercato e conti sul filo

ll Corriere dello Sport nella sua edizione odierna fa il punto della situazione in vista del mercato di gennaio per quanto riguarda le possibili limitazioni alle società di Serie A. La Lazio spera di poter rinforzare la squadra a differenza di quanto accaduto in estate e tra pochi giorni potrebbero esserci novità in merito. 

Come riportato dal quotidiano la data del 16 dicembre è quella nella quale verrà reso noto l’esito della valutazione dei bilanci delle società di Serie A aggiornati al 30 settembre da parte della nuova commissione, ora governativa, che controlla i conti. Nel caso della Lazio il via libera completo sul mercato potrebbe arrivare solo se il club dovesse riuscire a rientrare sotto al famoso indice 0,8 imposto dalla FIGC. 

In caso non dovesse essere così per la Lazio come per gli altri club il mercato invernale dovrebbe essere a saldo zero, ossia per ogni acquisto deve essere effettuata una cessione di pari livello economico (costi d’ingaggio inclusi).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Buscaglia: “Lazio ora con dimensione chiara, rientrerà in corsa per l’Europa. Dal mercato servono pochi innesti di qualità” (AUDIO)

RICKY BUSCAGLIA (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Il momento della Lazio è più dolce che agro. Se la classifica dice decimo posto è per il modo in cui è partita. Ora giocare contro la Lazio è tosta per tutti, ha un’identià vera, una dimensione chiara. Il primo tempo con il Bologna, quel pressing ultra-offensivo mi ha sopreso. E’ sintomo di una ritrovata pericolosità, questa squadra non gioca affatto da decimo posto.

E’ un campionato che inizia ad alzare i colpi. Inizia ad esserci un gradino tra le prime tre e la quarta. L’equilibrio instabile sta per terminare e la Lazio c’è. Ha davanti formazioni come Sassuolo e Cremonese che meritano applausi, ma che non corrono per l’Europa. Mi aspetto un rientro da parte della squadra di Sarri e dell’Atalanta. I biancocelesti stanno trovando dei valori, poi il resto passa da gennaio. Non solo per la Lazio, ma soprattutto per la Lazio che il mercato in estate non l’ha fatto. Quello è stato un hndicap evidente, così come lo è il fatto che questa squadra ha necessità di, anche pochi, inserimenti di qualità. Lazio, Milan, Como non hanno coppe, quindi inutile aspettarsi un lavoro sulla quantità della rosa”

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Lazio, tifosi-squadra: connessione con Sarri. Le ambizioni passano dalla società: le richieste del tecnico

La Lazio ha ritrovato compattezza, intensità e soprattutto Maurizio Sarri. La squadra lo segue, i tifosi lo applaudono e la società si è nuovamente allineata alle sue idee dopo settimane complicate. Nel derby, a Milano e contro il Bologna, il coro dedicato al tecnico ha confermato un legame ritrovato.

Sarri, con rigore e lavoro quotidiano, ha rimesso in carreggiata un gruppo che aveva smarrito solidità e continuità. La classifica resta corta, ma la crescita è evidente: contro il Lecce la Lazio ha mostrato maturità, mentre contro il  Bologna è arrivato un punto significativo.

Lotito e Fabiani sono al lavoro per rispondere alle esigenze del tecnico. Sarri ha chiesto qualità e rinforzi mirati, mentre il club tratta i rinnovi di Basic e Marusic, entrambi in scadenza a giugno. Con il montenegrino i contatti sono avanzati; per Basic la trattativa resta aperta.

Il mercato invernale sarà cruciale. Sarri vuole almeno due innesti funzionali per colmare le lacune di un organico migliorato ma non ancora completo. Il tecnico si sente al centro del progetto e lo ha ribadito alla società, che dovrà fare scelte coerenti con le ambizioni dichiarate. Il futuro dipenderà anche dai risultati, ma una certezza c’è: la Lazio vuole continuare con Sarri. La Repubblica.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, il calciomercato della Lazio tra poco meno di un mese dovrà in qualche modo prendere forma. Il presidente Lotito sembra indugiare con le parole, ma Mau ha precisato che servono veri rinforzi. Il piano con il club lo ha già deciso e tra i nomi c’è certamente quello di Ilic. Sarri ha già detto al presidente quali sono i ruoli da rinforzare e a fine novembre erano queste le priorità: una mezzala (Ilic in pole), un regista e un vice Zaccagni. La mezzala e il vice Zaccagni occorrono, sul resto ci si può ragionare.

Le necessità sono in attacco e riguardano anche il Taty, oltre a Dia che non riesce a incidere. Noslin gioca solo nei minuti finali. Arriverà insomma una punta se Castellanos partirà, sempre se Lotito non fisserà un prezzo astronomico di partenza. In sospeso resta Insigne come vice Zaccagni, Sarri ha passato la patata bollente al club. E’ diventata ancora più urgente nelle ultime settimane la questione legata ai terzini.

Tavares è sconfortante, Pellegrini gioca a corrente alternata. Vale la stessa regola del Taty: serve la cessione del portoghese per aggiungere un esterno.

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Lazio, Tavares è sul mercato: i possibili sostituti indicati da Sarri

Il portoghese potrebbe lasciare Roma: i terzini indicati dal tecnico laziale.

Valutazioni in corso in casa Lazio in vista del mercato di gennaio. In attesa di capire come la società potrà muoversi, resta da chiarire la questione terzini. A destra tutto potrebbe essere rimandato a giugno: come riporta Il Messaggero può tornare di moda Anton Gaaei dell’Ajax perché Marusic, a meno di un rinnovo pluriennale difficile a 33 anni, ha già le valigie in mano.

La priorità adesso, si legge, invece è sulla corsia sinistra, se la Lazio dovesse riuscire a “liberarsi” di Tavares nel mercato arabo: Nuno ha detto sì al trasferimento, gli Emiri lo ricoprirebbero d’oro, ma non offrono chissà quanto per il cartellino su cui l’Arsenal vanta il 40%.

A Sarri, conclude il quotidiano, piace Aaron Martin del Genoa, si valuta anche Luca Netz del Borussia Mönchengladbach, entrambi in scadenza a giugno. Di facciata, Sarri dice di non aver fatto nomi («Quelli spettano alla società»), ma in realtà lì ha suggeriti eccome al patron, anche nell’ultima cena di mercoledì a Formello.

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CALCIOMERCATO

Cresce la fila per Mandas: un altro club di serie A sul talento greco

Christos Mandas giovedì sera, contro il Milan in Coppa Italia, ha ribadito di essere un portiere di assoluto valore, possibile crack di mercato della serie A. A maggior ragione perché il greco non vedeva il campo da Lazio-Lecce, ultima giornata dello scorso campionato, datata 25 maggio.

A 24 anni compiuti il 17 settembre, Mandas ha assoluto bisogno di giocare per completare la sua crescita, interrottasi, di fatto, con l’approdo di Sarri a Formello. Con Baroni, dopo l’esordio in campionato lo scorso 22 febbraio, 0-0 a Venezia, Mandas aveva disputato le ultime 8 gare di serie A da titolare. Gettoni a cui vanno aggiunte le 9 gare in Europa League e le 2 in Coppa Italia.

Come riporta l’edizione di Genova di Repubblica, il Genoa starebbe pensando seriamente al vice-Provedel quale titolare da gennaio a fine giugno. I problemi, in tal senso, sarebbero due. In primi, bisogna capire se il Grifone potrà fare mercato a saldo zero o senza vincoli. In secondo luogo, la Lazio potrebbe decidere di privarsi di Mandas solo a titolo definitivo, avendo bisogno di fare plusvalenze per evitare la mannaia del mercato vincolato. Quello he è certo è che De Rossi sarebbe alla ricerca di un profilo che dia più garanzie sia dell’attuale titolare Leali (32 anni) sia del vice Sigriest (33), svizzero arrivato dal Rapid Bucarest.

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Lazio, rivincita e rimpianti: “Cosa sarebbe con un po’ di mercato ed un presidente più vicino all’idea del sogno?”

Un estratto dell’editoriale del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni: “Cosa sarebbe la Lazio con un po’ di mercato, tre novità, una per settore, in questa stagione di valori appiattiti? Cosa sarebbe con un presidente più vicino e sensibile al tifoso e all’idea del sogno? Me lo chiedo spesso perché la squadra di Sarri esprime una generosità e una voglia di fare quasi commoventi, mostrando tuttavia evidenti difetti di qualità: lo conferma il fatto che quando aumenta l’importanza della partita e la forza dell’avversario dà il meglio di sé, si fa di nebbia invece nelle sfide ordinarie quando la superiorità potrebbe marcarla l’eccellenza tecnica. 

Ieri ha giocato una signora partita, limitando la sofferenza ai primi trenta minuti della ripresa e al finale in cui il Milan ha esercitato la pressione della disperazione: Zaccagni, Guendouzi, Gila e Isaksen i migliori, ma anche Romagnoli ha fatto belle cose. […] Sarri comincia a dare un senso alla stagione, mentre Allegri esce da una delle due competizioni alle quali partecipa, oltretutto con la consapevolezza di non riuscire a completare l’organico, dal momento che né Elliott, né Red Bird sembrano disposti a rischiare altri soldi (chi li ha) a gennaio”. 

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Blocco Lazio, Gravina: “Indicatori oggettivi. Pochi ricavi e costi troppo alti, così manca sostenibilità”

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha spiegato le ragioni alla base dell’abbassamento del limite relativo all’indice del costo del lavoro e ha fatto chiarezza sul blocco del mercato della Lazio

“La chiave è la sostenibilità, purtroppo confusa con il concetto di crescita senza limiti. Valore della produzione e costo del lavoro devono andare d’accordo. Non vuol dire che non puoi spendere, ma che si può fare mettendo delle risorse. In Bundesliga da 18 anni il 90% delle società chiude in utile”.

“Pensate, noi l’abbiamo appena portato al 70% e non è stato facile. Partivamo da 90, poi 80. Più è basso più ci avviciniamo alla sostenibilità. In Germania da anni è al 50%”.

Blocco Lazio: “È mancato il rapporto tra questo valore della produzione e il costo del lavoro. Quindi pochi ricavi e costi troppo alti. Il risultato ha dato tre parametri non rispettati. Così si è arrivati al blocco totale”.

A tal proposito, ha negato che sarebbe bastata un’immissione di 3 milioni di euro nelle casse societarie per evitare il blocco: “Ma dai, siamo seri. Se andiamo dietro alla demagogia non ne usciamo.Gli indicatori sono oggettivi e sono stati approvati a marzo del 2024. Tutti conoscevano le regole del gioco e anche Lotito le ha votate”

Gravina sull’indice di liquidità

“Io sono sempre stato per l’indice di liquidità ammissivo: se non rispetti il rapporto tra attività e passività correnti, non ti iscrivi al campionato. Era a 0,5, noi lo abbiamo portato a 0,6 quando nell’economia di mercato già 1 è un fattore di rischio.La Lega ci portò in tribunale. Oggi è evidente che il mondo del calcio viva momenti di fibrillazione finanziaria. E va dato merito a chi ricorre alle proprie finanze”.

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Lazio, Sarri-Tare dagli scontri al mercato: ora il tecnico si affida ai suoi acquisti e ripensa a Ilic

Soprattutto negli ultimi tempi i rapporti tra i due non sono stati idilliaci, ma ora Sarri si affida agli acquisti di Tare.

Lazio-Milan è anche un ritorno al passato per Igli tare, ora ds dei rossoneri. Tanti anni a Formello per lui, che ha lavorato anche con Sarri. Tra i due i rapporti negli ultimi tempi non erano proprio idilliaci ma ad oggi il tecnico ha preferito i suoi acquisti a quelli più recenti. Come evidenzia Il Messaggero, al suo ritorno alla Lazio, Sarri si è dovuto affidare soprattutto ai “vecchi” acquisti di Tare, bocciando invece gli ultimi arrivi Tavares, Belahyane, Dele-Bashiru e Noslin. Eran volati stracci a Formello, si legge, prima dell’addio di Igli, per mancati rinforzi e visioni differenti, ma oggi Gila e Romagnoli sono insostituibili, Basic è il migliore dei mediani e Sarri non vedeva l’ora di riabbracciare un maturato Cancellieri.

Inoltre, conclude il quotidiano, la Lazio lavora sempre allo scambio Noslin-Ilic, il serbo che Sarri aveva già chiesto nel 2022 a Tare (che gli portò invece da Verona solo Cancellieri) e per cui nacque un altro litigio. Adesso la distanza con Fabiani è sulla cessione di Dele Bashiru e, soprattutto, sullo sbarco del 34enne Insigne, che ha però un accordo di massima con Lotito.