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Lazio, Insigne e Ilic: il club lavora su entrambe le piste

In vista di gennaio la Lazio studia le mosse per il mercato.

Insigne e Ilic, ruota attorno a questi due nomi il mercato di gennaio della Lazio, riporta il Corriere dello Sport. Lorenzo si è tappato la
bocca pochi giorni fa: «Qualcosa bolle in pentola, non posso parlare». Per Ilic si lavora allo scambio con Noslin.

Ilic, si legge, non è incedibile, è la scelta di Sarri. Possono muoversi
in prestito fino a giugno, con diritto di riscatto, il prezzo andrebbe concordato tra i club. In uscita c’è anche Belahyane e Mau aspetta un regista in più, anche se Rovella e Cataldi torneranno a inizio gennaio. Mandas spera di trovare squadra, è chiuso. Il Parma lo prenderebbe in prestito. La valutazione, rispetto all’estate, è scesa a 7-8 milioni. Possono arrivare offerte dalla Premier o dalla Liga.

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Lazio, Allegri-Ianni ma non solo: anche Romagnoli e Guendouzi a rischio sanzione

Gli animi si sono accesi nel finale di San Siro: tutte le discussioni della serata.

Coas finale a Milano. Quando in pieno recupero l’arbitro è stato richiamato al Var per rivedere un possibile rigore per la Lazio, Allegri. andato su tutte le furie e al tecnico rossonero ha risposto Ianni, il vice di Sarri. Sono stati espulsi entrambi.

Come riporta il Corriere dello Sport, anche Romagnoli è stato duro con arbitro e quarto uomo e pure Guendouzi si dimenava in campo, agitava le braccia come dire “basta così”, dopo la revisione che ha portato al rigore negato. Zaccagni, capitano energico, impegnato a placare gli animi furenti dei suoi a spintoni, anche con le brutte.


Ianni, si legge, è anche a rischio multa, che andrebbe addebitata ad Allegri. Tutti e due sconteranno la squalifica in campionato, saranno
presenti in panchina giovedì in Coppa Italia. A meno che non venga decisa una squalifica a tempo, da scontare nel periodo temporale qualunque sia la competizione ma non sembra questo il caso. Romagnoli non sarebbe stato tenero nei toni con il quarto uomo Zufferli per le decisioni prese e ritrattate dalla terna, ma non risultano offese. Guendouzi è stato inquadrato mentre applaudiva platealmente, anche negli spogliatoi era molto agitato nei confronti
dell’arbitro.

Sia Romagnoli che il francese, conclude il quotidiano, non dovrebbero incappare in squaliche, al massimo in multe ma solo domani arriveranno le decisioni del giudice sportivo.

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Milan-Lazio, diplomazia ed auto-censura: dopo il silenzio il club studia le mosse

Polemiche attorno alla decisione di Collu nel finale di Milan-Lazio.

Quanto accaduto a San Siro ha portato inevitabili strascichi: la Lazio si è vista negare un rigore nel finale e la societò ha optato per il silenzio stampa. Come riporta il Corriere dello Sport però Lazio si sente sempre più danneggiata, in balia di sciagurate terne e varisti. Ritiene uno scippo il rigore negato a Milano, degno di entrare nella top five degli episodi che fanno casistica insieme al rigore negato a Immobile e alla seguente espulsione col Torino nel 2017 dopo il contatto con Burdisso, al gol di gomito di Cutrone nel 2018 (quando le immagini sparirono nell’imminenza del caso e riapparvero dopo), alla palla (dentro o fuori?) di McKennie prima del gol di Vlahovic a Torino con la Juve nel 2024.

A San Siro, conclude il quotidiano, non ci sono state reazioni, la società ha scelto di far parlare le immagini pubblicando l’azione incriminata su Instagram: «Le immagini parlano da sole». Il silenzio stampa è proseguito ieri, le reazioni sono state mediate dalla riflessione, dalla diplomazia e dall’autocensura, ma non è escluso che a freddo, tra oggi e domani, ci sia una presa di posizione anche alla luce delle analisi del designatore Rocchi, ha sentenziato il pasticcio confezionato dal Var Di Paolo (prima) e dall’arbitro Collu (poi). Molti tifosi laziali hanno contestato la linea scelta dal club.

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Lazio, vietato segnare in trasferta: il tabù continua, non accadeva da Petkovic

La Lazio ha un evidente problema realizzativo. Con l’assenza di Castellanos, tutto il peso dell’attacco è ricaduto su Dia, ma i gol non arrivano. Ecco i dati che rimandano inesorabilmente alla Serie B. I dati però preoccupano, perché l’1-0 contro il Milan evidenzia ancora di più il problema in zona gol. Come riporta il Corriere dello sport, la Lazio non segna da quattro partite esterne consecutive. Non accadeva da ottobre e dicembre 2012, c’era Petkovic in panchina. Quell’anno si concluse con la vittoria della Coppa Italia in finale contro la Roma.

Il problema però riguarda tutta la squadra e soprattutto in trasferta. Un vero e proprio tabù che vede i biancocelesti con una sola rete all’attivo nelle ultime sei trasferte in questo campionato. Numeri incredibili che, come riporta Il Messaggero, non si vedevano dal 1984, anno in cui la Lazio allenata da Juan Carlos Lorenzo scese in Serie B.

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Lazio, un boccone ancora più amaro ingoiato in silenzio. I tifosi chiedono altro…

La Lazio ha scelto il silenzio stampa dopo il disastro arbitrale andato in scena nei minuti finali del match contro il Milan. Non ha parlato alcun tesserato, si è presa la strada dell’ammutinamento collettivo. Ora, però, serve una reazione forte: i tifosi la chiedono.

Come riporta il Corriere dello Sport questa mattina, la Lazio ritiene uno scippo il rigore negato a Milano, degno di entrare nella top five degli episodi arbitrali che fanno casistica insieme al rigore negato a Immobile e alla seguente espulsione col Torino nel 2017 dopo il contatto con Burdisso, al gol di gomito di Cutrone nel 2018, alla palla di McKennie prima del gol di Vlahovic a Torino contro la Juve nel 2024.

Per la Lazio, l’epoca del Var, sembra essere davvero poco fortunata. Lo è stata fin dall’inizio, al punto da spingere la società a protestare più volte. Con Lotito, con l’ex Ds Tare, con l’attuale Ds Fabiani che l’anno scorso urlò “abolitelo!”. Dopo San Siro, questa volta, la società ha scelto la strada del silenzio facendo parlare per loro solo le immagini di campo. Il silenzio stampa è proseguito anche ieri, si è lasciato spazio alle riflessioni e a una polemica ragionata e ponderata con le istituzioni arbitrali.

Non è escluso, però, che nelle prossime ore potrebbe arrivare una presa di posizione da parte del club. Non è stato facile per la Lazio non dare subito sfogo alla rabbia, ma forse non lo si è fatto per evitare di incorrere in provvedimenti disciplinari e deferimenti. Forse anche alla luce delle esternazioni di Sarri nel postpartita di Inter-Lazio. Fatalità, due partite dopo il club si è trovato costretto a ingoiare un boccone ancora più amaro.

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Milan-Lazio, Collu “Ponzio Pilato”: il non fallo di Marusic cancella il rigore

La sfida di San Siro tra Milan e Lazio si è chiusa sul risultato di 1-0 in favore dei rossoneri ma tra le polemiche per la decisione del fischietto di Cagliari Giuseppe Collu di non concedere il rigore nel finale per il tocco col braccio di Pavlovic in area. Ecco di seguito il pensiero e le pagelle per l’arbitro da parte dei quotidiani in edicola oggi. 

Il Messaggero, voto 4: “Una gara diretta fino al 90′ senza problemi. Poi rovina tutto con una decisione da Ponzio Pilato. Il gomito di Pavlovic è evidente, essendo fuori dal corpo, ma lui vede col Var un fallo di Marusic”.

Corriere dello Sport, voto 4.5: “È una partita serena per un’ora abbondante, poi Collu si complica la vita. Dal mancato fischio su Romagnoli in poi va in confusione facendosi sfuggire di mano la direzione. E nei dieci minuti finali succede praticamente di tutto. RIGORE NEGATO: L’episodio più complicato da valutare arriva in pieno recupero. Romagnoli conclude a rete ai limiti dell’area piccola, Pavlovic colpisce la palla col braccio, la Lazio chiede a gran voce un calcio di rigore. Collu inizialmente lascia giocare, poi viene richiamato dal Var: si prende tutto il tempo necessario, poi decide di non assegnare il penalty spiegando a tutto San Siro che il braccio è sì fuori figura, ma fischia fallo in attacco per una trattenuta di Marusic. È pur vero che entrambi si trattengono, ma l’abbraccio iniziale con blocco incorporato è del difensore rossonero. Altro dubbio sulla decisione finale: la distanza del tiro di Romagnoli è ravvicinata dal braccio, ma era un tiro da pochi metri verso lo specchio della porta”.

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Milan-Lazio è anche Allegri vs Sarri: in campo stasera due filosofie opposte

A San Siro alle 20.45 il fischio d’inizio della gara valida per la 13esima giornata di Seri A.

Tra Livorno e Figline Valdarno, sottolinea La Gazzetta dello Sport, ci sono migliaia e migliaia di chilometri. Calcisticamente c’è una distanza siderale: il mare e gli scogli suggeriscono ad Allegri un gioco attendista, non necessariamente spettacolare, ma pratico sì. Conta il fine, il risultato, e non il mezzo, lo stile di gioco. Le campagne e il verde spingono Sarri a ricercare l’armonia anche in campo: non è vera vittoria senza palleggio e possesso palla.

Stasera Max e Maurizio arrivano in doppia cifra: 20 scontri diretti, 11 vittorie per Allegri, 4 per Sarri e 4 pareggi finora. La prima volta sempre di novembre, il 16, anno 2003: la Sangiovannese di Maurizio ospitava l’Aglianese di Allegri, finì 0 a 0. L’ultima a settembre 2023: Juve- Lazio 3 a 1. Max si è poi preso una stagione sportiva di riflessione, Sarri è andato e tornato dalla Lazio. Stasera si ritroveranno di nuovo da avversari.

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Lazio, Tavares svalutato ma sul mercato: soluzione Arabia? I possibili sostituti…

Il portoghese potrebbe lasciare Roma: le ultime.

Un avvio di stagione ad alti livelli lo scorso anno, poi quelle prestazioni sono diventate sempre più rare, colpa anche di alcuni infortuni che lo hanno colpito: Nuno Tavares ora potrebbe lasciare Roma. Come evidenzia Il Messaggero, la scintilla tra lui e Sarri non è scattata e quindi la Lazio ascolterà eventuali offerte. Rispetto a un anno fa la valutazione è scesa a 15 milioni, pochi considerando il 40% da girare all’Arsenal. Non sarà semplice trovargli squadra in Europa, ma la soluzione può essere l’Arabia.

L’entourage ha iniziato a sondare il terreno e Nuno ha già dato l’ok. La giusta cifra farebbe felici tutti, con la Lazio che a quel punto potrebbe tentare un affondo su Martín, in scadenza col Genoa, senza dimenticare Gaaei e Kike Salas già valutati in passato. Più complicato, conclude il quotidiano, trovare un under 23 italiano al momento.

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Lazio, contro il Milan staffetta davanti. A sinistra Pellegrini in pole

Oggi la rifinitura ma il tecnico dovrebbe cambiare solo a centrocampo.

Ancora poco più di 24 ore per sciogliere i dubbi di formazione in vista di Lazio-Milan, ma Sarri sembra avere le idee chiare. Con lo stop di Cataldi, a San Siro ci sarà Vecino dal 1′ come play.

Castellanos è di nuovo a disposizione ma, come evidenzia il Corriere dello Sport, il piano di rientro, inevitabilmente, sarà graduale: minuti con il Milan in campionato, altri (se non partirà dall’avvio) nella sfida di Coppa Italia sempre contro i rossoneri, poi una possibile partenza da titolare nel match successivo contro il Bologna all’Olimpico. Domani, però, toccherà ancora a Dia aprire la partita: lui guiderà l’attacco a San Siro contro il Milan, poi nella ripresa arriverà il momento del Taty. Gli attaccanti della Lazio sono pronti per la staffetta.

Fronte terzini invece Pellegrini domenica ha avuto la meglio nel ballottaggio tra Tavares e Lazzari, con Marusic già sicuro della titolarità anche domani. Pellegrini, si legge, prova a resistere, soprattutto Nuno spinge per riprendersi il posto perso con l’infortunio. Le valutazioni di Sarri terranno conto dello stato di forma dei terzini e dei tre impegni nel giro di 8 giorni, dal primo di domani con il Milan alla sfida con il Bologna di domenica prossima. In mezzo ci sarà il bis di Coppa Italia con i rossoneri, da riaffrontare all’Olimpico per gli ottavi della competizione. Pellegrini cerca di strappare una nuova occasione in campionato, ogni decisione diventerà più chiara in giornata, dopo la rifinitura.

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Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».