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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, rinnovo Basic: ad aprile si decide

La Lazio sta valutando alcune situazioni legati ai rinnovi. Se da una parte Hysaj e Pedro, in scadenza il prossimo 30 giugno, sono destinati a salutare, altri invece potrebbero proseguire la loro avventura nella capitale. E’ il caso di Toma Basic, schierato quest’anno da Maurizio Sarri dopo un breve periodo di inattività e ritornato ad essere una delle colonne della squadra in mezzo al campo.

Come riporta l’edizione romana del Corriere della Sera, dal mese di aprile Lotito e Fabiani torneranno a ragionare sulla questione legata ai prolungamenti di contratto e quello del centrocampista 29enne resta una delle priorità. Il giocatore vorrebbe rimanere nella Capitale ma è chiaro che non resterà ad aspettare in eterno.

Una volta sistemata la vicenda Basic, sarà la volta di tutti quei giocatori che andranno in scadenza l’anno prossimo, il 30 giugno 2027. Con Mario Gila e Romagnoli ormai in partenza resteranno da sistemare le situazioni di Cancellieri, Pellegrini, Provedel, Lazzari, Patric e Gigot.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila l’obiettivo è la Coppa Italia: ora priorità alla gestione

Sarri vuole gestire lo spagnolo nel modo migliore possibile per non avere controindicazioni a ridosso dell’appuntamento clou della stagione.

L’infortunio di Gila non è grave, ma a Formello, riporta il Corriere dello Sport, è scattata una missione: ritrovare il centrale al top per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Imprescindibile nel secondo round con l’Atalanta. Lo spagnolo si è rifermato a Bologna, sostituito dopo nemmeno mezz’ora da Provstgaard per colpa della solita infiammazione al ginocchio sinistro. Il problema al tendine rotuleo l’aveva già costretto ad abbandonare il campo contro l’Atalanta in campionato, a San Valentino era rimasto negli spogliatoi all’intervallo per poi saltare le successive due partite e rientrare in tempo per la semifinale d’andata. Lo stop di Romagnoli, fuori per un problema muscolare al polpaccio dalla sfida con il Sassuolo e tornato solamente a Bologna, l’ha costretto a stringere i denti visto anche l’utilizzo di Patric a centrocampo.

Gila, si legge, verrà monitorato durante la sosta, le sue condizioni saranno costantemente valutate con la ripartenza della Serie A. La Lazio affronterà in ordine Parma (4 aprile), Fiorentina (13 aprile) e Napoli (18 aprile) prima di giocarsi in trasferta l’accesso alla finalissima di Coppa Italia in programma il 13 maggio. L’intento è proprio quello: gestirlo nel modo migliore possibile per non avere controindicazioni a ridosso dell’appuntamento clou della stagione biancoceleste. Le speranze di qualificazione europea passano tutte ai 90 minuti alla New Balance Arena.

Ecco perché, conclude il quotidiano, a Formello non verranno corsi rischi in caso di dubbi. Gila giocherà soltanto se ristabilito appieno, altrimenti toccherà a Provstgaard affiancare Romagnoli al centro del reparto arretrato come successo a Bologna a match in corso. Giusto onorare il campionato e difendere l’ottavo posto in classifica, ma la priorità rimane presentarsi al meglio alla gara di ritorno con l’Atalanta. Il discorso vale anche per i rientri dei centrocampisti ancora ai box e sulla via del rientro (Cataldi e Basic). Zaccagni è out, ne avrà per altri 45 giorni. Rovella e Provedel hanno già chiuso la stagione. Non si possono perdere altri pezzi, né gestire male quelli da recuperare a tutti i costi.

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NAZIONALI

Lazio, Przyborek da punta con la Polonia U19: Sarri lo studia in attesa dell’esordio

Adrian Przyborek, oggetto misterioso della campagna invernale del calciomercato biancoceleste, è sceso in campo nella partita tra la Polonia U19 e i pari età del Portogallo.

La partita valida per la qualificazione ai Mondiali U19 tra Polonia e Portogallo a visto scendere nel rettangolo di gioco, e da titolare, Adrian Przyborek, arrivato a gennaio alla Lazio ma mai visto in campo. Ieri, nella sconfitta per 1-0 contro i pari età portoghesi, il talentino polacco è rimasto in campo per ottanta minuti, schierato come punta nel 4-4-2 di ct Sosin. Come sottolineato dal Corriere dello Sport, il ruolo ricoperto con la sua Nazionale è stato sensibilmente diverso da quello in cui da mesi lo sta provando il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri.
Durante la sosta Przyborek avrà ancora due occasioni per scendere in campo e mettersi in mostra, nelle partite contro l’Inghilterra (28/03) e la Spagna (31/03).

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Isaksen titolare con la Danimarca: banco di prova in vista del mercato

L’esterno in Nazionale si trasforma: ecco i numeri del biancoceleste.

Gustav Isaksen si prende la Danimarca, pronto a giocarsi oggi uno spareggio pesantissimo contro la Macedonia del Nord. Una partita che vale l’accesso alla finale playoff con in palio la presenza al Mondiale. Lui, riporta il Corriere dello Sport, sarà tra i titolari e tra gli uomini più attesi in assoluto. Un altro segnale di crescita per l’esterno della Lazio, sempre più al centro del progetto della sua Nazionale.

Con la Danimarca, si legge, viaggia a una media di quasi un gol ogni tre partite: 4 reti in 13 presenze, un rendimento che certifica incisività e continuità. Dati che si discostano nettamente da quelli registrati con la Lazio, dove finora ha segnato meno, pagando un adattamento più lento, un contesto tattico diverso e la ripresa dopo la mononucleosi che l’ha colpito in estate. Ma proprio nelle ultime settimane qualcosa è cambiato. Il gol alla Juventus a febbraio aveva acceso il segnale. Quello contro il Milan, il 15 marzo, lo ha confermato.


La sfida contro la Macedonia del Nord, conclude il quotidiano, rappresenta allora molto più di una semplice partita. È un banco di prova ad altissima tensione, un palcoscenico internazionale che può consolidare lo status di Isaksen e proiettarlo su un livello ancora superiore. In caso di qualificazione al Mondiale, infatti, le luci si accenderebbero definitivamente su di lui. E con i riflettori, inevitabilmente, arriverebbero anche gli interessi di mercato, un aspetto che la Lazio terrà in grande considerazione. Se ne riparlerà in
estate, per ora Isaksen è parte fondamentale del progetto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro prepara l’addio: ultimi mesi per lasciare il segno

La Lazio si avvicina alle settimane decisive della stagione e Pedro vuole esserci con tutto il suo peso tecnico e umano. L’esterno spagnolo, arrivato al rettilineo conclusivo della sua esperienza biancoceleste, punta a lasciare il segno prima dei saluti. L’idea è chiudere un percorso importante con un contributo concreto, mettendo la sua esperienza al servizio della squadra nei passaggi che possono ancora indirizzare l’annata.

Anche in una stagione vissuta tra rotazioni e gestione delle energie, Pedro ha continuato a rappresentare una risorsa affidabile. La sua capacità di incidere nelle partite, di leggere i momenti e di portare qualità nelle scelte offensive resta un elemento di valore per Sarri. In una fase in cui ogni dettaglio pesa di più, la presenza di un giocatore abituato a certi palcoscenici può fare la differenza.

Il finale di stagione offre ancora appuntamenti pesanti e Pedro vuole arrivarci da protagonista. La semifinale di Coppa Italia e gli impegni di campionato rappresentano le ultime occasioni per lasciare un segnale forte. Il suo obiettivo è chiaro: accompagnare la Lazio con personalità, provando a trasformare gli ultimi mesi in un commiato all’altezza della carriera costruita fin qui.

Al di là dei numeri, Pedro lascia in eredità alla Lazio un profilo di altissimo spessore, capace di alzare il livello di competitività e di trasmettere mentalità. Per questo il suo finale assume un valore particolare: non solo per ciò che potrà ancora produrre sul campo, ma anche per il significato di un addio che chiude un ciclo importante. Il Tempo.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Cirillo (Dazn): “È una Lazio che si sta ritrovando nell’emergenza. Sarri uomo di parola…” (AUDIO)

BARBARA CIRILLO in collegamento a ‘SVB’

“La mia intervista a Sarri? È stato bello tirare fuori la sua parte umana, lui non ama parlare e raccontarsi; è stato difficile, ma molto bello, entrare nel suo mondo.

Quest’anno abbiamo ritrovato un Sarri diverso. Io l’ho intervistato prima del mercato di gennaio, lì c’era ancora la sensazione di potersi divertire. Ora sta trovando soluzioni per andare avanti, parlando anche al pubblico, che è una parte che in questo momento alla squadra sta mancando. Chi meglio di lui sa come parlare ai tifosi della Lazio: ha fatto una promessa ed è un uomo di parola, mette i principi davanti a tutto; basta pensare a quando si è dimesso, non è da tutti.

Vista l’annata, avere ancora la strada aperta per l’Europa attraverso la Coppa Italia secondo me è uno stimolo in più per fare bene, al netto anche degli infortuni che coinvolgono continuamente la Lazio. Motta sta dimostrando tanta personalità; la Coppa può essere una spinta in più anche per lui.

Domenica non lo abbiamo visto Sarri, per via del rosso neanche si mai avvicinato alle interviste. Non le ama, lo sappiamo, ma lo fa capire sempre in maniera molto educata devo ammettere.

Le tre gale vinte di seguito e anche la porta inviolata di Bologna possono essere tutte soluzioni utili per la Coppa Italia. Taylor sta diventando sempre più sarriano, è un giocatore che il tecnico sta provando a completare. Isaksen è una garanzia in quel ruolo, Pedro magari non ha 90′ ma quelli che fa li fa sempre bene, Patric si sacrifica e non sta facendo vedere che gioca fuori ruolo: è una Lazio che si sta ritrovando nell’emergenza”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Italia, Rambaudi: “Buona squadra, che ha qualità tecniche importanti. L’unico neo della rosa…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Dopo Palestra e Pisilli dell’Under 21, penso che anche Ndour potrebbe fare il salto di qualità. Motta e Palmisani sono due ottimi portieri. Ci sono tanti ‘studenti’ che possono studiare per dare l”esame’ per la Nazionale A.

Stasera Gattuso partirà con un 3-5-2, che può diventare 4-3-3. L’importante è che recupera Bastoni, Mancini e Calafiori perché sarà importante non dargli centimetri. In mezzo al campo c’è il nostro giocatore più importante per me, che è Tonali.

L’Italia è una buona squadra, che ha qualità tecniche importanti. In mezzo al campo ci sono Tonali e Locatelli, più Barella: parliamo di un centrocampo importante. Kean e Retegui visti l’ultima volta in azzurro sono giocatori che possono fare bene. Per me manca un centrale di difesa, di ruolo, è questo l’unico neo; il Chiellini di turno, per capirci.

Indipendentemente dal periodo che ogni singolo vive in campionato, ora hanno resettato tutto. A Coverciano respiri un’altra aria”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Patric ultima bandiera: nessuno in Serie A così longevo

Recentemente tornato al centro del progetto di Maurizio Sarri, Gabarron Patric si è reso utile alla causa biancoceleste grazie anche alla sua grandissima esperienza, maturata nel corso di undici lunghi anni alla Lazio, che ne fanno una bandiera.

Come sottolineato dal Messaggero, quella di Patric alla Lazio è una storia lunghissima, incominciata ben undici anni fa, quando appena ventunenne sbarcò da sconosciuto nella Capitale. Una storia bellissima, caratterizzata da un difficile inizio, quando il giocatore era da tutti snobbato, un duro proseguimento, quando dai più era ripudiato, ma poi una dolce riabilitazione, ora che è da tutti amato. Nel frattempo, è diventato il calciatore biancoceleste più longevo: nessuno in Serie A ha trascorso undici anni con la stessa casacca orgogliosamente indossata. E la sua storia non è ancora giunta ai titoli di coda: il suo contratto è in scadenza a giugno 2027, ma non si può escludere che venga prolungato per un ulteriore anno.

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INFERMERIA PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Lazio, Bianchini: “L’infortunio di Zaccagni ed i possibili elementi perturbanti per i tanti infortuni muscolari” (AUDIO)

RICCARDO BIANCHINI (osteopata) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Zaccagni infortunio più grave del previsto? Da quanto ho letto risulta una lesione che va oltre il secondo grado. Questo lo renderebbe indisponibile anche con l’Atalanta in Coppa Italia. Il muscolo lesionato (vastomediale, ndr) raramente ha questi problemi. Questa è la stagione in cui accadono le cose peggiori. Anche se dovesse farcela per il 22 aprile, sarebbe comunque una condizione lontana da quella migliore. Lo dimostrano le prestazioni dopo i suoi veloci recuperi. Credo che per spiegare i problemi del capitano è necessario valutare dei problemi posturali irrisolti nel tempo.

Oltre 30 infortuni muscolari? Già tempo fa abbiamo sostenuto della necessità che Sarri ed il proprio staff a fine stagione facciano una riflessione sulla questione. La Lazio non ha giocato molte partite, non ha fatto l’Europa. Per quanto mi riguarda, la preparazione svolta nel caldo di Roma non ha influito. Discorso diverso nel caso in cui venissero confermati dei problemi sui campi. Dando per scontata la bravura dell’intero staff, potremmo iniziare a valutare la questione terreno di gioco come elemento perturbante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Dossena: “Lazio, Lotito non empatico, Sarri ha avuto più cose da fare. Erano tutte risapute…” (AUDIO)

GIUSEPPE DOSSENA in collegamento a ‘NMM’

“Da Responsabile del settore giovanile della Lazio ho avuto il piacere e l’onore di stare vicino ad una persona straordinaria come Giovanni Cragnotti. E’ stato troppo poco alla guida della società, trasmetteva passione. Quello che alcuni proprietari di oggi non sono in grado di trasmettere e far crescere. Ho la sensazione che il rapporto tra il presidente Lotito ed i tifosi sia impossibile da ricucire. Ai tifosi rimane la protesta e l’assenza dallo stadio, altro non possono fare. Lotito ha tutto il diritto di guidare la società come crede ed in passato l’ha fatto anche bene. La mia sensazione è che abbia poca empatia, un problema non irreversibile, ognuno di noi è fatto alla sua maniera. Non so cosa possa accadere per fare in modo che lo cose cambino.

La squadra, ultimamente, ha dato segni di risveglio. Dico che il tecnico deve caricarsi delle cose che deve fare, ossia del campo. Poi, certamente, ci sono situazioni più o meno facili. Un tecnico dell’esperienza di Sarri può assolutamente guidare la squadra nella giusta direzione. Erano tutte cose risapute, di cui ci si poteva aspettare. Certo, in questo caso lui ha avuto delle cose in più da fare, ma questo ormai è il compito dell’allenatore. I rapporti, la comunicazione, porre vincoli e principi, ormai è così da tutte le parti”.