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RASSEGNA STAMPA

Lazio, domani la ripresa a Formello: il programma della settimana

Campionato fermo per gli impegni delle Nazionali: il piano di Sarri.

Stop della Serie A per le gare delle Nazionali: in casa Lazio mancheranno Mandas, Hysaj, Tavares, Isaksen e Dia. Sarri ritroverà la squadra domani, il prossimo impegno è in programma domenica 19 alle 18 in casa dell’Atalanta.

Chissà se almeno Vecino si rivedrà in gruppo questa settimana, scrive Il Messaggero. Domani, giorno di ripresa, verrà fatto un nuovo punto della situazione con l’ex Inter, che se non dovesse sentirsi pronto nemmeno per la sfida con l’Atalanta (dopo oltre due mesi dall’infortunio al flessore) rischierebbe il posto in lista con
Dele-Bashiru, in fase di recupero nche lui col flessore. Oltre domani, la squadra priva dei nazionali, si legge, si allenerà anche giovedì nel
pomeriggio. Venerdì invece doppia seduta. Ultima seduta sabato
mattina, poi due giorni di riposo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, sono 5 i biancocelesti in Nazionale: convocato anche Tavares

Il portoghese si è unito all’ultimo ai compagni per sostituire Neves.


Oltre a Mandas (Grecia), Isaksen (Danimarca), Dia (Senegal) e Hysaj
(Albania), anche Nuno Tavares è stato chiamato dal ct del Portogallo Roberto Martinez per sostituire Joao Neves del PSG.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il difensore della Lazio prenderà così parte alle due gare di qualificazione per il prossimo Mondiale contro l’Irlanda e l’Ungheria, rispettivamente l’11 e il 14 ottobre. Sarri lo avrà così di nuovo a disposizione solamente a ridosso della partita di domenica 19 con l’Atalanta a Bergamo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri ridisegna la squadra con il rientro di Guendouzi

L’emergenza continua, Sarri recupera però il francese.


Ora la sosta e la speranza di ritrovare più calciatori possibili. La sensazione è che Sarri avrà a disposizione, rispetto alla gara con il Torino, solo Marusic e Pellegrini, a cui si aggiunge Guendouzi che ha scontato le due giornate di squalifica; per Zaccagni e Rovella si esclude la possibilità di vederli in campo a Bergamo. Tuttavia quello del francese è un recupero importante per il tecnico, vista l’emergenza a centrocampo che ha contraddistinto la Lazio in queste ultime uscite.

Sei reti fatte e tre subite, evidenzia Il Messaggero, ma anche tredici palle gol concesse gli avversari nell’ultimo doppio impegno. È questo il nodo e va sciolto, perché Sarri crede che alla lunga si paghino più
questi scompensi che le goleade in attacco, come accaduto a Baroni l’anno scorso. Mau non va all’arrembaggio, pretende rombi, giro e recuperi palla, ripartenze veloci, occupazione del campo e linee di passaggio, un pressing dispendioso. In questo senso, si legge, il ritorno di Guendouzi (dopo due turni di squalifica) consentirebbe subito alla Lazio di ridisegnarsi col 4-3-3 contro l’Atalanta a Bergamo. A spingere Sarri verso il ritorno all’antico è la ricerca dell’equilibrio perduto anche per l’assenza di Zaccagni sull’esterno. Oltre Cancellieri a destra, non c’è in questo momento un esterno che possa garantire lo stesso lavoro avanti e indietro: dopo averlo dirottato a sinistra per testarlo nella ripresa col Toro, il Comandante
non vuole togliere Matteo dalla fascia in cui sta esplodendo. Pedro ha 38 anni e ormai può corricchiare per un tempo ristretto. Isaksen non è ancora pronto. Fabiani suggerisce Noslin, rilanciato dal rigore conquistato in pieno recupero. Una pazza idea sarebbe alzare Tavares con il ritorno di Pellegrini lì dietro.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zac e Rovella out almeno un mese. Insigne? Possibile cortocircuito società-allenatore” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il bilancio delle due partite, considerando come la Lazio le ha affrontate, è positivo. Il bilancio generale, invece, è pessimo: 7 punti in 6 partite, non avendo incontrato fino ad ora nessuna grande squadra, eccezion fatta per il derby. L’allarme continua perché per almeno un mese sarai senza i titolarissimi Zaccagni e Rovella. Sicuramente recupererai qualcuno, ma la situazione resta difficile.

Taty poco concreto. Detto questo, è l’ultimo dei problemi della Lazio. La Lazio ha segnato in questo avvio, quanto si temeva che si potesse creare poco. Io sabato ho notato errori nella gestione del secondo tempo.

Zaccagni questa mattina fa ali accertamenti, speriamo che la lesione sia di primo grado, con annesso stop di 20 giorni. Il giocatore pensa a qualcosa in più ma ancora non si ha il responso. Questa resta l’assenza più pesante; anche Rovella mancherà molto ma il Cataldi che ho visto nelle ultime due partite è a livello del campionato del secondo posto.

Insigne? La Lazio non vorrebbe un altro over 30, lui ha 34 anni, ma il procuratore ha avuto un incontro con Lotito, Insigne ha rifiutato tutte le altre offerte, Sarri stima il giocatore. L’allenatore lo vuole, la società vorrebbe rilanciare Noslin: se il cortocircuito non si è creato, c’è possibilità che si crei.

Non può essere colpa di Sarri quello che sta succedendo; lui, secondo me, deve fare il possibile a livello mentale, psicologico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito ha sfinito tifosi, squadra e temo anche Sarri. Castellanos? Non ci sono campioni, deve…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio raccoglie un punticino piccolo in extremis con il Toro, squadra arrivata a Roma con la peggior difesa e il peggior attacco. Attualmente è al 13° posto, deve ringraziare il rigore di Cataldi altrimenti anche il Torino l’avrebbe scavalcata. I biancocelesti hanno battuto l’ultima e la penultima, perdendo con le squadre che la precedono. Questa è la situazione all’orizzonte delle due sfide con Atalanta e Juventus.

La Lazio si è fatta sfuggire dalle mani la partita, ma alcuni calciatori sono impresentabili; Hysaj sembrava un birillo, la difesa, con la marcatura a zona, fa sì che resti l’uomo libero che segna: cominciano ad essere troppi i gol presi con la superiorità numerica dietro.

La Lazio deve ringraziare i due gol che si è inventato Cancellieri. Castellanos non deve pensare di essere Van Basten, la rabona a metà campo è inutile; deve abbassare le sue pretese, le sue considerazioni, alla Lazio serve gente concreta, i campioni non ci sono.

Il presidente Lotito, pur di vincere la sua battaglia, ha sfinito i tifosi, anche la squadra e temo pure Sarri; ho visto delle immagini del tecnico sfinito in panchina sabato, ha capito la gravità della situazione e non ha soluzioni, non sa come uscirne. Tifosi logorati da questa gestione.

Ricordo quello che la società ha fatto con Cataldi, lo ha mandato in esilio a Firenze; Cancellieri è qui perché non lo hanno riscattato, non perché la società volesse tenerlo. Questa è una squadra che dovrà galleggiare tra il 10° e il 12° posto. E qualcuno ancora pensa di essere il più bravo di tutti, che ha allestito una buona squadra e che il mercato non serva”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mazza: “Lazio, il rischio è di abituarsi all’anonimato. A gennaio servono rinforzi” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Clima non buono, il rischio è di abituarsi all’anonimato. Guardavo l’11 in campo e mi chiedevo chi fosse il condottiero: Pedro? Ha 38 anni. Alla squadra manca la fame, lo stesso Sarri mi sembra un po’ spento nonostante ci metta tutto se stesso.

A gennaio la squadra va rinforzata, seriamente. Non voglio avere pensieri brutti ma rischiamo la mediocrità come abitudine, che andrebbe bene a qualcuno ma non ai tifosi della Lazio. La rassegnazione va combattuta.

Si può ripartire da Zaccagni, dico anche Isaksen nonostante non sia quello dello scorso anno; Romagnoli è un riferimento, Guendouzi ci metta l’anima ma ho la sensazione che non tutti gli riconoscano questo ruolo di giocatore che riprende i compagni. Il Taty è lezioso. L’anonimato è anche questo: non avere in campo calciatori in cui il bambino di 6 anni si può identificare e di cui può comprare la maglia.

La delusione di Sarri sul mercato i calciatori la conoscono ed è anche la loro delusione. Il clima la squadra lo comprende bene”.

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Lazio, serve invertire la rotta all’Olimpico: i numeri

Bottino magro in casa per i biancocelesti: la situazione.

Già dallo scorso anno, l’Olimpico non ha regalato grandi gioie: per ora una vittoria ed un pari. Come evidenzia il Corriere dello Sport, 8 pareggi su 13 gare in casa nel 2025: più di tutti nei cinque campionati top d’Europa un Olimpico da “X”, quello della Lazio nel 2025.

Nessuno, si legge, ha fatto “meglio” (o peggio), nei cinque maggiori campionati europei. Un dato particolare, ma anche indicativo di una squadra che fatica a chiudere le partite, a trasformare il dominio territoriale in punti. Il pareggio con il Torino di Baroni è l’ottavo in
tredici partite giocate in casa da gennaio a oggi. Un primato che
non fa sorridere e che racconta con precisione lo stato d’animo di una squadra che si ferma spesso a un passo dalla svolta.

Otto volte su tredici gare interne in un anno solare, conclude il quotidiano, significano più del 60% dei punti casalinghi persi per strada. Un primato tra le squadra in Serie A (seguono Atalanta e Verona a 7, poi il Torino a 6) e pure considerando i Top 5 campionati europei (a 7 ci sono il Wolfsburg in Germania, l’Everton in Inghilterra e il Rayo Vallecano in Spagna): nessuno ha pareggiato così tanto davanti al proprio pubblico.

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Lazio, Cancellieri unica luce: prima destra poi a sinistra, concorrenza alle spalle. Ora la consacrazione

Si è preso la scena anche sabato, ora Cancellieri vuole confermarsi.

Due gol, belli e pesanti. Cancellieri contro il Torino si è ripetuto, dopo la rete di Genova. Come sottolinea il Corriere dello Sport, ha iniziato la gara a destra e l’ha chiusa a sinistra: s’è sdoppiato sulle fasce. Sarri l’ha spostato quando è entrato Isaksen, piazzato a destra, per sua dannazione visto che quando Nkounkou ha sfondato è stato il danese, insieme a Hysaj, a farsi sballottare. Fatto sta che Cancellieri è stato provato anche a sinistra, lui che è mancino.

Cancellieri, conclude il quotidiano, oggi è davanti a
Isaksen, ancora debole, in ripresa. E’ riuscito a superare lui e Noslin, entrambi panchinari. Sta a Matteo confermarsi. I
numeri di Lazio-Toro lo premiano: 3 tiri, 2 gol, è andato 21 volte a duello, più di tutti. Ha strappato due possessi e ha coperto il campo in lungo e in largo, in attacco e in difesa.

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Lazio, Sarri vuole Insigne e Fabiani spinge per il rilancio di Noslin: la situazione

L’infermeria della Lazio continua a riempirsi: dopo lo stop di Zaccagni ci sono delle valutazioni da fare.

Tra squalificati e soprattutto infortunati, Sarri ha disputato le ultime due gare in piena emergenza. Nella trasferta di Genova altri due stop, poi a poche ore da Lazio-Torino si è fermato anche Zaccagni.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, il club sta studiando mosse per gennaio: Lotito non vuole sbilanciarsi pubblicamente sullo sblocco totale del mercato d’inverno (il credito di 12-13 milioni dovrà passare l’esame della Commissione e Air Italy inciderebbe poco sul bilancio), ma sa che quello a “saldo zero” è garantito. Basterebbe per tesserare lo svincolato Lorenzo Insigne su cui Sarri insiste da tempo.

Il suo ingresso però, si legge, non arriverebbe in tempo (prima di fine novembre) per mettere una pezza all’infortunio di Zaccagni (su cui il Napoli aveva fatto un sondaggio). Pedro è il più adatto a sostituirlo a sinistra ma a 38 anni non può più fare l’esterno per 90’, Cancellieri è stato provato nel finale col Toro. Fabiani insiste per il rilancio di Noslin, subentrato al posto di Dia e decisivo per il rigore conquistato sul gong.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, col Toro un punto d’oro. Preoccupano il calo fisico e le assenze” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Ci sono state più partite nella partita: inizialmente meglio il Torino, sono andati in vantaggio meritatamente poi hai reagito dopo un orrore di Pedro che ha recuperato Provedel; la reazione di Pedro si è vista con la palla messa per Cancellieri e lì si è aperta un’altra gara, la Lazio ha fatto bene, è andata in velocità. Ricordiamo poi le assenze.

Hai meritato di andare in vantaggio, c’era lo spirito giusto. A seguire si è staccato l’interruttore e i cambi non hanno aiutato. Se già c’era un’emergenza, normale anche che le sostituzioni non abbiano aggiunto troppa qualità. Noslin però è entrato bene, ci ha creduto. La Lazio ha conquistato un punto d’oro. Ora la stagione la decideranno i rientri dei calciatori e le due partite che verranno ti diranno che strada prendere (Atalanta, Juventus ndr).

Sul gol di Adams, Isaksen non doveva lasciargli la parte centrale. La colpa è anche di Hysaj, ma quella maggiore è del danese: lì l’avversario non può mai passare”.