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Lazio, Gila e Zaccagni verso il rientro: sono tornati parzialmente in gruppo

Sarri intanto ragiona sulle energie spese nelle ultime settimane.

Non hanno mai preoccupato, Zaccagni e Gila, come confidato da Sarri nella conferenza post-partita di lunedì. Ieri il capitano e lo spagnolo, riporta il Corriere dello Sport, hanno svolto parte della seduta con i compagni. A Formello – alle 15.30 – la Lazio si è ritrovata a seguito del giorno di riposo concesso dal Comandante. È stato il primo allenamento settimanale, tanti calciatori hanno lavorato a parte, la “separazione” della squadra è avvenuta dopo il calcolo della fatica accumulata nelle ultime due partite (i 120 minuti di Coppa, a cui si è aggiunto il monday night ravvicinato con l’Udinese).

Il piano, si legge, prevede per oggi un doppio appuntamento in campo, alle 10.30 e alle 15: in mattinata si lavorerà tatticamente (con la rosa divisa per reparti), nel pomeriggio invece tutti insieme per l’allenamento comune. Domani e sabato sedute alle 15.30, la rifinitura è programmata per domenica alle 11. Sarri ragiona sulle energie spese nelle ultime settimane. Alcuni hanno stretto i denti, altri hanno recuperato velocemente dagli infortuni. Nella preparazione e nelle scelte della trasferta di Cremona vanno tenuti in conto diversi aspetti, in primis la vicinanza con la finale di Coppa Italia con l’Inter.


L’obiettivo, conclude il quotidiano, è avere tutti a disposizione, e nelle migliori condizioni possibili, per il 13 maggio all’Olimpico. Ecco perché Zaccagni e Gila non sono stati presi in considerazione per l’ultima giornata con l’Udinese. Entrambi sono recuperabili per il match con la Cremonese. La loro gestione potrebbe comunque proseguire in questi giorni, la partita di lunedì permette di aspettare e non velocizzare alcun tipo di rientro. Lo stesso discorso vale per Marusic, anche lui ieri è stato impegnato in un lavoro a parte. Da qui in avanti le riflessioni e le rotazioni saranno tutte condizionate dalla finale con l’Inter.

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Primavera Lazio, negli ultimi due mesi meglio solo Juve e Napoli: i numeri confermano

Marzo e aprile sono stati due mesi da incorniciare per la Lazio di Maurizio Sarri, che, dopo un lungo percorso di crescita continua, si è affermata come una delle squadre più temibili, come confermato dai numeri. Nelle ultime sette giornate, infatti, l’andamento dei biancocelesti è stato addirittura da terzo posto.

I numeri della crescita della Lazio negli ultimi due mesi

Con 14 punti in classifica sui 21 disponibili, nella speciale classifica limitata alle ultime sette giornate di campionato la Lazio si collocherebbe in terza posizione, alle spalle di Juventus e Napoli. Il tutto, avendo affrontato anche squadre di primo livello, del calibro di Milan, Bologna e Napoli. Se si considera anche la doppia sfida delle semifinali di Coppa Italia, ecco che la Lazio ha perso un solo match (contro la Fiorentina) nelle ultime nove uscite fra tutte le competizioni, meglio di qualsiasi altro club di Serie A.

E’ questo il clamoroso dato riportato oggi dal Corriere della Sera, che sottolinea la netta ripresa degli uomini del tecnico Maurizio Sarri, in grado di guidare i suoi fuori dalla tempesta e dritti verso la finale di Coppa Italia. Ed è proprio la data del 13 maggio, giorno in cui si assegnerà la coccarda tricolore, il giorno cerchiato di rosso sul calendario dei biancocelesti. In vista dell’attesissima sfida, l’infermeria si va svuotando, l’Olimpico si va riempiendo, e il lavoro sul campo finalmente sta dando i frutti sperati. 

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Lazio, spettro pubalgia per Cataldi. Rovella accelera, Zac-Gila ok

La Lazio ha archiviato il pareggio con l’Udinese torna al lavoro a Formello per preparare la prossima trasferta di campionato contro la Cremonese. La notizia principale riguarda Danilo Cataldi, fermato dalla pubalgia e ora in dubbio per la gara di lunedì.

Per Sarri non è un problema marginale. Cataldi resta un riferimento nella gestione dei tempi e degli equilibri della squadra. La sua assenza obbligherebbe il tecnico a studiare nuove soluzioni in mezzo al campo, in una fase della stagione in cui la Lazio deve distribuire energie e arrivare nelle migliori condizioni alla finale di Coppa Italia contro l’Inter.

Le notizie più incoraggianti arrivano dagli altri fronti dell’infermeria. Mattia Zaccagni ha smaltito il problema alla caviglia accusato contro l’Atalanta ed è tornato ad allenarsi con il gruppo. Un recupero importante per Sarri, che ritrova uno dei giocatori più incisivi sulla corsia offensiva.

In gruppo anche Gila, reduce da un problema muscolare accusato a Bergamo. Il suo rientro permette al tecnico di respirare in difesa, reparto che nelle ultime settimane era stato gestito con grande attenzione tra acciacchi, rotazioni e necessità di non forzare i tempi.

Rovella verso il rientro

Resta ancora da monitorare la situazione di Nicolò Rovella. Il centrocampista non dovrebbe essere rischiato contro la Cremonese, ma il suo ritorno potrebbe arrivare lunedì prossimo. La sindrome influenzale che lo aveva fermato sembra ormai superata, anche se lo staff preferisce procedere con prudenza.

Per Sarri il rientro di Rovella sarebbe fondamentale. La Lazio ha bisogno di ritrovare ordine, intensità e continuità in mezzo al campo, soprattutto in vista di un finale di stagione che presenta appuntamenti pesanti.

La trasferta di Cremona diventa così un passaggio delicato. Non solo per la classifica, ma anche per la gestione fisica della rosa. La finale di Coppa Italia contro l’Inter è ormai vicina e Sarri dovrà evitare rischi inutili, senza però abbassare il livello della squadra in campionato.

La Lazio arriva a questa settimana con segnali contrastanti: Zaccagni e Gila sono recuperati, Rovella vede il traguardo del rientro, mentre Cataldi resta il nodo principale. La pubalgia sarà valutata giorno dopo giorno, perché nel momento decisivo della stagione ogni dettaglio può pesare. Il Tempo.

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Lazio, non si molla mai: contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. I numeri dei biancocelesti

Quello di Maldini è stato il settimo timbro siglato nel recupero.

Oltre il novantesimo, oltre ogni speranza, oltre i propri limiti. Una squadra che non si arrende al destino delle partite, di una stagione in cui sembrava spacciata prima ancora di iniziarla. Contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. Stavolta firmato da Maldini, tornato al gol dopo un mese e mezzo d’astinenza. Spirito e orgoglio, dimostrati per l’ennesima volta in questo campionato. Quello di Maldini, sottolinea il Corriere dello Sport, è stato il settimo timbro siglato nel recupero. Tra i difetti della rosa, insomma, sicuramente non c’è quello di crollare al tappeto senza prima provare a rialzarsi fino all’ultimo secondo. La foga, appena realizzato il 3-3, ha spinto i calciatori biancocelesti a riportare subito il pallone a centrocampo.
Nessuno si stava accontentando del punto riconquistato. La Lazio incassa, a volte si addormenta, poi si rimette comunque in carreggiata con la determinazione necessaria.


I numeri parlano chiaro: 7 gol, si legge, nei minuti di recupero, tutti in campionato, tutti all’Olimpico. La lista parte con il rigore trasformato da Cataldi contro il Torino, addirittura al 113′. Il 3-3, anche in quel caso, venne trovato con la forza della disperazione. Il bis, quello di Zaccagni al Cagliari (91′): come per Noslin, protagonista nel finale con il Lecce (95′), la soddisfazione è stata per il 2-0 che ha chiuso in anticipo i confronti in questione. Il quarto e il quinto sono altri due tiri dal dischetto: Pedro al 95′ con la Fiorentina (il 2-2), poi ancora Cataldi (al 100′) per piegare il Genoa (3-2 definitivo, tocco con il braccio di Ostigard sul colpo di testa di Ratkov). All’appello – oltre alla deviazione di Maldini con l’Udinese (95′) – manca l’incornata di Marusic contro il Sassuolo (2-1 al 92′).


Sempre in partita, punisce le avversarie nel quarto d’ora conclusivo di gioco. Dei 42 gol totali segnati dalla Lazio, ben 17 sono arrivati dal 75′ in poi: significa il 40% delle marcature complessive in stagione. Nello specifico 14 in Serie A e 3 in Coppa Italia, competizione in cui la squadra di Sarri ha segnato solamente nel secondo tempo. Zaccagni al minuto 80 negli ottavi con il Milan, Dia all’87’ nella semifinale d’andata con l’Atalanta, Romagnoli all’84’ per sbloccare il ritorno di Bergamo. L’elenco, conclude il quotidiano, viene completato da Dia in Lazio-Verona (82’), Noslin nelle due sfide con il Parma (82’ al Tardini, 77’ all’Olimpico), Taylor a Bologna (82’) e infine dalle due autoreti di Solet a Udine (80’) e di Nelsson a Verona (79’). Si può accusare la Lazio di sbagliare, non di non saper reagire.

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Lazio, non solo scelta ma soprattutto necessità: ancora rotazioni per Sarri da qui alla fine

Il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni.

Venti calciatori utilizzati nelle ultime due partite, praticamente l’intera rosa. Le rotazioni, con la finale di Coppa Italia in vista, non sono più una scelta ma una necessità. Come evidenzia il Corriere dello Sport, quattro giocatori totalmente risparmiati contro l’Udinese (Marusic, Gila, Cataldi e Zaccagni), utilizzati pochi giorni prima – dall’inizio o in corsa – nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Quattro cambi nella formazione di partenza tra una gara e l’altra (dentro Lazzari, Provstgaard, Pellegrini e Dia), più Maldini – nemmeno entrato a Bergamo – per arrivare alle 20 pedine diverse impiegate dal Comandante a partire da mercoledì scorso. Diventano 21 comprendendo anche la trasferta di Napoli, in cui era stato sganciato nella ripresa Hysaj.

Nel momento più delicato della stagione, insomma, il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni non considerando solamente Gigot, Belahyane, Przyborek e Ratkov tra i calciatori di movimento (tra quelli a disposizione). A breve, si legge, ritoccherà pure a Rovella, tornato tra i convocati dopo l’operazione alla clavicola destra (frattura scomposta rimediata a Cagliari). Fino a qualche settimana fa sembrava già finita la sua stagione. Le valutazioni per il posto in regia sono soltanto una parte dei ragionamenti profondi da portare avanti fino alla finale. Ci sono 180 minuti di Serie A prima della sfida con l’Inter del 13 maggio, preceduta proprio dall’antipasto di campionato con i nerazzurri.

La Cremonese e poi il primo round contro Chivu, decisamente meno importante rispetto all’ultimo atto della Coppa Italia. Due settimane per presentarsi al top, senza perdere pezzi per strada. Sarri non molla il campionato, eppure la testa non può che essere già al match di Coppa: può regalare alla Lazio un trofeo e contemporaneamente la qualificazione alle prossime coppe europee. Il massimo in un’annata complicatissima fin dal principio. Sarri, conclude il quotidiano, ha incassato tre gol dall’Udinese, per una volta il suo clean-sheet è stato quello di far rifiatare il reparto arretrato spremuto dagli acciacchi: tre titolari su quattro fuori, soltanto Romagnoli rimasto a comandare la linea.

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Lazio, Zaccagni e Gila presto in gruppo. Da monitorare le condizioni di Cataldi

Sarri ha dato gli ultimi aggiornamenti sull’infermeria biancoceleste.

Ieri tra i convocati di Sarri altre due assenze importanti, quella di Zaccagni e quella di Cataldi, che si sono unite a quella già certa di Gila, che a Bergamo aveva lasciato il campo anzitempo per acciacchi fisici. Come riporta il Corriere dello Sport, Sarri conta di recuperare nella prossima settimana più giocatori possibili.

Nonostante il comunicato su Cataldi in cui si parlava di influenza, l’allenatore nel post-partita ha lasciato intendere che il regista soffre di altri problemi, mettendolo in dubbio per la finale. Su Zaccagni (affaticamento muscolare) e Gila (ematoma in una caviglia), invece, ha rassicurato dicendo che recupereranno nel giro di pochi giorni.

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Lazio, un gol per il rilancio: il sigillo di Maldini vale doppio

Ieri ha riassaggiato il campo e ha risposto con una zampata all’ultimo respiro da rapace dell’area di rigore.

Un gol per rilanciarsi a livello personale e per evitare alla Lazio di uscire sconfitta all’Olimpico. Ha una doppia valenza il sigillo di Daniel Maldini al 95′, dopo essere stato lanciato da Sarri nel quarto d’ora finale. Il progetto di attaccante sul quale sta lavorando da gennaio l’allenatore, evidenzia il Corriere dello Sport, ha dato una risposta importante che aprirà a nuovi ragionamenti tecnici nei prossimi giorni. Già, perché negli ultimi tempi, complice anche la tendinopatia cronica che lo ha tormentato, si è visto sorpassare nelle gerarchie da Noslin e Dia. È rimasto ai box con la Fiorentina, poi in panchina con Napoli e Atalanta. Ieri ha riassaggiato il campo e ha risposto con una zampata all’ultimo respiro da rapace dell’area di rigore.

Un gol che ha permesso alla squadra biancoceleste di uscirecon un pareggio dalla sfida con l’Udinese e anche di ritrovare la rete di un centravanti come, si legge, non accadeva dal 9 marzo, quando era stato ancora l’ex Atalanta a segnare (in quel caso contro il Sassuolo) partendo da riferimento centrale offensivo. Con i neroverdi, però, aveva timbrato il cartellino in apertura di match e non in extremis. Quello era stato il suo primo timbro da laziale, ieri è arrivato il secondo (sempre giocando in casa). Una lunga assenza di marcature da parte degli attaccanti che ha pesato nell’economia del gioco di Sarri, che nelle ultime partite si è affidato più che altro alle intuizioni delle mezzali e dei difensori.

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Lazio, Pedro campione infinito: nessuno come lui dalla panchina

Entra e segna, con il solito colpo da campione.

I colpi talentuosi non invecchiano e non finiscono mai. Classe pura, non avrà più la condizione di un tempo, ma quei piedi continuano a parlare internazionale. La lingua del calcio. Tiro a giro perfetto, pallone all’incrocio. Okoye si è allungato slogandosi quasi un braccio, nel tentativo di arrivarci. Il tuffo del portiere non è servito
a nulla, talmente precisa è stata la traiettoria dal limite dell’area di rigore. Pedrito ha raccolto l’invito di Basic, non ci ha pensato un attimo: aveva già in testa come coordinarsi, dove infilarla. Nessuno, riporta il Corriere dello Sport, come lo spagnolo dalla panchina: dal suo arrivo in Serie A (2020/21) nessuno ha segnato più reti subentrando dalla panchina, 17 come Lautaro. Sale così a 4 gol in campionato, tra gennaio e febbraio aveva punito in ordine Fiorentina, Genoa e Juventus.

Manca un mese, conclude il quotidiano, alla fine della stagione e dell’avventura a Roma, soltanto le 5 partite rimaste (4 di campionato e la finale di Coppa Italia) diranno se quello di ieri sarà stato il suo ultimo gol con la Lazio. Gli era rimasta in canna la soddisfazione personale: contro l’Atalanta avrebbe calciato il quinto rigore, non ci fosse stato il quarto penalty murato da Motta. Il tiro di Pedro non meritava una serata con un ko di squadra. Ci ha rimesso lo zampino nel recupero per non farsi cancellare – nemmeno parzialmente – la felicità per la rete ritrovata.

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Lazio-Udinese, Olimpico ancora deserto: il dato dei tagliandi staccati

Solo 3.500 biglietti staccati per la gara di oggi.

La Lazio si prepara all’ultimo atto di questa annata con un calendario che sembra cucito su misura: cinque delle sei partite restanti si giocheranno all’Olimpico. Un vantaggio logistico evidente sotto l’aspetto teorico, ma che, paradossalmente, rischia di non trasformarsi in un vero punto di forza. Si parte questa sera
contro l’Udinese, poi – dopo l’unica eccezione rappresentata dalla trasferta di Cremona – il doppio confronto con l’Inter tra campionato e finale di Coppa Italia (9 e 13 maggio), quindi il derby – formalmente in trasferta ma sempre all’Olimpico – e la sfida conclusiva contro il Pisa. Sono, riporta il Corriere dello Sport, solo 3.500 biglietti staccati per la gara di stasera. Uno scenario quindi che vedrà l’Olimpico di nuovo deserto per via della contestazione contro il presedente Lotito. Dentro questo scenario resta però la finale di Coppa Italia. Almeno lì, solo per quella sera, tutto tornerà alla normalità.

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Lazio, differenza in A e in Coppa Italia sui corner: i numeri

La squadra di Sarri nell’attuale Serie A è quella che ha segnato meno gol (7) su palla inattiva.

Mercoledì il gol di Romagnoli su angolo di Zaccagni ha trascinato la Lazio in Coppa Italia e contemporaneamente fa sperare per il campionato. La squadra di Sarri, infatti, nell’attuale Serie A, riporta il Corriere dello Sport, è quella che ha segnato meno gol (7) su palla inattiva. Nel dettaglio, tra l’altro, è l’unica a non aver ancora realizzato nemmeno una rete sugli sviluppi di un corner.

L’anno scorso i calci piazzati erano stati un punto di forza della Lazio di Baroni, dall’estate soltanto in Coppa Italia sono arrivate gioie di questo tipo: prima di Bergamo, era stato decisivo il colpo di testa di Zaccagni negli ottavi di finale disputati all’Olimpico con il Milan (1-0). Una statistica particolare – negativa – appartiene invece all’Udinese, avversaria di oggi: i friulani in campionato, conclude il quotidiano, hanno subìto più gol di tutti su punizione diretta (3, di cui gli ultimi 2 in trasferta).