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Lazio, prosegue la protesta: tifosi a Ponte Milvio per il derby

Un derby vissuto per strada, tra la gente, nel segno di un’appartenenza che non si spegne con l’assenza dallo stadio.

Dopo il ritorno sugli spalti per la finale di Coppa Italia persa con l’Inter, come da programma i tifosi della Lazio torneranno a disertare lo stadio in occasione del derby. Una scelta coerente con la linea della contestazione nei confronti del presidente Lotito, ma che non cancella il bisogno di vivere insieme la partita più sentita nella Capitale. Per questo il cuore del tifo, ribadisce il Corriere dello Sport, si sposterà a Ponte Milvio. Un modo diverso di essere presenti.

Un modo, conclude il quotidiano, per continuare a sostenere la squadra, pur mantenendo la protesta nei confronti della società. Il messaggio, però, resta chiaro anche verso i giocatori. Il derby è una linea di confine, una partita che non si gioca solo con i piedi ma con l’atteggiamento. Anche se ormai per la Lazio conta solo per l’ottavo posto, si tratta di una sfida che a Roma vale tanto a prescindere. La Lazio scenderà in campo senza il supporto diretto della Nord. Ma non troppo lontano dallo stadio ci sarà una tifoseria pronta a vivere ogni minuto con la stessa intensità di sempre.

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Lazio, operazione rilancio per Marusic e Tavares. Da valutare la titolarità del portoghese

Sarri calcola i risvolti psicologici dell’ultima partita con l’Inter e del precedente di campionato con i giallorossi.

Derby complicato, per i terzini ancora più delicato. Marusic e Tavares chiamati al riscatto, devono rispondere caratterialmente domani. Con i loro errori hanno condizionato (compromesso) la finale di Coppa Italia. Sono stati due sbagli di natura diversa, entrambi pesantissimi per il risultato. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, sull’utilizzo del portoghese nel derby, vista anche la prestazione nella sfida d’andata con la Roma, c’è qualche dubbio in più.


Sarri, si legge, calcola i risvolti psicologici dell’ultima partita con l’Inter e del precedente di campionato con i giallorossi. Un pasticcio, quello di Tavares, quasi identico alla dinamica di tre giorni fa. Troppo morbido sul pressing avversario, troppo distratto per un appuntamento così importante. Pellegrini e Lazzari (con lo slittamento di Marusic) provano a conquistare il suo posto, a far valere la propria candidatura alla vigilia. Indicazioni in più potrebbero arrivare dalla rifinitura in programma oggi alle 14.30.


Non è una questione tattica, gli interrogativi sono più legati all’aspetto mentale. Il discorso, conclude il quotidiano, vale a metà per Marusic, maggiormente abituato a tensioni del genere. Il montenegrino domani disputerà il suo 17esimo derby in carriera: finora ne ha vinti 6 (1 in Coppa Italia), pareggiati 3 e persi 7. Non è comunque semplice l’avvicinamento alla gara. I terzini biancocelesti, per quanto difficile, hanno il compito di dimenticare la prova con l’Inter.

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Lazio, Rovella il derby per riscattare una stagione da dimenticare

Più assente che presente il centrocampista laziale: ora vuole almeno chiudere bene.

L’ultima stagione di Rovella è frammentata, interrotta, segnata da infortuni e stop continui. Una stagione “disgraziata”, con solo 548 minuti giocati fin qui, troppo pochi per incidere davvero, troppo pochi per sentirsi protagonista. Eppure, proprio adesso, quando tutto sembra ormai scritto, c’è un derby all’orizzonte che fornisce una minima possibilità di riscatto. Contro la Roma, riporta il Corriere dello Sport, il mediano può tornare titolare. Non è solo una scelta tecnica, è quasi una necessità. Patric non è al meglio dopo l’indurimento al polpaccio accusato negli ultimi giorni, Cataldi continua a fare i conti con la tendinopatia agli adduttori e difficilmente potrà garantire una gara intera. Così, Sarri si affida a chi ha più fame di tutti.

È una sfida che sente, che vive con un’intensità diversa. Ed è proprio qui che si nasconde la sua occasione di riscatto. Non potrà cancellare una stagione complicata (per lui e per la Lazio in generale), ma potrà lasciare un segno, dare un senso diverso a questi mesi difficili. È una Lazio stanca, provata, che arriva al derby con più dubbi che certezze. Ma proprio in queste situazioni, conclude il quotidiano, Mau chiede risposte, soprattutto a chi ha avuto meno spazio. E Rovella è il primo della lista. Nella sfida con la Roma ha l’occasione di riprendersi qualcosa. Non tutto, ma abbastanza per cambiare il finale della sua storia stagionale.

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Lazio, Provstgaard è il presente e il futuro: il danese al primo derby da titolare

Il difensore è davvero uno dei pochi sicuri del posto.

Il primo derby da titolare. Ne vivrà parecchi Oliver Provstgaard dall’anno prossimo. Domani prenderà il posto dello squalificato Romagnoli, mentre per l’annata a venire, sottolinea Il Messaggero, è l’unico sicuro, tra i centrali difensivi, di essere in squadra. Al fianco di Gila (che dovrebbe recuperare dal problema al tendine rotuleo che lo tormenta) ha la possibilità di rubare qualche altro trucco del mestiere. Finora ha sempre risposto alla grandissima quando chiamato in causa. Giusto qualche sbavatura ogni tanto, ma parliamo pur sempre di un 22enne che ha molto da imparare e che solamente un anno e mezzo fa si è affacciato nel campionato italiano. Avrà un compito complicato, molto duro. Marcare Malen, l’attaccante più in forma di tutto il gruppone della A e che ha avuto un impatto devastante da gennaio a questa parte.


Provstgaard, si legge, è davvero uno dei pochi sicuri del posto. La formazione della Lazio è in alto mare non solo per la questione che riguarda gli acciaccati, ma anche perché qualcuno, sotto l’aspetto mentale, potrebbe pagare a carissimo prezzo la prestazione nella finale di Coppa.

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Lazio, tanti dubbi di formazione per Sarri: le ultime in vista del derby

Il ballottaggio è aperto anche tra Basic e Dele-Bashiru.

Il tecnico riparte da diversi dubbi, che riguardano l’infermeria ma anche l’aspetto mentale di alcuni dei suoi. Provstgaard è uno dei pochi certi di un posto. La formazione della Lazio, riporta Il Mesaggero, è in alto mare. Marusic e Tavares su tutti, i principali colpevoli della sconfitta (se proprio dobbiamo trovare degli uomini visti gli errori), sono quelli che vuoi o non vuoi qualche residuo nel corpo ancora ce l’hanno. Ma è altrettanto evidente che Lazzari e Pellegrini, i naturali sostituti, non è che diano chissà quali garanzie al momento. Insomma, nonostante tutto, dal primo minuto ci dovrebbero essere. Così come Motta in porta e appunto il danese con Gila a chiudere il pacchetto arretrato. A centrocampo, invece, l’altro che è sicuro di giocare è Taylor.

In mezzo, si legge, uno tra Rovella e Patric – con il primo favorito perché lo spagnolo ha sentito nuovamente indurire il polpaccio – mentre Cataldi, che non è sceso nemmeno un minuto in campo mercoledì scorso, non ha i 90minuti nelle gambe e semmai è un cambio a gara in corso. Il ballottaggio è aperto anche tra Basic e Dele-Bashiru: oggettivamente il croato da quando è tornato a disposizione solamente a Napoli, con un gol, si è messo in luce. Per il resto è apparso quasi come un pesce fuor d’acqua e la questione rinnovo probabilmente ha minato le sue certezze. Quindi non ci stupiremmo di vedere il nigeriano dall’inizio.

Davanti, conclude il quotidiano, è lotta aperta. Il capitano, Zaccagni, non sta benissimo ma siamo sicuri che stringerà i denti. Nel caso si sposterebbe Noslin (il più in palla) a sinistra, con Dia punta centrale. Dall’altro lato, a destra, Isaksen e Cancellieri come al solito si giocano una maglia e di favoriti adesso non ce ne stanno. E Maldini? Ormai pare fuori dai radar. Molto di più si capirà dopo la rifinitura di oggi che non verrà anticipata dalla conferenza stampa di Maurizio Sarri. Il tecnico non parlerà.

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Lazio, valutazioni in corso per il derby: Gila, Patric e Zac acciaccati. Provstgaard dal 1′

Dubbi in ogni reparto per Sarri: le ultime.

La finale di Coppa Italia persa contro l’Inter ha lasciato scorie profonde, emotive e fisiche, ma la Lazio è già chiamata a voltare pagina. All’orizzonte c’è il derby, la sfida che a Roma non è mai una partita come le altre. Sarri lo sa. Sa che dovrà lavorare soprattutto sulla testa di una squadra provata. Prima ancora delle motivazioni, però, c’è da fare i conti con le condizioni fisiche generali. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, esce dalla sfida con l’Inter con diversi acciaccati e poche certezze. La prima riguarda l’assenza pesante di Romagnoli, squalificato dopo il rosso rimediato in campionato proprio contro i nerazzurri. Un vuoto importante al centro della difesa, che verrà colmato da Provstgaard. Il danese rappresenta
una delle poche sicurezze in questo momento.

Al suo fianco, si legge, dovrebbe esserci Gila, ma anche lo spagnolo non è al meglio: è uscito dalla finale con fastidi al tendine rotuleo, un problema che lo accompagna da settimane e che impone cautela. Le alternative non offrono molte garanzie sul piano fisico. Patric, altro possibile interprete del ruolo, ha accusato un indurimento al polpaccio e difficilmente verrà rischiato dall’inizio. Una situazione che restringe ulteriormente le rotazioni e costringe Sarri a trovare soluzioni di equilibrio anche negli altri reparti.

A centrocampo, ad esempio, la condizione di Cataldi resta un punto interrogativo. È difficile immaginarlo in campo per novanta minuti, molto più probabile l’ipotesi di vedere Rovella titolare, chiamato a dare ritmo e ordine dopo il lungo periodo di inattività. Anche davanti, conclude il quotidiano, non mancano le preoccupazioni. Zaccagni è uscito zoppicante dalla finale, con un problema al ginocchio sinistro e il ghiaccio applicato in panchina. Le sue condizioni saranno monitorate nelle prossime ore, ma la sua presenza resta in dubbio. È un quadro complicato, quello con cui Sarri si avvicina al derby. Una squadra stanca, acciaccata, chiamata però a trovare dentro di sé le energie per reagire. Perché il derby, anche senza classifica e senza curva, resta una questione di orgoglio.

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Lazio, Lotito-Sarri al bivio: scenari, richieste, club alla finestra e le prime ipotesi per la successione

(…) L’incontro servirà per dirsele tutte in faccia, per affrontare i casi esplosi quest’anno, per mettere in chiaro gli sgarbi reciproci che si sono scambiati, per decidere cosa fare. Sul proseguimento del matrimonio-bis in pochi scommettono anche solo un euro. Le differenze di vedute si sono notate pure mercoledì. Sarri dopo la finale ha sentenziato sul gruppo attuale: «Ha qualità mentali. Per essere competitivi manca qualità tecnica». Ha guardato in faccia la realtà, sarà il secondo anno senza Europa: «In questo momento non possiamo fare voli pindarici, la nostra situazione è palese. Bisogna ripartire facendo una stagione di alto livello in campionato». Il diesse Fabiani aveva parlato nel pregara: «Il futuro? Nel calcio la differenza non la fanno i soldi, ci vogliono lungimiranza e coraggio, vanno scovati i giovani talenti, soprattutto in Italia, guardate Motta. Confido molto nella politica “step by step”». Qualità e giovani, due linee coniugabili nel tempo, sempre che società e allenatore siano allineati sul mercato. A gennaio non è successo. Sono meno coniugabili con la competitività evocata da Sarri, presuppone giocatori pronti.

Più sono sembrate definitive le dichiarazioni del club sul futuro dell’allenatore («per la società non ci sono problemi») più suonavano provvisorie. Sarri aspetta l’incontro con Lotito, ha già detto che prima parlerà con la Lazio. Il punto principale delle sue richieste sarà uno: pretende garanzie di mercato. Lotito a febbraio era stato chiaro: «Il mercato lo fa la società». E’ il solito cortocircuito passato-futuro. A Lotito, come nella migliore delle tradizioni, farebbe comodo che Sarri si sfilasse da solo in caso di offerta ufficiale del Napoli, dell’Atalanta o di qualciasi altro club. Non dovrebbe esonerarlo né discutere di buonuscita. Balla sempre un contratto fino al 2028 da 2,5 milioni più bonus (sale a 3,5 con la Champions). Il presidente ne è uscito “pulito” quando Mau si è dimesso nel 2024, poi Tudor a seguire. E con Baroni c’è stata una rescissione consensuale. Sono sempre tempi vorticosi e confusi certi finali di stagione. I pensieri di Lotito sono volatili, prima della Coppa valutava la rivoluzione. Una vittoria forse l’avrebbe spinto ad essere conservatore. Perdere Sarri, il più amato dai laziali, lo esporrebbe ancora di più alla contestazione. E chi lo sostituirebbe? Oggi solo ipotesi. Palladino piace da tempo. Almeyda e Conceiçao sarebbero le suggestioni laziali, uno scenario che Lotito in passato non ha mai appoggiato. Possono spuntare altri nomi. Sarri o non Sarri, l’Olimpico non può restare vuoto. Servono una mossa-scossa e un mercato vero.

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Lazio, tra rinnovi e saluti: nodi Romagnoli e Gila, valutazioni su Provedel e Nuno. Dubbio Zac

Giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, ma pure le questioni riguardanti i big.

Senza Europa niente obbligo di riscatto. Daniel Maldini tornerà all’Atalanta. I 14 milioni verranno investiti su un attaccante con caratteristiche diverse. Sarà rivoluzione alla fine dell’anno. Hysaj e Pedro hanno già salutato (mercoledì la festa d’addio in un locale a Pigneto) mentre Basic, riporta Il Messaggero, aspetta di capire se quell’accordo che era stato trovato a gennaio è ancora valido. Pure in questo caso la sensazione è che il croato possa trovarsi a zero una sistemazione.

Ma, si legge, non ci sono solamente i giocatori che dal prossimo 30 giugno saranno liberi, esistono pure le questioni riguardanti i big come Gila e Romagnoli: spingeranno per l’addio. Alessio lo aveva fatto qualche mese fa, non riuscendo poi a sistemare gli ultimi dettagli; Mario, invece, è nel mirino di Milan e Inter e potrebbe avere anche delle offerte dall’estero.

Da tenere in considerazione, conclude il quotidiano, la posizione di Mattia Zaccagni: il capitano non sarebbe felice della piega che sta prendendo la Lazio e nonostante il suo accordo sia valido fino al 2029 non si può dare per certa la permanenza. Valutazioni verranno fatte su Provedel (scadenza 2027, Motta potrebbe essere promosso titolare) e anche su Nuno Tavares, per il quale potrebbero tornare a suonare sirene arabe o turche. Tutti in bilico. C’era da aspettarselo.

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Lazio, altra resa dei conti: Sarri sempre più lontano, dopo il derby incontro verità

Dopo la sconfitta in finale, Maurizio Sarri appare sempre più lontano. Per il tecnico si tratta della quinta finale persa su sei disputate in carriera, un bilancio pesante in un ambiente già teso. Dall’Olimpico, Sarri ha lanciato segnali chiari. Squalificato e lontano dal campo durante la premiazione, ha espresso dubbi sul proprio futuro:

«Il mio futuro è in discussione da entrambe le parti. Questa squadra è migliorata mentalmente, ma manca qualità tecnica per competere con le prime sei».

Le parole confermano la distanza crescente con la società. I rapporti con Claudio Lotito sono peggiorati tra dichiarazioni pubbliche, divergenze di mercato e strategie discordanti. Dopo il derby, è atteso un faccia a faccia decisivo tra presidente e allenatore per discutere il progetto tecnico, le richieste di Sarri e la possibile separazione anticipata.

Nonostante le attenuanti legate agli infortuni, la società si aspettava di più dal ritorno di Sarri. Anche le tensioni nello staff medico e una gestione tecnica non convincente hanno contribuito al clima di insoddisfazione. Il progetto sembra giunto a un bivio.

Se Sarri dovesse andare via, Lotito potrebbe puntare su un tecnico giovane e propenso a valorizzare i talenti. Tra i nomi caldi: Raffaele Palladino, Fabio Pisacane e Fabio Grosso. Resta tra le opzioni anche Gennaro Gattuso, apprezzato per carattere e determinazione.

Possibili cambiamenti anche nell’area dirigenziale: il direttore sportivo Angelo Fabiani non è certo della conferma. Il nome di Sean Sogliano circola insistentemente per avviare un nuovo ciclo focalizzato sui giovani.

Si rincorrono le indiscrezioni sul prossimo club di Sarri: Napoli, Milan e Atalanta monitorano la situazione. Nonostante tutto, le priorità del tecnico restano la Lazio e il contratto che lo lega al club per altre due stagioni. Ma senza garanzie tecniche e di progetto, la sua permanenza sembra ogni giorno più difficile. Il Messaggero

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Lazio, riprende la protesta. Olimpico (sponda biancoceleste) deserto per il derby: i tagliandi staccati

Dalla meravigliosa atmosfera da tutto esaurito di ieri al nuovo vuoto in programma.

Un silenzio che sarà ancora più rumoroso del solito, perché arriverà nella partita storicamente più sentita. Al derby contro la Roma non ci saranno i gruppi organizzati della Lazio, lasciando un buco desolante all’interno dell’Olimpico. A ieri, riporta il Corriere dello Sport, erano appena 700 i biglietti venduti (sponda biancoceleste) per la stracittadina, che sarà l’emblema della contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Lotito.

Una protesta che va avanti in varie forme da mesi e che è stata interrotta solo momentaneamente nella finale di Coppa Italia contro l’Inter per via di una promessa fatta a Sarri e alla squadra. Ora, però, riprenderà ancora più forte di prima nella partita contro i giallorossi.