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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Casiraghi: “La Lazio la mia squadra del cuore, quest’anno potrebbe stupire. E su Castellanos…” (AUDIO)

L’ex attaccante della Lazio PIERLUIGI CASIRAGHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Quelli alla Lazio sono stati gli anni più belli per me, sotto tutti i punti di vista, quindi sia quello professionale che personale. Sono stato cinque anni a Roma e ci sono stato benissimo, ho solo bei ricordi.

Ricordi? I primi che vengono in mente sono legati alle partite, soprattutto a quelle che vinci; tra l’altro siamo stati fortunati a perdere pochi derby, io personalmente ne ho perso 1 al massimo 2, ma comunque in generale sono stati anni belli perché sono stati di crescita, fino poi ad arrivare allo scudetto; c’è stata una crescita esponenziale di tutto l’ambiente.

A posteriori mi dispiace di essere andato via prima dello scudetto, ma era arivato il momento; c’è stata una sorta di rinnovamento, è stato giusto così.

La Lazio la mia squadra del cuore? Direi di sì, sono stati anni belli e poi è nato mio figlio a Roma quindi c’è un pochino tutto in quegli anni lì: la mia maturità calcistica e anche la mia crescita personale.

Il calcio è cambiato tantissimo, noi prima di Formello eravamo al Maestrelli quindi il rapporto sia con i tifosi che con i giornalisti era più stretto. Ma sono i tempi che cambiano ed è giusto anche così.

Paragonare il calcio di ora a quello vecchio è difficile, adesso non ci sono grandi attaccanti, forse è il ruolo che manca di più. L’eccezione può essere Kean che sta facendo bene da un paio d’anni; tant’è che siamo andati a prendere Retegui che è italo-argentino.

La Lazio attuale è una delle squadre, volente o nolente, che ha cambiato meno; l’arrivo più importante forse è stato quello dell’allenatore e questa credo sia una certezza. Conosce bene il calcio italiano e l’ambiente, è un plus; come un plus può essere il fatto di non aver cambiato tanto. La Lazio in questo momento magari è un po’ sottovalutata, ma questo può essere un bene perché non ci sono troppe aspettative; lavorare sotto traccia può sorprendere a livello di risultati. Ovvio che c’è un livellamento importante verso l’alto, tante squadre sono sullo stesso piano, quindi la differenza la farà la costanza di rendimento e su questo Sarri può dare una mano perché è un allenatore che sta sempre sul pezzo. La Lazio può essere una sorpresa, poi sarà il campo a decidere.

Castellanos? Forse è l’unico attaccante vero che ha la Lazio, poi c’è Dia e gli altri sono esterni. Ha il peso dell’attacco, è un ottimo giocatore, vede la porta, sa giocare anche spalle alle porte e si sacrifica per la squadra. Può far bene, può crescere tanto; ha le qualità e l’attitudine giusta”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, la chiave è il Taty. Chiaro peggioramento della squadra rispetto al secondo posto di Sarri…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Molti giocatori della Lazio sono stati esclusi da molte convocazioni in nazionale. Dei giocatori di livello ci sono in questo organico, molto dipenderà da quello che riuscirà a fare in questa stagione Taty Castellanos. E’ lui la chiave di volta per avere un quadro definitivo sulla caratura generale. Certo che, rispetto all’organico del secondo posto di Sarri, le cose sono cambiate in peggio. Basta pensare ai quattro tenori, Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Felipe Anderson.

Se dovessi dire quale è stata la Lazio migliore dell’era Lotito, punterei su quella che senza Covid avrebbe vinto lo scudetto. In quella squadra di Inzaghi, per esempio, c’era anche Lucas Leiva che rispetto a Cataldi, chiaramente, è superiore.

Non è mai stato facile avvicinare i migliori giocatori di Lotito in questi anni. Molto passa dalle sue pretese economiche, oltre che dai rapporti con altri club ed agenti. Poi ci sono anche le etichette che alcuni giocatori hanno avuto. Luis Alberto aveva interperanze caratteriali, ne ha fatte tante e nel calcio il passaparola conta molto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri realista sugli obiettivi. Senza Europa il fallimento sarebbe della società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi ha colpito molto quella frase di Sarri in cui ha fatto riferimento alla necessità di creare uno zoccolo duro di 7-8 giocatori per evitare di dover poi intervenire molto sul mercato. Lui sta lavorando per creare una base di competitività solida attraverso il miglioramento di alcuni elementi. Questo è lo scopo, l’obiettivo che si è prefissato mediante il lavoro in campo. Questo secondo me è uno dei passaggi più importanti, anche perchè guarda al futuro. Lui parla della squadra titolare, poi sono discorsi che puoi fare a settembre. Ci sono tante variabili, per esempio quello riguardante il rinnovo di Mario Gila. Se non dovesse arrivare è evidente che saresti chiamato a cederlo per non perderlo a zero nel 2027.

Logico quello che ha detto Sarri anche sul fronte degli obiettivi. In questo contesto e con queste difficoltà, è giusto che il club non chieda espressamente a Sarri di tornare in Europa. Serve anche realismo. Alla gente non interessa nulla dei programmi triennali, vuole cercare di ottenere il massimo adesso dalla squadra. Altro discorso, però, è quello che con buon senso viene prospettato all’allenatore in virtù di dati oggettivi.

Oggi Sarri rende pubblico il fatto che quello che prima per la Lazio era un obiettivo scontato ora è complicato? Lui ha detto che questo primo anno è quello con maggiori difficoltà. E’ evidente che, dopo aver scoperto del blocco totale del mercato, gli è stato progettato questo percorso. Poi, onestamente, non mi è piaciuto quando ha minimizzato quanto accaduto lo scorso anno. Il settimo posto della scorsa stagione ha bisogno di un’analisi profonda che chiama in causa anche alcune situazioni arbitrali. Lui vuole, come è normale, valorizzare il suo lavoro rispetto alle cose buone dell’anno scorso. Liquidare tutto parlando solo di energie che sono venute meno non mi sembra generoso.

Detto questo, se la Lazio non non dovesse tornare in Europa neanche quest’anno io non parlerei di fallimento di Sarri, ma della società. Lui avrà fatto comunque il possibile con un club non lo ha messo in condizione di non tornare in Europa”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Castellanos e Dia digiuno interrotto: ecco come Sarri prova ad esaltarli

Entrambi al gol nella vittoria casalinga contro il Verona: il tecnico ha saputo valorizzarli.

Taty e Dia di nuovo a segno. Come ricorda Il Messaggero, sembra quasi un deja-vu perché accadde il 31 agosto di un anno fa nel 2-2 contro il Milan all’Olimpico. Stessa data, avversario e risultato differenti, allenatore diverso.

Per l’argentino è il secondo debutto da sogno con Sarri all’Olimpico: il Taty aveva sfornato gol e assist con l’Atalanta, il suo esordio da titolare al primo anno di Lazio.

Ora, si legge, anche il Comandante si sta snaturando pur di andare a segno: vuole aiutare Castellanos e Dia, per questo ha iniziato a costruirgli il gioco intorno. Il Sarrismo ora va molto più in verticale che in palleggio, guarda la profondità e bada al sodo. Il primo lancio di Rovella è un segnale, ma non è l’unico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio,questa è voglia di vincere. Partita svolta per Castellanos” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Ho visto una bella Lazio, c’è stata voglia di vincere. Ha subito messo la museruola al Verona e dato una risposta convinente a Como. Devo dire che dallo stadio mi sono divertito, ho notato subito la volontà di vincere ed attaccare. Il Verona non è una grande squadra, ma neanche quella che si è visto ieri. E’ stata messa alle corde, come tutti quanti volevamo. Il Verona ieri è stata come la Lazio è stata a Como.

Castellanos è un buon centravanti. Un giocatore che gioca per la squadra e per se stesso. Ieri ha dimostrato tutto questo, con tanto di rete fatta. Non c’erano dubbi sul fatto che sappia giocare a calcio, è anche abile nel gioco aereo e formito assistenze decisive. Sono felice per lui, le critiche alla lunga minano l’autostima, il match di ieri può essere importante. Ha dimostrato di essere un buon giocatore, poi è chiaro che non è un goleador, uno che gioca solo per la porta”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Vittoria essenziale. Un Sarri più verticale per una Lazio più pericolosa. Tavares perfetto nel tenere la linea” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Ieri la Lazio è andata bene in tutto. C’era voglia e fame, prestazioni singole e collettive. Como, in tal senso ha fatto bene. Un’ottima Lazio, soprattutto perchè è riuscita andare velocemente in profondità non permettendo al Verona di difendere meglio. Ha fatto la partita che doveva fare alla grande, ieri sera i veneti hanno fatto una cattiva figura. Ma per merito della Lazio. Dopo un’estate tribolata e Como, i tre punti di ieri erano vitali. Non mi aspettavo di vincere in modo così convincente. Ora c’è maggiore serenità ed anche la predisposizione a vedere le cose positive. Tenendo sempre in mente che l’obiettivo è sempre quello di fare una lotta per Europa League o Conference League. Per me per valore di squadra è da settimo-decimo posto, ma non è quella tremenda di Como

Ho visto la difesa a quattro muoversi benissimo, compreso Tavares. Il portoghese ha tenuto la linea in modo perfetto. I tre centrocampisti erano sempre presenti anche in fase offensiva, Rovella ha retto molto bene le distanze del triangolo mediano.

Sarri è stato sempre tra i migliori nella fase difensiva, mi piaceva meno quel girare troppo il pallone senza verticalizzare nel modo giusto. Ieri, invece, ho visto una squadra molto verticale. Questo permette di essere più pericolosi e di soffrire meno”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, risposta agonistica giusta. Il lavoro di Castellanos va sfruttato di più da Dele e Zac…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collemento a ‘NMM’

“Dovevamo vincere ed abbiamo approfittato di un avversario che doveva capire subito l’intenzione della Lazio a livello agonistico. Una prova quella della Lazio che ha acuito anche i fastidi per quella di Como. La prima risposta, dunque, è agonistica, la seconda di situazioni di gioco che ho già visto e riconosco.

Castellanos? Ha qualità nel pulire i palloni quando esce dai difensori, gli piace proprio legare il gioco. Il problema è che quando la fa, nello sviluppo, abbiamo l’area vuota. Servono più giocatori, come ha fatto ieri Guendouzi, che vadano a riempire quello spazio che apre lui. Lui non sarà un super bomber, ma il suo contributo è certo. Quando esce lui dobbiamo andare a riempire l’area con più effettivi. Un giocatori che sa leggere il lavoro di Castellanos, tipo Dia nella scorsa stagione, serve. Dele-Bashiru deve farlo maggiormente. Se lo metti a correre negli spazi è più utile e produttivo rispetto a quando deve cucire il gioco.

Quando Zaccagni va a combinare ha tecnica e pericolosità. Ha ragione Sarri deve andare sempre in doppia cifra, non gli manca nulla per farlo. Una chiave è quella di tenere più alto e largo Tavares in modo che Zaccagni possa più spesso andare dentro, aumentando la quota gol”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio approccio giusto, il Verona ha sbagliato la partita. E Castellanos…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio doveva vincere e lo ha fatto nel migliore dei modi, considerando che il Verona ha sbagliato partita come la Lazio ha fatto a Como. Ad ogni modo, ci sono state risposte importanti anche dai singoli.

Castellanos? Il primo anno ha fatto 4 gol, il secondo 10. Ieri è stato il migliore in campo, ma abbiamo visto anche una marcatura molto allegra da parte di Nelsson. Ora sta a lui confermare che sarà il centravanti giusto per questa Lazio. Magari non farà 20 gol, ma credo metterebbe la firma anche per 15.

La gestione ma soprattutto l’approccio è stato quello giusto. La Lazio è entrata in campo con la volontà di scacciare la sconfitta di Como a livello di prestazione e concentrazione; è questa la cosa più importante. La squadra voleva spazzare via le perplessità e le negatività post-Como. L’atteggiamento con cui è scesa in campo la Lazio va sottolineato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, connessione tifosi-squadra ed uno splendido Taty. Ala destra e mezzala indietro. Isaksen? Nessuna certezza…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri c’è stata la reazione che ci aspettavamo dalla Lazio. Mi è piaciuta molto la connessione tifosi-squadra, c’è stata un’atmosfera speciale, non scontata dopo Como. Abbiamo visto quell’energia di cui c’era bisogno e che era stata richiesta da Sarri, anche grazie ad uno splendido Castellanos.

La prestazione di ieri dell’argentino è stata all’altezza del debutto all’Olimpico contro l’Atalanta. Gol e assist, una partita piena di tante cose. Protezione della palla, regia offensiva, sponde ed efficacia. In quel suo primo anno, poi, pagò la presenza di Immobile e non confermò nel corso della stagione quelle prestazioni iniziali. Queste sono le doti di Castellanos e non c’entra molto la qualità dei difensori del Verona. E’ normale che ci aspettiamo subito una conferma con il Sassuolo.

Questa squadra deve crescere in due ruoli in particolare, l’ala destra e la mezzala sinistra. Se ci fossero in quei ruoli, elementi a livello degli altri, sarebbe diverso. Cancellieri e Dele-Bashiru devono alzare il livello, se riusciranno ad alzarlo.

Isaksen? Sarri dopo la conferenza stampa non ha dato certezze sul suo ritorno dopo la sosta. Devono avere tutti i riscontri possibili immaginabili per rimetterlo nello spogliatoio. Dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo tra giovedì e venerdì. Fosse così sarebbe convocato, ma ho visto Sarri molto riflessivo sul tema. Non sarei sorpreso non venisse convoncato con il Sassuolo. E’ ancora una situazione sotto monitoraggio, la mononucleosi va trattata con grande cura”.

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SERIE A

Reazione e tabù Olimpico sfatato: poker Lazio all’Hellas. Super Taty, poi Zac, Guendo e Dia (AUDIO GOL)

Termina 4-0 la gara dell’Olimpico: alla Lazio bastano i gol in avvio di Guendouzi e Zaccagni più la rete, sempre nel primo tempo, di Castellanos per archiviare la pratica contro l’Hellas Verona. All’81’ in gol anche Dia.

PRIMO TEMPO

Sarri parte con soli due cambi rispetto alla formazione scesa in campo domenica scorsa in casa del Como: Rovella si riprende il suo posto, così come Marusic. Quindi nell’11 titolare Provedel, il montenegrino a destra, Gila e Provstgaard al centro con Tavares a sinistra; in mezzo al campo Guenoduzi, Rovella e Dele-Bashiru e davanti Cancellieri, Castellanos e Zaccagni.

Alla Lazio bastano pochi minuti per reagire a quanto accaduto al Sinigaglia: Castellanos che riceve la palla, la protegge, se confeziona un assist perfetto a Guendouzi dopo 3 minuti; al 10′ sempre Taty serve anche Zaccagni per il raddoppio. Sul finie del primo tempo stavolta l’argentino sale in cattedra e cala il tris.

SECONDO TEMPO

Dopo l’intervallo nessun cambio per Sarri e la Lazio riparte con lo stesso spartito della prima frazione di gioco. Dopo 10′ dall’inizio della ripresa Cancellieri spreca , servito da Rovella. Al 62′ Guendouzi va nuovamente in gol ma la rete viene annullata per fuorigioco. Al 66′ i primi cambi: fuori Zaccagni e Tavares, in campo Pedro e Pellegrini. Al 77′ out Castellanos e Dele-Bashiru, spazio a Dia e Belahyane. E al senegalese bastano 5′ minuti per calare il poker: servito da Belahyane, Dia sigla il definitivo 4-0. Nel finale Hysaj subentra a Marusic (85′) e la fascia di capitano passa sul braccio di Pedro. Serviva una reazione post-Como e la reazione c’è stata: ora la sosta della Nazionali che permetterà a Sarri di “perfezionare” la sua Lazio, puntando anche sui recuperi di Vecino, Isaksen e Patric.