Le pagelle di Lazio-Torino di Roberto Rambaudi:
Provedel 7
Hysaj 6
Gila 7,5
Romagnoli 6,5
Tavares 6,5
Cataldi 7
Basic 6,5
Cancellieri 8
Dia 5,5
Pedro 6
Castellanos 6
Lazzari 5,5
Belahyane 5
Noslin 6,5
Isaksen 5
Sarri 6.5
Provedel 7
Hysaj 6
Gila 7,5
Romagnoli 6,5
Tavares 6,5
Cataldi 7
Basic 6,5
Cancellieri 8
Dia 5,5
Pedro 6
Castellanos 6
Lazzari 5,5
Belahyane 5
Noslin 6,5
Isaksen 5
Sarri 6.5
PRIMO TEMPO
Sarri, in emergenza con i centrocampisti e i terzini, si vede costretto, a poche ore dal match, a rinunciare anche a capitan Zaccagni. Così il toscano sceglie Provedel tra i pali; Hysaj a destra, la coppia centrale Gila-Romagnoli e Tavares sulla corsia mancina; in mezzo al campo Cataldi e Basic con Cancellieri, Dia e Pedro alle spalle di Castellanos. Dopo un’iniziale fase di studio è il Torino a passare in vantaggio con Simeone: crossa Vlasic, Pedersen colpisce a botta sicura ma trova la respinta di Provedel che finisce dalle parti del Cholito (16′). Passano 10′ e Cancellieri pareggia i conti: servito da Pedro, supera prima Coco e poi Maripan e gonfia la rete (25′). Continuano ad esserci timide occasioni da entrambe le parti ma poi sono i padroni di casa ad avere la meglio prima dell’intervallo: Cancellieri sigla la sua doppietta personale con un’azione personale degna di nota.
SECONDO TEMPO
Riparte senza cambi la Lazio. Pronti via giallo a Romagnoli per un fallo su Ngonge. I biancocelesti continuano a provarci, il Toro si va vedere timidamente dalle parti di Provedel. Al 67′ primi cambi per Sarri: fuori Pedro e Basic, in campo Isaksen e Belehyane. Lo spartito della gara non cambia: entrambe le squadre ci provano ed i granata trovano il pari con Adams a pochi minuti dal suo ingresso in campo (73′). All’81’ out Dia e spazio a Noslin. Nei minuti finali la Lazio cerca con insistenza il gol che però non arriva. Nel finale l’ingresso di Lazzari per Tavares (90′). Quando la gara era ormai ai titoli di coda Coco porta in vantaggio i suoi (90+2); subito dopo Noslin viene atterrato nell’area granata, l’arbitro non vede niente. Caos in campo e dopo un lungo check concede il rigore alla Lazio: Cataldi lo trasforma e fa 3-3. Sarri festeggia con un pari la sua 300esima panchina in Serie A e ora la sosta per cercare di recuperare qualche giocatore dall’infermeria (sicuramente a Bergamo contro l’Atalanta tornerà a disposizione Guendouzi che ha scontato le due giornate di squalifica).
Si è fermato ieri e con molta probabilità non risponderà neanche alla chiamata della Nazionale: Mattia Zaccagni non prenderà parte alla sfida odierna contro il Torino all’Olimpico e lunedì si sottoporrà agli accertamenti per capire l’entità del problema che lo ha costretto allo stop.
Questo si evince dalla nota del club biancoceelste: “A seguito di un fastidio emerso durante la seduta di allenamento di ieri e dopo un consulto con lo staff medico nella mattinata odierna, si comunica la non disponibilità di Mattia Zaccagni per la gara Lazio–Torino, a causa di un risentimento muscolare a carico dell’adduttore. Il calciatore si sottoporrà lunedì ad accertamenti strumentali per valutare l’entità del problema”.
“Non è una gara semplice come qualcuno la vuol far passare. Il Torino è una buona squadra, sta cercando la sua identità; ha preso troppi gol, ma questo è anche nel dna del tecnico; è una squadra molto pericolosa. La Lazio deve proseguire sulla scia del derby; tralasciando la sconfitta, i biancocelesti sono entrati bene in campo e a Genova hanno dato continuità.
Le assenza cominciano ad essere un po’ troppe. Pedro potrebbe subentrare perché potrà fare la differenza anche a gara in corso ma questo dipende da come il tecnico imposterà la sfida, magari lo spagnolo sarà titolare.
Il Torino proverà a fare una partita spavalda e questo aprirà dei varchi sicuramente a Castellanos ma anche per gli inserimenti di Dia che potranno essere devastanti”.
Ultimo match prima della sosta. La Lazio oggi ospiterà il Torino e poi spazio alla pausa per le nazionali. Ora la priorità di Sarri è solo chiudere bene un periodo impegnativo dopo il quale, riporta Il Messaggero, concederà tre giorni di riposo alla sua squadra per recuperare le energie. Rientro obbligatorio, si legge, martedì sera
e primo allenamento mercoledì pomeriggio in una sosta in cui al momento sono sicuri di lasciare Formello in 4: Mandas, Isaksen, Dia e Hysaj. A meno di sorprese, niente più Italia invece per Zaccagni.
In queste ore è attesa la decisione definitiva di Rovella: il centrocampista laziale si sottoporrà ad un intervento, oppure no? Come riporta Il Messaggero, ieri altro consulto per lui, frenato di nuovo dalla pubalgia e chiamato entro oggi a prendere la decisione finale. Le terapie finora non hanno funzionato. Tutto conduce verso un’operazione che lo costringerà a restare ai box almeno un altro mese prima di tornare a disposizione di Sarri.
Si ferma sul più bello Zaccagni, bloccato da un fastidio muscolare. Stando a quanto riporta Il Messaggero, ieri subito i primi disperati esami, ma a questo punto va considerato out per la sfida col Torino. Altra tegola per Sarri, già costretto a rinunciare per infortunio a Marusic, Pellegrini e Vecino, che sperano di farcela per l’Atalanta, quando rientrerà anche lo squalificato Guendouzi. Un’emergenza senza fine quella dei biancocelesti, con Mau che ora riflette se
mantenere il 4-4-2 visto col Genoa oppure cambiare di nuovo passando al 4-2-3-1 o addirittura al 4-3-3 nonostante solo tre centrocampisti a disposizione, ovvero Basic, Cataldi e Belahyane. In tal caso il posto sull’out mancino del tridente lo andrebbe a occupare Pedro, con Cancellieri a destra e Castellanos in mezzo, con Dia quindi escluso per causa di forza maggiore. L’ultima spiaggia per mantenere il senegalese in formazione invece sarebbe lo schieramento di Pedro come esterno sinistro di centrocampo o a sorpresa Isaksen nonostante una forma fisica carente.
Il forfait di Zac ha scombinato i piani di Sarri, ma avere Pedro a disposzione è sicyramente una buona notizia, vista anche la duttilità dello spagnolo. E intanto Pedrito, sottolinea il Corriere della Sera, cerca un altro gol, l’ennesimo, che lo porterebbe a infrangere un record: con la prossima rete Pedro supererebbe Miro Klose e diventerebbe il calciatore più anziano a segnare con la maglia della Lazio.
Dopo gli errori nel derby, tornano entrambi titolari all’Olimpico: oggi Sarri contro il Torino schiererà dal 1′ sia Dia, visto titolare anche a Genova, che Tavares, subentrato durante la gara di lunedì.
Come ricorda Il Messaggero, la stracittadina ha avuto un
peso uguale, in negativo, su entrambi. Da un eccesso di sicurezza del terzino è nato il vantaggio della Roma, mentre a causa di un clamoroso errore della punta la Lazio non si è ritrovata in parità. Una gara da archiviare al più presto nella testa di due calciatori determinanti nelle rotazioni di una squadra impossibilitata a completarsi in estate per il mercato bloccato.
Tra i due quello più in altro mare, si legge, è Tavares. Sotto la cura Baroni sfrecciava sull’out mancino centrando alla sesta giornata, proprio contro il Torino, già il 4° assist in altrettante gare giocate, record per un debuttante in Serie A. Speedy-Nuno su quella fascia ha continuato a scatenare il panico sino alla decima giornata
salendo a 8 assist, prima di arrestare la propria corsa per gli infortuni, 7 a fine stagione. Una vera e propria maledizione, sostituita quest’anno dalle difficoltà incontrate con Sarri.
Discorso che vale, conclude il quotidiano, anche per Dia. Arrivato a Formello da separato in casa alla Salernitana, il senegalese ha ritrovato continuità e gol in un ruolo inedito. Dopo un paio di gare altalenanti col 4-3-3 infatti Baroni passò al 4-2-3-1 inserendo alle spalle di Castellanos proprio il numero 19. Una mossa che ha fatto saltare il banco sino a novembre, prima che la malaria e gli acciacchi alla caviglia non facessero precipitare la stagione di Boulaye. Altri tempi. Con Sarri invece ha cominciato da vice Taty segnando un gol da subentrante col Verona e fallendo la prima occasione dal 1’ nella
stracittadina. Decisamente meglio invece a Marassi, dove giocando al fianco di Castellanos gli è mancato solo il gol. Trovarlo oggi col Torino (come lo scorso anno e sempre alla sesta giornata) sarebbe la cura migliore prima di partire per la convocazione del Senegal.
Alle 15 il fischio d’inizio di Lazio-Torino, che vedrà anche Sarri sfidare l’ex tecnico biancoceleste Baroni. Un duello che al momento premia l’attuale allenatore dei granata.
Come riporta Il Corriere dello Sport, Baroni con la Lazio ha chiuso
con una media punti di 1,7 dietro Maestrelli, Eriksson e Inzaghi. Sarri è sesto (1,68).
Un dato che sembra incredibile. Perché il Comandante è uno dei 4 tecnici della serie A 2025-26 con (almeno) uno scudetto in bacheca; è sul podio, tra i 20 allenatori dell’attuale campionato, con una media di 1,90 punti conquistati in 299 panchine di A (dietro Conte 2,24 e Allegri 2) in una classifica in cui Baroni è appena 16° con 1,05 davanti solo a Nicola, Cuesta, Zanetti e Grosso; è arrivato 5° nel 2021-22 e poi 2° sulla panchina biancoceleste nel 2022-23, un piazzamento raggiunto solo con lui dopo lo scudetto del 2000, mentre il suo predecessore – e oggi rivale col Torino – è stato cacciato dopo un 7° posto. Eppure Baroni, si legge, nelle 38 partite in A con la Lazio, ha ottenuto 65 punti e una media di 1,710 che lo piazza in quarta
posizione nella classifica alltime fra tutti i tecnici con almeno 10 panchine, a un soffio dal podio (Maestrelli è
3° con 1,719 dietro Eriksson 1,89 e Inzaghi 1,82), mentre Sarri, 184 punti in 109 incontri, è 6° con 1,68 preceduto anche da Mancini (1,70). Colpa delle 6 sconfi tte subite dal Comandante nelle ultime 8 partite di campionato, 3 ko prima delle dimissioni del marzo 2024 e 3 in questa stagione.
E calcolando anche le coppe, conclude il quotidiano, il distacco
è ancora più netto: Baroni è addirittura 3° con una media di 1,80 (dietro Eriksson 1,94 e Tudor 1,90, ma quest’ultimo
in appena 11 incontri) mentre per trovare l’1,62 di Sarri
bisogna scendere fi no al 12° posto. Merito dell’ottimo percorso di Baroni nell’Europa League 2024-25, l’unico trofeo europeo affrontato in 25 anni di panchine, con il primo posto nel supergirone da
36 squadre, 8 vittorie in 12 partite e un’eliminazione arrivata solo ai rigori nei quarti col Bodø.
La sfida di oggi riporta i due tecnici uno contro l’altro, vent’anni dopo il primo incrocio in C2 (stagione 2003/04, due pareggi tra la Sangiovannese di Sarri e la Carrarese di Baroni). Con una curiosità: sulla panchina della Lazio, Sarri non è mai riuscito a battere Baroni.
Un traguardo importante che spera di festeggiare con una vittoria casalinga contro il Torino, per rifiatare dopo un avvio di stagione deludente: Sarri oggi raggiunge le 300 panchine in Serie A.
Come ricorda il Corriere dello Sport, Sarri celebrerà questo passaggio della sua carriera davanti ad un tecnico che negli ultimi tempi è stato molto “presente” nella sua vita professionale: avanti e indietro nel tempo, dentro un romanzo in cui ci si ritrova e ci si perde. Se Sarri non si fosse dimesso nel marzo 2024, seguito da Tudor, Baroni non avrebbe allenato la Lazio. Se Baroni e la Lazio non si fossero separati a giugno, Sarri non avrebbe riallenato la Lazio. Sembra un gioco di teatro, fatto di entrate ed uscite di scena e
ogni nuovo ingresso prepara ad un’altra uscita.
Delle 300 panchine in A parlerà dopo la partita di oggi, evidenzia il quotidiano; un numero iscritto nel marmo della memoria.
Sarà la 110ª panchina in A con la Lazio, la 143ª in totale, a 148
eguaglierà il record di presenze con il Napoli. Duecentonovantanove panchine, 167 vittorie, 67 pareggi, 65 sconfitte nel massimo campionato. Punti totali: 568, media punti generale 1.9.