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Lazio, con il Pisa il saluto a Pedro: pronta una targa per il campione spagnolo

Seppur in una gara ininfluente ai fini della classifica, c’è un appuntamento speciale in programma.

Sabato sera il tributo d’onore a Pedro, quella con il Pisa sarà la sua ultima partita. La Lazio, in collaborazione con Fantacalcio, saluterà il campione con una targa e una maglia celebrative. Un momento, ribadisce il Corriere dello Sport, che non vedrà la presenza dei tifosi, che concluderanno la propria stagione fuori dallo stadio per la contestazione nei confronti della società. Il loro ringraziamento, con tanto di lacrime da parte dello spagnolo, è già avvenuto al termine della finale di Coppa Italia con l’Inter. Last dance quindi per Pedrito, sabato, nella sua ultima sfida all’Olimpico.

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Lazio, Rovella verso i due turni di stop: oggi il comunicato del giudice sportivo

Stagione comunque finita per il centrocampista laziale, ora si attende la decisione del giudice sportivo sulla squalifica.

È stato espulso nel derby, rosso diretto al 70′ per la rissa nel secondo tempo. Maresca ha estratto il cartellino pesante per il regista biancoceleste e per Wesley, l’altro direttamente coinvolto nella baruffa avvenuta a 20 minuti dalla fine. Attesa per il comunicato
del giudice sportivo ,che, riporta il Corriere dello Sport, arriverà oggi: dovrebbe punire il classe 2001 con due turni di squalifica “per condotta violenta”, quindi facendogli saltare anche la prima partita del prossimo campionato. Di certo Rovella non ci sarà sabato sera contro il Pisa. Un’annata maledetta, quella dell’ex Monza, con soltanto 13 presenze complessive dalla scorsa estate. Martoriato dagli infortuni, prima la pubalgia tornata a bussare dopo un anno e mezzo, poi la frattura scomposta della clavicola destra rimediata nella trasferta di Cagliari. Sarri, conclude il quotidiano, è di nuovo senza registi. Patric e Cataldi sono alle prese con i rispettivi guai fisici.

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Lazio, attacco da rifondare. I dati non mentono: a secco in 17 gare di campionato

Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri”.

Ruotano gli interpreti, non cambiano i risultati: tridente impotente, il derby è stata l’ennesima dimostrazione. Cancellieri, Dia e Noslin, zero reti e tante gestioni rivedibili delle situazioni offensive. Due pedine su tre diverse rispetto alla finale di Coppa Italia: con l’Inter erano stati scelti Isaksen e Zaccagni ai lati dell’olandese, in quel caso schierato da centravanti e non da esterno. Maldini e Pedro i subentrati in corsa nelle ultime due sfide, Ratkov quello nemmeno preso in considerazione. Ci vorrà, sottolinea il Corriere dello Sport, una rivoluzione estiva per rialzare il livello dell’attacco biancoceleste, con o senza Comandante in panchina. Nessuno punge, nessuno convince.

E la Lazio con ieri, conclude il quotidiano, è salita a 17 match di campionato a secco: in Serie A non gli succedeva addirittura dal 1988-1989 (17 pure quell’anno). I dati non mentono. Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri” di una rosa che finora ha disputato 42 partite complessive (diventeranno 43 con l’ultima gara con il Pisa). Cancellieri, Zaccagni (ora ai box per una distrazione muscolare) e Pedro inseguono a 4. Lo spagnolo – quasi 39 anni e ormai ai saluti – è quello che ha la media gol-minuti migliore (una rete ogni 248′).

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Lazio, il disastro è compiuto: neanche l’ottavo posto, sarà Coppa Italia ad agosto

Oltre al danno la beffa. Uscita sconfitta nel pomeriggio nel derby della Capitale, la Lazio di Sarri dice definitivamente addio alla possibilità di raggiungere l’ottavo posto. A Bergamo, infatti, il Bologna di Vincenzo Italiano si impone nel finale sull’Atalanta con una rete del subentrato Orsolini. Gli emiliani volano quindi a +4 sui biancocelesti, rendendo ininfluente l’ultimo turno di Isaksen e compagni all’Olimpico contro il Pisa. L’ottava piazza della graduatoria avrebbe garantito di accedere al tabellone di coppa Italia direttamente dagli ottavi di finale del prossimo dicembre, assicurando di non dover anticipare l’inizio della prossima stagione. Invece, il nono posto della Lazio – in attesa di Udinese e Sassuolo – obbligherà il club a disputare trentaduesimi e (in caso di passaggio del turno) sedicesimi di finale della prossima manifestazione nazionale già all’inizio del mese di agosto. Circostanza che obbligherà ad iniziare il ritiro estivo ben prima del previsto.

L’incontro con i toscani, già retrocessi, sarà valido soltanto a cercare di evitare il peggior piazzamento dell’era Lotito dall’annata 2009/2010: in quel caso i biancocelesti chiusero dodicesimi; da lì in poi l’ottavo posto di Inzaghi nel 2018/19 aveva rappresentato il punto più basso dei capitolini. La Lazio non sarà comunque padrona del destino: in base ai punteggi del Sassuolo con Lecce e Parma e dell’Udinese con Cremonese e Napoli potrà tagliare il traguardo al nono, al decimo o persino all’undicesimo posto, nella parte destra della classifica. Il Messaggero

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Lazio, chi dopo Sarri? Dalla Palladino a Gattuso, le prime ipotesi

Il futuro di Maurizio Sarri alla Lazio appare ormai appeso a un filo sottilissimo. Dopo una stagione deludente, culminata con la sconfitta nel derby e con l’addio definitivo a qualsiasi ambizione europea, il rapporto tra il tecnico toscano e il club biancoceleste sembra arrivato ai titoli
di coda e a certificarlo sono anche le parole pronunciate dallo stesso tecnico toscano nel post partita, che lasciano pochi margini all’interpretazione: “Non sono stato ascoltato”, ha dichiarato l’allenatore, sottolineando come il problema non sia legato all’ambiente o alla tifoseria, con cui continua ad avere un forte legame, ma piuttosto alla divergenza di visioni con la dirigenza.

Intanto la Lazio si muove già per il possibile dopo Sarri. I nomi più seguiti, scrive La Gazzetta dello Sport, sarebbero quelli di Raffaele Palladino e Kosta Runjaic, mentre sullo sfondo prende quota anche l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Sarri al Napoli, piazza dove il tecnico ha lasciato un ricordo ancora molto forte.

In corsa non ci sarebbe anche Sergio Conceicao, nome uscito fuori negli scorsi giorni. Secondo Il Messaggeroun altro profilo è quello dell’ex ct Rino Gattuso, oppure due allenatori giovani come Pisacane, ora al Cagliari. La decisione definitiva di Sarri dovrebbe arrivare a giugno, ma, in attesa che la separazione venga delineata, la società dovrà iniziare a guardarsi intorno per iniziare a programmare il futuro.

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Lazio, strappo Sarri: Napoli ed Atalanta pronte a sfidarsi

All’indomani dalla sconfitta nel derby Il Messaggero torna a parlare del futuro di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio, oggi sempre più incerto. Per il quotidiano se Mau dovesse lasciare la capitale le piste più accreditate sarebbero due al momento: il ritorno al Napoli e l’Atalanta, Sarri sarebbe infatti il primo nome al quale penserebbe il ds Giuntoli se dovesse arrivare a Bergamo al posto di D’Amico.

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Lazio, emergenza a oltranza: col Pisa tre squalificati e diversi infortunati

Sarri dovrà fare i conti, ancora, con diverse assenze. Diversi dubbi per l’ultima di campionato.


Tavares e Taylor saltano il Pisa, due diffidati su tre. Hanno
preso il giallo. Rovella espulso. Sarri ha perso terzino, mezzala ed è senza registi. Patric è stirato. Cataldi ieri era in panchina come presenza simbolica, è tormentato dalla pubalgia. In più è stirato Zaccagni, per quanto la lesione sia lieve. Motta farà esami, da certificare l’entità dell’infortunio muscolare. Furlanetto, riporta il Corriere dello Sport, potrebbe giocare di nuovo. Fino alla fine è una tortura per Sarri. La stagione è chiusa, la settimana del doppio match con l’Inter e del derby attesta tutti i limiti, tutte le difficoltà, tutte le carenze di questa annata e di questa squadra.

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Lazio, alternanza forzata anche tra i pali: Furlanetto è il quarto portiere utilizzato

Il classe 2002 ha debuttato con la Roma dopo oltre due anni senza gare ufficiali.

Esordio nel derby, positivo dal punto di vista personale
nonostante la sconfitta. Furlanetto, evidenzia il Corriere dello Sport, è stato il quarto portiere utilizzato da Sarri in stagione. In 42 partite un’alternanza forzata. Provedel il titolare fino all’operazione alla spalla. Mandas, da agosto a gennaio, ha ricevuto un’unica opportunità, negli ottavi di Coppa Italia con il Milan. Il greco ha cercato spazio altrove, il Bournemouth l’ha preso in prestito a gennaio, ma finora non l’ha mai fatto debuttare. Una doppia dinamica che ha spianato la strada a Motta, ora alle prese con una sospetta lesione muscolare.


Furlanetto, classe 2002, ha debuttato con la Roma dopo oltre due anni senza gare ufficiali. Rigiocherà con il Pisa, concluderà il quotidiano, e chiuderà tra i pali un’annata maledetta pure per i portieri.

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Lazio, derby senza Zaccagni: stagione finita e futuro in bilico

Il derby perderà uno dei suoi protagonisti più attesi. Mattia Zaccagninon sarà a disposizione di MaurizioSarri per la sfida contro la Roma: un nuovo problema muscolare ha fermato il capitano della Lazio, costretto a chiudere anzitempo una stagione segnata da difficoltà, ricadute e continui stop. Per Zaccagni, quello appena vissuto, è stato un anno complicato. Dopo l’uscita dal giro della Nazionale e il mancato approdo all’Inter nello scorso mercato, il capitano biancoceleste ha dovuto fare i conti anche con una serie di guai fisici. La sua stagione sembra dunque concludersi nel modo più amaro: senza derby e con tante domande sul futuro.

La Lazio arriva alla stracittadina con l’emergenza sulle fasce e senza il suo riferimento offensivo a sinistra. Zaccagni avrebbe voluto esserci, ma il nuovo fastidio muscolare lo ha messo fuori causa. Un’assenza che pesa non solo sul piano tecnico, ma anche emotivo, considerando il ruolo del numero 10 all’interno dello spogliatoio.

Il capitano era già stato costretto a convivere con diversi problemi durante l’anno. Ogni volta che sembrava pronto a rientrare con continuità, un nuovo intoppo ha frenato la sua ripartenza. Il derby, in questo senso, diventa il simbolo di una stagione nera.

Oltre al campo, resta aperto anche il tema del futuro. Zaccagni, anche quando è stato accostato ad altri club, ha sempre ribadito il proprio legame con la Lazio. Allo stesso tempo, però, l’estate potrebbe portare riflessioni diverse.

Il quotidiano sottolinea che, davanti a eventuali offerte, sarà lui insieme alla società a valutare la strada migliore. La Francia era rimasta sullo sfondo con l’interesse dell’Olympique Marsiglia, mentre in Italia in passato si erano mosse anche Juventus e Napoli.

La Lazio, intanto, dovrà intervenire anche sul mercato. Sarri ha bisogno di un esterno e il club è chiamato a rinforzare un reparto che, tra infortuni e rendimento discontinuo, ha spesso creato problemi durante la stagione.

Il derby arriverà e passerà senza Zaccagni. Poi inizierà un’estate decisiva: per la Lazio, per Sarri e anche per il capitano biancoceleste, chiamato a capire quale sarà il prossimo capitolo della sua storia. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, il derby per l’orgoglio: il discorso della squadra a Sarri

Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco.

Sarri ci sarà. Va pure contro i suoi ideali. Se il «non mi presento al derby qualora giocassimo domenica» lo avesse detto qualsiasi altro allenatore staremmo qui a parlare solamente di una provocazione. Ma siccome lo ha spiattellato in tv Mau, che non sembra essere uno che faccia tanti passi indietro nella vita, allora la minaccia che il tecnico della Lazio non si sedesse in panchina domani all’ora dell’aperitivo più che del pranzo (e con 30 ore in meno di recupero rispetto a lunedì sera) nella gara contro la Roma c’è stato. Non avrebbe rischiato nulla, sotto il profilo disciplinare il Comandante, evidenzia Il Messaggero, qualora la società avesse appoggiato questa scelta. Quindi siamo sicuri che ci abbia pensato davvero a lasciare spazio al vice, Ianni, così come successo nella finale di Coppa Italia. E vabbè che in quel caso era squalificato, però ne ha viste così tante nella sua carriera che una stracittadina in meno non gli avrebbe cambiato nulla.

Percependo questo rischio, si legge, si è mossa la squadra. Sono stati i giocatori a chiamare il tecnico e a dirgli che lo vogliono al loro fianco nell’ultima partita che vale solamente per l’orgoglio. Una Lazio nona in classifica che spera di arrivare ottava per evitarsi il primo turno di Coppa Italia non ci pare possa essere una grandissima motivazione. L’unica cosa che rimane è quella di giocarsi il match contro la Roma per cercare di dare mezza soddisfazione a quei tifosi che protestano praticamente dall’inizio dell’anno solare.

Il senso del discorso del gruppo biancoceleste, conclude il quotidiano, è stato questo: potrebbe essere il tuo l’ultimo derby, abbiamo una sola gara da giocare (quella col Pisa sarà una passerella, ndc) e noi abbiamo bisogno di Sarri che ci guidi in panchina. Insomma, alla fine, domani, Mau sarà al fianco della sua truppa. Un gruppo che, come lo stesso tecnico ha confermato, è cresciuto parecchio nel corso di questa annata per tutte le vicissitudini vissute. Si è coeso, si è cementato a difesa dei colori e dello stemma. Ha cercato di regalarsi e regalare gioie. Ha giocato una finale di coppa inaspettata (qualcuno ci credeva?) e ha lottato contro tutto e tutti. Insieme, quindi, nell’ultima battaglia. Solo per l’orgoglio.