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Lazio, se parte Mandas si guarda in Premier per il sostituto

La permanenza del greco non è scontata: le possibili mosse della Lazio.

Si è preso la titolarità con Baroni lo scorso anno, ora Mandas, complice anche una stagione senza coppe, fatica a trovare spazio con Sarri. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, tra i giocatori in uscita c’è anche il greco. Il portiere, si legge, sarebbe ben felice di ritrovare Baroni a Torino, ma la Lazio per lasciarlo partire vuole prima trovare un vice all’altezza, anche perché il greco è sotto contratto con il club biancoceleste fino a giugno 2029. Serve il profilo giusto, insomma, per prendere in considerazione una sua cessione.

In tal senso, conclude il quotidiano, un’opzione potrebbe essere quella che porta al 25enne danese Mads Hermansen del West Ham. In Danimarca rilanciano la sua candidatura per la porta biancoceleste, sottolineando il suo desiderio di lasciare prima possibile Londra.

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Lazio, scintille sul mercato: Sarri e società sempre più distanti

Frizioni sul mercato in casa Lazio: l’ennesima rivoluzione dopo un anno genera nuove scosse.

Un Sarri inedito quello che domenica a Verona ha messo in campo i nuovi arrivati, con appena una seduta di lavoro con il gruppo. Tuttavia in casa Lazio, riporta Il Messaggero, l’ennesima rivoluzione dopo un anno genera nuove scosse verso Lotito. Mau c’è ricascato a giugno e ora non riesce proprio a nascondere il suo disappunto. Dopo il blocco del mercato estivo, il patron aveva promesso al Comandante che avrebbe avuto l’ultima parola sugli acquisti d’inverno. Da mesi il tecnico invocava Raspadori (in alternativa Giovane) e Loftus-Cheek, o comunque giocatori conosciuti e pronti all’uso a campionato in corso. Le plusvalenze monstre degli ultimi sei mesi (76 milioni in cassa con Tchaouna, Guendouzi e Castellanos) hanno però ridato forza al ds Fabiani, che continua a guardare all’estero, spalleggiato da Lotito: «La società decide chi comprare, l’allenatore deve indicare le caratteristiche di cui ha bisogno». Pronta la replica pungente di Mau: «Taylor lo conosco parzialmente, Ratkov no. In certi ruoli le caratteristiche non si avvicinano proprio». Chiaro il riferimento allo “spilungone” attaccante serbo, scoperto quando ormai era stato acquisito.

Ma quanto potrà durare ancora questo botta e risposta prolungato? La società, si legge, è irritata dalle continue frecciate del tecnico, soprattutto perché non gli ha fatto pubblicamente alcuna pressione per raggiungere l’Europa, in quest’anno così tribolato e disgraziato. Ma Sarri è ambizioso e così non intravede garanzie per il futuro. Non a caso, nonostante un contratto triennale, il Comandante continua a legare la sua permanenza dopo giugno ai prossimi colpi di gennaio: «Io li ho chiari in testa, gli obiettivi. Costruire una squadra che, con un paio di innesti, possa diventare di livello superiore a quello di adesso». Il reale ostacolo è compiere il salto in mezzo alla stagione, oltretutto perdendo pezzi pregiati strada facendo.

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Lazio, tutti sul mercato: attesa Brentford per Cancellieri, pericolo Qatar per Romagnoli

Il vento è cambiato e a Formello lo sanno bene. Dopo le cessioni di Castellanos e Guendouzi, nella Lazio non esistono più giocatori intoccabili. È l’inizio dichiarato dell’era del player trading: tutti cedibili, nessuno bloccato a prescindere. Le strategie, inevitabilmente, si muovono di conseguenza e le prossime settimane potrebbero ridisegnare ancora una volta la rosa di Sarri. Tra i nomi più esposti al momento ci sono quelli di Isaksen e Cancellieri. Due esterni offensivi che rappresentano profili appetibili sul mercato. La pista più concreta riguarda l’ex Verona: dall’Inghilterra parlano di un possibile affondo del Brentford, pronto a mettere sul tavolo una proposta da 15-16 milioni di euro bonus compresi. La Lazio ascolta, senza chiudere la porta. Per il danese, invece, non sono ancora arrivate offerte. Ma davanti a una proposta importante, il club non farebbe muro.  

Il discorso si allarga anche ai big. Su Alessio Romagnoli insistono voci sempre più forti provenienti dal Qatar. Gli agenti del difensore avrebbero sondato il terreno e l’Al-Sadd, allenato da Roberto Mancini, sarebbe pronto a offrire un contratto da circa 6 milioni di euro a stagione. Una cifra fuori scala per i parametri biancocelesti. Per trasformare l’interesse in realtà, però, servirà anche una proposta altrettanto convincente alla Lazio: non è escluso che possa arrivare già in questo mese, ma al momento resta una pista da monitorare. Il quadro è chiaro: la società non si opporrà più a prescindere. Le uscite finanziano le entrate, le scelte tecniche si intrecciano con quelle economiche. Il tempo degli “incedibili” è finito. La Lazio ha scelto una strada diversa, in cui ogni offerta viene valutata senza pregiudizi. È il nuovo corso del mercato biancoceleste. Corriere dello Sport

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Lazio, Taylor e Ratkov promossi con riserva. Resta comunque il problema dei gol

Sarri li ha schierati subito ma serve tempo per valutarli.

Un solo allenamento per Taylor, due per Ratkov: Sarri a Verona ha schierato titolare il primo e ha fatto subentrare a Noslin il secondo. «Tanta roba il fatto che si siano subito messi a disposizione» il
commento del tecnico. Il Comandante, riporta Il Messaggero, ha rimandato ogni giudizio nel dettaglio alle prossime settimane, dopo che avrà davvero avuto il modo di conoscerli. La prima impressione è stata positiva, soprattutto per il centrocampista olandese che si è calato immediatamente nel mondo biancoceleste. Prova da sufficienza piena e con caratteristiche diverse da quelle di Guendouzi: ma uno con la sua qualità difficilmente rimarrà fuori. Ha corso tanto (11 chilometri) e prima di mollare ha fatto vedere cose buone in prospettiva. Intanto gioca quasi sempre a due tocchi (scuola Ajax) e lo fa guardando in avanti, cosa che Sarri gradisce: personalità, per andare ad attaccare senza far girare troppo il pallone in orizzontale e permettere alle avversarie di posizionarsi. Il gol nasce appunto così, da un recupero in mezzo al campo, da una palla data con i tempi giusti e da un inserimento inaspettato. Delizioso.

Nove palloni toccati dei quali sette giusti: nei numeri, si legge, la prova di Ratkov (40’ in campo) si riassume così. Un attaccante da modellare con caratteristiche che per il momento «non si avvicinano neanche» alle richieste di Mau. Ma ormai è a Formello.

Ad ogni modo, conclude il quotidiano, se dietro non si concede nulla (come l’Arsenal 10 clean-sheet in stagione) il problema grosso di questa Lazio è davanti. Una serie di record negativi messi uno dietro l’altro: in 17 gare su 21 non sono arrivati gol degli attaccanti, mai così male nell’era Lotito; solamente 3 i punti regalati da chi di ruolo dovrebbe segnare (Noslin a Parma e Pedro con la Fiorentina); Cancellieri è il primo della squadra per xG (2,67 per 3 esultanze) ed è il 41esimo in campionato. Ha davanti gente che lotta per non retrocedere. Insomma, i nuovi devono portare linfa perché Taylor nelle gambe le reti ce le ha (2 in 15 presenze quest’anno, 15 in 52 nel 24-25) mentre Ratkov li deve trovare.

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Lazio, i cambi vincenti di Sarri regalano punti al fotofinish: il dato

La Lazio fa bene, anche con chi subentra: i numeri.

Oltre alla difesa, sono i cambi che regalano gioie ai tifosi biancocelesti. La Lazio infatti, evidenzia Il Messaggero, si conferma spietata nei finali e pungente dalla panchina: è la costante tra Sarri e Baroni. Un anno fa le 12 reti siglate dal 79’ al triplice fischio (Noslin a Torino, Pedro con l’Empoli, Isaksen a Napoli e Marusic a Lecce) portavano 8 punti, oggi Mau conta 8 reti al fotofinish (come l’Inter) valse 6 punti e l’accesso ai quarti di Coppa Italia.

Le recenti segnature in extremis, si legge, erano state utili a chiudere la gara (con Cagliari e Lecce) o riprenderla (i rigori casalinghi a tempo scaduto di Cataldi e Pedro), ora le firme last minute di Noslin e Lazzari hanno deciso le vittorie di misura a Parma e Verona. E Sarri le ha pescate dalla panchina, come il rigore procurato da Noslin col Torino e quello che mercoledì ha fermato la Fiorentina sul 2-2. Al 20° turno Baroni aveva racimolato 10 punti dai subentrati, oggi una rete su tre (7 sulle 21 segnate in A) scaturisce dai cambi: Sarri ha ricavato dalle sostituzioni ben 6 punti e dall’assist di Tavares il passaggio del turno col Milan. L’Europa è lontana, ma la sua Lazio somiglia alla speranza. È l’ultima a morire.

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Lazio, la mezzala si complica: sorpasso Premier per Toth, Timber resta in salita

Trattative su due tavoli, rischiano entrambi di essere sparecchiati e non dalla Lazio. Toth e Timber in salita, sono i due nomi preferiti da Lotito e Fabiani per l’aggiunta di un altro centrocampista. Non può bastare Taylor, arrivato in sostituzione di Guendouzi e subito titolare a Verona. Sarri ha bisogno di una mezzala in più, ha vissuto il girone d’andata in perenne emergenza, servono rinforzi e non soltanto avvicendamenti, per quanto rimangano estremamente attive le voci riguardanti il mercato in uscita. Alex Toth, gioiellino del Ferencvaros, è attratto dalle luci della Premier League, il campionato-sirena di fronte a cui è difficile non rimanere ammaliati. Piace al Bournemouth, c’è già l’accordo tra il club inglese e il ragazzo, le preoccupazioni biancocelesti sono per l’affare in stato avanzato pure tra i club. Di certo, ora, non c’è più la Lazio in vantaggio per l’acquisto del classe 2005.

Gli ungheresi inizialmente chiedevano 16 milioni di euro per il suo cartellino, la Lazio si è spinta arrivando a 12 milioni. L’insidia maggiore, più che la distanza tra le parti, è diventata la concorrenza del Bournemouth. Tiago Pinto, ex ds della Roma, fa sul serio e sta provando ad accelerare i discorsi per arrivare presto alla fumata bianca. Non è troppo più semplice mettere le mani su Quinten Timber del Feyenoord. Anche in questo caso l’operazione è ancora lontana dalla definizione: i contatti tra la Lazio e il suo entourage sono proseguiti negli ultimi giorni, il classe 2001 è in scadenza a giugno, vorrebbe aspettare la fine della stagione per scegliere la nuova destinazione. Il problema non è l’eventuale intesa con il Feyenoord, quanto le richieste del calciatore e dei suoi agenti: circa 4 milioni di euro di commissioni e un contratto da quasi 3,5 milioni di euro all’anno. Cifre che la Lazio non intende raggiungere, ecco perché a maggior ragione l’opzione principale rimane quella di una sua partenza a parametro zero in estate: su di lui c’è forte il Borussia Dortmund, pronto a ingaggiarlo a titolo gratuito riconoscendogli uno stipendio decisamente più alto. Fabbian del Bologna è il terzo nome gradito, altrettanto complicato. Il Bologna non sembra aperto alla cessione, Italiano l’ha schierato titolare nelle ultime due gare di campionato contro Atalanta e Como, sabato al Sinigaglia è rimasto in campo per l’intero confronto nonostante l’inferiorità numerica dei rossoblù. Non è un giocatore marginale, non esistono possibilità di sconti sul cartellino. Corriere dello Sport

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Lazio, Dele e Dia in semifinale di Coppa d’Africa: ecco quando torneranno

Impegnarti ancora nella competizione con le rispettive nazionali, i due biancocelesti si rivedranno la prossima settimana.

Due laziali convocati in Coppa d’Africa, tutti e due parteciperanno alla spedizione fino all’ultima partita possibile. Come sottolinea il Corriere dello Sport, domani Dia e Dele-Bashiru disputeranno le
rispettive semifinali: alle 18 l’attaccante senegalese affronterà l’Egitto, la sera alle 21 toccherà al centrocampista nigeriano scendere in campo contro il Marocco.

A prescindere dai risultati, si legge, non faranno in tempo a rientrare tra i convocati per il Como, seppur il match si disputi di lunedì sera. Per loro la Coppa d’Africa si concluderà comunque nel weekend: sabato alle 17 ci sarà la finale per il terzo e quarto posto, per domenica alle 20 è invece fissata la finalissima.

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Lazio, priorità centrocampo: ultimi rilanci per Toth e Timber. Fabbian sullo sfondo. Belahyane e Dele per fare cassa

Il mercato entra nel vivo: le possibili mosse della Lazio.

Work in progress a centrocampo, poi forse la ciliegina in attacco. Proseguono, riporta Il Messaggero, i contatti per Quinten Timber, il sostituto ideale di Guendouzi, almeno per corsa e fisico. Il Feyenoord ha rifiutato la prima offerta biancoceleste da 4 milioni, nonostante il centrocampista sia in scadenza giugno. Non è solo quello il nodo: ieri Fabiani è rimasto a Roma per provare ad alzare la cifra per il cartellino. Ma le commissioni sono altissime, la concorrenza della Premier agguerrita e il 24enne chiede oltre tre milioni di stipendio.

Inoltre la Lazio, si legge, ha alzato anche l’offerta per Toth a 12 milioni, oggi è attesa la risposta del Ferencváros (che ne pretendeva 16 più bonus), ma occhio al Bournemouth. C’è il sì del centrocampista ungherese, forse qualcosa di più, ma l’agente Bence Papp non vuole sbilanciarsi troppo: «Ci sederemo a negoziare con i biancocelesti solo dopo che avranno raggiunto un accordo con il Ferencváros. Finché le due società non lo troveranno, non tratteremo a nessun livello. Un trasferimento di questo calibro dal campionato ungherese non si poteva nemmeno immaginare. Ed è proprio per questo che il possibile addio di Tóth si sta svolgendo in una collaborazione estremamente attenta e senza pari con il suo club. Al momento Alex è in ritiro, si sta preparando per la partita di Europa League e l’inizio del campionato».

Infine, conclude il quotidiano, c’è anche Fabbian sullo sfondo, più defilato, ma il Bologna non lo cede sotto i 15 milioni più bonus. La Lazio non sembra aver fretta perché deve ancora fare altra cassa con Belahyane (servono 10 milioni dal Torino) o Dele-Bashiru (solo un sondaggio del Nottingham Forest) anche per il secondo colpo a centrocampo.

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Muro Lazio, una gara ogni due la porta resta chiusa: il paragone con le big d’Europa

La solidità difensiva della Lazio è confermata anche dai numeri: il dato.

Ieri altro clean sheet per la Lazio. La solidità è ormai certificata: dieci clean sheet, evidenzia il Corriere dello Sport, in venti partite di campionato. Vuol dire che una gara ogni due la porta della Lazio resta chiusa. La squadra di Sarri continua a dare ampie garanzie difensive e lo fa entrando in una dimensione europea. Nessuno, nei top cinque campionati del continente, ha fatto meglio: lo stesso bottino dell’Arsenal, unico club a condividere questo primato.


La lista delle partite chiuse senza subire gol, si legge, è lunga e significativa: Verona all’andata, Genoa, Atalanta, Juventus, Pisa, Cagliari, Lecce, Parma, Cremonese e, ora, di nuovo Verona. Campi diversi, contesti e momenti della stagione differenti, ma sempre la stessa risposta: compattezza, attenzione, spirito di sacrificio. Una soddisfazione enorme per un reparto che ha trovato continuità e certezze, soprattutto nelle gare più sporche, quelle che chiedono pazienza e nervi saldi.

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Lazio, l’eterno “anno zero”: il richiamo di Sarri ad una programmazione di crescita senza interruzioni

La Lazio vince di misura sul campo dell’Hellas Verona, ma il risultato non basta a rasserenare l’ambiente. Al termine della gara, Maurizio Sarri sceglie parole nette, tornando su un concetto già espresso più volte: alla Lazio, ogni stagione sembra essere un nuovo inizio.

Il tecnico biancoceleste sottolinea come il lavoro di crescita venga spesso interrotto, tra cessioni, limiti di mercato e difficoltà strutturali. Sarri chiede che la società vada incontro alle sue esigenze, ribadendo la necessità di rinforzi funzionali al sistema di gioco. Nessun ultimatum, ma un richiamo chiaro alla programmazione.

A Verona segnali positivi arrivano dal campo. Romagnoli si conferma perno difensivo e possibile soluzione anche in altre zone del campo, mentre Isaksen mostra progressi importanti in termini di personalità e continuità. Prestazioni che però, secondo Sarri, non possono bastare senza un supporto adeguato dal mercato.

Il club valuta diversi profili per rinforzare la rosa, tra opportunità e sostenibilità economica. Sarri attende risposte concrete, consapevole che la seconda parte di stagione sarà decisiva per classifica e futuro. Il messaggio è chiaro: senza stabilità e investimenti mirati, il rischio è restare intrappolati in un eterno anno zero. Il Corriere dello Sport.