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ARBITRI

Lazio-Parma, Tonolini a Open VAR: “Fallo di mano di Tavares da rigore, ma posizione di Pellegrino punibile per fuorigioco”

Polemiche durante Lazio-Parma per il tocco di braccio di Nuno Tavares all’interno della propria area di rigore, con i crociati che hanno chiesto a gran voce il calcio di rigore. Questo il pensiero del membro del CAN Mauro Tonolini: “Di fatto viene rilevata la posizione marginale ma comunque esistente di fuorigioco di Pellegrino. Lui di fatto non tocca mai il pallone, ma è giusto valutare l’attività che lui pone in essere sull’avversario. La posizione di partenza è quindi punibile, col fuorigioco che diventa oggettivo col contatto fra lo stesso Pellegrino e Tavares. Situazione difficilmente valutabile dal campo, ma la posizione di Pellegrino iniziale in effetti va ad annullare i successivi fatti. Se Pellegrino non fosse partito in fuorigioco sarebbe stata una situazione da calcio di rigore, ma prevale l’ordine cronologico e quindi il fuorigioco annulla i successivi interventi.

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GIUDICE SPORTIVO

Squalificati, Gudmundsson e Fagioli saltano Fiorentina-Lazio

La Serie A Enilive 2025/2026 è iniziata e con lei anche il nostro amato Fantacalcio. Vediamo insieme quali sono i calciatori che salteranno la trentunesima giornata di campionato a causa della squalifica e che quindi non ci saranno nel prossimo turno Serie A.

Da segnalare i due turni di squalifica comminati a Maleh della Cremonese per l’espulsione rimediata contro il Bologna. Solo un turno di stop, invece, per Albert Gudmundsson, espulso nel concitato finale di partita a Verona al pari dello scaligero Suslov.

Squalificati Serie A 32ª giornata

  • Ferguson (Bologna)
  • Maleh (Cremonese, due giornate)
  • Fagioli (Fiorentina)
  • Gudmundsson (Fiorentina)
  • McKennie (Juventus)
  • Pellegrino (Parma)
  • Suslov (Verona).

Due turni di stop a Maleh

Il giudice sportivo ha comminato due giornate di squalifica a Youssef Maleh della Cremonese, sanzionato con un’ammenda di 5mila euro per “comportamento scorretto nei confronti di un
avversario e per avere  al 49° del secondo tempo, colpito al volto un calciatore avversario con il pallone non a distanza di giuoco”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio-tifosi, se fossi la società non ci dormirei la notte. Se la rabbia diventa assuefazione…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Nel momento della Lazio vedo tanta superficialità, sottovalutazione, confusione, tanta impotenza, tanti silenzi. Questa situazione è semplicemente è rimandare l’appuntamento con un chiarimento, una messa a terra di un discorso sensato sul futuro della Lazio calcio come posizionamento, come ambizioni, come posto nel mondo. Una posizione che richiede la necessità di riallacciare in modo organico, passionale ed umile il rapporto con i tuoi tifosi. Nonostante i tentativi di evitare l’effetto deserto, anche in Lazio-Parma la contestazione ha lasciato il segno sullo stadio. Andando avanti così, dove vuoi andare, nella prossima stagione dove vuoi andare, siamo quasi alla fine.

Mi auguro che tramite la Coppa Italia accada qualcosa che possa ribaltare una stagione una delle più brutte stagioni della Lazio. Speriamo che questo piccolo, grande miracolo, possa accadere. Ma se io fossi la Società Sportiva Lazio non dormirei la notte, cercando di pensare al modo in cui poter uscire positivamente da un Cul de Sac mostruoso dopo aver coltivato a volte disprezzo verso una enorme maggioranza di tifosi. Quest è l’avvvizzimento, l’accartorciarsi della passione collettiva. Prima di tante altre cose, se fossi la Lazio mi porrei come problema principale quello di risolvere questa situazione. Questo fossato che siè creato con decine e decine di migliaia di tifosi. Quando la rabbia diventa scoramento ed assuefazione a questo stato di galleggiamento emotivo c’è un problema drammatico”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la conseguenza di investimenti non condivisi: i 13 milioni di Ratkov solo in panchina

Ratkov non gioca mai e, almeno per ora, la scommessa è stata persa. Non si sa se giocherà mai con il tecnico toscano, sta di fatto però che – come scrive il CdS nella sua edizione odierna – che non lo avrebbe fatto era chiaro fin da subito. Questione di caratteristiche, in primis, per quanto però qualcuno sospetti che la scontrosità di gennaio con la società c’entri e non poco. Sarri gli ha dato delle attenuanti, ma se si va a stringere, la verità è che un acquisto costato 13 milioni nel mercato di gennaio non gioca mai, o quasi. Scavalcato anche da un altro acquisto, Daniel Maldini, che nasce come trequartista e avrebbe dovuto fare il vice Zaccagni, mentre ricopre il ruolo di punta centrale. 

Con Parma e Bologna sono entrati tutti, proprio tutti, tranne Petar Ratkov. Dia è stato decisivo al Dall’Ara e Noslin con il Parma, per il serbo nessuna gioia. Le panchine dell’ex Salisburgo sono diventate cinque consecutive con la Coppa Italia, e ben 6 nelle ultime nove partite. Se si guarda al resto, è stato titolare a Torino, poi tolto nell’intervallo. Ancor prima, due apparizioni abbastanza dimenticabili contro Atalanta e Cagliari. L’equivoco reale, però, sta nel fatto che Sarri non ha mai riconosciuto la validità dell’acquisto, per quanto la società sostenga il contrario.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Lazio, ora c’è solo la Coppa Italia. L’unico vantaggio rispetto all’Atalanta…” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Con il Parma è stata davvero una brutta prestazione. In tal senso, la Lazio non ariva bene alla semifinale con l’Atalanta, per diversi motivi. Chiaro che le prossime due partite con Fiorentina e Parma saranno tappe da utlizzare per preparare al meglio quel match di Coppa Italia. Se la squadra di Palladino riuscirà a fare punti importanti nelle sue due prossime gare di campionato, chiaro che arriverebbe all’appuntamento con la Lazio in corsa per la Champions. Impegnata, ma anche carica. La squadra di Sarri deve pensare solo a se stessa, deve solo fare in modo di creare i presupposti migliori per giocarsela nel migliore dei modi. L’unico vantaggio che hanno i biancocelesti è questo, il fatto di non giocarsi nulla in campionato ti può permettere di arrivare alla gara avendo preservato i giocatori non al meglio. Spero che quel giorno la testa sia messa bene, quelle non sono gare che hanno bisogno di essere preparate mentalmente. Ancor di più dopo una stagione come la nostra”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio nona per Lotito non è un problema. Pensa solo alla politica, club un mezzo, non un fine” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Queste sono partite di preparazione all’unica gara che conta. Non è facile giocare con tante assenze, senza pubblico e senza motivazioni. D’altronde se abbiamo un presidente che pensa solo alla politica, questo è lo scenario. Tutti hanno parlato di questa situazione, allenatore e calciatori, meno che lui. Per lui la Lazio nona non è un problema, l’importante è ottenere il massimo con il minor sforzo, chiaramente economico.

La Lazio è un mezzo, non un fine, timbra il cartellino la domenica allo stadio, ma non va a Formello. Anche la comunicazione viene fatta dalla agenzie, non dalla Lazio, quindi senza mai parlare in prima persona, senza metterci la faccia. Il problema è solo uno e si chiama Claudio Lotito. In quasi 22 anni, non ha mai chiesto scusa, o meglio, non si è mai preso le sue colpe, o responsabilità.

La Lazio da oggi è nona in classifica, è scesa, e la posizione potrebbe ancora calare perché all’orizzonte ci sono le trasferte a Firenze e a Napoli. La Lazio, come dicevo ad inizio stagione, finirà tra l’ottavo e il dodicesimo posto.

Mancata conferenza? Per farla servirebbero argomenti, il problema è questo. Ormai non bastano le parole, servono fatti concreti. Sono frasi di circostanza quelle delle conferenza, dette, o fatte dire, per guadagnare tempo.

La situazione è chiara: Ratkov è costato 13 milioni, Dia 12, Maldini 14, Noslin 16. Quando si acquista Belahyane per Baroni, che non lo faceva giocare neanche a Verona, di cosa vogliamo parlare?

Per commentare bisogna essere oggettivi e quindi vanno anche riconosciuti gli errori di Sarri. Per me è troppo schiavo delle sue idee, Pedro non riesce a partire titolare, Ratkov poteva forse essere utile contro questo Parma. Detto questo però, se pensiamo che il problema di questa Lazio sia l’allenatore, non abbiamo capito niente”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, apatia e sterilità in attacco: è la squadra con più pareggi insieme al Pisa

Cercasi soluzioni offensive. Bene la difesa, ma davanti la Lazio fatica a essere pericolosa.

L’erede di Immobile non è ancora stato trovato. E i risultati biancocelesti sembrano strettamente legati alla vulnerabilità dell’attacco. Le mancate soluzioni in avanti rendono infatti la Lazio la squadra che, riporta Il Messaggero, insieme al Pisa, pareggia di più in Italia (13 volte tra Serie A e Coppa Italia) e la terza nei top cinque tornei d’Europa (14, il Leeds, 16 il Bournemouth). La via crucis per trovare la via del gol contro il Parma non è affatto un caso isolato. La deviazione di Circati sullo spunto di Noslin è stata la sorpresa nell’uovo, un pari più trovato che costruito.

Purtroppo la sosta per le Nazionali ha spezzato quel momento di entusiasmo e autostima costruito con le tre vittorie consecutive (Sassuolo, Milan e Bologna) e ha riportato in campo la versione più apatica della Lazio e la sterilità dell’attacco. In questo contesto è fisiologico che nella testa dei giocatori resti un solo grande appuntamento: la semifinale di ritorno con l’Atalanta del 22 aprile a Bergamo. Ma servono sempre i gol per riaccendere una piccola luce sul futuro.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin in corsa con la migliore media gol delle punte: ora chiede un’altra chance dall’inizio

Tra color che son sospesi tra Lotito e Sarri c’è Noslin. Mezzo giocatore o talento in attesa di collocazione? L’uno e l’altro. Detta male, la questione forse si è ormai ridotta ai gusti e gli umori di Mau. Ci sono giocatori tanto presenti quanto assenti nella Lazio, è così da quando è arrivato il Comandante. Ha rinunciato alla bellezza, non rinuncia al buongusto tecnico, alle qualità che più lo intrigano e agli identikit che più si adattano alle due fasi. Affinità e feeling non sono scattati con alcuni della rosa e Noslin è tra questi. Sarri a ottobre lo vedeva così: «È un giocatore difficile per un allenatore, è complicato collocarlo. Ha la gamba da esterno ma non lo è, potrebbe essere un trequartista ma non ha quella qualità, può essere un centravanti ma non lo è in realtà. In certe situazioni può darci una mano». Tutto e niente. Da centravanti prima era chiuso da Castellanos e Dia. Come ala da Zaccagni e Pedro. 

Noslin è salito a 4 gol stagionali, uno in Coppa a Bologna, 3 in campionato. Ha sempre segnato giocando part-time, entrando in corsa al Dall’Ara (in Coppa) e contro Lecce e Parma (tra andata e ritorno in A). In campionato i tre gol sono un record, lo divide con Baturina, Kristovic, Pulisic e Pio Esposito. Noslin è partito titolare quattro volte su 22 partite. Tre gol in campionato li ha segnati Zaccagni, quattro Isaksen. Nessuno ha medie da bomber veri, vale anche per Maldini e Dia. Daniel ha segnato solo un gol in campionato, lo stesso Dia. Il primo ha una media di 846’, il secondo di 981’. La media di Noslin è di 208’, in serie A ha giocato 623’. Il gol di sabato è un nuovo bonus da giocare. Zaccagni lavora per l’Atalanta, il piano è convocarlo a Napoli, fargli giocare una ventina di minuti e averlo pronto per Bergamo. Prima si giocherà lunedì a Firenze e Sarri sarà chiamato a scegliere: confermare Pedro, evanescente col Parma, o provare a lanciare Noslin. Che funzioni di più in corsa è un dato di fatto. Qualche occasione dal via l’ha avuta e non l’ha sfruttata, sia da centravanti che da ala. Da gennaio ha giocato tre volte da titolare perché era partito Taty o perché mancava Zaccagni. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Motta per il presente ma anche per il futuro: Provedel in scadenza, Mandas vuole la Premier

Da alternativa a protagonista: il percorso in biancoceleste di Edoardo Motta.


Motta si sta prendendo la Lazio nel momento più delicato della stagione, trasformando un’occasione improvvisa in una candidatura concreta anche per il futuro. Arrivato dalla Serie B a gennaio, si è ritrovato titolare per necessità dopo l’infortunio di Provedel. Da lì in poi, ha risposto sul campo. E lo ha fatto con personalità. Sono quattro, sottolinea il Corriere dello Sport, le sue presenze in Serie A: un curriculum chiaramente ancora ridotto, ma già significativo. In due occasioni (contro Milan e Bologna) ha mantenuto la porta inviolata, dimostrando solidità e concentrazione, senza pagare lo scotto del salto di categoria. Il momento simbolo resta il rigore parato a Orsolini al Dall’Ara, intervento che ha cambiato l’inerzia della partita contro i rossoblù. Ma anche nell’ultima sfida contro il Parma all’Olimpico ha lasciato il segno: decisiva la parata su Valeri nel finale del primo tempo, con la Lazio sotto pressione e a rischio di subire il 2-0 che avrebbe messo forse una pietra tombale sulla gara. Parate pesanti, ma soprattutto continuità.


È così, conclude il quotidiano, che si è guadagnato spazio. E fiducia. Non solo nello spogliatoio, ma anche agli occhi dello staff tecnico. Sarri ha trovato in lui una risposta pronta, affidabile, capace di garantire equilibrio in una fase in cui la porta della Lazio era diventata un punto interrogativo. E ora, inevitabilmente, il discorso si allarga. Perché se fino a poche settimane fa Motta era una soluzione temporanea, oggi non è più così impensabile immaginarlo anche nel progetto della prossima stagione. Prematuro parlare di gerarchie o scelte definitive, ma il suo nome si è inserito in modo credibile in una situazione ancora fluida e in evoluzione. Provedel resta almeno in teoria il riferimento, ma il suo contratto scade nel 2027 e, nonostante le voci di rinnovo, non ci sono stati passi concreti negli ultimi mesi. Una situazione che mantiene aperti scenari. Dall’altra parte c’è Mandas, attualmente in prestito al Bournemouth. Non ha ancora giocato, e l’obbligo di riscatto legato alla qualificazione in Champions League appare fuori portata. Il ritorno a Roma in estate è un’opzione concreta, ma anche la sua posizione non è definita: il portiere greco ha già fatto capire di voler trovare continuità e spazio da titolare.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, non puoi arrivare così a Bergamo. Per me con Patric…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Si sa che il Parma ti toglie profondità e ti fa giocare nella metà campo avversaria e la Lazio ha difficoltà a giocare nel chiuso; a me non è piacuita nel primo tempo, ha giocato un calcio prevedibile.

Per me con Patric nelle gare precedenti c’era un gioco più fluido, invece ci siamo trovati a giocare in maniera orizzontale, tutti fermi. Non vuole essere un paragone Patric-Cataldi, nelle gare precedenti il giocatore lì in mezzo semplificava tutto. Siamo stati lenti nel fare la scelta giusta e contro queste squadre vai in difficoltà.

Non bene la prestazione, poi nel secondo tempo meglio. Comunque ci può stare dopo la sosta, ma certamente non puoi arrivare così alla sfida di Bergamo”.