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TIFOSI

Finale di Coppa Italia e derby, il tifo organizzato sarà all’Olimpico? La scelta

Puntuale alle 12 il comunicato del tifo organizzato, sulle due importanti gare che si giocheranno a maggio: il 13 è in programma la finale di Coppa Italia contro l’Inter, mentre il fine settimana del 17 maggio il derby.

Abbiamo stretto un patto con mister e squadra dove abbiamo dato la nostra parola che saremmo entrati in caso di finale, essendo in campo neutro vogliamo stare vicino ai ragazzi e dare la possibilità a tutto il popolo Laziale di spingere la squadra in una partita importante come la finale di Coppa.

Capiamo l’importanza del derby e di quanto sia forte, in ogni Laziale, il desiderio di non lasciare anche solo un centimetro di spazio cittadino a quelli dell’altra sponda. Siamo coscienti di quanto sia scioccante e rumoroso il silenzio di un derby senza protagonisti, proprio per questo crediamo che entrare in questa occasione significherebbe solo seguire il più classico dei copioni di una tifoseria normale e molle, cosa che noi non siamo! Comunichiamo quindi che i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di NON ENTRARE allo stadio nella partita Roma – Lazio del 17 (o 18) Maggio. Rimarremo fuori, a Ponte Milvio, per vivere insieme il più classico dei pre-derby, così da poter difendere casa nostra e riempire la piazza di Lazialità. La nostra dignità vale molto di più di un derby. La nostra parola ha un peso ed intendiamo mantenerla”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, film emozionante e Sarri il regista. Lo ‘stellone laziale’…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo ‘stellone laziale’ interviene nei momenti di difficoltà in soccorso della Lazio. E a Bergamo è arrivato a posare la sua mano sulla Lazio. Ieri film emozionante, dal lieto fine, il regista è Sarri.

La fase difensiva della Lazio inizia a metà campo, più volte Sarri invitava la difesa a salire. C’è un’organizzazione tattica che è il segreto del risultato raggiunto. Con il materiale a disposizione, Sarri ha fatto un miracolo.

Il merito principale di Sarri è quello di aver unito la squadra, aver fatto compattare il gruppo.

Ieri serviva l’impresa, contro l’Inter servirà un miracolo. L’inter non è più forte solo della Lazio, è la squadra più forte del campionato. Tuttavia è importante aver raggiunto la finale, la Lazio così giocherà anche la Supercoppa, poi magari un episodio o un po’ di fortuna, potranno dare una mano”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Ieri più gare nella gara. Finale? Atalanta e Inter qualità differente” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ci sono state più partite nella partita. Esalto sempre il gruppo, ma Motta si prende la scena chiaramente. Dopo il portiere, che prende 10, gli altri prendono 7.

Romagnoli grandissima partita, oltre al gol; Gila fino all’infortunio ha fatto bene, Marusic era in condizioni precarie e ha dato il suo, Tavares ha completato la sua ottava partita consecutiva, Taylor ha giocato anche con i crampi. Forse la gara di Noslin è difficile da analizzare, ma nel secondo tempo ha messo in difficoltà quasi da solo la difesa dell’Atalanta.

La distanza che non è tanta con l’Atalanta, c’è con l’Inter; la qualità della rosa è differente. Sul doppio confronto sei praticamente spacciato, nella partita unica, con la capacità che ha Sarri di preparare queste partite, e con il gruppo che ha la Lazio, il miracolo magari puoi farlo. L’Inter è una squadra completa, ha probabilmente lacune in difesa, ma resta di un certo livello. Detto questo, manca ancora un po’ di tempo, quindi andranno fatte diverse valutazioni, basta pensare che al momento loro non hanno Lautaro”.

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COPPA ITALIA

Finale di Coppa Italia, Sarri non sarà in panchina: il motivo

Il tecnico della Lazio salterà la sfida del 13 maggio contro l’Inter.

In riferimento alla semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio, il giudice sportivo, riporta SportMediaset,  ha squalificato per una giornata tutti e due gli allenatori entrambi ammoniti: Raffaele Palladino (Atalanta) già diffidato (seconda sanzione); Maurizio Sarri (Lazio) già diffidato (seconda sanzione). Ammenda di 3mila euro all’ Atalanta “per avere suoi sostenitori, al 41° del secondo tempo, lanciato un fumogeno sul terreno di giuoco ed uno nel recinto di giuoco; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”.

Secondo l’articolo 19 del Codice di Giustizia Sportiva della Figc “le sanzioni di cui all’art. 9, comma 1, lettere a), b), c), d), e), inflitte dagli organi di giustizia sportiva in relazione a gare di Coppa Italia e delle Coppe Regioni organizzate dai Comitati regionali, si scontano nelle rispettive competizioni. A tal fine, si legge, le competizioni di Coppa Italia si considerano tra loro distinte in ragione delle diverse Leghe organizzatrici delle singole manifestazioni”. Sarri, dunque, sarà squalificato per la finale di Coppa Italia contro l’Inter prevista il 13 maggio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ottimismo Rovella: a breve in campo il centrocampista

Il riscaldamento di martedì in gruppo, poi la rivelazione di Sarri nella conferenza pre-partita.

Non è finita qui, l’annata di Rovella. A sorpresa, come spiegato dal tecnico prima della semifinale con l’Atalanta, il regista potrebbe recuperare in tempo per la fase conclusiva della stagione.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, salvo sorprese, il centrocampista dovrebbe riunirsi ai compagni a ridosso della trasferta di Cremona (4 maggio). Naturalmente avrà bisogno di un minimo di riatletizzazione. Il classe 2001 finora ha saltato 23 match complessivi, per lui solamente 9 presenze tra Serie A (8) e Coppa Italia (1). Colpa anche della pubalgia che l’ha tenuto ai box da settembre a gennaio. L’incubo sta per finire.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, bolgia biancoceleste a Tor di Quinto: in 15mila a sostenere la squadra a distanza

In una serata carica di emozioni, la Lazio ha dovuto fare a meno del sostegno dei propri tifosi, ancora vittime del divieto di trasferta. Tuttavia, nonostante la continua e forte contestazione nei confronti della società, il popolo laziale non ha spento la voglia di restare unito e di far sentire la propria voce. Per questo, mentre a Bergamo erano presenti soltanto circa 200 sostenitori biancocelesti, gli unici autorizzati ad accedere allo stadio perché non residenti nel Lazio, il cuore del tifo si è spostato a Roma.  A Tor di Quinto, infatti, è andata in scena una vera e propria bolgia: secondo il Corriere dello Sport, oltre 15.000 tifosi si sono riuniti davanti ad un maxischermo, organizzato dalla stessa tifoseria, e tra cori e bandiere hanno spinto la squadra anche a distanza.

Il legame tra Bergamo e la Capitale però non si è spezzato. Allo stadio, i tifosi laziali presenti hanno anche esposto uno striscione dedicato proprio ai fratelli rimasti nella capitale. Un segnale forte di appartenenza che denota come il popolo biancoceleste continua a unirsi sotto un’unica fede nonostante le difficoltà e le fratture sempre più profonde degli ultimi tempi.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dalla valigia pronta al primo gol stagionale: Romagnoli certezza e guida verso il rush finale

Il centrale è il pilastro della Lazio di Sarri, ieri l’ultima conferma.

Un gol pesante, il primo della sua stagione. Il primo, soprattutto, dopo tutto quello che è accaduto a gennaio. Sì, perché c’è stata una storia che sembrava già scritta, un addio annunciato, una valigia pronta. Nell’ultima sessione di mercato Romagnoli, sottolinea il Corriere dello Sport, era davvero a un passo dal lasciare la Lazio. Dopo la trasferta di Lecce aveva salutato tutti, con l’idea di trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti, all’Al-Sadd di Roberto Mancini. E invece qualcosa non è andato come sembrava.

Ieri il gol, dentro una prestazione da leader difensivo, con senso di appartenenza, responsabilità. Prima della rete, c’era stata la solita prestazione da riferimento centrale. In coppia con Gila ha alzato un muro, leggendo in anticipo ogni movimento dell’Atalanta, chiudendo gli spazi, guidando la linea, con l’unico momento di vero pericolo rappresentato dal gol di Ederson poi cancellato dal Var. Romagnoli, però, non si è limitato a difendere. Ha sentito che era il momento di sbloccarsi anche dal punto di vista realizzativo, scegliendo il momento perfetto per segnare il suo primo gol stagionale, nella notte più importante.

In una stagione in cui tante certezze sono venute meno lui, conclude il quotidiano, è rimasto. Ha continuato a lavorare, a guidare, a mettersi al servizio della squadra. E anche a segnare nella partita più importante della stagione.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio ha fatto la partita che aveva preparato. Motta? La parata su Scamacca vale più dei rigori” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Sofferta ma partita interpretata come dovevi, la Lazio si è difesa bene con l’organizzazione che ha. Grande Motta, bravi anche i ragazzi a fare gol, ad essere lucidi. L’Atalanta ha dominato e tu l’hai vinta come volevi.

Partita seria, difensiva, hai parcheggiato e ti sei mosso bene. La parata su Scamacca vale più dei rigori, è stata un miracolo.

Tutti hanno messo grinta, fame, applicazione. L’unico che non mi ha convinto molto è Isaksen, mi dispiace ma lo dico perché so che può fare meglio. Ancora una volta mi è piaciuto Noslin, ha fatto una gara di presenza, di corsa, di lotta. Però tutti si sono messi in mostra in maniera positiva per la prestazione fatta in fase difensiva”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Patric: “Stagione difficile ma non abbiamo mai mollato, finale meritata per tanti motivi. E sul ruolo…”

Al termine della gara vinta dalla Lazio a Bergamo, Patric è intervenuto ai microfoni di Radio Tv Serie A:

“Per descrivere le nostre emozioni non servono le parole, si sa benissimo dal riflesso della nostra faccia. Per mille motivi è stata una stagione difficilissima ma questo gruppo non ha mai mollato e ha cercato sempre di attraversare le difficoltà in maniera positiva 

Penso che in questa Coppa Italia meritavamo per tanti motivi un traguardo simile. Siamo molto felici, speriamo di portarla a casa in finale. Mi trovo molto bene da vertice basso, sono molto felice di questa posizione e di dare il mio contributo alla squadra. Sono felice nel nuovo ruolo, ma l’importante è che la squadra vinca: l’ho sempre detto, la Lazio prima di tutto.

Motta? Edoardo è stato magnifico, una roba veramente impressionante. Quattro rigori parati è una cosa straordinaria, ma se la merita perché è un ragazzo perbene, molto giovane ma che ha avuto un grande impatto sia in campionato che in coppa. E sia a livello umano che di tranquillità: ha una testa davvero diversa rispetto ai giovani, si vede già dai suoi atteggiamenti. Ha una maturità tale che sembra giocare da dieci anni in Serie A. E questo è un aspetto fondamentale: avere la testa a posto, soprattutto per crescere in modo molto più veloce. Sono contento per lui, è un ragazzo per bene e se lo merita”.

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COPPA ITALIA

Lazio, Sarri in conferenza: “Gara da uomini. Percassi si è lamentato? Non c’è da discutere. E su Gila e l’incontro con Lotito…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo al vittoria di Bergamo: 

“Partita che ci dà gusto. In Coppa Italia abbiamo battuto le due finaliste dell’anno scorso, Milan e Bologna, oggi eliminata l’Atalanta in un campo difficile. Ci dà tanta soddisfazione, ci sentiamo meritevoli di questa finale.

Il carattere della squadra? Ha dei valori morali abbastanza elevati. Stasera ha fatto una partita da gruppo vero, che sa soffrire tutti insieme, ha fatto una partita da uomini. Per noi la sofferenza era anche superiore rispetto agli avversari. Tutti i giocatori avevano pochi allenamenti sulle gambe, è stato difficile.

Motivazioni per andare avanti? Questa partita era importante per tirare le somme di cosa abbiamo bisogno, poi era molto importante perché ci fa giocare una finale. Non mi posso basare sulla partita di stasera per capire cosa ci serve.

Lotito? L’ho visto negli spogliatoi, non c’ho parlato. Sul futuro non sappiamo nulla.

Supercoppa Italiana? Vista la situazione in Medio Oriente non è detto che andiamo lì, menomale”.

Percassi si è lamentato dell’arbitraggio? La risposta è facile: uno è fuorigioco oggettivo, non c’è da discutere. L’altro, dopo l’episodio di Cremona, non poteva non annullarlo. C’è la mano sulla palla. Il fallo di Gila è indiretto, la palla gli era sbattuta prima sul corpo. In area di rigore loro c’è stato un fallo di mano. Se si lamentano tutti mi lamento anche io. Poi si lamentano contro di noi, dopo quello che ci è successo, lasciamo perdere dai.

Se credo ai miracoli per la finale contro l’Inter? Non ci credo, so che tutte le partite non sono impossibile. La parola possibile nello sport è dura.

Gila ha preso un colpo sul tendine, non lo so.

Motta? È molto più adulto dell’età che ha, riesce a mantenere sempre una grande calma senza farsi pesare gli errori. Si è visto da come ha impattato la Serie A, c’è un momento in cui sembra un veterano. Sui rigori ha sicuramente una qualità. È mostruoso, ma mi piacerebbe che rimanesse con i piedi per terra. Ha ancora margini di miglioramento, se li trova potrebbe diventare un grande portiere”.

Un pensiero ai tifosi nel settore ospite e a Tor di Quinto? Il pensiero va anche a loro, sono tutti a soffrire davanti agli schermi. Se me li aspetto in finale? Ho grande rispetto per le decisioni delle persone. Se dovessero venire sono l’allenatore più felice del mondo”.