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SERIE A

Lazio, orrore a San Siro, ma la società non parla. Silenzio stampa: “Bastano le immagini”

Polemiche attorno alla scelta dell’arbitro di non concedere il rigore ai biancocelesti nel finale di Milan-Lazio.

In pieno recupero Pavlovic tocca con la mano in area la conclusione di Romagnoli ma, dopo una revisione al Var durata diversi minuti, Collu non concede il penalty a causa di un fallo precedente dei biancocelesti. Inevitabilmente gli animi si sono accesi nel finale e le polemiche non mancano, tanto che la Lazio ha optato per il silenzio stampa post gara.

Solo poche settimane fa la società biancoceelste con un comunicato si schierava della parte della classe arbitrale: “La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva. In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”. Stavolta invece la società evidentemente dà ragione al suo tecnico.

Sui social la società ha deciso di pubblicare un unico post, un video completo dell’azione che ha portato poi al richiamo al Var dell’arbitro che ha poi motivato la sua scelta con un fallo precedente di Marusic su Pavlovic. “Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi”, questo il messaggio.

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SERIE A

Lazio con personalità a San Siro ma non basta: decisivo Leao, Maignan super. Collu nega un rigore ai biancocelesti

Termina 1-0 Milan-Lazio, gara valida per la 13esima giornata di Serie A: decisivo Leao.

PRIMO TEMPO
Sarri sceglie la formazione vista già contro il Lecce, eccezion fatta di Vecino al posto dell’infortunato Cataldi. La Lazio parte in maniera completamente opposta rispetto a come si è presentata a San Siro nell’ultima trasferta di campionato, quella contro l’Inter; a dimostrazione di questo la palla gol in avvio capitata sulla testa di Gila: solo un provvidenziale Maignan, con un super intervento dei suoi, ha negato la gioia allo spagnolo. Nei primi 45′ i biancocelesti sono riusciti a fare la partita, anche magari per volere dei rossoneri, fatto sta però che la personalità alla squadra di Sarri non è mancata. Nel complesso più Lazio che Milan.

SECONDO TEMPO

Il Milan riparte meglio ma la Lazio riesce comunque a farsi vedere: all’occasione di Leao risponde subito Zaccagni. Al primo vero, concreto, tentativo della gara però i padroni passano in vantaggio: ci pensa Leao a siglare l’1-0 (51′). A mezz’ora dalla fine le prime mosse di Sarri: fuori Vecino e Dia, in campo si rivedono Dele-Bashiru e Castellanos; l’argentino si rende subito pericoloso. Al 70′ spazio a Pedro che prende il posto di Isaksen. A 5′ dalla fine in campo Noslin e Tavares, per Basic e Pellegrini. In pieno recupero poi gli animi si accendono: arbitro al Var per un possibile fallo di mano in area di Pavlovic su conclusione di Romagnoli; nel frattempo rosso ad Allegri e a Ianni, il vice di Sarri, per una discussione nei pressi delle panchine. Dopo una revisione lunga diversi minuti Collu non concede il rigore alla Lazio, tra le polemiche. Al triplice fischio è quindi il portoghese l’uomo-partita: va al Milan il primo dei due confronti ravvicinati con la Lazio; ora testa agli ottavi di Coppa Italia in programma giovedì all’Olimpico.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Mirra: “Lazio, non devi partire sconfitta. Modric è il motore del Milan, va arginato. E su Vecino…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Stasera mi auguro che sia una partita propositiva, in cui la Lazio potrà tirar fuori almeno un punto; non deve partire sconfitta. Il Milan sta portando avanti la sua crescita, infatti è nelle primissime posizioni; la Lazio deve avere continuità, senza perdere la sua identità, deve fare il suo gioco. Se esce indenne da questa partita, poi ha una gara altrettanto difficile col Bologna e poi tre sfide in cui si giocherà tanto prima del mercato.

Allegri è stato molto criticato, nonostante abbia vinto: questo è il male del calcio. Io lo reputo un grande tecnico proprio perché sfrutta al meglio le caratteristiche dei calciatori che ha a disposizioni. Fa vedere esattamente come un allenatore deve gestire la squadra. Mi arrabbio quando sento che lo criticano per il mancato gioco.

La Lazio non deve dare spazio e possibilità di ripartenza, deve fare una gara accorta, deve mettere un uomo molto vicino, o comunque in contrapposizione, a Modric che è il motore dei rossoneri. Detto questo, il gioco del Milan è facilmente leggibile, ma poi c’è la qualità dei calciatori che può cambiare la sfida.

Con Vecino perdi l’aggressività che ti dà Cataldi ma è un calciatore che può darti degli inserimenti; è vero che se gioca davanti alla difesa non deve essere lui quello che si inserisce ma con delle rotazioni potrebbe scardinare la difesa avversaria”.

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RASSEGNA STAMPA

Milan-Lazio è anche Allegri vs Sarri: in campo stasera due filosofie opposte

A San Siro alle 20.45 il fischio d’inizio della gara valida per la 13esima giornata di Seri A.

Tra Livorno e Figline Valdarno, sottolinea La Gazzetta dello Sport, ci sono migliaia e migliaia di chilometri. Calcisticamente c’è una distanza siderale: il mare e gli scogli suggeriscono ad Allegri un gioco attendista, non necessariamente spettacolare, ma pratico sì. Conta il fine, il risultato, e non il mezzo, lo stile di gioco. Le campagne e il verde spingono Sarri a ricercare l’armonia anche in campo: non è vera vittoria senza palleggio e possesso palla.

Stasera Max e Maurizio arrivano in doppia cifra: 20 scontri diretti, 11 vittorie per Allegri, 4 per Sarri e 4 pareggi finora. La prima volta sempre di novembre, il 16, anno 2003: la Sangiovannese di Maurizio ospitava l’Aglianese di Allegri, finì 0 a 0. L’ultima a settembre 2023: Juve- Lazio 3 a 1. Max si è poi preso una stagione sportiva di riflessione, Sarri è andato e tornato dalla Lazio. Stasera si ritroveranno di nuovo da avversari.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares svalutato ma sul mercato: soluzione Arabia? I possibili sostituti…

Il portoghese potrebbe lasciare Roma: le ultime.

Un avvio di stagione ad alti livelli lo scorso anno, poi quelle prestazioni sono diventate sempre più rare, colpa anche di alcuni infortuni che lo hanno colpito: Nuno Tavares ora potrebbe lasciare Roma. Come evidenzia Il Messaggero, la scintilla tra lui e Sarri non è scattata e quindi la Lazio ascolterà eventuali offerte. Rispetto a un anno fa la valutazione è scesa a 15 milioni, pochi considerando il 40% da girare all’Arsenal. Non sarà semplice trovargli squadra in Europa, ma la soluzione può essere l’Arabia.

L’entourage ha iniziato a sondare il terreno e Nuno ha già dato l’ok. La giusta cifra farebbe felici tutti, con la Lazio che a quel punto potrebbe tentare un affondo su Martín, in scadenza col Genoa, senza dimenticare Gaaei e Kike Salas già valutati in passato. Più complicato, conclude il quotidiano, trovare un under 23 italiano al momento.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Milan? Conta più la Coppa Italia. Ma quale saldo zero, la Lazio deve incassare!” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Arriva questo doppio impegno con il Milan e per come vedo io la stagione della Lazio punterei sul confronto unico di giovedì perché con 5 partite puoi arrivare in finale e provare a raggiungere uno dei pochi obiettivi alla portata quest’anno; la strada che porta all’Europa passando per il campionato mi sembra tortuosa..

Non prevedo una partita spettacolare, loro faranno la gara e la Lazio proverà a sfruttare il reparto più in forma, quello difensivo. Prevedo pochi gol e le poche ocacsioni le squadre farebbero bene a sfruttarle.

Immobile merita un grande accoglienza da parte dei tifosi proprio per tutto quello che la società ha detto sul suo conto.

Insigne non mi convince per tanti ragioni ma voglio aspettare per capire cosa potrà fare la Lazio a gennaio. Parlare di ‘saldo zero non è corretto: 10 esce e 1o entra teoricamebte, ma la Lazio ha bisogno di incassare. Se prende 10, potrà investire al massimo 5 per evitare che a marzo arrivi la notizia di un alttro blocco estivo di mercato. Noslin-Ilic? Ormai ho un’esperienza tale che mi fa parlare del mercato solo quando c’è l’ufficialità, ciò che esce adesso non è attendibile, c’è sempre il gioco delle parti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Centrocampo Lazio, Cardone: “Cambio Dele-Hysaj, scelta formale. Incognita su rendimento e tenuta di Vecino” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Cambio Dele-Bashiru-Hysaj? Era stato deciso la scorsa settimana e stando al regolamento si è scelto di sostituire un giocatore dei 17 over 22 lasciando Rovella che occupa uno dei 4 posti riservati ai calciatori cresciuti nel vivaio italiano. Parliamo di una situazione prettamente formale. Il reintegro di Dele è avvenuto quando c’è stata la certezza che sarà a disposizione almeno fino alla sfida col Bologna: questo è anche un richiesta che hanno fatto diversi club di Serie A, che quindi dovrebbero veder partire i loro calciatori impegnati in Coppa d’Africa dopo quel turno.

La Lazio che ho visto domenica ha possibilità di fare bene domani, ma il problema è che ha perso un altro giocatore importante. Vecino non so quanto minutaggio ha, non lo vedo brillante. Se Sarri avesse potuto schierare la stessa formazione sarei stato decisamente fiducioso della possibilità di uscire con un pareggio, ora dico 30% di chances sull’x, la vittoria la vedo difficile”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, contro il Milan staffetta davanti. A sinistra Pellegrini in pole

Oggi la rifinitura ma il tecnico dovrebbe cambiare solo a centrocampo.

Ancora poco più di 24 ore per sciogliere i dubbi di formazione in vista di Lazio-Milan, ma Sarri sembra avere le idee chiare. Con lo stop di Cataldi, a San Siro ci sarà Vecino dal 1′ come play.

Castellanos è di nuovo a disposizione ma, come evidenzia il Corriere dello Sport, il piano di rientro, inevitabilmente, sarà graduale: minuti con il Milan in campionato, altri (se non partirà dall’avvio) nella sfida di Coppa Italia sempre contro i rossoneri, poi una possibile partenza da titolare nel match successivo contro il Bologna all’Olimpico. Domani, però, toccherà ancora a Dia aprire la partita: lui guiderà l’attacco a San Siro contro il Milan, poi nella ripresa arriverà il momento del Taty. Gli attaccanti della Lazio sono pronti per la staffetta.

Fronte terzini invece Pellegrini domenica ha avuto la meglio nel ballottaggio tra Tavares e Lazzari, con Marusic già sicuro della titolarità anche domani. Pellegrini, si legge, prova a resistere, soprattutto Nuno spinge per riprendersi il posto perso con l’infortunio. Le valutazioni di Sarri terranno conto dello stato di forma dei terzini e dei tre impegni nel giro di 8 giorni, dal primo di domani con il Milan alla sfida con il Bologna di domenica prossima. In mezzo ci sarà il bis di Coppa Italia con i rossoneri, da riaffrontare all’Olimpico per gli ottavi della competizione. Pellegrini cerca di strappare una nuova occasione in campionato, ogni decisione diventerà più chiara in giornata, dopo la rifinitura.

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Luis Alberto: “Ritorno alla Lazio? Se mi chiamasse Sarri potrei pensarci, se lo facesse Lotito no”

L’ex numero 10 laziale ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, queste le sue dichiarazioni:

Subito la domanda di mercato, si può dire che cosa è successo con il Milan in passato?
«Ho parlato con Maldini e Leonardo. Era il 2018-19. Ho sempre saputo però come va qui in Italia, non era facile portarmi via dalla Lazio».


In passato si è letto: “Luis Alberto voleva smettere col calcio e fare il pittore ma è stato convinto da Tare a continuare”. Tutto vero al 100%?
«Più o meno. Il primo anno alla Lazio non è stato facile, sono stati sei mesi difficili.C’è stato un momento in cui volevo smettere e tornare a casa. Mi sarei messo a giocare con gli amici, avrei forse fatto il cameriere che era il mio lavoro da ragazzo. Tare mi ha fatto cambiare idea, magari a San Siro guarderò Milan-Lazio con lui…».


Con Sarri che rapporto c’è? Vi sentite?
«No, da quando è andato via dalla Lazio non gli ho parlato, mi sento solo coi ragazzi del suo staff. A Sarri però voglio molto bene, mi piace perché è un uomo che vive sempre con la faccia in avanti».

E in campo che tipo di allenatore è, visto dallo spogliatoio?

«Posso dire che ho imparato tantissimo da Sarri, per me è un maestro. Forse lo vedrò in albergo prima della partita, mi farebbe sicuramente piacere».


E le partite della Lazio?
«Quelle le vedo spesso. Anche dal Qatar, un po’ di
tempo per la Lazio si trova sempre. Per otto anni è stata tutto per me. Mi sarebbe piaciuto finire lì la carriera ma ho visto cose che non mi sono piaciute nel progetto. E un anno e mezzo fa è finita».


Otto anni in una città sono lunghi. Guardando indietro, lo scudetto inseguito e poi svanito nel 2020 resta il ricordo più forte?
«Vi dico che, veramente, fino a febbraio di quella stagione ero convinto che avremmo vinto lo scudetto. Ero convinto al 100%.Abbiamo giocato contro il Bologna a fine febbraio, poi il campionato si fermato e il calcio è fatto così, lo sapete, cambia
ogni settimana. Prima dello stop vedevo la squadra felice, in quelle settimane con uno sguardo capivi che cosa volesse fare il compagno. Il Covid ci ha distrutto».


E lo scudetto quest’anno chi lo vince? Il Milan ha chance?
«Sì,perme è da scudetto e il derby vinto è stato un grande passo avanti. C’è Luka (Modric, ndr) che gestisce la palla, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, in mezzo sono forti. E davanti con Pulisic e Leao la qualità è tanta. Senza le coppe sarà più facile, anche se ci sono tante squadre in lotta».


La Serie A è cambiata. C’è un giocatore che, anche dalla tv, fa innamorare?
«Nico Paz. Per me lui sarà fortissimo: ha qualità, gamba, visione di gioco, fa gol. È anche cresciuto tanto fisicamente. Io dico che sarà un giocatore di alto livello».


Che sarà invece di Luis Alberto?

«Intesta ho la voglia di continuare con il calcio, mi piacerebbe fare l’allenatore o il direttore sportivo ma adesso non ci voglio pensare. Ho 33 anni, posso giocare ancora per tre o quattro anni e divertirmi.
E poi tutti quelli che smettono mi dicono che l’addio è un momento difficile».


E se chiamasse una squadra italiana?

«Io in Italia mi vedo solo con la Lazio».

Allora, se chiamasse la Lazio?

«Se mi chiamasse Sarri forse potrei pensarci un po’ ma… se chiamasse Lotito, nulla da fare».

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Lazio, Dia e Dele a Milano per il rilancio prima della Coppa d’Africa

Uno titolare, l’altro reintegrato: ultime chances per loro prima di partire con le Nazionali.

Sia Dia che Dele-Bashiru prenderanno parte alla sfida di domani, il primo sarà titolare ed il secondo torna tra i convocati dopo il reintegro in lista. Come evidenzia Il Messaggero, Castellanos al rientro e l’incombente Coppa d’Africa, Dia ha la decima chance dal 1′ per sbloccarsi in extremis. Tre mesi e 9 gare da titolare senza gol rappresentano per il classe ‘96 l’astinenza più lunga in carriera dopo le 10 partite a secco col Reims a inizio 2021.

A gara in corso Sarri riproporrà dopo due mesi il rientrante Dele-Bashiru, reintegrato nella lista di A (al posto di Hysaj) dopo la lunga esclusione, o Belahyane. Per Vecino la titolarità è certa: l’uruguaiano non gioca 90′ da maggio.