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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “L’Italia ha il problema sugli esterni. Lazio a Bergamo con Pedro falso nueve” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia ha vinto bene, si vedeva che era superiore. Per fare il cambio di passo deve avere continuità nel voler fare le partite, nel voler superare l’avversario e non l’ho avvertita. Se arrivi agli spareggi serve voglia di fare, non puoi spegnere e riaccendere il cervello così. A centrocampo c’è qualità, davanti gli esterni si possono trovare meglio: Orsolini è un buon giocatore ma ci potrebbe essere altro e Raspadori a sinistra ha compiti diversi rispetto a quelli che svolge di solito; potrebbero essere due accorgimenti da utilizzare a gara in corso. Poi manca il 10, quello che inventa calcio negli ultimi 30 metri o che salta l’uomo e mette la palla sotto al sette. Zaccagni è molto meglio di Raspadori, quest’ultimo lui mi piace in area ma non è un esterno, non è una punta centrale, è più un sotto punta.

Stop Castellanos? Sarri si deve inventare qualcosa. A Bergamo farei centrocampo a 3 con Cataldi, Guendouzi e Vecino o Basic; poi davanti c’è da inventare, magari metterei Isaksen a sinistra, Cancellieri a destra e Pedro falso nove.

Campi di Formello? Quando ci sono così tanti infortuni è chiaro che si debba analizzare tutto; il rifacimento dei campi, la preparazione diversa, l’alimentazione dei giocatori. Solo all’interno possono conoscere la causa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila il punto fermo di Sarri: obiettivo Bergamo e Nazionale

Lo spagnolo è l’unico calciatore di movimento a non aver saltato un minuto in questo avvio di campionato.

La certezza di Sarri al momento è Mario Gila: il centrale, come sottolinea il Corriere dello Sport, quando sono state consumate soltanto 6 giornate di campionato, è l’unico calciatore di movimento schierato titolare in tutte le partite fin qui disputate. Estraneo a traumi, affaticamenti e squalifiche. La Lazio è stata colpita da problematiche di ogni genere, bisogna tenersi
stretti quelli costanti e ancora in forma: lo spagnolo – oltre a Provedel – è stato il solo a non uscire mai dall’undici di partenza.

Finora, conclude il quotidiano, ha saltato solamente 6 minuti di gare ufficiali, quando ha lasciato il campo a Marassi a risultato totalmente acquisito (0-3). La Lazio, sempre più rabberciata, deve affidarsi alle sue certezze per rialzarsi e reagire alle avversità. Gila, al netto dei punti conquistati dalla Lazio, è stato uno dei migliori della rosa per rendimento. Non si è fatto distrarre dalle questioni contrattuali, è in scadenza nel 2027 e finora i confronti per il rinnovo non sono andati a buon fine. Situazione più che delicata. Gila sta vivendo la pausa a Formello con l’intento di farsi trovare nuovamente pronto dalla trasferta di Bergamo. E nel frattempo spero in una nuova convocazione dalla Spagna, dove non ha ami esordito.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Flaminio, acquisto o diritto di superficie: la situazione

La questione stadio e le richieste di Lotito: le ultime.

Da diverso tempo in casa Lazio tiene banco la questione legata al Flaminio, uno stadio dal valore particolare per tutti i sostenitori biancocelesti e il patron laziale Claudio Lotito è da tempo intenzionato a riportare i tifosi in quello stadio.

Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, il presidente Lotito deve aspettare di avere l’approvazione di Roma Capitale per ottenere o il diritto di superficie sull’area intorno all’impianto sportivo o la proprietà dello stesso. Un consenso tutt’altro che scontato.

Lotito (che vorrebbe lasciare l’Olimpico entro il 2027, smettendo di pagare circa tre milioni l’anno per l’affitto) non accetta di sentir parlare di concessioni. Il presidente della Lazio, che deve ancora presentare il piano economico finanziario asseverato (vale a dire un documento che certifica la sostenibilità economica e finanziaria di un progetto), fa leva, si legge, non soltanto sullo stadio di Pietralata, ma anche su altri precedenti in Italia: il Bluenergy Stadium è di proprietà dell’Udinese, a Milano hanno deciso di vendere l’area di San Siro su cui verrà edificato il nuovo stadio (prima di demolire il Meazza).

Lotito, conclude il quotidiano, di fronte a un progetto di circa
430 milioni di euro, non può, anche nei confronti delle banche, accontentarsi della semplice concessione. Lo scorso 15 maggio il presidente della Lazio incontrò, fra gli altri, il deputato democratico Claudio Mancini, molto vicino al sindaco Gualtieri, presso la Casina di Macchia Madama: ci fu una lunga chiacchierata e, inevitabilmente, si era parlato pure dell’iter in corso per la riqualificazione dello stadio Flaminio, progettato da Antonio Nervi perle Olimpiadi del 1960. Cinque mesi e a solo un anno e mezzo dalle elezioni (si terranno nella primavera del 2027) c’è uno stallo. La tanto
attesa conferenza dei servizi, emergeva all’epoca, sarebbe dovuta partire al più tardi entro la prima metà del mese di
giugno. Lotito però, prima di presentare formalmente il
proprio progetto, vuole comprensibilmente abbassare al
minimo il rischio di un possibile rifiuto dalla varie Sovrintendenze. Al tempo, stesso è stato chiaro: per andare avanti deve ottenere o la proprietà o il diritto di superficie. La palla passa al Campidoglio, chiamato a valutare con la massima attenzione non solo il progetto, ma anche le richieste del presidente della Lazio, convinto, col proprio piano, di riqualificare tutta l’area intorno allo stadio.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Mirra: “La negatività può diventare deleterea, aspettiamo gennaio. E sul modulo…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Bilancio della Lazio fino ad ora? Dopo un momento di sbandamento dovuto alle note vicende, la Lazio ha fatto meglio almeno dal punto di vista delle prestazioni e spero continui così; soprattutto recuperando gli infortunati, la speranza che si possa fare il percorso che tutti ci auguriamo.

Quello che mi preoccupa è la negatività che c’è intorno all’ambiente e che spero possa passare presto. Questo fatto può solo danneggiare ulteriormente una situazione che è già stata danneggiata. E la paura è che questo clima lo avvertano i calciatori: la squadra dovrà essere brava a cimentarsi in qualcosa che è difficile, ma che si sapeva dall’inizio; chi ha intrapreso questo percorso sapeva che la strada sarebbe stata complicata. Ora l’obiettivo è arrivare a gennaio e capire, altrimenti rischiamo di farci ancora più male. Adesso nulla può cambiare le sorti, ciò che non deve cambiare è l’atteggiamento dei ragazzi; essendo un tifoso appassionato questo non lo accetterei.

Le parole di Sarri? Non credo siano rivolte alla società e non penso che la negatività riguardi i tifosi, che non hanno indietreggiato neanche un centimetro, basta vedere in quanti vado allo stadio. Tuttavia, perdere l’entusiasmo che deve esserci in tutti i calciatori, potrebbe diventare rischioso, pericoloso.

L’aspetto positivo è che le seconde linee, o persone come Basic out per diverso tempo, hanno fatto bene. Io anche per questo rimango positivo: se con tutte le difficoltà incontrate abbiamo trovato calciatori che non pensavamo potessero dare una mano, con tutti i rientri potremo essere una squadra competitiva, che può tornare in Europa.

Modulo? Questo periodo di emergenza è stato un’opportunità per i giocatori inizialmente fuori dal progetto per farsi vedere e un’occasione, tra virgolette, anche per Sarri per provare altro rispetto al solito. Credo che al più presto, con i recuperi, Sarri tornerà al 4-3-3 ma a prescindere dal modulo penso che bisognerebbe migliorare la linea difensiva. Abbiamo preso tanti gol soprattutto da dentro l’area, cosa che non dovrebbe mai accadere, con la linea che dovrebbe rompersi per andare a cercare l’uomo più vicino; non possiamo permettere agli avversari di calciare liberamente in area. Anche a centrocampo ci sono stati problemi contro il Torino, uno dei due centrali invece di aggredire in avanti è scappato costringendo tutta la squadra a recuperare”.

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Lazio, Isaksen ha ritrovato il campo con la Danimarca: ora l’obiettivo Sarri

Fermato in estate dalla mononucleosi, il danese scalpita per ritrovare la titolarità.

Un’estate complicata la sua e una condizione ancora da ritrovare al 100%: Isaksen intanto è stato convocato dalla Danimarca e ha ritrovato il campo mentre spera di ritrovare anche un posto nella sua Lazio.

In Nazionale, ha giocato 64′ e, come evidenzia il Corriere dello Sport, Gustav Isaksen ha rimesso benzina nelle gambe, ritmo nel fiato e fiducia nella testa. Non ha segnato, non ha servito assist, ma il 6-0 rifilato dalla Danimarca alla Bielorussia è il segnale di un giocatore che sta finalmente tornando a sentirsi un calciatore.

Il Comandante, si legge, sa di avere tra le mani un giocatore ancora in fase di ricostruzione e Isaksen ha scelto la strada più semplice, quella del lavoro. Contro l’Atalanta Cancellieri sarà ancora il titolare della corsia destra, ma questo non deve rappresentare un limite per Isaksen. Senza Zaccagni Sarri ha bisogno di nuove soluzioni sugli esterni, sia dall’inizio che a gara in corso. E chissà, conclude il quotidiano, che proprio da Bergamo non possa partire la rinascita del danese, in quello stesso stadio in cui un anno fa decise la partita contro la Dea. Quella rete aveva segnato la sua consacrazione, il colpo di un giocatore capace di fare la differenza nei grandi appuntamenti. Adesso la storia ha un senso diverso: Isaksen non deve confermarsi, deve riconquistare tutto

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Lazio, Lazzari si candida per Bergamo: il terzino spera nel rilancio

Fermato da un infortunio, l’ex Spal punta l’Atalanta: le ultime.

Avvio di campionato difficile per la Lazio e anche per Lazzari, fermato da un infortunio. Ora il terzino è a disposizione e prova a otetnere la maglia da titolare in vista dell’impegno in casa dell’Atalanta in programma subito dopo la sosta per le Nazionali.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, Lazzari è pronto e adesso la scelta di Sarri è tecnico-tattica, non c’entrano nulla le condizioni fisiche, almeno le sue. La pausa può agevolare la candidatura dell’ex Spal, anche se le scelte verranno prese a ridosso della trasferta di Bergamo, quando si capirà la lista dei disponibili e dei calciatori rimasti ai box. Marusic e Pellegrini devono smaltire i rispettivi problemi, Hysaj e Tavares sono 2 dei 4 nazionali impegnati durante la sosta. Lazzari, a conti fatti, è l’unico terzino regolarmente a Formello in questi giorni, dedicati alla totale gestione del gruppo vista l’assenza di impegni ufficiali.

Lazzari, conclude il quotidiano, spera nel rilancio dall’inizio. Era stato schierato titolare a Como, l’esordio fu un disastro a livello di atteggiamento collettivo, ne pagò comunque le conseguenze con la panchina nella partita successiva. Uno dei cambi per la seconda giornata con il Verona. Poi il guaio muscolare l’ha messo ko durante il break per le nazionali di settembre. Lesione di primo grado al polpaccio, l’ha tenuto fuori contro Sassuolo, Roma e Genoa, si è rivisto tra i convocati per la sfida con il Torino. Quasi una chiamata simbolica per sopperire all’emergenza sulle fasce. Non era ancora al meglio e per questo è stato sganciato soltanto all’89’. Adesso punta alla titolarità, dipenderà dall’infermeria e dalle volontà di Sarri.

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Lazio, tabù-riprese da sfatare: il rendimento dopo le soste è da migliorare

Dopo le pause i biancocelesti hanno trovato sempre difficoltà: la situazione.

Campionato fermo per gli impegni delle Nazionali e se da un lato Sarri può sorridere con la speranza che si svuoti l’infermeria, dall’altra deve fare i conti con il rendimento dei suoi dopo le soste.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri non è più riuscito a trovare la giusta continuità al rientro dagli impegni delle nazionali (o comunque al rientro dopo una pausa). Le soste, per la sua Lazio, si sono spesso trasformate in trappole. Nell’ultimo anno prima delle
dimissioni del tecnico, i precedenti erano stati tre: una sola vittoria – con il Sassuolo – e due sconfi ttecontro Juventus e Salernitana.

Ampliando di più l’analisi, si legge, in generale il Comandante da quando è in biancoceleste ha guidato la squadra in 13 circostanze dopo uno stop di due o più settimane: in questi match ha ottenuto 6 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte. E ben 3 di quest’ultime sono arrivate nelle ultime 4 occasioni, considerando anche il ko dello scorso settembre contro il Sassuolo al Mapei Stadium (arrivato al rientro dopo la pausa per le nazionali). Quando si rompe la routine, quando la macchina si ferma per qualche giorno, qualcosa si inceppa. Contro l’Atalanta, a Bergamo, non sarà facile ma i biancocelesti vogliono sfatare il tabù.

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Lazio, da ‘esubero’ a protagonista: Cancellieri sogna la Nazionale

Rientrato dal prestito, l’esterno ora sta convincendo a suon di gol e non solo.

Tornato a Roma con l’obiettivo di dimostrare la sua crescita, Cancellieri ora si sta facendo valere con la maglia biancoceleste. Complice anche lo stop forzato di Isaksen in estate, Matteo si sta giocando la sua grande chance e per il momento è suo il posto titolare sulla corsia destra.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Cancellieri ha sorpreso un po’ tutti, fuori e dentro Formello, tranne Maurizio Sarri che nelle potenzialità dell’attaccante romano ha sempre creduto al punto da non avere esitazioni nel chiedere alla società di toglierlo dal mercato la scorsa estate e poi di puntare su di lui una volta che Isaksen è stato messo fuori causa dalla mononucleosi.

Tra i suoi estimatori, ricorda il quotidiano, in tempi non sospetti, pure l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini, che nel 2022 lo convocò e lo fece anche debuttare in azzurro, contro la Germania in Nations League. Quella presenza è rimasta l’unica in Nazionale e, fino a pochi mesi fa, sarebbe stato impensabile pronosticarne un’altra a breve. La sua improvvisa crescita rende invece di nuovo attuale il sogno azzurro. Le sue prestazioni infatti, non sono sfuggite a Rino Gattuso, che continuerà a tenerlo d’occhio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito non accetta la sconfitta. La Lazio va avanti grazie ai tifosi che puntualmente vengono derisi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parto da una precisazione, all’incontro di ieri all’hotel Hilton c’era anche Lotito, che poi ha lasciato la sede abbastanza stizzito.

In Federcalcio lui ha il nemico numero 1 che è Gravina, quindi non è più come prima. Ha perso potere anche in Lega. Per me Lotito pensa più al potere che ai soldi, ieri probabilmente non è stato accolto come forse sperava e il suo nervosismo è dato dal fatto che sta perdendo su tutti i fronti e lui la sconfitta non l’accetta.

Io credo che la Lazio sarà solo a metà dicembre se e come potrà operare a gennaio. Gli 80 milioni venuti meno dell’arco di un paio di anni la Lazio li sta ‘scontando’. Le altre società fanno aumenti di capitale quando sono in difficoltà, la Lazio non lo fa. La Lazio va avanti grazie ai tifosi che, tra l’altro, vengono continuamente derisi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, l’idea è cedere Mandas e Isaksen per fare circa 35 milioni, ma attenzione a Cancellieri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Flaminio? Mi sembra strano che Lotito non vada avanti perché ha speso dei soldi; che deve accelerare, è chiaro.

L’idea è cedere Mandas e Isaksen per circa 35 milioni. Ma ci potrebbe essere anche un altro scenario: noi adesso ci stiamo innamorando di Cancellieri perché ha fatto due bellissime partite, ma allo stesso tempo chi è essere interessato a lui ha avuto garanzie: lui, al contrario di Isaksen, ha il contratto in scadenza nel 2027, quindi se dovessero arrivare offerte e nel frattempo Isaksen tornasse a dare garanzie, penso che con Cancellieri un certo tesoretto lo potresti fare

Il blocco del mercato, unito al mancato accesso alle coppe, ha creato tutto questo caos. Ora tocchiamo con mano quanto sia essenziale per la Lazio ottenere risultati”.