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RASSEGNA STAMPA

Lazio, apprensione Gila: a breve i controlli e i tempi di recupero

A Bergamo lo spagnolo è uscito zoppicando vistosamente.

Si accendono di nuovo i riflettori sulle condizioni di Gila, uscito per infortunio nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. L’episodio chiave è arrivato al 73’, in uno dei momenti più intensi della partita: intervento deciso in anticipo su Krstovic, poi l’impatto, duro, con il difensore spagnolo che ha accusato un movimento innaturale della caviglia sinistra. Subito soccorso dallo staff medico, Gila ha provato a stringere i denti come sempre. È rientrato in campo per qualche minuto, ma la sensazione è stata chiara fin da subito: qualcosa non andava. Poco dopo, infatti, è arrivata la richiesta del cambio, inevitabile per evitare rischi maggiori.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, c’è bisogno di attendere riscontri più precisi dal punto di vista clinico: tra oggi e domani Gila sarà sottoposto a controlli specifici per valutare l’entità del problema. La Lazio vuole evitare forzature e gestire al meglio la sua situazione: troppo importante poter contare sul centrale spagnolo in questo finale di stagione. Il giocatore è uscito zoppicando vistosamente e a fine gara Sarri non si è sbilanciato: «Ha preso un colpo sul tendine non so come stia».

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RASSEGNA STAMPA

Coppa e Supercoppa, doppio incasso a Formello: quanto guadagna la Lazio

La Lazio si è assicurata due finali: oltre a quella di Coppa Italia, infatti, con il regolamento della Supercoppa Italiana che verosimilmente tornerà alle origini con la gara secca, anche quella di Supercoppa. Due finali che vogliono dire guadagni, ricavi, incassi: ecco quanto entrerà nelle casse del club biancoceleste.

Come riporta la Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna, la Lazio dalle due finali di Coppa Italia e Supercoppa Italiana incasserà circa una decina di milioni di euro. La finalista di Coppa Italia ha un premio di circa 4 milioni di euro, mentre alla vincitrice ne vanno circa 7. Più l’incasso da dividere a metà. Per quanto riguarda la Supercoppa, invece, c’è sempre l’incasso da dividere e poi i diritti tv. Se la si dovesse giocare all’estero, ma al momento è privilegiata l’ipotesi Milano, gli introiti sarebbero ancora di più.

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RASSEGNA STAMPA

Entusiasmo Lazio, la firma di Sarri: carattere, organizzazione e la forza di resistere al peggio

La Lazio torna da Bergamo con entusiasmo, immagini da ricordare e una finale di Coppa Italia conquistata dopo una notte che ha esaltato tutto l’ambiente biancoceleste. Il protagonista assoluto è stato Motta, capace di parare quattro rigori e di entrare di colpo nella storia recente del club, ma attorno all’impresa si è acceso anche il clima di festa per Maurizio Sarri e per un gruppo che, nonostante le difficoltà, è riuscito a centrare un traguardo importante.

All’aeroporto di Fiumicino, nella notte successiva alla qualificazione, i tifosi hanno accolto la squadra con cori e applausi. Un abbraccio collettivo rivolto ai giocatori, al giovane portiere e allo stesso Sarri, simbolo di una stagione complicata ma ancora viva. La semifinale vinta ha restituito energia a un ambiente che negli ultimi mesi aveva dovuto convivere con infortuni, tensioni e critiche.

La qualificazione assume un peso ancora maggiore se letta dentro il contesto della stagione laziale. Sarri ha più volte definito questa annata tra le più difficili della sua carriera, segnata da assenze pesanti, da una rosa spesso ridotta all’emergenza e da un percorso tutt’altro che lineare. Anche a Bergamo non sono mancati i problemi, a partire dallo stop di Gila, che ha aggiunto un’altra preoccupazione al quadro complessivo.

In questo scenario la Lazio ha trovato però la forza per resistere e per arrivare fino in fondo. La squadra si è aggrappata al carattere, all’organizzazione e alla lucidità nei momenti decisivi, trovando in Motta il volto simbolo di una serata destinata a restare impressa. La Republica

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “La gara con l’Udinese torna ad essere un allenamento, la testa deve essere quella giusta” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La gara con l’Udinese continua ad essere un allenamento, stavolta in vista della finale. La testa deve essere quelle giusta. La leggerezza che ti porta il fatto non avere troppo da chiedere al campionato, ti deve aiutare ad arrivare bene contro l’Inter, una squadra più forte con cui devi essere bravo.

La decisione dei tifosi? Condivido per l’importanza delle gare, anche se il discorso qui va oltre. La finale ha un’importanza assoluta, il derby quest’anno ha il valore della stracittadina ma conta meno.

Questa squadra secondo me aveva dei valori tecnici, poi non è stata rinforzata e ha perso pezzi importanti. Qualche aiuto è arrivato. Il punto è sempre lo stesso: si vorrà ripartire da qui per fare un passo in avanti? Ci deve essere un progetto, un’idea condivisa di migliorare”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Motta eroe umile: “Devo migliorare e crescere. Voglio diventare come Cech”

Si è preso la scena a Bergamo, ma resta con i piedi per terra. Edoardo Motta ai microfoni Rai ha parlato del momento che sta vivendo, degli inizi e delle sue ambizioni:

“Da piccolo mi piaceva fare il portiere e buttarmi sulla ghiaia. Mio padre mi dava del matto, ma io dolore non lo sentivo.

Dopo la gara mi sono lasciato un po’ andare alle mie emozioni, cosa che cerco di non far mai vedere. Rimanere solido secondo me definisce di più la persona che si è rispetto a essere molto emotivo o troppo emotivo.

Io voglio diventare come Cech, voglio provarci. E loro, sia mio padre che mia madre, mi hanno dato la forza e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che oggi io sia qui. Non devo mai smettere di imparare, migliorare e crescere. E questo è l’obiettivo, per cercare di arrivare più in alto possibile, senza rimpianti o rammarichi, godendomi la vita senza togliermi nulla”.

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EUROPA LEAGUE

Lazio, ora sei un fattore anche per l’Europa delle altre: la Roma rischia

Il finale di stagione si intreccia con la Coppa Italia e con la lotta per le posizioni europee, creando scenari potenzialmente decisivi soprattutto per la Lazio e per la Roma. L’eventuale successo della Lazio nella competizione potrebbe infatti modificare profondamente la distribuzione dei posti nelle coppe europee, con effetti a catena sulla classifica finale di Serie A.

Il regolamento prevede che la vincitrice della Coppa Italia acceda di diritto all’Europa League, a meno che non sia già qualificata attraverso il campionato. In quel caso, il posto viene ridistribuito secondo la classifica, innescando una serie di spostamenti tra le posizioni utili all’Europa.

Lo scenario più delicato riguarda proprio la Roma, che potrebbe ritrovarsi coinvolta in un incastro di risultati. Se la Lazio dovesse vincere la coppa piazzandosi fuori dalle prime posizioni del campionato, si aprirebbero diverse combinazioni: alcune potrebbero favorire i giallorossi, mentre altre rischierebbero di penalizzarli, fino al possibile rischio di esclusione dalle competizioni europee in caso di incastri sfavorevoli tra classifica e assegnazione dei posti.

Il meccanismo è complesso e dipende da più variabili: posizione finale delle squadre in Serie A, vincitrice della Coppa Italia e conseguenti riassegnazioni dei posti UEFA. Proprio questa interdipendenza rende il finale di stagione particolarmente incerto e ricco di tensione, con ogni punto in campionato che può risultare decisivo.

In questo contesto, la Lazio diventa un fattore indirettamente determinante per il destino dei rivali cittadini, mentre la Roma dovrà concentrarsi non solo sulla propria classifica ma anche sugli esiti delle competizioni parallele. Un finale di stagione, dunque, che va ben oltre il semplice campo di gioco e si gioca anche tra calcoli, regolamenti e incastri europei.

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Udinese a Bonacina: prima volta con i biancocelesti

Designato l’arbitro per Udinese-Lazio, gara in programma lunedì alle 20:45.

La designazione arbitrale della 34ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Udinese al signor Kevin Bonacina della sezione di Bergamo.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Palermo e Zanellati: Marchetti sarà il IV ufficiale mentre Camplone e Maggioni sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il primo incrocio tra Bonacini e i biancocelesti, mentre sono due i precedenti con i friulani, entrambi vittoriosi. 

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TIFOSI

Finale di Coppa Italia e derby, il tifo organizzato sarà all’Olimpico? La scelta

Puntuale alle 12 il comunicato del tifo organizzato, sulle due importanti gare che si giocheranno a maggio: il 13 è in programma la finale di Coppa Italia contro l’Inter, mentre il fine settimana del 17 maggio il derby.

Abbiamo stretto un patto con mister e squadra dove abbiamo dato la nostra parola che saremmo entrati in caso di finale, essendo in campo neutro vogliamo stare vicino ai ragazzi e dare la possibilità a tutto il popolo Laziale di spingere la squadra in una partita importante come la finale di Coppa.

Capiamo l’importanza del derby e di quanto sia forte, in ogni Laziale, il desiderio di non lasciare anche solo un centimetro di spazio cittadino a quelli dell’altra sponda. Siamo coscienti di quanto sia scioccante e rumoroso il silenzio di un derby senza protagonisti, proprio per questo crediamo che entrare in questa occasione significherebbe solo seguire il più classico dei copioni di una tifoseria normale e molle, cosa che noi non siamo! Comunichiamo quindi che i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di NON ENTRARE allo stadio nella partita Roma – Lazio del 17 (o 18) Maggio. Rimarremo fuori, a Ponte Milvio, per vivere insieme il più classico dei pre-derby, così da poter difendere casa nostra e riempire la piazza di Lazialità. La nostra dignità vale molto di più di un derby. La nostra parola ha un peso ed intendiamo mantenerla”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, film emozionante e Sarri il regista. Lo ‘stellone laziale’…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo ‘stellone laziale’ interviene nei momenti di difficoltà in soccorso della Lazio. E a Bergamo è arrivato a posare la sua mano sulla Lazio. Ieri film emozionante, dal lieto fine, il regista è Sarri.

La fase difensiva della Lazio inizia a metà campo, più volte Sarri invitava la difesa a salire. C’è un’organizzazione tattica che è il segreto del risultato raggiunto. Con il materiale a disposizione, Sarri ha fatto un miracolo.

Il merito principale di Sarri è quello di aver unito la squadra, aver fatto compattare il gruppo.

Ieri serviva l’impresa, contro l’Inter servirà un miracolo. L’inter non è più forte solo della Lazio, è la squadra più forte del campionato. Tuttavia è importante aver raggiunto la finale, la Lazio così giocherà anche la Supercoppa, poi magari un episodio o un po’ di fortuna, potranno dare una mano”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Ieri più gare nella gara. Finale? Atalanta e Inter qualità differente” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci sono state più partite nella partita. Esalto sempre il gruppo, ma Motta si prende la scena chiaramente. Dopo il portiere, che prende 10, gli altri prendono 7.

Romagnoli grandissima partita, oltre al gol; Gila fino all’infortunio ha fatto bene, Marusic era in condizioni precarie e ha dato il suo, Tavares ha completato la sua ottava partita consecutiva, Taylor ha giocato anche con i crampi. Forse la gara di Noslin è difficile da analizzare, ma nel secondo tempo ha messo in difficoltà quasi da solo la difesa dell’Atalanta.

La distanza che non è tanta con l’Atalanta, c’è con l’Inter; la qualità della rosa è differente. Sul doppio confronto sei praticamente spacciato, nella partita unica, con la capacità che ha Sarri di preparare queste partite, e con il gruppo che ha la Lazio, il miracolo magari puoi farlo. L’Inter è una squadra completa, ha probabilmente lacune in difesa, ma resta di un certo livello. Detto questo, manca ancora un po’ di tempo, quindi andranno fatte diverse valutazioni, basta pensare che al momento loro non hanno Lautaro”.