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RASSEGNA STAMPA

Lazio, seguito Doumbia del Venezia ma tutto dipende da Sarri e dai conti

Piace a tanti, si sarebbe informata anche la Lazio.

Regista di ruolo, mezzala aggiuntiva, 1,87 di altezza, italiano di origini ivoriane. È Issa Doumbia, fresco di promozione col Venezia in A. Dieci gol in 38 presenze tra B e Coppa Italia. Ha 22 anni,
classe 2003. Piace a tanti, si sarebbe informata anche la Lazio. Il piano di mercato è tutto da definire, sottolinea il Corriere dello Sport, dipende innanzitutto dal futuro di Sarri e dal verdetto di fine maggio della commissione di vigilanza sui conti: il rischio è il saldo zero, sempre che Lotito non riesca a ottenere la conferma del mercato libero come a dicembre. Ballano i circa 20 milioni della transazione della Lega di A con Img, una vecchia querelle legata ai diritti tv, spettano a tutte le società.


Doumbia, si legge, entra tra i nomi per il centrocampo. Su di lui
altri club italiani e il Benfica, avrebbe offerto 15 milioni.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Abbiamo fatto tutto da soli, ma Inter più forte. Derby? Domenica non vengo se…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ai microfoni di SportMediaset:

“Noi avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione nel primo tempo, perché abbiamo notato che perdono aggressività nella ripresa, ma un in primo tempo ordinato abbiamo fatto tutti da soli, abbiamo regalato tutti e due gol. E così è diventata difficile e non siamo riusciti a riaprirla. Pensavo che potesse prendere una piega diversa.

Futuro? Mi importa zero il mio futuro, in discussione da entrambe le parti. Dispiace per i ragazzi, stato d’animo difficile. Dispiace per il pubblico, tornato numeroso. Noi abbiamo fatto un grande percorso, l’Inter è più forte di noi e con un po’ di complicita nostra hanno vinto meritatamente.

Rovella dal pimo? È stato fermo tutto l’anno, non ha una condizione tale da garantire spezzoni lunghi, speravo nei 120 minuti di gara. Patric ha avuto un indurimento al polpaccio e abbiamo optato per la sostituzione. La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. La sconfitta ha poco di tattico, secondo tempo più a viso aperto.

Derby? Ho la sensazione che se si giochi lunedi vengo, se si gioca domenica non vengo. Alle 12.30 ci giocano loro, non io. Serie di errori fatti dalla Lega, ora devono rimediare. Il Prefetto è stato chiaro. Se fossi il presidente non presenterei la squadra, tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo un punto di penalizzazione e via. Si vuol rimediare facendo passare come se fosse normale giocare alle 12.30 a fine maggio, questo non è calcio”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, formazioni ufficiali: Sarri sceglie Patric, Thuram c’è

Le formazioni ufficiali di Lazio-Inter, finale di Coppa Italia 2025-2026, in programma alle 21,00 allo stadio Olimpico di Roma:

LAZIO (4-3-3): 40 Motta; 77 Marusic, 34 Gila, 13 Romagnoli, 17 Tavares; 26 Basic, 4 Patric, 24 Taylor; 18 Isaksen, 14 Noslin, 10 Zaccagni. A disposizione: 55 Furlanetto, 99 Giacomone, 3 Pellegrini, 6 Rovella, 7 Dele-Bashiru, 9 Pedro, 19 Dia, 20 Ratkov, 21 Belahyane, 22 Cancellieri, 23 Hysaj, 25 Provstgaard, 27 Maldini, 29 Lazzari, 32 Cataldi. Allenatore: Marco Ianni.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

Arbitro: Guida Assistenti: Alassio – Baccini IV ufficiale: Zufferli VAR: Mazzoleni AVAR: Di Paolo AA RIS.: Preti

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Finale Lazio-Inter, Cardone: “l tifosi, Tavares, Taylor e Zaccagni le armi in più di Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà una gara diversa da quella di sabato. Per quanto riguarda la formazione, ieri Cataldi si è allenato ma non è al meglio. Davanti credo che sia favorito Isaksen su Cancellieri. Sono molto colpito dalla frasi di Sarri di ieri ‘abbiamo provato qualcosa di diverso’. Può darsi abbia fatto riferimento a qualche accortezza tattica. Non c’è stata assolutamente pressione sabato, la Lazio è stata passiva quindi magari Sarri può aver pensato di andarli a prendere più alti.

La Lazio stasera ha quattro armi in più rispetto alla sfida contro l’Inter di qualche giorno fa: il pubblico, Tavares, Taylor e Zaccagni. Sono giocatori importanti e Sarri punterà molto su di loro.

L’Inter lo spazio lo concede, lo abbiamo visto col Como, è lì che la Lazio dovrà essere implacabile. Se ti capita un’occasione e sei molle o non aggredisci la porta avversaria, non puoi pensare di portare a casa la partita”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, le probabili formazioni della finale

azio e Inter si affrontano nella finale di Coppa Italia, l’ultimo atto che assegna il trofeo: le scelte di formazione di Maurizio Sarri e Cristian Chivu per la gara di mercoledì 13 maggio.

Lazio e Inter si affrontano nella finale di Coppa Italia 2025/2026. L’ultimo atto mette di fronte i biancocelesti di Maurizio Sarri e i nerazzurri di Cristian Chivu nel match in programma allo Stadio Olimpico di Roma.

L’Inter di Cristian Chivu parte favorita dopo aver già conquistato matematicamente lo Scudetto, mentre la Lazio vede nella coppa l’occasione per salvare una stagione complicata e tornare in Europa.

Probabili formazioni:

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri

INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Chivu

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila tra presente e possibile futuro. Imprescindibile per Sarri, contro l’Inter serve una prova top

Tutti gli occhi addosso, di chi lo vorrebbe trattenere e di chi lo vorrebbe ingaggiare.

Sarri si affida a Gila in coppia con Romagnoli contro l’Inter che lo osserva da vicino, tra qualche mese – a un anno dalla scadenza contrattuale – potrebbe aprirsi un derby di mercato con il Milan. Il presente, biancoceleste, racconta, sottolinea il Corriere dello Sport, di un piano studia to a tavolino per preservarlo e portarlo alla finale di Coppa Italia nel miglior stato di forma possibile. È stato precario nell’ultimo periodo, prima per colpa di un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, poi per il trauma contusivo-distorsivo di “lieve entità” alla caviglia rime diato nella semifinale di ritorno a Bergamo.


Imprescindibile per Sarri, determinante per tutti. Forse anche per il risultato di oggi. Crolla ogni chance di trionfo senza una sua super prestazione. Serve una prova top per fermare l’attacco nerazzurro, implacabile nell’antipasto di campionato. Una finale, conclude il quotidiano, che vale una stagione intera e quindi anche la rinuncia agli ultimi mesi di Gila. Schierato solo in Coppa Italia, centellinando le energie in Serie A, vista la classifica utilizzata soltanto come opportunità di rodaggio. Due partite saltate (Cagliari e Torino), poi l’andata con l’Atalanta. Altre due ai box (Parma e Fiorentina) prima di Napoli e del ritorno a Bergamo. Infine fuori contro Udinese e Cremonese per non forzare in vista del doppio scontro con l’Inter. Una programmazione totale delle sue condizioni per non rischiare controindicazioni fisiche.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Finale Coppa Italia, Sarri: “Attraversato il deserto senz’acqua. Ora crediamoci alla follia”

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica è un’altra. Nell’ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ne ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell’atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C’è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso si metta a disposizione. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finale che ha fatto, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po’ acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta. L’Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità ma non attacchiamo gli spazi non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso. 

I tifosi potranno aiutare la squadra a non sbagliare l’approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente, il ritorno dei tifosi potrà aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non so quanti punti ci è costato non avere tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci potranno aiutare.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri in Quirinale: “Speriamo di dare una grande gioia al nostro popolo. Derby di lunedì sera? Meglio per tutti” (FT)

Giocare il derby Roma-Lazio, lunedì sera alle 20.45 “è meglio. È meglio per tutti, è meglio per il calcio e per noi che abbiamo un giorno di riposo in più. Ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di euro per la Champions non lo debbano fare alle 12.30 in un giorno di maggio”. Così l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, parlando con i giornalisti a margine dell’incontro in Quirinale tra le squadre finaliste della Coppa Italia, Lazio e Inter e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Signor presidente, prima di tutto è un grande onore per me e per i miei giocatori essere ricevuti in questa sede, che rappresenta tutti noi italiani, grazie per il tempo che dedica a noi e a questo torneo. Parlo in rappresentenza del gruppo squadra, ma anche della mia società che ha 126 anni di storia, che è stata anche riconosciuta come ente morale per i suoi valori. Parlo per un popolo che mostra un amore immenso e una grande passione per i nostri colori. La passione è motore delle nostre vite, mi considero fortunato perché non ho mai avuto la sensazioni di andare a lavorare, ma solo nel coltivare una passione. Questo trasmesso ai miei giocatori, insieme alla cultura dell’allenamento prima noi stessi poi avversari. Domani partita importantissima e difficile, avversario di grandi valori che ha il nostro rispetto. Giocheremo con determinazione sperando di dare una grande gioia al nostro popolo, ma anche consapevoli che ci sono cose che vanno al di là della vittoria”.

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FORMELLO

FORMELLO – La rifinitura della finale: Cataldi prova, un unico dubbio per Sarri (FT)

A Formello infatti sono scesi in campo insieme al resto dei compagni anche Danilo Cataldi e Mattia Zaccagni. Il centrocampista è alle prese con una tendinopatia agli adduttori che lo ha limitato nelle ultime settimane, mentre il capitano – già in gruppo ieri – ha saltato la sfida di campionato contro i nerazzurri per un trauma al piede destro. Entrambi sono scesi in campo insieme al resto deicompagni, in attesa di capire quali saranno le loro reali condizioni e l’eventuale disponibilità a scendere in campo dal primo minuto.

L’unico vero dubbio di Sarri sembra riguarda proprio la posizione di play del 4-3-3: in attesa di valutazioni su Cataldi, Rovella e Patric si giocano una maglia. Per il resto squadra fatta: Motta in porta, Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares in difesa; Taylor e Basic a chiudere il terzetto di centrocampo con Isaksen (avanti su Cancellieri), Noslin e Zaccagni in attacco.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dubbio play per Sarri: staffetta pronta ma Cataldi è vicino al forfait

Il nodo più delicato, forse l’unico vero interrogativo della vigilia.

Sarri si ritrova a dover scegliere il suo cervello in mezzo al campo. Una maglia sola, tre candidati: Patric, Cataldi e Rovella. Nessuno al massimo della condizione, tutti indispensabili. E allora, sottolinea il Corriere dello Sport, si aprono le alternative. Lo spagnolo, infatti, sarebbe il terzo regista diverso nelle tre sfide stagionali contro l’Inter (all’andata in campionato Cataldi, al ritorno Rovella): un ulteriore segnale di quanto questa posizione sia stata instabile durante l’anno. Sarri ha dovuto inventarsi nuove soluzioni, cercare di fare necessità virtù. Ecco perché, si legge, prende forma l’ipotesi più concreta: una staffetta. Un regista dall’inizio, un altro pronto a entrare. Chi partirà dovrà dare subito equilibrio, ordine, personalità, provando a reggere l’urto dei nerazzurri. Chi entrerà dovrà portare freschezza, lucidità, magari anche una giocata diversa.

Nel frattempo però non filtra ottimismo sulle condizioni di Cataldi. Come riporta l’edizione odierna del Messaggero, infatti, rimane tutta da valutare la situazione del centrocampista che si è fermato nuovamente per la solita pubalgia nella seduta di ieri.